ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 4 ottobre 2019

Non posso più tacere. Non devo più tacere.

Sarah: «La Chiesa vive il mistero di Giuda, il tradimento della fede»

È in libreria l'atteso libro del cardinale Robert Sarah, "Si fa sera e il giorno ormai volge al declino" (Editrice Cantagalli). Come i precedenti - "Dio o niente" e "La forza del silenzio" - si presenta sotto forma di intervista condotta dallo scrittore francese Nicolas Diat. Per gentile concessione dell'autore, pubblichiamo la prima parte dell'introduzione. Ospite de La Nuova Bussola Quotidiana, il cardinale Sarah presenterà il suo libro a Milano il prossimo 9 novembre, alle ore 16.30, presso la Casa cardinale Schuster, in via Sant'Antonio 5.


                                     Il cardinale Robert Sarah

Perché prendere ancora la parola? Nel mio ultimo libro vi invitavo al silenzio. Ma ora non posso più tacere. Non devo più tacere. I cristiani sono disorientati. Tutti i giorni ricevo da ogni parte richieste d’aiuto da chi non sa più che cosa credere. Ogni giorno, a Roma, ricevo sacerdoti scoraggiati e feriti. La Chiesa sperimenta la notte oscura. La avvolge e la acceca il mistero d’iniquità.

Tutti i giorni siamo raggiunti dalle notizie più terribili. Non c’è settimana che non venga denunciato un caso di abuso sessuale. Simili notizie lacerano il nostro cuore di figli della Chiesa. Come diceva Paolo VI, siamo investiti dal fumo di Satana. La Chiesa, che dovrebbe essere un luogo di luce, è diventato un covo di tenebre. Dovrebbe essere una casa di famiglia sicura e tranquilla, ed ecco che invece è diventata una spelonca di ladri! Come possiamo sopportare che tra noi, tra le nostre fila, si siano introdotte delle belve feroci? Ogni giorno, molti sacerdoti fedeli operano come pastori attenti, come padri ricolmi di dolcezza, come guide ferme. Alcuni uomini di Dio, però, sono diventati degli agenti del Maligno. Hanno cercato di profanare le anime pure dei più piccoli. Hanno umiliato l’immagine di Cristo inscritta in ogni bambino.

I sacerdoti di tutto il mondo si sono sentiti umiliati e traditi da tanti abominî. Alla sequela di Gesù la Chiesa vive il mistero della flagellazione. Il suo corpo è lacerato. Chi sferra i colpi? Gli stessi che dovrebbero amarla e proteggerla! Sì, mi permetto di prendere in prestito le parole di papa Francesco: il mistero di Giuda incombe sulla nostra epoca. Il mistero del tradimento trasuda dai muri della Chiesa. Gli abusi sui minori lo rivelano nel modo più abominevole.
Dobbiamo, però, avere il coraggio di guardare in faccia il nostro peccato: questo tradimento è stato preparato e provocato da molti altri tradimenti, meno visibili, più sottili, ma anche più profondi. Da molto tempo stiamo vivendo il mistero di Giuda. Ciò che appare ormai in piena luce ha cause profonde che bisogna avere il coraggio di denunciare con chiarezza. La crisi che vivono il clero, la Chiesa e il mondo è radicalmente una crisi spirituale, una crisi della fede. Viviamo il mistero d’iniquità, il mistero del tradimento, il mistero di Giuda.

