ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 28 settembre 2018

Chi caccerà i falsari ?

BISOGNA CACCIARE L'IMPOSTORE!


Cacciare l’impostore è ormai un caso di coscienza. Che altro deve ancora accadere? Questa non è più la vera Chiesa di Cristo; perché torni ad essere tale, bisogna ripristinare la Verità; e, per farlo, bisogna cacciare i falsari 
di Francesco Lamendola  

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Ogni giorno che passa le forze che mirano a distruggere la Chiesa cattolica, a stravolgerne la dottrina, a vanificare completamente il messaggio del Vangelo, ad annacquarlo, a edulcorarlo, a falsificarlo, sino a spingere nell’apostasia un miliardo e 300 milioni di fedeli in tutto il mondo, acquistano sempre più forza. Ogni giorno che passa senza che le forze sane reagiscano, aumenta la probabilità che tale processo di distruzione diventi irreversibile. E ogni giorno che passa la coscienza dei veri cattolici viene interpellata da un interrogativo drammatico, urgente, non più dilazionabile: che fare? Restare a guardare, mentre le forze della massoneria ecclesiastica portano a termine la loro opera diabolica? Lasciare che i malvagi operino questa inaudita falsificazione del cattolicesimo, si facciamo beffe di una Tradizione due volte millenaria, prendano in giro così tante persone e mettano in gravissimo pericolo le loro anime immortali? È possibile restare ancora a osservare passivamente lo sfascio, l’aggressione maligna, la sistematica opera di decostruzione del cattolicesimo?

O non è forse giunta l’ora di prendere risolutamente in mano la situazione e assumersi la propria parte di responsabilità, di rischio e, se necessario, di martirio? Non è forse vero che il vero cristiano deve essere sempre pronto a dare la vita per Colui che ha dato la sua vita per noi? Non è forse vero che a nulla giova dire: Signore, Signore!, se ci si tira indietro nel momento del pericolo, nel momento della grande tribolazione, nel momento in cui si assiste a una satanica offensiva per distruggere l’opera di Cristo, la redenzione da Lui portata agli uomini mediante la sua Incarnazione e a prezzo del suo stesso Sangue? Rimanere passivi  ed inerti in questo momento, non equivale a lasciare che Gesù Cristo venga crocifisso per la seconda volta, che subisca nuovamente il martirio per causa nostra?

0 PAPA LUTERO
Bergoglio ha protestantizzato il Cattolicesimo, peggio l'ha trasformato in un "Umanesimo ateo"! ha dato scandalo con il mentire: coi dubia dei 4 cardinali, e ha mentito ancora quando ha rifiutato di rispondere al recente memoriale Viganò. Pecca di una vanità smisurata e di un narcisismo evidente fin da quando ha assunto il nome di "Francesco", paragonandosi, lui gesuita e non certo francescano, al più grande santo nella storia della Chiesa, cosa che nessun papa prima di lui aveva mai osato fare.

