ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 25 giugno 2018

Queste cose non si possono più dire?

NULLA SALUS EXTRA ECCLESIAM


La Chiesa non deve auto-mortificarsi per una malintesa forma di rispetto verso gli altri: il grave errore che non indica fedeltà a Gesù. Se pensate che essere cristiano o satanista sia la stessa cosa che Dio abbia pietà di voi 
di Francesco Lamendola   


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Una delle cose più politicamente scorrette che si possano dire, oggi, è ciò che qualsiasi bambino che frequentava i corsi di catechismo imparava a memoria, a otto o nove anni, prima del Concilio, e cioè che nulla salus extra ecclesiam, per la semplicissima ragione che la Chiesa è lo strumento istituito da Gesù per la diffusione del Vangelo, e che solo nel Vangelo c’è la verità, perché Gesù disse di Sé: Io sono la via, la verità e la vita; e non disse: Io sono una delle vie, una delle verità e una delle salvezze. Il fatto è che noi moderni ci siano abituati a considerare normali le cose più assurde, come il fatto che ci siano “le” verità, al plurale, o “i saperi”, o “le filosofie”, eccetera. Ma la verità è una: e questo concetto, di per sé evidente, è sempre stato accettato come perfettamente logico per secoli e secoli, a cominciare dai più grandi pensatori. E siccome Gesù disse: Io sono la verità, ne consegue che Mosè non è la verità, Maometto non è la verità, Buddha non è la verità. Arriviamo quindi alla scorrettissima, ma sacrosanta affermazione: non ci sono le religioni; c’è la religione vera, il cristianesimo, nella sua forma cattolica romana, e ci sono le false religioni, nonché le confessioni che, pur essendo radicate nella verità di Cristo, sono eretiche, apostatiche e scismatiche.  
Rileggiamo quel che dice il Catechismo di san Pio X, quello sul quale hanno studiato la dottrina le persone che oggi hanno almeno una sessantina d’anni, §§ dal 122 al 132:

122. CHE SIGNIFICA "COMUNIONE DEI SANTI "? Comunione dei santi significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall'affetto al peccato.
123. I BEATI DEL PARADISO E LE ANIME DEL PURGATORIO SONO NELLA COMUNIONE DEI SANTI? I beati del paradiso e le anime del purgatorio sono anch'essi nella comunione dei santi, perché congiunti tra loro e con noi dalla carità, ricevono gli uni le nostre preghiere e le altre i nostri suffragi, e tutti ci ricambiano con la loro intercessione presso Dio.
124. CHI È FUORI DELLA COMUNIONE DEI SANTI? E' fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl'infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati. 125. CHI SONO GL'INFEDELI? Gl'infedeli sono i non battezzati che non credono in alcun modo nel Salvatore promesso, cioè nel Messia o Cristo, come gl'idolatri e i maomettani.
126. CHI SONO GLI EBREI? Gli ebrei sono i non battezzati che professano la legge di Mosè e non credono che Gesù è il Messia o Cristo promesso.
127. CHI SONO GLI ERETICI? Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata dà Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti.
128. CHI SONO GLI APOSTATI? Gli apostati sono i battezzati che rinnegano, con atto esterno, la fede cattolica già professata.
129. CHI SONO GLI SCISMATICI? Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi Pastori, e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede.
130. CHI SONO GLI SCOMUNICATI? Gli scomunicati sono i battezzati esclusi per colpe gravissime dalla comunione della Chiesa, affinché non pervertano gli altri e siano puniti e corretti con questo estremo rimedio.
131. E' GRAVE DANNO ESSER FUORI DELLA CHIESA? Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno né i mezzi stabiliti né la guida sicura alla salute eterna, la quale per l'uomo è l'unica cosa veramente necessaria.
132. CHI È FUORI DELLA CHIESA SI SALVA? Chi è fuori della Chiesa per propria colpa e muore senza dolore perfetto, non si salva; ma chi ci si trovi senza propria colpa e viva bene, può salvarsi con l'amor di carità, che unisce a Dio, e, in spirito, anche alla Chiesa, cioè all'anima di lei.