Permettetemi di meditare con voi sulla figura di Giuda. Come tutti gli apostoli lo aveva chiamato Gesù. Egli lo amava! Lo aveva inviato ad annunciare la Buona Novella. Ma a poco a poco il dubbio si è impadronito del suo cuore. Senza rendersene conto, ha iniziato a giudicare l’insegnamento di Gesù. Si è detto: questo Gesù è troppo esigente, poco efficace. Giuda ha preteso di realizzare il Regno di Dio sulla terra, all’istante, con strumenti umani e secondo il proprio personale disegno.
Eppure, aveva udito Gesù rivolgersi anche a lui in questi termini: «I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie» (Is 55,8). Nonostante tutto, Giuda si è allontanato. Non ha più voluto ascoltare Cristo. Non lo ha più accompagnato in quelle lunghe notti di silenzio e preghiera. Si è rifugiato nelle preoccupazioni mondane. Si è occupato della borsa, del denaro e del commercio. L’impostore continuava a seguire Cristo, ma non gli credeva più. Mormorava. La sera del Giovedì Santo, il Maestro gli ha lavato i piedi. Il suo cuore doveva essere così indurito da non lasciarsi toccare. Il Signore era davanti a lui, in ginocchio, come un umile servo che lava i piedi a colui che poi l’avrebbe tradito. Gesù ha posato su di lui un’ultima volta il suo sguardo pieno di dolcezza e di misericordia. Ma il diavolo si era già introdotto nel cuore di Giuda. Egli non ha abbassato lo sguardo. Avrà pronunciato interiormente l’antica espressione di rivolta: non serviam, «non servirò». Durante la Cena si è comunicato quando ormai il suo progetto era già compiuto. Fu la prima comunione sacrilega della storia. E ha tradito.

Giuda è per l’eternità il nome del traditore e oggi la sua ombra incombe su di noi. Sì, come lui, anche noi abbiamo tradito! Abbiamo abbandonato la preghiera. Il male di un efficiente attivismo si è infiltrato dappertutto. Cerchiamo di imitare l’organizzazione delle grandi imprese. Ma dimentichiamo che solo la preghiera è il sangue che può irrorare il cuore della Chiesa. Diciamo di non avere tempo da perdere. Vogliamo utilizzare questo tempo per opere socialmente utili. Chi non prega più, però, ha già tradito. È ormai disposto a ogni compromesso con il mondo. Si è avviato sulla strada di Giuda.

Sopportiamo ogni contestazione. La dottrina cattolica viene messa in dubbio. In nome di sedicenti posizioni intellettuali certi teologi si divertono a decostruire i dogmi, a svuotare la morale del suo significato profondo. Il relativismo è la maschera di Giuda travestito da intellettuale. Come meravigliarsi se poi veniamo a sapere che tanti sacerdoti infrangono le loro promesse? Relativizziamo il senso del celibato, rivendichiamo il diritto a una vita privata, tutte cose in contrasto con la missione del sacerdote. Alcuni arrivano persino a rivendicare il diritto di esercitare comportamenti omosessuali. Tra i sacerdoti e tra i vescovi si susseguono scandali.

Il mistero di Giuda si dilata. A tutti i sacerdoti voglio dire: siate forti e retti. Certo, per colpa di qualche ministro sarete tutti etichettati come omosessuali. La Chiesa Cattolica verrà infangata. Sarà presentata come composta tutta da preti ipocriti e avidi di potere. Non sia turbato il vostro cuore. Il Venerdì Santo, Gesù si è caricato di tutti i peccati del mondo, mentre Gerusalemme gridava: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Nonostante le inchieste tendenziose che vi presentano la situazione disastrosa di ecclesiastici irresponsabili dall’anemica vita interiore, che sono posti addirittura al comando della Chiesa, siate sereni e fiduciosi come la Vergine e san Giovanni ai piedi della Croce. I sacerdoti, i vescovi e i cardinali privi di morale non riusciranno mai a screditare la luminosa testimonianza di più di quattrocentomila sacerdoti sparsi per il mondo, che, con quotidiana fedeltà, servono il Signore in santità e letizia. Nonostante la violenza degli attacchi che potrà subire, la Chiesa non verrà meno. È la promessa del Signore, e la Sua parola è infallibile.

