ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 7 settembre 2018

Sempre in prima fila

Gesuiti in prima fila. Sapevate che…



Ai gesuiti piace primeggiare. Lo hanno sempre fatto: nel bene e, purtroppo, anche nel male.
I gesuiti si sono sempre “vantati” di essere i primi ad obbedire. Qualcuno ha fatto notare che quest’affermazione nasconde il loro voler primeggiare. Effettivamente, nel bene e nel male, i gesuiti sono sempre in prima fila. Nel bene, in quanto al Concilio di Trento hanno primeggiato nella difesa della Fede. Anche nel male perché al Vaticano II hanno primeggiato nell’abbandono della vera Fede. Da allora sono sempre rimasti in prima fila.
Quando diciamo “in prima fila” intendiamo anche letteralmente, come dimostra la fotografia che vi mostriamo, in cui vi sono ritratti quattro gesuiti che stanno manifestando per le strade di New York nel 1976. Di che manifestazione si tratta? È il primo “gay pride” svoltosi nella “Grande Mela”.

Chi sono questi quattro infedeli figli della Chiesa e di Sant’Ignazio di Loyola? Rispettivamente, da destra a sinistra: Robert Carter, John J. McNeill, Bernárd Lynch e Dan McCarthy.
Oltre che essere omosessuali, costoro fondarono l’associazione DignityUSA, il cui scopo era promuovere i “diritti” degli omosessuali nella società civile e dei “cattolici lgbt” nella Chiesa cattolica. Si riunirono la prima nel 1972 nella cappella dei gesuiti della 98a strada Ovest di Manhattan. La DignityUSA è stata ufficialmente condannata dalla Santa Sede.
Robert Carter († 2010), oltre che praticare la sodomia, nel corso degli anni ha più volte celebrato “nozze gay”. Sosteneva di farlo proprio – ha spiegato – in quanto gesuita: «Dato che Gesù stava dalla parte degli emarginati, quelli rifiutati dall’establishment religioso del suo tempo, mi considero un gesuita nel senso pieno della parola; un vero “compagno di Gesù” da quando ho dichiarato pubblicamente di essere omosessuale, cioè uno degli scarti sociali del mio tempo». Qualche volte fu timidamente rimproverato dal suo provinciale, ma non sono mai state prese misure disciplinari nei suoi confronti.
John J. McNeill († 2015) ha invece avuto l’ordine ufficiale dalla Santa Sede, nel 1977, di non parlare più in pubblico dell’omosessualità, né di scrivere sull’argomento. Nel 1986 attaccò duramente il Vaticano dopo la pubblicazione della Lettera sulla cura delle persone omosessuali, firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger e voluta da Giovanni Paolo II. Da allora non ha più taciuto. Poiché le sue uscite erano sempre più dure, su ordine irrevocabile del Vaticano, fu espulso dalla Compagnia nel 1987. «Ho sempre saputo che ero omosessuale», ha dichiarato più volte. «Il mio messaggio è che Dio ama e approva gli omosessuali».
Bernárd Lynch ha invece fatto ufficialmente coming out nel 1998, quando fece “benedire” la sua “unione” con il suo “compagno” da un monaco cistercense americano. Ovviamente fu ridotto allo stato laicale. Nel 2007 contrasse anche le “nozze civili”. In un’intervista del 2012 si è vantato di essere il primo prete cattolico ad aver “sposato” una persona dello stesso sesso. Ancora in quell’intervista conferma che nel suo ordine tutti erano a conoscenza della sua omosessualità.
Dan McCarthy, quanto a lui, iniziò una relazione sodomitica nel 1976, con un uomo che conobbe durante una funzione religiosa alla DignityUSA. Nel 2011 hanno contratto “nozze civili”. «Sono omosessuale da 75 anni e prete da 48, – ha dichiarato nel 2014 – non è una novità per me. Tra l’altro, la missione della Chiesa non è dettare il comportamento delle persone, ma quella di proclamare il Regno di Dio». Non è interessato ad avere l’approvazione della Chiesa, o meglio, del Vaticano, perché ha, secondo lui, quella di Dio.
Se qualcuno, dunque, riteneva che l’attuale paladino degli omosessuali, l’altro gesuita James Martin, fosse “piovuto dal cielo” negli ultimi anni, era in grande errore. L’omoeresia è penetrata nella Chiesa dagli anni ’50-‘60, in particolar modo nella Compagnia di Gesù.
Quello che fu il glorioso ordine di Sant’Ignazio di Loyola fu infestato fin dagli anni ’30-‘40 dalla nouvelle theologie, che prese definitivamente il sopravento – approfittando del fatto che molti “nuovi teologi” gesuiti furono importanti periti conciliari – durante il generalato (1965-1983) di Pedro Arrupe (1907-1991), come vi abbiamo già raccontato in un nostro precedente studio sull’argomento.
La deriva dottrinale non può che portare a quella morale. Non è un caso che il deus ex machina del ‘68 americano è stata proprio la Compagnia di Gesù (o di Arrupe?), promuovendo – direttamente o indirettamente – iniziative come il movimento New Age, il rock ‘n roll “cattolico”, nonché il musical Jesus Christ Superstar, ecc. (cliccare quiqui e qui). E adesso questi gesuiti sono riusciti ad impossessarsi del governo della Chiesa.
I peggiori nemici della Chiesa sono quelli interni, non quelli esterni. Giuda Iscariota rimase convintamente fra gli Apostolici.
IPSE DIXIT
«Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio [Fatima, ndr], vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Con una parola, dobbiamo ri-imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza e le virtù teologali. […]» (Papa Benedetto XVI, Conferenza stampa durante il volo diretto a Fatima, 11-05-2010).
«[…] Si discute se tutti i disordini che vediamo nel mondo non sono da attribuire ai preti. Ciò potrà scandalizzare qualcuno, ma il problema richiede che io mostri, con la grandezza del male, l’importanza del rimedio. Si sono fatte parecchie conferenze su tale questione e la si è dibattuta a fondo per scoprire le radici di tanti mali: il risultato è stato che la Chiesa non ha nemici peggiori dei preti. E da loro che sono venute le eresie […]» (San Vincenzo de’ Paoli, Entretiens spirituels, ed. Dodin, Seuil, Parigi 1960, pp. 501-502).

