ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 10 aprile 2018

Tra Novella 2000 e Avvenire



Don Mauro Leonardi è un prete emergente e molto trendy: giornalista, scrittore, poeta, attivissimo in video e sui social, costruttore di ponti, abbattitore di muri, dialogatore estremo, bergoglista d’assalto, si divide tra Novella 2000 e Avvenire. Sul serio, collabora sia con quella pubblicazione piena di servizi inutili e vignette blasfeme, e allo stesso tempo con il noto settimanale di gossip.
È quello che, nella smania di costruire ponti che non staranno mai in piedi, non molto tempo fa valorizzava la prima pagina del già malridotto Avvenire con i suoi racconti morbosi di donne fedifraghe nella rubrica quotidiana “In tre mesi” ([1]). Forse si era sbagliato, pensava di scrivere su Novella 2000, ma sta di fatto che nessuno s’è accorto dell’errore.

È quello che non si possono negare i funerali ai conviventi, ai risposati e alle coppie gay, altrimenti non ci rimane più nessuno da seppellire cristianamente ([2]). E viene ritwittato da Luxuria.
È quello che ci va anche, a casa di Luxuria, per intervistarlo e riportarci che il sig. Vladimiro è molto devoto alla Madonna. Prima di lui, solo don Gallo aveva osato varcare quella soglia ([3]).
È quello che si esibisce nelle più improbabili interviste trash con personaggi del calibro di Franco Trentalance (pornoattore), Giuseppe Cruciani (porno conduttore), Cristiano Malgioglio, Serena Grandi, Nina Moric, oltre al già sopra citato. Una concentrazione di cervelli mai vista prima.
È quello che, scandalizzandosi di chi si scandalizzava, plaudeva all’attacco di discernìte del vescovo di Gorizia quando si lavò le mani sul penoso caso del “matrimonio” dell’omoscout di Staranzano ([4]).
È quello che si sente onorato se lo accostano al sacerdote arcobaleno Padre James Martin, schernendosi: “ma credo che il gesuita faccia un lavoro molto più profondo ed importante del mio” ([5]). Suvvia reverendo, non sia modesto!
È quello con la straordinaria capacità di tenere in vita un blog intitolato “Come Gesù”, senza che vi sia in esso la più pallida traccia dell’insegnamento di Nostro Signore. In tale sito – da regolamento – “è possibile discutere gli argomenti caldi del nostro paese minimizzando gli aspetti divisivi”, ed “è proibito enunciare verità della fede Cattolica, valori, norme morali” in modo chiaro. Ad esempio è vietato dire ad un musulmano “Gesù è il vero Messia e non Maometto” ed altre bizzarrie simili. Ma attenzione, “non per puro irenismo”, bensì perché è assolutamente necessario “non fare proselitismo”.
Insomma nulla di cui scandalizzarsi, è solo uno che mette in pratica con gran entusiasmo gli insegnamenti che arrivano dalla centrale.
Per concludere la presentazione prima che diventi noiosa, è quello che si vanta di aver coniato l’espressione “catholically correct”, in contrapposizione a politically correct. Ovviamente egli stesso ci tiene a precisare di non aver nulla a che fare col primo, mentre, aggiungiamo noi, è annoverabile tra i massimi esponenti e divulgatori del secondo.
Ma di cosa si tratta esattamente? Leggiamo le sue parole:
Preferisco raccontare questa deformazione ideologica del cristianesimo come qualcosa di astratto, consapevole come sono che chi ne è affetto ne può guarire e chi se ne crede immune potrebbe invece esserne colpito. Come il politically correct, il catholically correct è un insieme di opinioni e di atteggiamenti relazionali che creano un’appartenenza sociale: dicono un dentro e un fuori, un “con noi” o un “contro di noi” ([6]).
La cattiva notizia è che chi scrive, e probabilmente i suoi tre lettori (per non parlare dell’editore), hanno contratto questa terribile patologia; la buona è che si può guarirne. Ce lo assicura Don Leonardi.
Anche se mi pareva che Qualcun altro avesse detto:
Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde ([7]).
Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando ([8]).
Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato ([9]).
Chi dice: “Lo conosco” e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui ([10]).
E qualcun altro aveva specificato:
Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio ([11]).
Ma si vede che questa ormai è roba vecchia.
Ricapitolando: è proibito, a rischio di cause e a breve anche di sanzioni penali, dire che certi amici di Don Leonardi non sono tra le frequentazioni più raccomandabili e qualche problema forse ce l’hanno, ma si può tranquillamente affermare che il cattolico che si sforza di restare fedele al vero insegnamento di Cristo è deformato ideologicamente, rigorista, praticamente malato.