I cristiani tremano, vacillano, dubitano. Per essi ho voluto questo libro. Per dire loro: non dubitate! Rimanete saldi nella dottrina! Nella preghiera! Ho voluto questo libro per confortare i cristiani e i sacerdoti fedeli.
Il mistero di Giuda, il mistero del tradimento, è un veleno subdolo. Il diavolo cerca di farci dubitare della Chiesa. Vuole che la guardiamo come un’organizzazione umana in crisi. Ma essa è molto più di questo: è il prolungamento di Cristo. Il diavolo ci invita alla divisione e allo scisma. Vuole farci credere che la Chiesa abbia tradito. Ma la Chiesa non tradisce. La Chiesa, piena di peccatori, è senza peccato! In essa ci sarà sempre abbastanza luce per quanti ricercano Dio. Non abbandonatevi all’odio, alla divisione, alla manipolazione. Non si tratta di creare un partito, di insorgere gli uni contro gli altri: «Il Maestro ci ha messo in guardia contro tali pericoli per rassicurare il popolo anche nei confronti dei cattivi pastori: perché a causa loro non si abbandonasse la Chiesa, cattedra della verità […]. Non perdiamoci, dunque, nel male della divisione, a causa di coloro che sono malvagi», diceva già sant’Agostino (Lettera 105).

La Chiesa soffre, è calpestata e i suoi nemici sono al suo interno. Non abbandoniamola. Tutti i pastori sono uomini peccatori, ma essi portano in sé il mistero di Cristo. Che cosa dobbiamo fare, dunque? Non si tratta di organizzarsi e di elaborare strategie. Come si può pensare di migliorare noi le cose? Ciò significherebbe ripiombare ancora nell’illusione mortifera di Giuda.
Di fronte all’aumento dei peccati tra le fila della Chiesa siamo tentati di prendere in mano la situazione. Siamo tentati di purificare la Chiesa con le nostre forze. Sarebbe un errore. Che cosa potremmo fare? Un partito? Un movimento? Questa è la tentazione più grave: gli orpelli della divisione. Con il pretesto di fare il bene, ci si divide, ci si critica, ci si combatte. E il demonio ridacchia. È riuscito a far cadere i buoni, presentandosi sotto le mentite spoglie del bene. La Chiesa non può essere riformata con l’odio e la divisione.

La Chiesa si riforma incominciando a cambiare noi stessi! Non esitiamo, ciascuno secondo le proprie possibilità, a denunciare il peccato, a partire dal nostro. Tremo all’idea che la tunica inconsutile di Cristo corra di nuovo il rischio di essere lacerata. Gesù ha sofferto prevedendo le divisioni tra i cristiani. Noi lo crocifiggiamo un’altra volta! Il suo cuore ci supplica: ha sete di unità! Il diavolo ha paura di essere chiamato per nome. Egli ama ammantarsi della nebbia dell’ambiguità. Parliamo con chiarezza. «Nominare male le cose vuol dire accrescere l’infelicità del mondo», diceva Albert Camus.

In questo libro non esiterò a fare uso di un linguaggio fermo. Con l’aiuto dello scrittore e saggista Nicolas Diat, senza il quale ben poco sarebbe stato possibile, e che fin dalla stesura di “Dio o niente” ha sempre mostrato una fedeltà senza cedimenti, voglio ispirarmi alla parola di Dio che è come una spada a doppio taglio. Non dobbiamo aver paura di affermare che la Chiesa ha bisogno di una profonda riforma e che questa passa dalla nostra conversione.