https://cooperatores-veritatis.org/2018/09/07/gesuiti-in-prima-fila-sapevate-che/

Finché la barca va…

Il titolo di quanto andremo a leggere, non è l’originale, ma ci aiuta a comprendere l’attuale situazione che stiamo vivendo e di come, a pochi mesi dall’elezione di Bergoglio al Soglio Petrino, il suo amico e successore sulla sede di Buenos Aires disse, in una intervista, che aveva trovato il nuovo papa talmente bene, e talmente a suo agio che, quando gli chiese come e quanto poteva essere duro il mestiere di Papa, Bergoglio rispose ridendo: ” non mi stanco per niente, è divertente fare il papa…
Giocare fa bene, ma come ogni gioco nel quale si superano i limiti, tale gioco può diventare pericoloso, nocivo e pure diabolico… Che Bergoglio abbia preso parte, in tutta la sua vita e in tutta la sua esperienza ecclesiale acquisita, ad un gioco DELLE PARTI, è provato proprio dalle tante biografie a lui dedicate, così come dal suo ricco frasario, e così anche nei comportamenti.
Tutto questo per presentarvi l’articolo di Don Felice Prosperi che deve essere letto alla luce di questa tempesta che sta sballottando la Barca petrina di qua e di là, senza risparmiarle nulla, facendoci anche dubitare che forse il Signore Gesù stia dormendo… (cfr.Mc.4,35-41).
Ma il Signore non dorme…. la Chiesa è Sua, questa certezza non deve inficiare da parte nostra, una sana presa di coscienza di quanto sta accadendo, prendendo anche atto di questo INEDITO sui Gesuiti degli anni ’70.
Buona lettura.

