ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 30 marzo 2018

Sottoscala Santa Marta

Conciliabolo tenuto all'inferno da Lucifero e dai suoi demoni dopo la morte di Cristo, nostro Signore



Tratto da "La Mistica Città di Dio", vita della Madonna rivelata dalla Vergine SS. alla Venerabile Madre Maria de Jesus d'Agreda, suora Concezionista spagnola († 1665).

CAPITOLO 23


1424. Lucifero e i suoi ministri caddero dal monte Calvario fin negli abissi con più furia e turbolenza di quando erano stati precipitati dalle altezze. Il loro regno è sempre terra tenebrosa e coperta dalle ombre della morte, piena di caliginosa confusione, di miserie, angustie e disordine, come afferma Giobbe; eppure, in tale occasione la sua infelicità e il suo scompiglio furono più grandi, perché i dannati ricevettero ulteriore orrore e tormento dalla ferocia con cui i demoni vi discesero e dal dispetto che nella loro rabbia mostrarono. Certamente, questi non hanno l'autorità di porli a loro arbitrio in zone di maggiore o minore tribolazione, poiché ciò è deciso dall'equità divina, secondo i misfatti di ciascuno; tuttavia, il giusto giudice stabilisce che, oltre alla pena "essenziale", in alcune circostanze ce ne possano essere altre "accidentali". Quanto è stato commesso, infatti, ha lasciato radici e molti mali per altri, che per questo si smarriscono; così, i durevoli effetti di tali peccati non ritrattati le motivano. Giuda fu straziato con altre torture per aver venduto sua Maestà, procurandone l'uccisione. I diavoli scoprirono in quel momento che il luogo di punizioni terribili dove lo avevano collocato era destinato a coloro che si sarebbero smarriti con la fede e senza le opere, e a quelli che avrebbero rifiutato di proposito la virtù e il frutto della redenzione, contro i quali essi manifestano più collera.

1425. Appena satana ebbe il permesso di sfogare l'ira concepita contro il Salvatore e Maria e di rialzarsi dopo essere rimasto per qualche tempo steso al suolo, volle intimare ai suoi compagni la sua ribadita tracotanza contro Gesù. A tale scopo li convocò tutti e, sistematosi in una posizione elevata, dichiarò loro: «A voi, che per tanti secoli siete stati e starete nella mia fazione per la legittima vendetta delle sofferenze inflittemi, sono note quelle che mi sono state procacciate adesso da questo nuovo uomo e Dio e sapete come per trentatré anni egli mi abbia indotto in errore, celandomi la sua vera identità e i suoi atti interiori, e sgominandoci per mezzo della stessa condanna che gli abbiamo procurato per annientarlo. Prima della sua incarnazione, lo denigrai e non mi assoggettai a confessarlo più meritevole di me dell'adorazione di tutti. Per tale resistenza fui scagliato giù dal cielo insieme con voi e mi fu data questa bruttezza, indegna del mio splendore e della mia bellezza; ma più di tutto questo mi affligge il vedermi vinto e oppresso da costui e da sua Madre. Fin dalla formazione di Adamo li ho cercati con attenzione per distruggerli o, se non mi fosse riuscito, traviare le creature di lui e fare in modo che nessuna di esse lo accettasse come Signore e lo servisse, e che le sue azioni non portassero loro vantaggio. Questi sono stati i miei desideri, questi i miei pensieri e i miei sforzi, ma invano, poiché mi ha sconfitto con la sua umiltà e la sua povertà, mi ha calpestato con la sua pazienza e infine mi ha defraudato del potere che avevo nel mondo con la sua passione e la sua ignominiosa crocifissione. Ciò mi angoscia in maniera tale che, quando anche io lo strappassi dalla destra di suo Padre, dove già starà glorioso, e trascinassi tutti coloro che ha riscattato in questo inferno, non verrebbe appagato il mio odio né placato il mio furore».

