ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 16 maggio 2019

i “soliti ignoti”

Elezioni europee
Campagna elettorale del Vaticano

A ridosso delle prossime elezioni europee sembrano moltiplicarsi i discorsi e gli atti provenienti dal Vaticano, tutti contrassegnati da una chiara impronta da schieramento politico, ancorché apparentemente non partitico.
Ovviamente, l’autore o il promotore di questa sorta di campagna elettorale camuffata è sempre il nostro poco caro papa Bergoglio, forte della sua vecchia esperienza populista maturata in Argentina a fianco dei gruppi ex peronisti e di quelli neo marxisti.

Le parole e gli atti sono molteplici, ma qui ci limiteremo a segnalarne tre particolarmente significativi.




Il 2 maggio scorso, parlando in Vaticano ai membri della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Bergoglio ha sostenuto che:
Abbiamo, purtroppo, sotto gli occhi situazioni in cui alcuni Stati nazionali attuano le loro relazioni in uno spirito più di contrapposizione che di cooperazione… molte tensioni provengono da un’eccessiva rivendicazione di sovranità da parte degli Stati” […] “la Chiesa ha ammonito le persone, i popoli e i governi riguardo alle deviazioni di questo attaccamento quando … quando diventa nazionalismo conflittuale che alza muri, anzi addirittura razzismo o antisemitismo. La Chiesa osserva con preoccupazione il riemergere, un po’ dovunque nel mondo, di correnti aggressive verso gli stranieri, specie gli immigrati, come pure quel crescente nazionalismo che tralascia il bene comune” […] “E’ compito dell’autorità pubblica proteggere i migranti e regolare con la virtù della prudenza i flussi migratori, come pure promuovere l’accoglienza in modo che le popolazioni locali siano formate e incoraggiate a partecipare consapevolmente al processo integrativo dei migranti che vengono accolti” […] “Lo Stato nazionale non può essere considerato come un assoluto, …Il bene comune è diventato mondiale e le nazioni devono associarsi per il proprio beneficio”.  

Ogni commento è superfluo, poiché è evidente che dietro la terminologia generalista si nasconde un giudizio politico negativo contro le forze che in Europa si battono per la difesa delle identità nazionali culturali e religiose.
Chi avesse dubbi sulle reali intenzioni di papa Bergoglio, vada a leggersi il suo messaggio dell’1 gennaio di quest’anno: “La buona politica è al servizio della pace”, in cui dice esplicitamente:
Ogni rinnovo delle funzioni elettive, ogni scadenza elettorale, ogni tappa della vita pubblica costituisce un’occasione per tornare alla fonte e ai riferimenti che ispirano la giustizia e il diritto” […] …nella politica non mancano i vizi… Questi vizi, che indeboliscono l’ideale di un’autentica democrazia, sono la vergogna della vita pubblica e mettono in pericolo la pace sociale: … la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, … la xenofobia e il razzismo. […] In particolare, viviamo in questi tempi in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell’altro o dell’estraneo, … e si manifesta purtroppo anche a livello politico, attraverso atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno”.




A questa sorta di comizio politico-elettorale è seguito un atto degno della peggiore costumanza dei gruppi sovversivi marxisti degli anni Settanta. Solo che questa volta ad agire non sono stati i proletari armati per il comunismo, ma è stato l’Elemosiniere di papa Bergoglio a prodursi in una sorta di esproprio proletario.

Il Cardinale Krajewski, cinquantasesienne, si è calato nel tombino della società elettrica ed ha strappato i sigilli, per ridare corrente ad un palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma, occupato dal 2013 da abusivi, che da anni non pagano la bolletta della luce. Il mancato pagamento ammonta a circa 300.000 Euri, e la società ha interrotto l’erogazione come fa con tutti i fruitori morosi.
Ora, l’Elemosiere, proprio in quanto tale, avrebbe potuto pagare l’importo della morosità, facendo così l’elemosina ai poveri occupanti abusivi, ha invece preferito fare un gesto eclatante e far parlare i giornali e le televisioni, così da suscitare il consenso per gli abusivi e il dissenso per le autorità politiche.

