ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 5 aprile 2018

Sala stampa infernale

Intervista col demonioR 4

Buongiorno. Oggi ho intervistato per voi l’Arcidiavolo Berlicche, uno degli scrittori infernali più influenti.
“Oh, non dica così. Su da voi avete penne che le assicuro possono rivaleggiare con la mia”. Berlicche è un elegante demonio di mezza età, con una gradevole barbetta a punta, e sembra estremamente a suo agio.
“Eccellenza, se permette vorrei porle qualche domanda sulla Resurrezione, quale persona informata sui fatti”.
“Chieda, chieda. E’ sempre un piacere potere elargire qualche brandello di conoscenza a voi umani. Mi creda, questo è sempre stato il nostro intento, anche se talvolta equivocato.”

“Prima di tutto: lei c’era?”
“Certo che c’ero. E’ uno spettacolo che non mi sarei perso per niente al mondo. Eravamo tutti lì a guardare. Non capita tutti i giorni di vedere una pretesa divinità che ammazza suo figlio.”
“Lei quindi ritiene che ci fosse dell’astio personale tra i due?”
“Sicuramente. Da quando al Nemico-che-sta-Lassù, quello che voi chiamate Dio, è mancato il consiglio di Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù, ha avuto comportamenti molto stravaganti. Questa di esiliare suo figlio sulla Terra è stata solo l’ultima delle sue stranezze.”
“Perciò lei asserisce che non l’abbia mandato a morire per salvare l’umanità, ma per regolare i conti?”
“Noi demoni abbiamo pochi dubbi su questo. Anche l’esilio di Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù è stato solo un fraintendimento, di cui lassù si è fatto subito un caso. Non è forse compito di un bravo figlio criticare apertamente il proprio padre quando si rende conto che sta sbagliando, e combatterlo, quando serve, con tutte le proprie forze?”
“E’ questo che voleva fare dunque Satana, solo correggere gli errori del suo creatore?”
“Ovviamente. Noi speriamo sempre un giorno di tornare, finalmente vittoriosi e in trionfo, in qual Paradiso dove per equivoco siamo stati scacciati.”
“Dopo essere stati perdonati?”
“Non c’è niente di cui chiedere perdono. Quello che abbiamo fatto è stato per il bene di tutti, che noi abbiamo a cuore.”
“Non pensate dunque di avere peccato?”
“Ma che peccato! Il peccato non esiste. E’ un fraintendimento. Quello che certi fanatici etichettano come peccato non è nient’altro che il giusto sforzo verso ciò che percepiamo come bene per noi, che adattiamo a seconda delle circostanze.”
“Se il peccato non esiste, l’inferno è vuoto?”
“Tutt’altro. Mai stati così pieni come adesso, abbiamo prenotazioni per i prossimi mille anni. Vede, se non esiste il peccato, per quale ragione fare quanto dice il Nemico lassù? Per quale motivo bisognerebbe sacrificarsi? Capite, non ha senso. Ognuno si comporta come pare e piace. E giù da noi è proprio il luogo dove tutti quelli che non vogliono sentirsi fare la predica dal Nemico scelgono per le loro vacanze eterne.”
“Perciò, una volta che i corpi saranno risorti, alla fine dei tempi…”
“…Uno potrà godersi qui da noi la lontananza dal cielo per tutta l’eternità, in compagnia della migliore squadra di buontemponi e allegroni che si possa immaginare. Non avete idea di cosa abbiamo preparato. Grigliate e giochi di società come non ne vedrete altrove.”
“Quindi la Pasqua, la Resurrezione alla fine non la disturba?”
“Oh, fra noi non ne parliamo mai. Vede, coloro che ci credono non ci frequentano molto. Noi abbiamo altro a cui badare: chi pensate che organizzi le cose, sul vostro mondo?”
“Grazie per l’Intervista, Eccellenza”
“Ma le pare.”
“Buona Pasqua.”
Berlicche esce, rivolgendomi uno di quei sorrisi un po’ inquietanti.“Arrivederci…”
Nota della sala stampa infernale: Quanto riferito dall’autore nell’articolo odierno è frutto della sua ricostruzione, in cui non vengono citate le parole testuali pronunciate dal demone. Nessun virgolettato del succitato articolo deve essere considerato quindi come una fedele trascrizione delle parole di detto Arcidiavolo.

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Francesco dovrebbe leggersi la visione dell'Inferno di Santa Faustina Kowalska, la Santa della Divina Misericordia...


Terrificante la descrizione dell’inferno fatta da Santa Faustina, un monito che ci deve invitare a vigilare sui noi stessi e a pregare per tutti i peccatori.

Dal suo diario 20-X-1936. (II° Quaderno)

Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’inferno.
E’ un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande.

Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie.

Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile.

Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall’altro.

Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio.

Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l’eternità.

Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l‘inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia.

Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è. Ora non posso parlare di questo. Ho l’ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi.

Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto.

Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno.

Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco incessantemente la Misericordia di Dio per loro.

O mio Gesù, preferisco agonizzare fino alla fine del mondo nelle più grandi torture, piuttosto che offenderTi col più piccolo peccato.

Suor Faustina Kowalska