1426. «È forse possibile che l'Onnipotente abbia innalzato la natura umana, così inferiore alla mia, al di sopra di tutto quello che ha fatto, che l'abbia tanto favorita da unirla a se stesso nel Verbo eterno, che prima di compiere questo abbia mosso guerra contro di me e dopo mi abbia schiacciato con mio enorme sconcerto? Sempre l'ho considerata nemica crudele, sempre è stata per me ripugnante e intollerabile. O gente tanto beneficata da colui che detesto e tanto diletta dalla sua ardente carità! Come impedirò la vostra fortuna? Come vi potrò rendere affranti al pari di me, dato che non posso togliervi la stessa esistenza? Che faremo dunque, miei vassalli? Come restaureremo il nostro impero? Come riacquisteremo forza contro i mortali? Come potremo ancora superarli? È, infatti, chiaro che da ora in poi tutti, se non sono insensibili, assolutamente ingrati e peggiori di noi contro questo uomo-Dio, che con tanto amore li ha liberati, faranno a gara nell'andargli dietro, gli daranno il proprio cuore e abbracceranno i suoi soavi precetti. Non acconsentiranno ai nostri inganni, disdegneranno gli onori illusori che offriamo e aneleranno al disprezzo, vorranno la mortificazione e conosceranno il pericolo dei piaceri, abbandoneranno i tesori e le ricchezze e avranno care le privazioni, che il loro Maestro ha reso così stimabili, e per imitarlo riterranno orribile tutto quello con cui noi proviamo ad allettare i loro appetiti. Ciò abbatte il nostro regno, poiché nessuno verrà con noi in questo luogo di confusione e di tormento, e tutti conseguiranno la beatitudine che abbiamo perso, si piegheranno fino a terra e patiranno con sopportazione; la mia indignazione e la mia superbia non avranno effetto».

1427. «Oh, me infelice, di che terribile pena mi è causa l'essermi sbagliato! Tentando questo uomo-Dio nel deserto, gli ho dato occasione di lasciare con il suo trionfo un esempio ad ognuno e ho fatto sì che ci fosse qualcuno capace di sopraffarmi. Perseguitandolo, gli ho solo permesso di educare alla sua umiltà e pazienza. Persuadendo Giuda a venderlo e i giudei ad angariarlo con feroce accanimento e ad ammazzarlo, ho affrettato la mia rovina e l'instaurarsi della dottrina che mi ero impegnato a cancellare. Come si poté abbassare in tale misura colui che era Dio? Come sostenne tanto da parte degli uomini, così malvagi? Come potei dare io stesso un simile aiuto affinché la salvezza fosse così abbondante e mirabile? Oh, che potenza divina è la sua, come mi angustia e indebolisce! Come la mia avversaria, colei che lo ha generato, è così invincibile contro di me? Il suo potere è inusitato per una semplice creatura e senza dubbio le viene partecipato dallo stesso che rivestì di carne. Costui mi ha sempre combattuto duramente attraverso questa donna, così aborrita dalla mia alterigia da quando la vidi nella sua immagine o idea. Se, però, non si soddisfa il mio orgoglioso risentimento, non desisto dal lottare contro di lui, contro Maria e contro i discendenti di Adamo. Orsù, voi che mi seguite, è ormai il momento di concretizzare la nostra ira; avvicinatevi tutti a discutere con me delle vie per farlo, perché su ciò bramo il vostro parere».

1428. A questa tracotante proposta risposero alcuni dei demoni di grado più elevato, incitandolo con vari consigli per ostacolare il frutto della redenzione. Convennero che non era possibile offendere la persona di Cristo, né diminuire il valore immenso dei suoi meriti, né distruggere la virtù dei suoi sacramenti, né falsificare o corrompere quanto aveva predicato, ma nonostante tutto c'era bisogno di trovare, corrispondentemente ai nuovi principi, mezzi e favori ordinati dall'Altissimo per il rimedio, nuovi modi di contrastarli, come anche più grandi seduzioni e raggiri. Perciò alcuni, dotati di maggiore sagacia e malizia, dissero: «È certo che i mortali hanno già nuovi ammonimenti e una legge assai forte, sacramenti nuovi ed efficaci, un nuovo modello e maestro di perfezione e una influentissima interceditrice ed avvocata in questa nuova donna; ma le inclinazioni della loro natura sono sempre le stesse, e le cose dilettevoli per i sensi non sono mutate. In tale maniera, aggiungendo nuova astuzia, disfaremo per quanto dipende da noi ciò che egli ha operato per loro, e ci scaglieremo aspramente contro di essi, cercando di attirarli con lusinghe e muovendo le loro passioni, così che le assecondino con impeto senza preoccuparsi di altro; la loro condizione è tanto limitata che, quando è occupata con un oggetto, non può badare al contrario».