Sono intervenuto personalmente per riattaccare i contatori. L’ho fatto per i bambini. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi” – riporta Avvenire – “Io faccio l’elemosiniere e mi preoccupo dei poveri, di quelle famiglie, dei bambini. Intanto, hanno luce e acqua calda, finalmente”.
Ma allora, Cardinale, perché non è andato a pagare la bolletta e invece ha fatto in modo da incoraggiare gli occupanti a continuare ad usare la luce senza pagare un Euro?
E questo nonostante lei stesso rende noto sul sito Vaticano che l’Elemosineria Apostolica nel 2018 ha distribuito “circa 3 milioni e mezzo di euro a chi non riusciva a pagare affitti, bollette di luce e gas, medicinali e generi di prima necessità. Una cifra di poco superiore a quella del 2017”.
https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2019-05/elemosineria-
apostolica-cardinale-krajewski-papa-francesco.html

Il colmo è che la società elettrica ha presentato alla magistratura un esposto contro ignoti… e qui vengono subito in mente i “soliti ignoti” di Totò.

La verità è che, essendoci la campagna elettorale, il Vaticano ha voluto lanciare un messaggio contro i politici che governano e che non si attivano per far pagare a tutti i cittadini, con i soldi pubblici, le bollette che non pagano gli abusivi.



Il terzo gesto politico- elettorale è del 15 maggio 2019, quando Bergoglio, nell’udienza generale in piazza San Pietro, ha girato, in mezzo alle transenne che trattengono i fedeli, con l’auto dove aveva fatto salire 8 ragazzini provenienti con i barconi dalla Libia e originarii della Siria, della Nigeria e del Congo.


La cosa è stata organizzata con tutta la scenografia necessaria. Gli otto ragazzini aspettavano l’arrivo di Bergoglio nella piazza, protetti dalla forza pubblica; al suo arrivo in piazza, Bergoglio ha fatto fermare la macchina e, tra riflettori, giornalisti, radio e televisioni, ha fatto salire gli otto ragazzini, tutti con in testa un cappellino bianco con il simbolo e il nome della cooperativa che li accudisce, con i consueti contributi pubblici; e con addosso una maglietta azzurra con su scritte le parole d’ordine di Bergoglio: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.
Così apparecchiato, Bergoglio ha girato in mezzo ai fedeli, suscitando entusiasmi da comizio elettorale, in attesa di pronunciare il suo discorso di prammatica.

Dov’è la politica? Oh! Il Papa non fa politica!
E che cos’è allora la pantomina inscenata in piazza per invitare tutti a portarsi dietro gli immigrati – usando cinicamente e strumentalmente dei poveri ragazzini – e per criticare la politica delle autorità nazionali che vogliono limitare l’arrivo indiscriminato di milioni di persone che ci sono estranee per razza, lingua, costume e religione?
Che cos’è, se non campagna elettorale?



di
 Belvecchio

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2969_Belvecchio_Campagna_elettorale_vaticana.html

La Chiesa di Gesù Cristo non è la chiesa del “io penso che…”


Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.” (Mt 6, 2)
Riepilogando per un momento gli ultimi eventi “ecclesiali”vedi qui, diventa fondamentale capire bene certi errori su “La Chiesa” che lo stesso Ratzinger, in qualità di Prefetto per la CdF e poi come Pontefice, Benedetto XVI, aveva ben individuato, denunciato e di per sé anche condannati – si legga qui – anche qui – ed anche qui….
Certamente è assurdo ed inconcepibile che, per parlare di “eventi ecclesiali“, siamo oggi costretti alle comiche più tristi che si sarebbe mai potuto pensare. Non si tratta solo di una “bravata” dell’elemosiniere di un Pontefice, ma ciò che è grave è stata ovviamente la difesa che ha fatto seguito con parole prive di ogni buon senso, pronunciate niente meno che dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, che ha affermato:
  • “Ho visto che ci sono state tante interpretazioni e tante polemiche. Personalmente credo che lo sforzo dovrebbe essere quello di capire il senso di questo gesto, che è attirare l’attenzione di tutti su un problema reale, che coinvolge persone, bambini, anziani”.
Dove sta l’errore e lo scandalo? Sta in quella espressione: “Personalmente credo che…” e no! Non ci siamo proprio, non esiste la Chiesa del “io penso che…“, del “PERSONALMENTE credo che….“, ché detto dal numero due del Vaticano e della Santa Sede finisce per squalificare ogni garanzia stessa alle affermazione che pronuncia, imponendole a causa del suo ruolo, e finendo per relativizzare ogni fatto “ecclesiale” o meno ecclesiale, quale è stata la forzata e scorretta azione dell’elemosiniere del Papa, dal momento che non esiste il fare la carità con i soldi degli altri, si legga qui l’ottima analisi dei fatti del professore Stefano Fontana. Parolin non è nuovo a rendere palese una certa difficoltà nel voler “a tutti i costi” difendere ciò che non è difendibile, in questo editoriale del 2015 lo dimostrammo: Le “parolinate” del card. Parolin.. quella toppa peggiore dello strappo, tanto per capirci!
Si ricorda inoltre, fattore completamente ignorato dai difensori del novello Robin Hood, che non si tratta affatto di famiglie POVERE… ma di un gruppo anarchico che depreda gli edifici pubblici (ed anche privati se occorresse al loro libero ed ingiudicabile arbitrio) e pretende di non pagare le bollette. E’ davvero grave dover pensare che il cardinale Segretario di Stato non fosse al corrente di ciò e se lo fosse, maggiore sarebbe la sua colpa.
Per capire se un gesto che compiamo è buono, giusto, oppure è sbagliato, non si può rispondere con un personalissimo “personalmente credo che…“, perché questo significa relativizzare il bene e il male e non essere più in grado di distinguere se una azione è lecita o illecita. A quei Lettori che ci hanno mandato nei commenti ulteriori sfondoni etici e morali, applicando quando fa loro comodo le frasi estrapolate di Gesù sulla carità, o quella paolina che siamo “liberi dalla legge“… e che sfamare gli affamati vale più di una legge… allora significa che siamo davvero precipitati in quel relativismo denunciato da Ratzinger e che la Chiesa è nelle mani di un potere ANARCHICO che risponde però ad una AUTORITA’ relativista del “IO PENSO CHE…. PERSONALMENTE CREDO CHE…”, obbligando tutti  ad adeguarsi.
Siamo di fatto passati dai beni comuni DELLA GIUSTIZIA… al più relativo dannoso del “fine che giustifica ogni mezzo”, come ha denunciato Benedetto XVI proprio nell’ultimo intervento che ha fatto due mesi orsono, vedi qui, il quale, raccontando “casualmente” l’atteggiamento di un teologo gesuita degli Anni 70, ha proprio detto:
  • “…..si affermò ampiamente la tesi per cui la morale dovesse essere de­finita solo in base agli scopi dell’agire umano. Il vecchio adagio «il fine giustifica i mezzi» non veniva ribadito in questa forma così rozza, e tut­tavia la concezione che esso esprimeva era divenuta decisiva. Perciò non poteva esserci nemmeno qualcosa dì assolutamente buono né tanto me­no qualcosa dì sempre malvagio, ma solo valutazioni relative. Non c’era più il bene, ma solo ciò che sul momento e a seconda delle circostanze è relativamente meglio.”
Questa, infatti, non è la parola e neppure l’insegnamento dei Vangeli e della stessa Chiesa. Il caso in cui la legge morale e giuridica può essere sospesa  – afferma con santa ragione Stefano Fontana – è la cosiddetta epikeia: ossia, quando le circostanze sono tali da stravolgere il fine per cui il legislatore ha emanato quella legge…. se vogliamo fare un esempio chiaro è la legge sull’aborto…. Essa è una legge che deve essere disattesa da chiunque voglia dirsi cattolico, o anche che non cristiano abbia conservato un briciolo di buon senso… Oppure, come in fondo lo Stato fa da sempre, giustificare le autentiche famiglie povere ed esonerarle spesse volte dal pagamento delle tasse e delle bollette… Ma non era questo il caso, questo è il punto.
Abbiamo interpellato i Padri dell’Isola di Patmos dalla quale abbiamo condiviso anche il loro articolo sull’argomento, ed abbiamo chiesto al Padre Ariel di farci un esempio alle parole del cardinale Parolin, questa è stata la sua risposta che condividiamo:
  • “può padre Ariel andare a chiedere prestazioni sessuali ad una escort in piazza della Repubblica, ma non per libidine, ma solo per richiamare l’attenzione sul problema della prostituzione?”
E’ evidente che la domanda è provocatoria, ed è evidente che la maggior parte di coloro che hanno giustificato l’atto-reato del cardinale elemosiniere – coi soldi degli altri – direbbero scandalizzati: “ma che cosa c’entra? è un paragone che non regge…” e perché non dovrebbe reggere se, un cardinale Segretario di Stato per difendere l’indifendibile, risponde con un “personalmente credo che…”?? Non sta mica citando il Vangelo o il Diritto Canonico, ma sta citando solo se stesso, relativizzando non solo una risposta allucinante che “il fine giustifica il mezzo”, ma AUTORIZZANDO che qualunque azione si intraprenda da ora, nella Chiesa, non avrà più quale fine il vero “bene comune nella giustizia”, ma la propria opinione personale centralizzata, questo è ovvio, all’interno di un Soviet autoritario che non consente più alla RAGIONE di procedere nella giustizia, ma bensì in ciò che solo all’interno di un GRUPPO RISTRETTO sarà dichiarato giusto o sbagliato.
Ma che strano… ci viene a mente che nel 2016 e 2017 FURONO VIETATE – espressamente dal Papa e dai suoi vescovi fedelissimi – PROCESSIONI E ROSARI DAVANTI LE CLINICHE ABORTISTE…. in questo caso il vero BUON fine di UN ROSARIO, DELLA PREGHIERA per evitare gli aborti, o pregare per quelle Anime innocenti che venivano uccise per legge, nessun cardinale si è presentato per una escursione eroica, al contrario, scattò il divieto con il paradossale difendere una legge dello Stato… Ed è davvero strano, se non comico, che laddove Bergoglio continua ad affermare che il cattolicesimo (il suo cattolicesimo) non fa proseliti… di fatto impingua e nutre la famigerata (e più simpatica) Banda Bassotti….
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A buon tornaconto dalle parole di Parolin, ben conoscendo noi famiglie italiane davvero bisognose che – alla fine del mese – non ci arrivano se non vengono aiutate da persone che non rubano soldi altrui per aiutare il prossimo… e Dio solo ben conosce (perché è Lui la vera Provvidenza) la fatica che si fa per pagare le bollette di luce, acqua e gas spesso RATEIZZATE, dunque secondo la logica di Parolin da oggi saremo autorizzati a NON pagare più le bollette visto che c’è stato anche chi ha giustificato l’atto affermando che nei costi delle bollette pagate dagli onesti cittadini, ci sarebbero già in conto LE MORE DI CHI NON PAGA…. Ma se nessuno pagasse più le bollette (per quanto esose siano diventate, a tal punto che siamo al limite dell’usura tra queste e le tasse che paghiamo) non ci sarebbe più quel margine che certamente viene usato contro la mora di altri, onde evitare il blackout totale e il fallimento delle aziende che producono questo servizio…
Non pensiate che sia divertente per noi cattolici leggere notizie come questee con tanto di prove:
  • Quando le proprietà sono sue, la Chiesa sfratta senza scrupoli
    Polemiche per il gesto del cardinale Konrad Krajewski, che ha aiutato gli abusivi che occupano uno stabile a Roma. In altri casi la Chiesa si è comportata molto diversamente….
  • Infatti, come ricordato da La Verità, in molti casi le parrocchie non si sono fatte troppi problemi a sgomberare i propri locali da chi non pagava (più) l’affitto o le utenze: un sacrestano indigente, per esempio, si impiccò per la disperazione, e in altre situazioni furono cacciati senza indugi e remore anche famiglie con bambini, stranieri, associazioni benefiche e anche una scuola media.