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Gesù disse di Sé: Io sono la via, la verità e la vita; e non disse: Io sono una delle vie, una delle verità e una delle salvezze.

Oggi, a quanto pare, queste cose non si possono più dire: non starebbe bene; non solo: vi accuserebbero di cercare lo scontro, di essere intolleranti, di non aver capito niente del “nuovo” spirito impresso alla Chiesa dal Concilio. Appunto. È possibile che un concilio imprima alla Chiesa uno spirito nuovo? Nuovo, in che senso? La funzione della Chiesa è una ed una sola: custodire il Deposito della fede e, nello stesso tempo, annunziare il Vangelo. Senza annacquarlo, senza evirarlo per renderlo più appetibile al mondo. Gesù non faceva così: il suo stile era franco e diretto. Diceva sì, sì, e non no; e diceva pure che tutto il resto viene dal diavolo. Non aveva paura di provocare discussioni e controversie. Neppure di creare divisioni: Non sono venuto a portare la pace, ma una spada; metterò tre contro due e due contro tre; il padre contro il figlio e il figlio contro il padre, la madre contro la figlia e la figlia contro la madre… Più chiaro di così. Forse i cattolici progressisti hanno letto troppo Hans Küng e Karl Rahner, e troppo poco il Vangelo; forse hanno più familiarità con la Nostra aetate che con l’Apocalisse. Ma questo è un grave errore e non indica fedeltà a Gesù Cristo. Lo scrittore Léon Bloy soleva dire: Per sapere le ultime notizie, leggo san Paolo e il Libro dell’Apocalisse. Léon Bloy aveva capito, ma i cattolici progressisti e postconciliari non hanno capito; non hanno capito che il cristiano vive con un piede nell’eternità e che il suo costante nutrimento spirituale consiste nell’adorazione, nella preghiera e nella lettura delle Sacre Scritture, non in ciò che hanno detto o scritto questo o quel teologo progressista pari loro. La vita dell’anima del cristiano è la vita soprannaturale, non quella naturale: ogni qualvolta egli si attarda a rivendicare ”diritti” e a pretendere cose nella sfera della vita terrena, si allontana da ciò che è essenziale. Essenziale è solo Dio e unicamente io, per mezzo di Gesù Cristo; tutto il resto può avere la sua importanza nella sfera del finito, ma giammai la sfera del finito avrà la precedenza, per il cristiano, rispetto alla dimensione dell’assoluto. Il cristiano vive per unirsi a Dio, per farsi docile strumento della sua volontà, il che non può avvenire finché non si spoglia del suo io; e questo non accadrà mai, se egli non la smette di dare eccessiva importanza alle cose terrene. Le cose terrene hanno valore solo in rapporto all’assoluto; in se stesse, non ne hanno, o ce l’hanno solo in quanto soddisfazione di legittime necessità, ma null’altro. Opinare diversamente, significa non essere dei veri cristiani. Non si tratta d’intransigenza, e tanto meno di fondamentalismo, ma di pura e semplice evidenza: chi, dopo aver gustato l’acqua freschissima di un torrente di montagna, preferirà abbeverarsi ad un stagno paludoso, dall’acqua tiepida e giallastra? Ebbene, tale sarebbe il cristiano che preferisse le cose di quaggiù alle cose di lassù. I cattolici progressisti e i teologi della “svolta antropologica” diranno che questo non è giusto, che è il riflesso di una mentalità antiquata, negatrice delle gioie terrene. Ma quali gioie terrene, per favore? Di che stiamo parlando? Per il cristiano, le gioie terrene sono legittime, ma solo in quanto tappe verso il perfezionamento spirituale. Per il resto, le cosiddette gioie terrene sono un fardello, una zavorra e, sovente, un inganno, che ritarda il cammino verso la vita soprannaturale e che tende a respingere l’anima nelle acque basse e fangose, mentre c’è un mare limpido e trasparente che l’attende. Rileggiamo ancora una volta quei bellissimi versetti di san Paolo (Filippesi, 3, 7-11), nei quali egli, ancor meno diplomatico, dice chiaro e tondo che tutto ciò che non avvicina a Cristo è, per lui, peggio che qualcosa d’inutile, è addirittura “spazzatura”; e così, ci sembra, dovrebbe sentire ogni vero cristiano, prima ancora che con il ragionamento, semplicemente con il cuore.
Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti.