1429. Con questa determinazione essi, con rinnovata furbizia, cominciarono a distribuirsi un'altra volta i compiti, dividendosi in vari squadroni, ciascuno dei quali era incaricato di istigare ad un vizio differente. Decisero di sforzarsi di conservare nel mondo l'idolatria, perché gli esseri umani non arrivassero alla cognizione dell'autentico Signore, né del loro riscatto. Se non vi fossero riusciti, poi, stabilirono di inventare sette ed eresie e, per realizzare tutto ciò, di investigare quali fossero tra di essi i più cattivi e depravati, che prima abbracciassero gli errori e poi ne fossero guide per gli altri. Fu allora che quei velenosi serpenti concepirono la setta di Maometto, le eresie di Ario, di Pelagio e di Nestorio e quante ne sono comparse dal tempo della Chiesa primitiva fino ad oggi, nonché altre che tengono pronte, delle quali non è necessario né conveniente parlare. Lucifero approvò questo piano infernale, perché si opponeva alla verità divina e abbatteva il fondamento della salvezza, che consiste nella fede in Dio. Lodò, onorò e pose al suo fianco i diavoli che avevano dato tali suggerimenti, i quali si incaricarono di individuare gente empia che introducesse simili menzogne.

1430. Alcuni si assunsero la responsabilità di pervertire le tendenze dei fanciulli, osservandole fin dalla nascita. Altri si impegnarono a rendere negligenti i padri nell'educazione dei figli, o per eccessivo amore o per avversione, e a fare in modo che questi li detestassero. Altri ancora si offrirono per mettere odio tra mariti e mogli, e per facilitare loro l'adulterio e il disprezzo della giustizia e della fedeltà. Tutti furono d'accordo che avrebbero diffuso attriti, ostilità, conflitti e vendette; li avrebbero stimolati a questo con suggestioni fallaci, spingendoli alla superbia e alla sensualità, con l'avarizia e con desideri di prestigio e dignità. Avrebbero presentato le loro apparenti ragioni contro tutte le virtù insegnate da sua Maestà e, soprattutto, avrebbero provato a distogliere le creature dalla memoria della sua passione e crocifissione, della redenzione e delle pene eterne. Ad essi parve che così costoro avrebbero rivolto le energie ai piaceri terreni, e non sarebbe rimasta loro attenzione o considerazione alcuna per ciò che è celeste e per il proprio stato interiore.

1431. Satana, dopo avere udito queste ed altre riflessioni, affermò: «Vi sono molto riconoscente per i vostri progetti e acconsento a tutti. Sarà assai semplice ottenere ogni cosa da coloro che non professeranno i decreti che Gesù ha dato; l'impresa, però, sarà ardua contro coloro che li accetteranno e aderiranno ad essi. Quindi, è soprattutto contro di loro che io intendo dare dimostrazione della mia immane rabbia. Perseguiterò in modo durissimo quanti accoglieranno le sue parole e lo seguiranno; con loro la nostra guerra deve essere fiera e ostinata sino alla fine dei giorni. Nella comunità ecclesiale devo seminare la mia zizzania: ambizione, avidità, lussuria e feroci rancori, con tutti gli altri vizi dei quali sono capo. Se si moltiplicano e crescono le colpe tra i cattolici, questi con tali ingiurie e con la loro villana ingratitudine irriteranno l'Onnipotente e faranno sì che egli neghi legittimamente ad essi il suo aiuto, meritato con tanta abbondanza da Cristo. Se con le loro mancanze si privano di tale difesa, riporteremo una sicura vittoria. È anche opportuno adoperarci per strappare loro la pietà e tutto ciò che è spirituale, e perché non capiscano l'efficacia dei sacramenti o si accostino ad essi in condizione di peccato, o almeno senza fervore e devozione; questi benefici, infatti, non sono materiali e per ricavarne maggiore frutto bisogna riceverli con tali disposizioni. Se essi saranno giunti una volta a spregiare la medicina, tardi recupereranno la salute, e faranno meno resistenza alle nostre tentazioni. Non si avvedranno dei nostri inganni, si dimenticheranno dei favori concessi loro, non stimeranno il ricordo del proprio Salvatore, né l'intercessione di sua Madre. Questa triste trascuratezza li renderà indegni della grazia e procurerà che egli, adirato, la rifiuti loro. Voglio che collaboriate tutti con me con grande vigore, non perdendo tempo né alcuna occasione di eseguire quanto vi comando».