__0457 rubare3In conclusione… siamo davvero alle comiche… per non dire di peggio e per non rischiare di rendere noi stessi, questa situazione, una “dottrina papale” o della Chiesa.. Vogliamo chiudere riportando alcune citazioni colte dalla rete, molto interessanti ma inquietanti per capire il clima di rottura che si vive, ma anche l’unica vera risposta che si può dare al cardinale Segretario di Stato Parolin, che non sapeva più dove arrampicarsi pur di non dire quanto il suo “re è nudo”…. e al cardinale elemosiniere del Kapo, che pur di non riconoscere quanto l’impeto di certo zelo andasse a colpire migliaia di onesti cittadini, dopo aver fatto la sua bella goliardata, qual bimbo viziato, è corso dal padre per farsi difendere….
da mons. Eleuterio Favella (che ha postato il nuovo stemma papale con la lampadina al posto della tiara): “Con il Breve Ap. “Lumen Christi” il S. Padre ha oggi canonicamente eretto la Pont. Commissione per l’illuminazione dell’Urbe, nominandone presidente il rev.mo mons. Renato Rinino, del clero della diocesi di Savona-Noli, promovendolo all’uopo alla sede episcopale tit. di Rapina in partibus.” Motto episcopale misticheggiante: “Mi illumino d’immenso“.
Pubblicato da Marco Tosatti: Fa poi sorridere quanto ha dichiarato lo stesso prelato, evidentemente fiero della gloriosa impresa. “Mi assumo la piena responsabilità di ciò che ho fatto” ha egli scandito, o qualcosa del genere. Che eroe, quel consacrato! Ricorda i preti che nei paesi comunisti, vestiti con abiti borghesi, portavano di nascosto il Santissimo nelle case dei privati cittadini, e vi celebravano la Santa Messa, e rischiavano la vita, e se scoperti erano trascinati nel Gulag, e quasi sempre vi morivano rendendo testimonianza della loro fede col martirio. Oggi, Cardinale Krajewski, che cosa rischi? Le prime pagine dei giornali, le comparsate in TV,  le lodi e i peana dei centri sociali. Diventerai l’ultimo della serie dei nuovi Santi di questa strana Chiesa: dopo Gretina, dopo il giovane che sussurrava a Casa Pound, dopo gli eroici magrebini sul pullman impazzito, ecco il Cardinale che taglia i sigilli e ridà la luce ai morosi. Ma sì, In fondo è scritto anche nella Genesi: “fiat lux”. Alfonso Indelicato – Consigliere comunale eletto a Saronno
  • RICORDA CHE: Cristo non è il fondatore di un partito né un filosofo della religione, come, ancora una volta, Paolo fa rilevare incisivamente nella nostra lettura (1Cor 10,17). Non è qualcuno che escogiti idee di ogni sorta per le quali cerchi di reclutare dei sostenitori. (..)
  • … la fede (la Chiesa stessa) non è la scelta di un programma che mi soddisfi o l’adesione a un club di amici fra i quali mi senta compreso; la fede è conversione, che trasforma me e anche i miei gusti, o almeno fa sì che i miei gusti e desideri passino in seconda linea. (..)
  • Cosa ce di veramente falso nel nostro comportamento? Che cosa dobbiamo fare per divenire non il partito di Paolo o di Apollo o di Cefa, o un partito di Cristo, bensì Chiesa di Gesù Cristo? Qual è la differenza tra un partito di Cristo e la sua Chiesa vivente? Tra un partito di Cefa e la giusta fedeltà alla pietra su cui è edificata la casa del Signore? (Ratzinger, qui)

