ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 6 luglio 2018

Il pericolo viene da dentro

FUORI A PEDATE GLI ERETICI


Fuori a pedate gli eretici dalla Chiesa. I veri cattolici devono insorgere e c'è un discorso economico da fare: a che titolo la falsa chiesa amministra le enormi donazioni fatte a suo tempo dai nostri nonni dai nostri antenati? 
di Francesco Lamendola  

 00 SAN TOMMASO

La pazienza, l’umiltà, la disciplina dei buoni cattolici devono avere un limite: quello oltre il quale tacere e sopportare equivarrebbe a consegnare la Chiesa nelle mani degli eretici, il che condurrebbe le anime all’apostasia. È quello il confine che non può essere superato; è quello il momento in cui non si può rimanere in silenzio. Certo, si tratta di una situazione non solo drammatica, ma inedita: non era mai accaduto, salvo rare eccezioni, e per lo più a livello locale, che i fedeli dovessero guardarsi dai loro pastori, che dovessero vigilare affinché questi non insegnassero loro false dottrine, non stravolgessero il significato dei Sacramenti, né attentassero alla santità della divina Eucaristia. 

Fino ad ora, nell’arco di due millenni, le minacce, i pericoli, le persecuzioni, erano venuti quasi sempre dall’esterno. Ora il pericolo viene da dentro: dei lupi travestiti da pastori vogliono impadronirsi della Sposa di Cristo, con danno e pericolo immenso per le anime. Perciò non è possibile tacere, non è possibile limitarsi ad aspettare che passi. Perché non passerà: se qualcuno non li ferma, gli eretici non si fermeranno, sinché non avranno distrutto la fede e non avranno fatto piazza pulita del cattolicesimo. La chiesa che essi vogliono, la chiesa che servono, non è la vera Chiesa fondata da Gesù Cristo, ma una sua diabolica contraffazione. Lo scandalo è enorme, continuo, incessante. Il cardinale De Kesel e padre James Martin, i quali auspicano il riconoscimento del matrimonio omosessuale; padre Sosa Abascal che nega l’esistenza del diavolo e mette in dubbio la veridicità dei Vangeli; monsignor Paglia, che leva fino alle stelle le lodi di Marco Pannella; monsignor Galantino che proclama lo scisma di Lutero un dono dello Spirito Santo; il cardinale Bassetti che straparla di dovere cristiano di accogliere i falsi profughi, cioè di favorire l’auto-invasione islamica dell’Italia; e poi, più grave di tutto, ciò che dice da Santa Marta, e in mille altre occasioni, il signor Bergoglio: che Gesù si è fatto diavolo; che nessuno sa perché esiste la sofferenza; che le Persone della Santissima Trinità stanno sempre a litigare fra di loro; che la Madonna ha pensato di essere stata ingannata da Dio Padre; che Gesù fa un po’ lo scemo; che Gesù era diventato brutto da fare schifo; che Lutero, sulla predestinazione, aveva ragione: tutti costoro parlano e agiscono, oggettivamente, da eretici, e diffondono dottrine eretiche, nonché oltraggiose, le quali, fino a prima del Concilio, sarebbero certamente state sanzionate come tali. La comunione ai divorziati e ai protestanti, per esempio: ma quando mai? Forse che Pio X, o Pio XI, o Pio XII, l’avrebbero tollerata? Non solo non l’avrebbero tollerata, ma nemmeno sarebbero rimasti in silenzio; se qualche sacerdote o, a maggior ragione, qualche vescovo o cardinale, avesse detto e fatto cose simili, l’avrebbero sospeso a divinis e, probabilmente, scomunicato. Su questo non c’è il minimo dubbio: chiunque abbia un poco di onestà intellettuale, deve consentire su ciò. Si leggano i discorsi, si leggano i documenti ufficiali di quei papi: le loro lettere apostoliche, le loro encicliche, perfino i semplici discorsi tenuti a questa o quella associazione di laici: e poi si confrontino quelle parole, quei concetti, con le cose che fanno e che dicono i Martin, i Sosa, i Paglia, i Galantino, eccetera. La conclusione non ammette il benché minimo margine di dubbio: sarebbero stati considerati come eretici, a tutti gli effetti, e trattati come tali. La Congregazione per la Dottrina della Fede non avrebbe tollerato che essi spargessero il seme di tali cattive dottrine tra i fedeli. Da ciò deriva la logica, inevitabile conclusione: la chiesa di Bergoglio non è la vera Chiesa cattolica, è un’altra cosa; è la sua diabolica contraffazione. Questa frase, che ora abbiamo scritto, è tremenda: ogni singola parola ci brucia sull’anima come un ferro rovente; e tuttavia, bisogna piacere a Dio piuttosto che agli uomini.