1432. Non è possibile riferire gli espedienti che il drago e i suoi alleati macchinarono allora contro la Chiesa e i suoi membri, perché queste acque del Giordano entrassero nella sua bocca. Basti notare che conferirono per quasi un anno intero ed è sufficiente esaminare l'andamento della storia dopo il sacrificio del Signore, nostro bene, e dopo tanti miracoli, doni ed esempi luminosi di uomini santi per manifestare la fede. Ponderando che tutto ciò non riesce a ricondurre molte persone al cammino della vita, si deduce quanto il maligno abbia fatto contro di esse, e che la sua collera è tale che può dire con Giovanni: Guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore. Ma, ahimè! Verità tanto chiare come queste, e tanto importanti per intendere il pericolo in cui ci troviamo ed evitarlo con tutte le forze, sono oggi così cancellate dalla mente dei mortali, con irreparabili conseguenze! Il nemico è astuto, crudele e vigilante; noi, invece, siamo addormentati, negligenti e deboli! Come può meravigliare che Lucifero si sia tanto impossessato della terra, se pochi gli si oppongono, mentre molti lo ascoltano, lo approvano e vanno dietro alle sue menzogne, non pensando alla rovina perenne che egli guadagna loro con implacabile furia e malizia? Prego coloro che leggeranno questo scritto di non voler ignorare una minaccia così temibile. Se non la intuiscono dallo stato del mondo, dalle sue sciagure e dal danno che ciascuno sperimenta in sé, la discernano almeno dalla cura necessaria e dai numerosi validi rimedi lasciati ai suoi dal nostro Maestro. È certo, infatti, che egli non ci avrebbe applicato un antidoto simile se il nostro male, con l'eventualità di perire eternamente, non fosse stato tanto spaventoso e tremendo.

>>>>>> Se sei interessato leggi tutto il capitolo, quanto precede e quanto segue questi estratti offerti in questo articolo
Non basta
I demoni ci assillano da ogni parte.
Ci fanno fare le cose che vogliamo fare, invece di quelle che dovremmo fare. Per essere veri. Perché il nostro tempo, il tempo della nostra vita, non vada sprecato.
Li ascoltiamo. Ci sembrano saggi. Li ascoltiamo anche quando non ci sembrano tali. Perché siamo umani. Pensiamo di cavarcela. Pensiamo di essere più forti. Pensiamo di sapere, e che il sapere basti.
Non basta mai.
E attendiamo qualcuno che ci salvi, sempre più disperatamente, mentre sprofondiamo nel nostro nulla.
Per questo abbiamo bisogno di quel pane, di quel vino. Per quella forza che noi non abbiamo.
(Non basta, non basta, siamo fuggiti, quella notte, quella stessa notte. Siamo fuggiti. La salvezza non è una mano che si tende, è una mano che la nostra mano afferra)
Pubblicato da Berlicche
https://berlicche.wordpress.com/2018/03/29/non-basta/