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Müller a InfoVaticana: "Non abbiamo bisogno di una chiesa che sia un suborganizzazione dell'Onu"

di Gabriel Ariza

| 14 maggio 2019

Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, non lascia nessuno indifferente. È diventato, con molta riluttanza, un potente centro di attenzione. Nella sua recente visita a Madrid, in occasione di una solenne liturgia dell'Ordine Costantiniano, di cui è Gran Priore, ha concesso questa intervista esclusiva ad Infovaticana.

D. - Eminenza, parliamo del concetto di sinodalità. Quali sono i riferimenti teologici, secondo il Magistero della Chiesa, della sinodalità? Perché quale concetto viene usato nella pratica, nella vita della Chiesa, c'è il rischio di strumentalizzare questa pratica per altre cose?

R.- La sinodalità è un neologismo. Prima c'era la collegialità dei vescovi, lavorare insieme al papa. E c'erano i sinodi regionali, provinciali, il sinodo generale, il consiglio ecumenico ... Ma teologicamente è qualcosa di nuovo, con un po' di invenzione. La collaborazione è naturale tra tutti i membri della Chiesa. Ecco perché non capisco che cos'è un senso di sinodalità che sia diverso da ciò che abbiamo già avuto in tutta la storia della Chiesa. Come se i processi potessero cambiare le idee nella Chiesa. La cosa importante che i processi siano orientati verso i principi classici della Sacra Scrittura, la Tradizione apostolica, il magistero, le dichiarazioni, le definizioni infallibili ... Questi sono i punti di riferimento e non possiamo cambiare gradualmente la dottrina della Chiesa per portali ad idee che sono contrarie alla Rivelazione.