cardenal-rodriguez-papa-francisco2IL TERZO UOMO
Per l’immane scandalo dell’omosessualità nelle gerarchie della Chiesa Cattolica, dopo l’ex cardinale McCarrick e Mons. Ricca, c’è da indagare il cardinale di Tegucigalpa, Mardiaga. Il primo coperto, come se non fosse, il secondo come se niente fosse, il terzo come se la lettera drammatica dei Seminaristi della sua Diocesi, insidiati dai loro Formatori, sia opera di “pettegoli!”.
Mentre dei primi due si discute se il Papa ‘sapeva o non sapeva’, il terzo è lì in Vaticano, uomo di fiducia di Bergoglio, il quale sì che lo sta coprendo! Come è possibile, di fronte a una denuncia così inaudita e dolorosa, da parte di giovani chiamati al Sacerdozio, di essere istigati a pratiche omosessuali da chi sarebbe preposto ad accompagnarli nella loro sublime vocazione di futuri Sacerdoti, che il Porporato se la cavi con una battuta denigratoria e canzonatoria nei loro confronti?
Come può un Papa, che fa parlare molto di sé, “che non dice una parola su questo” (il documento accusatorio di Mons. Viganò) e ne dice a bizzeffe su altre cose che niente hanno a che fare con il suo ruolo di Sommo Pontefice, Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo (impossibile stilare un elenco!), e che ora predica che la “Verità è silenziosa” (io sapevo che va annunciata anche dai tetti!) permettersi di lasciar scivolare via un fango così putrido e fetido, che investe la responsabilità del Cardinal Mardiaga, per ritorcerlo invece su giovani indifesi, che gridano aiuto ai loro Superiori per salvaguardare la loro anima e il loro futuro!?
Francesco provveda a smantellare la ridicola congrega dei Nove Compagni di colazione e meditazione, riuniti da cinque anni inutilmente… per ‘riformare la Chiesa’, cacci subito dal Vaticano, anzi lo detenga in Vaticano, il Mardiaga, perché non torni in Honduras a inquinare la prove e i risultati dell’inchiesta, che dovrà essere eseguita da un ecclesiastico saggio e tenace, o meglio da un buon laico o laica, o insieme a loro, sulla base della richiesta e del diritto dei seminaristi di quel Paese ad essere ascoltati.
Se così non fosse, non c’è tanto altro da aggiungere e dimostrare sulle evidenti responsabilità del Sommo Pontefice per il degrado ‘immorale’, la deriva e l’abisso di male che affetta e infetta la Chiesa di Cristo e soprattutto la Gerarchia Cattolica (pervertita non solo quando i Vescovi e i Preti praticano fra loro l’omosessualità, o con giovani vittime consenzienti e abusate, ma anche perché non predicano più la ‘sana Dottrina cattolica’, sostituita ‘dalle loro voglie e dal loro prurito’).
Eppure questo è il nostro Papa… e ce lo dobbiamo tenere e dobbiamo pregare per lui, come ce lo insegna la Chiesa (anche per ottenere le Indulgenze previste… alle solite condizioni) e come ce lo ripete insistentemente lui stesso ogni volta; anche se ci sono dubbi sulla validità nelle operazioni di scrutinio, che hanno portato alla sua elezione; anche se dice, disdice, si contraddice e ancora non si può accusare formalmente di eresia, come sta facendo invece il reverendo don Minutella.
Eppure è lui che va nominato nel Canone eucaristico, e nonBenedetto XVI, che ha abbondonato il suo sacro ministero petrino, si è dimesso e non è più Papa, anche se mantiene le insegne pontificie, si è attribuito l’obbrobrioso titolo di ‘papa emerito’, e risiede nella sua abitazione in Vaticano (quella che San Giovanni Paolo II aveva destinato a vari Ordini di clausura), sloggiando le Suore, che a turno avrebbero continuato a pregare per la Chiesa e i Sommi Pontefici regnanti.