Indaghiamo oltre, per scoprire i sintomi di questo inatteso nuovo flagello di inizio millennio:
Un’affermazione catholically correct riguarda, in senso lato, i temi religiosi del politically correct. La sua scaturigine è spesso la difesa dei cosiddetti “valori non negoziabili” e frequentemente esordisce in contrapposizione al politically correct.
Orrore orrore: i valori non negoziabili, cosiddetti. A parte che sono princìpi, esiste ancora qualcuno che si ostina a sostenerli? Ma c’è dell’altro. Con precisione da entomologo Don Mauro descrive usi e abitudini di questa strana specie:
I cattolici integralisti (o fondamentalisti) sono da sempre esistiti ma i “catholically correct” non sono solo questo, sono qualcosa di più e di diverso: i catholically correct sono persone che partendo da un’interpretazione rigorista del credo o della morale cristiana, senza celare il loro malumore verso il Papa, sono soliti muoversi in massa sui social con vigorosissimi fischi o applausi, insulti, minacce o lodi, che nascono come virtuali ma che purtroppo, divengono poi reali in termini di divisioni, isolamenti e contrapposizioni nella vita reale.
Pensavate di essere i soliti integralisti, invece siete molto peggio: siete cattolicamente corretti. Vergogna! Vandali che non siete altro, che andate in giro per la rete a fischiare e a dividere le brave persone. E non celate nemmeno il vostro malumore verso il Santo Padre. Magari votate anche Lega e fate cucinare a vostra moglie, o segare il prato a vostro marito. Depravati!
Il “cristianesimo ideologico” che alimenta i catholically correct è quello di cui ha spesso parlato il Papa: «Ogni interpretazione ideologica, da qualsiasi parte venga, da una parte o dall’altra è una falsificazione del Vangelo» (Meditazione Santa Marta, 19 aprile 2013).
Quindi è ideologico insegnare e praticare ciò che la Chiesa ha da sempre insegnato e praticato, mentre è da buon cristiano stravolgere il magistero, occultare la verità e mimetizzarsi nella massa per non infastidire troppo un mondo sulla via del suicidio. Basta saperlo.
Sul caso di Charlie, il bambino inglese:
In un caso in cui era complicatissimo dire se ci fosse o meno accanimento terapeutico, è piovuto di tutto sulla classe dei medici (anche cattolici) che non la pensavano secondo il main stream catholically correct: dal dire che si voleva uccidere Charlie per soldi, al paragone con i medici nazisti, per finire con lo stato che “dà la morte”.
Siamo di fronte ad un ulteriore inedito: il “mainstream catholically correct”. E noi che credevamo si trattasse dell’unico insegnamento perenne valido per tutti i cattolici e tutti gli uomini, derivante dalla legge divina e naturale e dalla tradizione che l’ha affinata; noi che pensavamo di essere una ristretta minoranza fastidiosa e inascoltata, prossima alle catacombe, ne facciamo parte a tutti gli effetti. Accendete la TV, presto, e sintonizzatevi su Fazio, Gruber, Formigli, Floris, De Filippi: siamo mainstream e non lo sapevamo!
[…] Ho già scritto che essere catholically correct è un rischio che riguarda tutti i cattolici: aggiungo ora che dare il nome alle patologie aiuta a diagnosticarle e quindi a curarle. E forse per questo ho una possibilità in più di non cadere nel contagio.
Sarà, ma se per seguire l’insegnamento di Cristo occorre essere additati come catholically correct patologici, noi appartenenti a questo fantasioso mainstream catacombale ce ne faremo una ragione.
Anche se presto ci verranno a prendere per farci un bel TSO in modo da diventare tutti moderni e tolleranti come Don Leonardi.
[continua]
[1]   https://www.avvenire.it/rubriche/in-tre-mesi
[2]   http://www.gay.it/attualita/news/funerali-alex-luca
[3]   http://www.farodiroma.it/vangelo-secondo-luxuria-intervista-mauro-leonardi-novella-2000/
[4]   https://mauroleonardi.it/2017/07/19/blog-leucarestia-ai-capi-scout-gay-di-staranzano/
[5]   https://mauroleonardi.it/2018/01/23/sabino-paciolla-attenti-quei-due-ovvero-soggettivismo-allattacco-dellinsegnamento-della-chiesa/
[6]   https://www.agi.it/blog-italia/culture/il_cristianesimo_ideologico_e_i_sostenitori_del_catholically_correct-2001045/post/2017-08-01/
[7]   Lc 11,23
[8]   Gv 15,14
[9]   Gv 15,22
[10]     Gv 2,4
[11]     1Cr 6,10

– di Marco Manfredini