D. - In questo senso, parlando di processi, si preoccupa della via sinodale della Chiesa tedesca come punta di diamante?

R. - Questo è folle. Pensano che l'abuso sessuale da parte di alcuni chierici abbia qualcosa a che fare con l'interpretazione della sessualità o con il celibato e l'accesso delle donne al sacerdozio. Il caso di abuso è strumentalizzato per fare un altro ordine del giorno.

È assolutamente falso. Non si può accettare questo perché gli abusi hanno molte cause, tra cui lo spaesamento della morale. Il fallimento della morale personale ed ecclesiastica, dato che la disciplina ecclesiastica non è stata ben compresa. Uno è un sacerdote di Gesù Cristo per dare il buon esempio agli altri. Il sacerdote corre il rischio di cadere nella tentazione, di non rispettare i giovani nella santità della vita, nella personalità ... Queste sono le vere ragioni di questo fallimento. La grande maggioranza dei preti è buona, non puoi rendere questi buoni sacerdoti colpevoli della colpa personale di altre persone. Sappiamo che ci sono molestatori nelle famiglie, che ci sono genitori abusivi, ma non si può dire che la maggior parte di questi autori, di questi che fanno queste cose, sono i genitori. Perché la maggior parte dei genitori sono buoni genitori.


D. - Ritiene che il testo di Benedetto XVI sulle cause della pedofilia nella Chiesa, sia stato messo a tacere consapevolmente ?

R. - Egli, Benedetto XVI, dice la verità ma alcuni non vogliono sentirlo. Inventano alcune teorie, che l'arcivescovo Georg Gänswein e io avremmo scritto quel testo. È quello che ho letto sulla stampa. Lui, il papa emerito, è più capace di scrivere questi testi di molti dei suoi critici. Cioè, ha un'alta intellettualità. E ha avuto abbastanza esperienza per 60 anni e anche come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e poi come papa. I due papi, Giovanni Paolo II e Benedetto, fecero tutto ciò che potevano fare contro la pedofilia nel clero. È necessario riconoscere loro i meriti nella lotta contro questa piaga. Coloro che lo criticano sono in mala fede. Molti di questi non hanno letto, non hanno studiato questa lettera di 20 o più pagine. Hanno letto solo alcuni titoli sui giornali che dicono che il papa ha accusato la corrente sessantottina. Ma il Papa emerito non ha detto che la colpa è del 68, ma che ha preparato l'atmosfera di annientamento della morale e della coscienza.

DOMANDA - Lei è preoccupato per quello che potrebbe uscire dal Sinodo dell'Amazzonia?

R.- Quello che ho visto finora è davvero superfluo. La ragione della mancanza di sacerdoti non è il celibato, è la mancanza di preparazione alla vocazione, la vocazione viene da Dio e spetta a noi ascoltare e dare la risposta a questa vocazione di Dio, che è un atto spirituale. La Chiesa deve promuovere una buona cura pastorale per le vocazioni. Il celibato è una realtà spirituale e chiunque non pensi allo Spirito di Dio non può capirlo. Come ha detto Gesù: le persone del mondo non capiscono cos'è il celibato, danno la vita e non vivono nel matrimonio, che è per noi un sacramento. Con il celibato testimoniamo anche nella dimensione escatologica della speranza per la vita eterna. Perché la vita umana, cristiana, non finisce in questo mondo terreno. Abbiamo una speranza oltre questa vita. Chiunque parla, chi ha le sue
aspirazioni in questo Sinodo dell'Amazzonia, parla solo di alcuni aspetti pratici. E non va nel profondo dei problemi. Si pensa più secondo il mondo che in senso spirituale.


Q.-Lei ha scritto diversi libri sulle donne e il sacerdozio. C'è stata una commissione sul diaconato femminile. Pensa che la vita sarà aperta alla diaconia femminile e quindi, in futuro, al sacerdozio delle donne?

R.- No. Dogmaticamente non è possibile. Il papa non ha il potere e l'autorità per cambiare i sacramenti. E non c'è mai stato un diaconato sacramentale di donne. E non si può interpretare alcuni dati della storia in questo senso e la Chiesa non ha mai detto dogmaticamente che è possibile per le donne ricevere il sacramento dell'ordine. C'è solo un sacramento dell'ordine: vescovo, presbitero e diacono, e non è possibile separare, per distinguere, il sacramento.