0000 fedeli madonna
I buoni cattolici devono rimangiarsi le loro lacrime: c’è un prezzo da pagare, se si vuol essere testimoni del Vangelo 

Il tempo della pazienza e della sopportazione è finito. I buoni cattolici devono rimangiarsi le loro lacrime, i loro sospiri di amarezza: non è più tempo di lamentarsi, di fare le vittime, ma di agire. Essi devono venire allo scoperto, e insorgere davanti a ogni affermazione eretica, a ogni gesto blasfemo  dei loro indegni pastori. E se i preti tacciono sullo scandalo dell’aborto – sei milioni di aborti avvenuti in silenzio, soltanto in Italia, da quando la legge infanticida è stata approvata per merito di Marco Pannella e di quella grande italiana, dice Bergoglio, che è Emma Bonino - ebbene, ne parlino i semplici fedeli, e non si stanchino di parlarne. Li cacceranno dalle scuole, perfino dalle scuole “cattoliche”, come è accaduto al professor Léonard, a Lovanio: ebbene, c’è un prezzo da pagare, se si vuol essere testimoni del Vangelo. E non ci saranno solo rappresaglie amministrative o penali, ci sarà anche il linciaggio morale: il clero del Belgio non solo non ha sostenuto il professor Léonard, ma lo ha coperto di critiche. Ebbene, anche questo fa parte della normalità (Mt 5, 11-12): Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.  Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. E se l’arcivescovo McMahon, o il cardinale Nichols, dicono che per il piccolo Alfie Evans è stato fatto tutto quel che era giusto, e ringraziano i medici di quell’ospedale inglese dove il bambino è stato fatto morire, e quei giudici che hanno reso possibile il suo assassinio legale, ecco, i veri cattolici non possono, né devono più tacere: Nichols e McMahon meritano di essere presi a pomodori marci, di essere cacciati fuori dalle chiese a pedate, con tutti i loro sontuosi paramenti, loro che hanno perfino negato l’assistenza spirituale al bambino e ai suoi genitori. E se il generale dei gesuiti, Sosa Abascal, afferma, col suo sorriso ebete, che non sappiamo cosa disse realmente Gesù, perché ai suoi tempi non c’erano i registratori: ebbene, bisogna fischiarlo, bisogna prenderlo a calci, fisicamente o materialmente, fate un po’ voi. E se l’altro gesuita, James Martin, dice che è colpa del catechismo della Chiesa cattolica se i giovani omosessuali sono spinti al suicidio, e che la Chiesa deve fare ammenda e riconoscere sia la sodomia, sia le unioni sodomitiche; e se aggiunge, per buona misura, che il calendario liturgico è pieno di santi che erano omosessuali (e che lui chiama gay, adottando la neolingua dei nemici della verità, perché gay significa allegro, mentre quel genere di vita non ha nulla di lieto per chi la conduce), anche quello è un oltraggio alla fede e uno sfregio alla Sposa di Cristo, e non può esser passato per buono: i veri cattolici devono insorgere, devono fargli le pernacchie, devono uscire dalle sale dove lui parla, devono spegnere il televisore quando si presenta a fare i suoi show a metà fra il grottesco e il demoniaco. Tutta questa gente ha abusato della pazienza dei fedeli, e, forte della protezione di cui gode nelle alte sfere, e della solidarietà dei mass media e della cultura mainstream della società profana, hanno detto e fatto ogni sorta di sconcezze, di oscenità, di eresie, con perfetta faccia tosta, con sorrisi impudenti, con sghignazzate sataniche. Ma adesso basta. Devono sapere che il tempo della pacchia è finito. Hanno imperversato abbastanza; ora non sarà loro concesso più nulla, né una parola, né un gesto difformi dalla vera dottrina e dalla vera fede cattolica. Devono sapere che sono stati riconosciuti, che sono stati smascherati. Devono sapere che ogni volta che abuseranno della loro veste e dell’ambone di una chiesa, o anche solo del microfono che viene loro offerto dai giornali e dalle tv interessati alla distruzione della fede cattolica, qualcuno li contesterà, li fischierà, scriverà al direttore di quel giornale, tempesterà quel sito internet con mail di protesta e indignazione.Devono sentirsi il fiato dei buoni fedeli sul collo; devono sapere che non potranno più pisciare fuori dal vaso, con licenza parlando, come sinora hanno potuto fare impunemente e con aria soddisfatta, applauditi e riveriti.

0 GALLERY PAPA NASCONDE
Ma se questa chiesa, che bussa a quattrini, non è la vera Chiesa, a che titolo domanda denaro, a che titolo amministra le ricchezze lasciate dai nostri genitori, dai nostri nonni, dai nostri antenati?