Ci sono moltissime ragioni per rimanere fermi e zitti, per non fare nulla; e alcune, almeno apparentemente, più che rispettabili. Qui non stiamo parlando di un personaggio politico o di un pubblico amministratore: stiamo parlando del papa. Il papa è il vicario di Cristo e si dà per scontato che egli sia, quanto meno, un fedele custode del Deposito della fede. Si ammette che, come uomo, possa avere dei difetti, anche gravi; ma non che possa tradire intenzionalmente e deliberatamente la fede in Gesù Cristo. Non è mai successo. Nemmeno i papi peggiori lo hanno mai fatto; neppure nei secoli più bui, quando venivamo investiti della suprema dignità anche personaggi discutibili, avidi, immorali, o adolescenti irresponsabili, manovrati da qualcun altro. Mai, però, un papa è arrivato a tradire scientemente il proprio mandato; mai si è macchiato pienamente di eresia e apostasia; mai ha costituito una minaccia e un pericolo per le anime del gregge di Cristo, tranne che, eventualmente, per il cattivo esempio dei suoi costumi personali. Inoltre, dal Concilio Vaticano I sappiamo che un papa, allorché si esprime solennemente, ex cathedra, su questioni di fede, è infallibile. Tale attribuzione  è stata contestata da una parte dei cattolici, ma infine è stata accettata da tutta la Chiesa e più nessuno l’ha messa in discussione, da un secolo e mezzo, quando tale dottrina è stata formulata. E dunque, come ammettere che il signor Bergoglio si sia macchiato d’una colpa così grave, da giustificare una vera e propria ribellione? Come se questo dubbio non bastasse a paralizzare qualunque volontà, c’è un altro aspetto da tener presente: che la Chiesa è una struttura gerarchica, che si regge sulla disciplina, e che ha per oggetto un contenuto sacro, la divina Rivelazione. Ce n’è più che abbastanza per far tremare le vene e i polsi a chiunque pensi di non riconoscere come legittima l’autorità papale di Bergoglio. Non solo le eresie sono sempre venute da fuori, e mai dal romano pontefice, ma nessun romano pontefice ha mai minacciato la fede in quanto tale, piuttosto ha dato cattivo esempio sul piano personale. Questo, però, non è il caso attuale: a livello personale, costui non ha dato scandalo. Ha dato scandalo solo con il mentire e con l’ostentare una falsa umiltà, questo sì: ha mentito quando ha detto di non aver ricevuto la lettera coi dubia dei quattro cardinali, e ha mentito ancora quando ha rifiutato di rispondere al memoriale Viganò, dando a intendere che il suo contenuto è  falso: perché, se fosse vero, avrebbe dovuto anche trarne le logiche e necessarie conclusioni e dimettersi lui stesso, spontaneamente. Ma si guarda bene dal farlo. E pecca di vanità e di narcisismo quando si mette continuamente al centro della scena, si fa applaudire, si fa idolatrare, quasi che sia più di un semplice uomo, e fin da quando ha assunto il nome di Francesco, paragonandosi al più grande santo nella storia della Chiesa, cosa che nessun papa prima di lui aveva mai osato fare: e ce ne sono stati un centinaio. Sorvoliamo, in questa sede, sul fatto che un gesuita non può essere eletto papa: questo avrebbe dovuto far insorgere  cardinali e i vescovi, perché è una violazione diretta e imperdonabile del diritto canonico, e avrebbe dovuto invalidare automaticamente la sua elezione. Ma non si può pretendere che un semplice fedele, un sacerdote qualsiasi, o, a maggior ragione, un laico, si facciano giudici in un tale genere di cose. I semplici sacerdoti e i semplici laici si fidano della Chiesa: si aspettano che, se avviene qualche grave irregolarità nell’elezione di un pontefice, qualcuno intervenga per rimettere le cose a posto. Quel che il semplice fedele può vedere coi suoi occhi, però, è lo spettacolo quotidiano di un sedicente papa che fa a pezzi la dottrina, che svilisce la pastorale, che stravolge la liturgia, che proferisce espressioni ambigue, calcolatamente a doppio senso, le quali seminano la confusione, lo smarrimento e l’amarezza tra i fedeli; e, in alcuni casi, espressioni addirittura blasfeme, offensive, nei confronti di Gesù, della Madonna e della Santissima Trinità. Non doveva essergli permesso dire che Gesù fa lo scemo, o che Gesù era brutto da fare schifo; non doveva essergli consentito dire che Gesù si è fatto diavolo e serpente; non doveva essergli consentito dire che Maria si è sentita ingannata da Dio, o che le Persone della Santissima Trinità sono sempre impegnate a litigare fra di loro. Tali espressioni, oltre che intrinsecamente aberranti, sono anche gravemente irrispettose del divino e qualcuno, fra i cardiali e i vescovi, avrebbe dovuto ribellarsi. Allo stesso modo, non doveva essergli consentito di commissariare i francescani dell’Immacolata, trattarli quasi da delinquenti, provocarne l’esodo in massa, senza fornire spiegazioni ad alcuno. E non doveva essergli consentito di ignorare la richiesta dei quattro cardinali, e la successiva Correctio filialis dei settanta teologi e sacerdoti, a proposito di Amoris laetitia. Non doveva essergli permesso offendere quotidianamente i suoi critici, sfruttando l’ambone della Messa, né chiamare cani selvaggi quanti attendono chiarezza sul memoriale Viganò. Non doveva essergli permesso affermare che la norma suprema del cristiano è la sua coscienza soggettiva; né che in base a essa un divorziato risposato può decidere di far la Comunione; né che Lutero aveva ragione; né invitare alla santa Messa gli islamici, con tutto il rispetto per loro; e meno ancora dichiarare solennemente che l’Antica Alleanza è sempre valida, perché ciò, oltre a contraddire frontalmente il Magistero, equivale ad affermare che l’ebraismo ha lo stesso valore di verità e di salvezza del cristianesimo, e quindi che Gesù, rispetto agli ebrei, poteva risparmiarsi la fatica di farsi uomo, di affrontare la Passione e di morire sulla croce, perché tanto essi sono già nella verità e sono già salvi. Ma tutte queste cose non solo un papa non le può dire: non le può dire alcuno che pretenda di essere cristiano e di essere cattolico. Sono errori, cioè eresie, puramente e semplicemente. Invece lui ha potuto dire simili cose e nessuno, o solo qualcuno, lo ha contraddetto; nessuno, nella folla dei ministri di Dio, gliene ha chiesto conto; non parliamo dello stuolo di servili adulatori che approva tutto quel che egli fa e dice, e che lui stesso ha collocato nei posti chiave, al punto che la Chiesa sembra appiattita sulle sue posizioni e la stampa sedicente cattolica intona inni a ogni sua iniziativa e a ogni suo discorso, anche i più sconvenienti, erronei e blasfemi; il tutto colla benedizione dei confratelli gesuiti, veri artefici di questo complotto.