Q.- È possibile una via intermedia per un diaconato ministeriale non sacramentale?

R.- No. Perché chiamarlo diaconato ministeriale? Creerebbe confusione nelle parole. Grandi gruppi di nostri cristiani sono istruiti dalla stampa e non possono distinguere teologicamente da una mancanza di formazione teologica. Per questo abbiamo i ministeri. Anche i ministeri laici. Lo stesso per gli uomini e per le donne. Non ha senso costruire qualcosa con il senso della diaconia femminile, perché abbiamo questa parola - ministeri - che viene dal latino. Perché creare confusione? La parola diacono è un termine tecnico per il primo grado del sacramento dell'ordine. Non possiamo confondere i termini.

DOMANDA - Siamo in un momento in cui la dottrina è passata in secondo piano. Il primo è stato occupato da una concezione singolare, persino spirituale, della prassi. Quale ruolo gioca la dottrina nella vita cristiana, nella configurazione dell'identità cattolica?

R. - Ci sono molti, ora nella Chiesa, che non sanno quale sia la dottrina. Pensano che sia una teoria, un tipo di pensiero. La dottrina della Chiesa è il Vangelo di Gesù, è la dottrina di Gesù e degli apostoli, ed è per questo che è la presentazione, la verbalizzazione del Logos, della Parola di Dio. La dottrina della Chiesa è la spiegazione dell'autorivelazione di Dio, e non è la nostra teoria su Dio, o su alcune questioni nella Chiesa. Bisogna distinguere tra la dottrina dogmatica della Chiesa e la dottrina accademica dei teologi. In questa preparazione della cosiddetta riforma della Curia rimandano la fede. Prima viene la segreteria di stato, che dice verbalmente che la segreteria di stato, con i rapporti con gli stati, la diplomazia e la burocrazia vaticana, è più legata alla missione suprema del papa che alla dottrina della fede. Questo è assurdo. Questi sono compiti banali e secolari. La missione spirituale viene da Gesù Cristo. Gesù Cristo non ha costituito lo Stato del Vaticano con il suo capo, e questo capo con il suo Stato governa la Chiesa. È assurdo. L'opposto è la verità. Lo Stato è solo un aiuto per garantire l'indipendenza, la libertà del Papa contro le influenze dei politici. Ma non è l'essenza del ministero petrino. E come si può dire, tra i dicasteri, che l'evangelizzazione viene prima e poi la fede e la dottrina della fede. L'evangelizzazione è prassi e la fede è teoria. Che concetto di teoria e prassi hanno? Il sistema marxista? La fede è l'origine, è la radice della giustificazione. Solo attraverso la fede in Gesù Cristo siamo salvati. Senza fede, nessuno può piacere a Dio. La fede è una virtù infusa. Il primo dono dello Spirito Santo per noi è fede e speranza, amore. Non si può dire che la fede sia solo una teoria.

D - Quali altri aspetti della riforma della Curia la riguardano?

È anche molto problematico che abbiano sostituito le Congregazioni dei cardinali, che rappresentano la Chiesa romana, dai dicasteri. Ora abbiamo solo dicasteri. I dicasteri sono una burocrazia. La Curia Romana non può essere un apparato burocratico per aiutare il Papa, le conferenze, i vescovi ... È una realtà ecclesiastica che rappresenta la Chiesa romana. Collegiata con il Papa come suo corpo, il College of Cardinals è il primo. La curia è anche una forma del lavoro della scuola cardinale. E per questo, la congregazione è l'espressione latina del sinodo. Parlano di sinodalità e finiscono con le congregazioni, e invece della sinodalità o della congregazione ora introducono un termine burocratico.

Q.- Cosa la ha motivata a rendere pubblica la sua confessione di fede?