Anche Benedetto XVI ha coperto, e per primo, il signor McCarrick, se è confermato, con la testimonianza di Sua Ecc.za, Mons. Viganò, che egli lo aveva sanzionato, in segreto. Perché in segreto? Perché non pubblicamente e risolutamente? Perché non l’ha destituito, non solo dalla dignità cardinalizia come minimo (cosa che non ha fatto lui ma Francesco, quando oramai era inevitabile), e anche non ridotto allo stato laicale, pena che ha comminato giustamente a centinaia di Sacerdoti, durante il suo Pontificato?
Non sorvoliamo sul fatto che Mons. Viganò ha accusato, pur senza fare nomi, chi commetteva il turpe delitto della pratica omosessuale, di avere poi celebrato sacrilegamente la Santa Messa e avere preteso assolvere in Confessione il proprio complice, ciò che rende invalido il Sacramento e attribuisce al colpevole la scomunica, secondo il Codice di Diritto Canonico.
Del memoriale di Mons. Viganò non accetto la conclusione che egli tira, e cioè che Francesco debba dimettersi, come lo stesso Pontefice lo ha procurato con i Vescovi del Cile, dimissioni poi accettate solo per due di loro, sempre con il motivo di avere coperto la pratica degli abusi sessuali, in questo caso sui minori.
Francesco non si dimetterà, non si arriverà nella storia della Chiesa Cattolica al grottesco momento di due papi rinunciatari viventi e conviventi, in Argentina o Germania, o in Vaticano, dove Ratzinger riceve l’eretico suo nemico Hans Kung e da dove scrive all’ateo conclamato Odifreddi, il quale pretendeva addirittura una prefazione libresca dallo stesso, e altre fesserie simili, che pure lui ha accumulato, insieme all’ultima congiura del silenzio, al pari di Francesco, di non confermare o smentire quello che ha denunciato l’ex Nunzio negli Stati Uniti d’America.
Ho timore che Francesco si possa suicidare , che il Demonio lo tenti a questo terribile gesto, quando Bergoglio si vedrà non più applaudito dal mondo, capirà che è stato solo strumentalizzato, e non basterà più  a difenderlo il manipolo di lacchè, gesuiti e affini, preti e laici, di cui si è circondato e ha promosso in ogni modo.
Il suo umore bipolare e la sua trascorsa depressione possono far scoppiare la tragedia, anche se ci sembra inconcepibile in un Papa, perché Francecso non avrà la forza e il coraggio di portare la croce e di affrontare la contestazione del mondo. Quella dei sui figli fedeli che lo amano e lo criticano, l’ha potuta finora facilmente liquidare con punizioni arbitrarie e miseri slogans accusatori.
Rinnovo per il Sommo Pontefice regnante l’offerta della mia vita, come ho fatto per tutti i Papi della mia vita seminaristica e sacerdotale: Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, che sono morti e per i quali il Signore non l’ha accettata; Ratzinger, per il quale è stata inutile; Francesco, per il quale è sempre valida, affidata alla Beata Vergine Maria con la Consacrazione al Suo Cuore Immacolato, che ne può disporre come vuole e quando vuole, secondo la dottrina e la spiritualità di San Luigi Maria Grignion de Montfort.
Un nuovo Papa, che verrà, perché Francesco non sarà l’ultimo della lista (come alcuni credono dire o far dire ai vari profeti da strapazzo di sempre), riprenderà dal Pontificato meraviglioso di San Giovanni Paolo II, non solo rinnoverà la Chiesa, ma sarà espressione di una Chiesa rinnovata, a cominciare dalla santità e lo zelo del Clero, lo splendore della vita comunitaria e amichevole dei Seminaristi, la loro preparazione dottrinale sicura e solida, la fiducia nei loro Educatori, scelti fra i migliori Sacerdoti.
Lo chiediamo a Dio, Padre del Signore Nostro Gesù Cristo, per l’intercessione amorevole e potente della Beata Vergine Maria, Sua Madre e Mamma nostra. Con Lei la Chiesa Sposa e lo Spirito dicono: “Vieni!”, e “Colui che attesta queste cose dice: <Sì, verrò presto!>. Amen. Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!” (cfr. Apocalisse 22, 17.20).
Morichella di San Ginesio (MC) 5 settembre 2018
don Felice Prosperi

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