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C'è solo una Chiesa: quella di Gesu' Cristo. La Chiesa è lo strumento da Lui istituito per la diffusione del Vangelo e solo nel Vangelo c’è la verità.

Un’altra obiezione che i cattolici progressisti, insieme ai loro amici radicali, laicisti e, in genere, non cattolici e anticristiani, fanno a chi voglia dire apertamente che non ci sono “le”religioni, e che tanto meno si può parlare dei giudei come dei nostri “fratelli maggiori”, perché essi non sono affatto tali, ma sono i seguaci di un’altra religione (i cui massimi esponenti, a suo tempo, ma questo sia detto solo per inciso, vollero e pretesero ad ogni costo la morte in croce di un certo Gesù Cristo, che era, sì, un giudeo, ma era anche il divino Salvatore e non era affatto, in questo senso, un loro fratello “minore”), è che ciò provocherebbe tensioni infinite con gli islamici immigrato in Italia e in Europa, e, in genere, con tutti i seguaci delle altre religioni. Rispondiamo che un argomento di ordine pratico non può essere una seria obiezione in un discorso di ordine teologico, cioè un discorso sulla Verità. Se ai seguaci delle altre religioni non piace che in Italia e in Europa si dica che la sola religione vera, e perciò degna questo nome, è la cristiana, non hanno che da tornarsene da dove sono venuti: qui non è gradito chi viene con la pretesa di modificare, a nostro danno, le nostre tradizioni e le nostre più profonde convinzioni, nonché i nostri valori. Qui sono bene accette solo le persone che, provenienti da altre culture, si integrano nella nostra società, oppure che, pur conservando la loro fede, si limitano a praticarla con discrezione, ringraziando per la libertà che viene loro accordata (libertà di cui i cristiani generalmente non godono affatto, nei loro Paesi). Ma per il cristiano, Gesù Cristo, e Lui soltanto, è via, verità e vita: un vero cristiano non dirà mai che anche Mosè, o Maometto, o Buddha, sono la via, perché, se lo facesse, non sarebbe più un cristiano, ma un relativista. E un vero cattolico non dirà mai che Lutero, in fondo, aveva ragione, e tanto meno dirà che la sua “riforma”, o meglio la sua eresia e il suo scisma, sono stati un “dono” dello Spirito Santo. Ma poiché il signor Bergoglio e il signor Galantino hanno detto tali cose, allora ne consegue, per una necessità di ordine logico, che costoro non sono dei veri cattolici, ma dei protestanti travestiti da cattolici, e che l’obiettivo a cui tendono è seminare la massima confusione possibile fra i credenti, in modo da far sì che non capiscano più nulla e non si rendano neppure conto che il Vangelo, quello vero, e il Deposito della fede che su di esso si fonda, sono stati stravolti e continuano ad esserlo, impunemente e sfacciatamente, proprio sotto i loro occhi.

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Se pensate che essere "cristiano o satanista" sia la stessa cosa che Dio abbia pietà di voi. Troppi presunti cattolici, fino al vertice non sono dei veri cattolici, ma quando va bene dei "protestanti travestiti da cattolici"


Nulla salus extra ecclesiam: vogliamo dirlo?

di Francesco Lamendola


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