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Chi è l'antipapa? Sulle dimissioni di Benedetto XVI tutti, o quasi tutti, hanno sospettato, sin da allora, che vi fosse dietro qualcosa di sporco, una pressione, un ricatto; e questo sospetto è divenuto certezza grazie alle sfrontate rivelazioni del cardinale Danneels, il quale si è vantato di aver partecipato alla mafia di San Gallo e ha candidamente ammesso che, fin dal 2005, questo gruppo di cardinali massoni aveva cercato di piazzare proprio il signor Bergoglio sulla cattedra di san Pietro. 

Ma che i cattolici fossero già in condizioni comatose, che la loro fede si fosse già quasi del tutto spenta, si era visto quando Benedetto XVI ha dato le sue dimissioni. Nessuno ha protestato, nessuno ha preteso che il vicario di Cristo rimanesse nel posto al quale era stato chiamato; e, soprattutto, nessuno ha preteso di sapere quali gravissime ragioni avessero  motivato quella decisione. Tutti, o quasi tutti, hanno sospettato, sin da allora, che vi fosse dietro qualcosa di sporco, una pressione, un ricatto; e questo sospetto è divenuto certezza grazie alle sfrontate rivelazioni del cardinale Danneels, il quale si è vantato di aver partecipato alla mafia di San Gallo e ha candidamente ammesso che, fin dal 2005, questo gruppo di cardinali massoni aveva cercato di piazzare proprio il signor Bergoglio sulla cattedra di san Pietro.

00 martini papa gesuiti
 Un gesuita non può essere eletto papa: questo avrebbe dovuto far insorgere cardinali e vescovi, perché è una violazione diretta e imperdonabile del diritto canonico.

Cacciare l’impostore è ormai un caso di coscienza

di Francesco Lamendola

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