Alla Via Crucis. Con il pensiero rivolto ad Alfie

    In questo Venerdì Santo voglio rivolgere il pensiero ad Alfie Evans, il bimbo di poco meno di due anni ricoverato all’ospedale pediatrico di Liverpool per una malattia neurologica degenerativa e destinato a morire perché, come scrive il mio amico Andrea Mondinelli, «con una velocità degna del record del mondo dei cento metri piani, quella farsa che risponde al nome di Corte europea dei diritti dell’uomo, la Cedu», ha negato il ricorso per salvarlo.
Non sembra fuori luogo quindi il titolo dell’articolo di Benedetta Frigerio  La passione di Alfie come quella di Gesù (http://www.lanuovabq.it/it/la-passione-di-alfie-come-quella-di-gesu), nel quale leggiamo: «Sta riaccadendo quello che accadde 1985 anni fa. Come Cristo allora, oggi c’è chi muore ingiustamente processato, abbandonato e tradito per potere o per paura da chi dovrebbe difenderlo. Sono i Santi Innocenti dell’Occidente ateo. Come Charlie Gard, come Isaiah Haastrup e chissà quanti nascosti ma uccisi senza colpa».
È vero. Dopo Charlie e Isaiah, ora è il turno di Alfie, la cui storia è quella di un essere umano che «chi di dovere» ha deciso di non ritenere degno di vita.
Ricoverato all’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool quindici mesi fa per episodi convulsivi, poi costretto alla terapia intensiva e ventilato a causa di un’infezione al torace resa più grave da alcuni errori dei medici (come hanno rivelato da pochi giorni i genitori, mostrando le cartelle cliniche), Alfie è stato di fatto condannato a morte dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo (mai nome risultò più  grottesco) si è rifiutata di giudicare il caso, respingendo l’appello in perfetto stile pilatesco. Adesso dunque i medici sono intenzionati a staccare la ventilazione e poiché i genitori continuano a opporsi è stato loro vietato di avvicinarsi al bambino e di coccolarlo finché non accetteranno il verdetto. Un ricatto orribile.
Scrive Benedetta Frigerio: «Come Gesù, anche Alfie ha subito un processo ingiusto, voluto dall’ospedale che ha illegalmente evitato lo step precedente della mediazione fingendo con i genitori di averla accettata».
Tra i testimoni portati dai genitori, ma non ammessi dall’ospedale, c’è il medico Nikolaus Haas, di Monaco, che non  ha esitato a parlare di metodi nazisti ai danni di Alfie. Ma il giudice Anthony Hayden l’ha liquidato così: «Non capisce la nostra cultura».
Un altro testimone è un ex infermiere dell’ospedale, Patrik Hutzel, esperto di cure domiciliari, che proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto apparire di fronte ai giudici ha ricevuto dal tribunale una e-mail con la quale gli è stato comunicato che la sua testimonianza non era necessaria.
«Ci sono poi altri parenti che avrebbero testimoniato in tribunale, confessando quello che hanno sentito uscire dalla bocca di medici e infermieri, come ad esempio il fatto che Alfie non è in coma, non è in stato semi-vegetativo, non soffre, non si sa se ci sono danni al cervello. Invece? Invece sono stati ammessi solo medici e prove a favore del giudizio dell’Alder Hey, come la dottoressa Helen Cross del Gosh (Great Hormond Street Hospital, nda), che ha visto Alfie solo per mezz’ora e che ha dichiarato, senza avvalersi di referti medici e prove cliniche, che il cervello era danneggiato. Infine, si è deciso che la vita di Alfie “non ha senso” perché “non avrà una qualità di vita degna”, come ha detto ai giudici Michael Mylonas, legale dell’ospedale».
«Dopo di che, esattamente come è successo a Gesù, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha preferito lavarsi le mani. Nel frattempo il piccolo sta andando in Croce, lottando, aprendo gli occhi, muovendosi (come si vede nei video), con la sua mamma impotente e addolorata, come lo fu la Madonna. Con un uomo, suo padre, che, come Giovanni con Cristo, per lui si farebbe ammazzare. Con alcune donne e un piccolo popolo che, pur giudicato folle dalla maggioranza, sta al suo fianco. Come fecero la Maddalena, la Veronica, il Cireneo ed altri con Cristo».
E Pietro? E Giuda? Si chiede Benedetta Frigerio: «Oggi con Alfie, come allora con Gesù, c’è chi nel popolo di Dio sta tradendo come Giuda, sapendo di farlo, per piacere al mondo, per potere o per trenta denari?»
Sarà Dio a giudicare. Ma noi abbiamo il dovere di raccontare. Charlie, Isaiah, Alfie: sono martiri innocenti, «il cui sangue puro è l’unica possibilità di salvezza per l’Occidente adulto insozzato di peccato».
«Non abbiamo più vie legali per difendere nostro figlio, che vuole vivere, mentre medici e giudici non vedono l’ora che sia morto. Imploriamo papa Francesco di intervenire. È l’unico che ci può difendere», dice  Thomas Evans, il papà di Alfie.
«Sembra che tutti vogliano Alfie morto al più presto. Mio figlio Alfie ha quasi due anni, ha messo su peso (quasi diciassette chili), succhia il suo ciuccio, ci fissa, combatte con noi al suo fianco. E i medici? Non desiderano altro che muoia presto. Alfie non è il solo ad aver subito questo trattamento, penso a Charlie, ad Isaiah e a tante altre situazioni nascoste: per questo imploriamo nostro padre, papa Francesco, di aiutarci!».
Questa sera le meditazioni per la Via Crucis al Colosseo, alla presenza di Francesco, incominceranno tutte con queste parole: «Ti vedo, Gesù». Ebbene, noi oggi vediamo Gesù anche in Alfie, soprattutto in Alfie.
Aldo Maria Valli