R. - Era necessario. Si parla molto di clima, cambiamenti climatici, immigrati ... e bisogna parlare dei temi della nostra fede cristiana e cattolica. Il cardinale Kasper ha detto che ciò che avevo scritto erano alcuni elementi scelti arbitrariamente da me. Ma i temi sono la Trinità, l'Incarnazione, ed i Sacramenti della Chiesa, l'unità tra la fede e la vita e l'attesa per la vita eterna, la dimensione escatologica. È esattamente ciò che dice il simbolo apostolico,

la professione di fede. E noi siamo in questo. La Chiesa, come dice sempre il Papa, non è una ONG, la Chiesa è la comunione nella fede, unita in Gesù Cristo, il figlio di Dio. La parola di Dio che si è fatta carne. Questo è il centro della Chiesa, il sacramento in Cristo per portare le persone alla piena comunione con Dio e tra di loro, per dare un esempio o un segno di unità all'umanità. Questa è la Chiesa. Non abbiamo bisogno di una Chiesa che sia una sub organizzazione delle Nazioni Unite.


Q.- Vorrei chiederle della formazione teologica di sacerdoti e vescovi. Quali sono le conseguenze dell'assenza di una formazione teologica e dottrinale di sacerdoti e vescovi?

R. - I vescovi e i preti sono i servitori della Parola. Ecco perché devono conoscere la Parola. L'intelligenza della fede non è una realtà che viene dall'esterno alla fede, viene dall'interno, dalla fede. La fede è anche un atto razionale. Crediamo con la nostra ragione e con la nostra volontà che nasce dalla grazia. Ma è un atto veramente umano. E dobbiamo essere pronti a dare una risposta a tutti quelli che ci chiedono della razionalità della speranza che è in noi. Abbiamo quella grande tradizione di teologia, dell'intellighenzia, della fede. Tutti i grandi maestri, in particolare San Tommaso, hanno parlato del vescovo come insegnante della parola, come colui che insegna la parola e deve conoscere tutti gli elementi della fede. Non devi essere un teologo specializzato come in accademia. Ma deve avere quel livello. Deve poter discutere con i professori di teologia. Deve essere informato ogni giorno, leggere la Bibbia, studiare la Bibbia, i grandi testi e documenti della tradizione apostolica. E per conoscere gli attuali teologi. Tutta la discussione che abbiamo oggi, antropologia, falsa antropologia, che definisce l'uomo come un essere biologico da solo. Dobbiamo dare risposte convincenti all'intellighenzia di oggi. Non è sufficiente essere ministri del culto, ritualismo, questo non è abbastanza. O ripetere alcune frasi comuni. Deve essere in grado di penetrare i problemi. Ed è per questo che abbiamo bisogno di uno studio di teologia profonda e anche di una formazione permanente.

D. - Nella sua biografia c'è un capitolo eccezionale con il suo rapporto con Gustavo Gutiérrez, con il quale ha anche elaborato una teologia sui poveri. Siamo in un momento in cui i poveri hanno acquisito rilievo come un singolare oggetto prioritario del discorso della Chiesa, nel senso del Vangelo che i poveri sono al centro del messaggio di oggi. Ma questo discorso non è usato per qualcos'altro?

R.- Tutto può essere sfruttato dall'ideologia. Ma la fede cristiana, cattolica, non è un'ideologia. È l'esperienza della realtà di Dio in mezzo a noi. Questa è la fede cattolica. I poveri nel mondo non sono una realtà marginale. È un grosso problema, perché quei poveri sono milioni, vivono al di sotto del livello della dignità umana. Con la forza della fede e lo spirito dell'amore, dobbiamo preoccuparci dello sviluppo integrale dell'umanità. Non può essere che alcuni siano molto ricchi e altri non abbiano nulla. Le ricchezze del mondo sono date a tutti. dottrina sociale della Chiesa, e la teologia della liberazione nella linea di Gustavo Gutiérrez, dicono che questo non è un ideologia marxista, ma ci ha posato come possiamo parlare di Dio contro queste ingiustizie, le disuguaglianze e le sofferenze. La lotta contro la povertà strutturale, contro la mancanza di dignità umana, appartiene alla missione della Chiesa, alla diaconia.
infovaticana.com
Francesco Federico
https://gloria.tv/article/7gvNBMnFWTnp2KRf64q7DDhQY


CLAMOROSO!!! Ecco chi è veramente MATTEO SALVINI!!!


Pubblicato il 15 mag 2019
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Cosa si muove realmente dietro le quinte ? Chi è realmente Matteo Salvini? Ce lo spiega il giornalista d'inchiesta Claudio Gatti.
https://www.youtube.com/watch?v=eGZ9Le0h6MQ

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