Non vogliamo più sentire gli sproloqui pseudo teologici di un tale Enzo Bianchi, che passa per prete senza esserlo, e che qualcuno vorrebbe fare direttamente cardinale, senza che i buoni cattolici facciano sentire la loro voce di protesta. Non vogliamo più vedere in televisione i Melloni, i Riccardi, che parlano senza contraddittorio, che raccontano a modo loro la storia della Chiesa, la storia del Concilio, e che inducono i giovani a credere cose diverse dal vero, senza che i buoni cattolici facciano mai sentire le loro voci di protesta. Non vogliamo più leggere articoli eretici sulla stampa teoricamente cattolica, su Famiglia Cristiana, suL’Avvenire, senza che i buoni cattolici protestino, telefonino o mandino le loro mail di dissenso ai rispettivi direttori. E non siamo più disposti a lasciare che uno Spadaro usi La Civiltà Cattolica, l’organo dei gesuiti, per diffondere dottrine che i gesuiti di cinquant’anni fa, su quella stessa rivista, avrebbero condannato senza “se” e senza “ma”. Tutta questa gente si sente forte di un senso d’impunità, sa di poter dire e fare praticamente qualsiasi cosa; e sa che, dall’altra parte, se un don Minutella leva la sua voce contro i loro abusi, contro le loro eresie, è lui che viene cacciato dai vescovi, è lui che rischia la scomunica: non loro. E se i fedeli, scorrendo il foglietto della santa Messa, vedono l’immagine sorridente di Lutero e vi leggono la sua apologia, allora quei cattolici devono alzarsi in piedi, devono uscire e devono aspettare, sulla porta, il sacerdote, e chiedergli conto di aver permesso la distribuzione di quei foglietti. Sino ad oggi ogni parroco, ogni cappellano, ha agito in piena libertà, in regime di anarchia, beninteso per dire e fare cose gradite al partito progressista, non certo per parlare nel senso della Chiesa di sempre, della dottrina di sempre, del Magistero di sempre: in quel caso, no, qualche zelante vescovo “di strada”, lo avrebbe ripreso, lo avrebbe accusato di non essere “in comunione” (ma con chi? con il mondo o con Gesù Cristo?), e qualche collega progressista, cattivo e invidioso, lo avrebbe calunniato, lo avrebbe additato al pubblico disprezzo. Lo hanno fatto anche con i pezzi grossi; figuriamoci se si fanno scrupolo di calunniare e cercar di intimidire i pochi sacerdoti che ancora parlano fuori dal coro, cercando di piacere a Dio e non al mondo. Vi ricordate il putiferio che successe quando il padre francescano Raniero Cantalamessa fu accusato di aver paragonato l’Olocausto degli ebrei agli abusi sui miniori? Le sue parole furono strumentalizzate e male interpretate con intenzionale, diabolica cattiveria. La sua carriera praticamente è finita quel giorno del 2010: eppure era un predicatore famoso, molto popolare, e aveva scritto un sacco di libri. E vi ricordate la lezione di Benedetto XVI a Ratisbona, nel 2006? Ricordate come fu detto che aveva voluto offendere l’islam? E ricordate come i più cattivi, i più assatanati contro di lui, erano proprio i cattolici di sinistra e i preti e i vescovi progressisti? E come venne estrapolata, dal suo lungo e articolato discorso, che verteva su tutt’altro tema, e cioè il rapporto tra fede e ragione, una citazione dell’imperatore bizantino Michele II Paleologo, per farlo passare per un nemico dell’islam e per aver voluto intenzionalmente offendere i musulmani? Da quel momento, il pontificato di Benedetto XVI fu azzoppato. I mass media laicisti e radicali furono i registi dell’operazione, ma i volonterosi carnefici furono i cattolici progressisti. 
Fuori a pedate gli eretici dalla Chiesa

di Francesco Lamendola
continua su:
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Germania: Comunione ai Protestanti per "tutti"

Quanto predetto per la Germania sta già accadendo: la Santa Comunione è gettata in pasto a chiunque, interessato o meno (Mt 7:6).

Il vescovo di recente nomina Franz Jung di Würzburg, Germania, ora ha invitato "tutti" i coniugi Protestanti a partecipare alle Messe per i giubilei dei matrimoni nella sua cattedrale, il 5 e 6 giugno, per ricevere [indegnamente] la Santa Comunione.

Jung non chiede esplicitamente alcuna "circostanza individuale" e questa è un'altra prova che il tanto pubblicizzato "caso individuale" non è altro che un trucco.

Würzburg è la settima diocesi tedesca a introdurre l'inter-comunione. Le altre sono Paderborn, Magdeburg, Osnabrück, Hamburg, Bamberg ed Essen.

I vescovi di queste diocesi non più cattoliche provano al mondo di essersi allontanati dalla Fede.

Foto: © Mazur, catholicnews.org.uk CC BY-NC-SA#newsTumcrivetx

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