ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 3 maggio 2018

L’Autodivinizzazione dell’uomo

Il neo-gnosticismo



Testo dell'audio
Se siamo davvero di fronte ad una nuova religione, la nostra domanda adesso deve essere quale sia precisamente.
Prima di esaminarla alla luce torbida della Gnosi, ci possiamo chiedere se sia semplicemente una nuova forma del Protestantesimo, dell’Umanesimo o dell’Ateismo. Sicuramente la Fede cattolica, come viene presentata oggi, possiede una certa somiglianza ad ognuno di questi sistemi. Ma la somiglianza deriva non da qualche caratteristica particolare dell’uno o dell’altro sistema,bensì da una caratteristica che tutti condividono, cioè il soggettivismo.

Abbiamo già argomentato come il principio essenziale della teologia di Martin Lutero – e dunque anche del Protestantesimo in genere – sia quello del soggettivismo. Lo stesso principio si manifesta sia dentro l’Umanesimo (anti-cristiano), sia dentro l’Ateismo, nella forma dell’Antropocentrismo. Ma questo stesso spirito si manifesta ancor più chiaramente nella Gnosi, essendo la Gnosi nient’altro che lo spirito dell’egoismo elevato allo stato di religione.
Per potersi qualificare come una forma di Gnosi, la nuova religione deve non solo esser caratterizzata dal soggettivismo, tuttavia deve anche possedere chiaramente e sufficientemente le qualità della Gnosi.
Guardando la nuova religione alla luce della Gnosi, possiamo vedere come le qualità della Gnosi che essa riveste siano: in primo luogo, il suo principio essenziale, che è l’autodivinizzazione dell’uomo; poi la centralità accordata alla conoscenza ed alla sensualità, al triplice monismo ed, infine, al principio dell’evoluzione.
L’Autodivinizzazione dell’uomo
La tesi dell’autodivinizzazione dell’uomo si manifesta ad esempio nella dichiarazione, che vuole l’uomo ‘l’unica creatura voluta per sé stesso’ (Gaudium et Spes, una dichiarazione che il card. Schoenborn descrive come la chiave per comprendere il Nuovo Catechismo, del quale era editore); e che l’uomo (almeno nel matrimonio) deve essere amato con un amore di ‘autodonazione totale’ (Familiaris Consortio). Facciamo notare che l’autodivinizzazione in questione non è più considerata come un processo da intraprendere, bensì come un atto già compiuto.
Questo fenomeno nella sua estensione più ampia si può descrivere come un antropocentrismo idolatrico o come l’interessamento unico al benessere, al piacere ed alla sensibilità dell’uomo. Costituisce un nuovo e soffocante umanesimo, dove Dio viene scartato e l’uomo messo al Suo posto. Questo nuovo umanesimo sta difatti raggiungendo lo status di una vera e propria dottrina nella bocca del clero e anche della Gerarchia e si esprime negli abusi liturgici, in cui i Sacri misteri vengono celebrati (con le parole di Benedetto XVI) ‘come se Dio non esistesse.’
La Conoscenza
La Gnosi dentro la Chiesa si manifesta altrettanto nella ricerca dell’esperienza di Dio. L’esperienza può prendere la forma di un incontro spirituale con nostro Signore Gesù Cristo, come nel ‘Movimento carismatico’ derivante dall’entusiastica tradizione protestante, o la forma di un incontro sacramentale col ‘Signore Risorto’, considerato proprio come l’essenza della santa Messa.
Una differenza tra questa conoscenza e quella gnostica tradizionale è che non è più arcana.
Un aspetto importante di questa conoscenza di Dio è il piacere o la gioia, che ricorda la natura piacevole della conoscenza gnostica. Il movimento carismatico e la Chiesa moderna in genere accentuano la gioia. Anzi, vedono la vita cristiana alla sua luce: se ci manca la gioia, la vita cristiana diviene per loro incomprensibile o persino insopportabile.
Questa gioia spirituale si esprime nelle manifestazioni più festose della musica ecclesiastica moderna con la sua forte carica emozionale, col suo alto volume e con le sue melodie liriche, in contrasto marcato alla solennità ed alla sobrietà del canto gregoriano e del canto dei riti antichi orientali, nonché alla profondità del primo nella sua gioia spirituale, nell’ordine e nell’armonia che infonde alle sofferenze del cuore umano e nella sua ineffabile nostalgia per la patria celeste.
La sensualità
Guardiamo di nuovo la frase della Genesi: ‘… l’albero era buono a mangiarsi, piacevole agli occhi e desiderabile per avere la conoscenza’. La frase descrive i primi momenti di concupiscenza da parte di Eva e si riferisce non solo alla conoscenza piacevole, ma anche e più generalmente al piacere sensuale. Per di più, questo incontro primordiale tra la Donna ed il Demonio viene preso tradizionalmente come simbolo dell’impurità, cui condurrà l’incontro.
Nel Magistero contemporaneo si manifesta uno slittamento nella dottrinale centrale della Chiesa sull’amore: dall’amore sovrannaturale della Carità all’amore naturale dei sensi – all’affetto, alla gioia, al sentimentalismo ed alla sensibilità. La dottrina del Magistero contemporaneo sul matrimonio è stata descritta persino come ‘l’amore sensuale assolutizzato’.
Nei Sinodi sulla famiglia, taluni Vescovi si sono compiaciuti di poter guardare con benevolenza alla convivenza extramatrimoniale ed alle unioni contro-natura. Nell’enciclica susseguente Amoris Laetitia osserviamo già nel titolo un interesse verso la gioia e, nel corpo del testo (§298 assieme alla nota 329), una mossa per rilassare la proibizione e la condanna assolute dell’adulterio da parte di nostro Signore Stesso, il tutto a favore dell’amore sensuale. Qualche mese dopo, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, fogliettini diffusi dalla Commissione Pontificale della Famiglia furono distribuiti, pieni di oscenità. In altre parole, uno spirito di sensualità è entrato nella mente degli uomini di Chiesa, richiamando gli eccessi peggiori del Catarismo (nella foto, il castello di Montségur, fu l’ultimo bastione del Catarismo, prima dell’assedio finale).