Perdonatemi se alcune mie parole vi scandalizzeranno. Non voglio anestetizzarvi con propositi rassicuranti e ingannevoli. Non vado in cerca di successo o di popolarità. Questo libro è il grido della mia anima! È un grido d’amore per Dio e per i miei confratelli. A voi cristiani devo l’unica verità che salva. La Chiesa muore perché i pastori hanno paura di parlare con verità e chiarezza. Abbiamo paura dei media, dell’opinione pubblica, dei nostri confratelli! Ma il buon pastore dona la vita per le sue pecore.
Oggi, in queste pagine, vi offro il cuore della mia vita: la fede in Dio. Tra non molto sarò chiamato al cospetto del Giudice Eterno. Se non vi trasmetto la verità che ho ricevuto, che cosa gli dirò? Noi vescovi dovremmo tremare al pensiero dei nostri silenzi colpevoli, dei nostri silenzi conniventi, dei nostri silenzi condiscendenti con il mondo.

Spesso mi viene chiesto: che cosa dobbiamo fare? Quando la divisione incalza bisogna rafforzare l’unità. Essa non ha niente a che vedere con lo spirito corporativo di cui è pieno il mondo. L’unità della Chiesa ha la propria sorgente nel cuore di Gesù Cristo. Dobbiamo restargli vicino, dobbiamo rimanere in Lui. Il suo cuore, che è stato squarciato dalla lancia perché potessimo trovarvi rifugio, sarà la nostra casa.

Robert Sarah*
* Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti

Ospite de La Nuova Bussola Quotidiana, il cardinale Sarah presenterà il suo libro a Milano il prossimo 9 novembre, alle ore 16.30, presso la Casa cardinale Schuster, in via Sant'Antonio 5.

http://www.lanuovabq.it/it/sarah-la-chiesa-vive-il-mistero-di-giuda-il-tradimento-della-fede

10 commenti:

  1. Mi facciano il piacere!

    Lamentano l'apostasia nella Chiesa e non ne denunciano gli artefici (concilio, rivoluzione liturgica e quel demonio di bergoglio, che ossequiano come "santo padre"!). Preferisco i pochi sacerdoti coerenti come don Paulo, che non temono di finire scomunicati dai luridi massoni occupanti la Gerarchia!

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  2. Sono in perfetto accordo con Gianluigi. Il cardinale Sarah predica bene ma non è coerente con quanto afferma. Anzi, dice di essere devoto al papa, non lo critica mai direttamente. Mi pare un comportamento ipocrita e parafieno quello di Sarah. Purtroppo è la viltà quella che riscontro in molti consacrati. Non tutti, grazie a Dio. Mi ricordano la più che nota figura del Manzoni, don Abbondio.

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  3. Non mi sembra giusto accusarlo di ipocrisia e di incoerenza, se non accusa direttamente chi riveste, anche se indegnamente, il posto di vicario di Cristo.
    Nel suo libro (articolo riportato oggi dalla "La Verità") parla apertamente di Giuda, apostolo scelto da Cristo e da Lui amato, sino alla fine, sottolinenando che anche oggi tanti, troppi Giuda ci sono nella Chiesa, e che la sua, fu solo la prima delle comunioni sacrileghe...
    Ognuno pagherà davanti a Dio.. Cerchiamo di non essere nel loro numero!

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  4. Lungi da me giudicare le intenzioni dei cuori (tranne forse quelle di bergoglio).

    Il giudizio di ipocrisia e d'incoerenza cade su ciò che le loro "eminenze" (Sarah, Burke, Brandmüller, Schneider e altri) dicono e fanno.

    Mi pare che san Paolo non esitò a giudicare come simulatorio il comportamento di Pietro coi cristiani giudei e quelli gentili.


    Non so con quali intenzioni si comportino in tal modo, ma mi sembra un'evidenza oggettiva, ad esempio, l'incoerenza di Sarah tra le cose buone e cattoliche che dice e altre sue affermazioni gravi in cui sostiene che l'orribile novella liturgia bugniniana "arricchisce" la Liturgia Cattolica Pura e bimillenaria pre-apostasia.

    Sarah afferma che il messale di san Pio V e di Trento, sarebbe "teologicamente" uguale al messale del massone bugnini b dei suoi compari protestanti.

    In estrema sintesi, in lui e nei suddetti cardinali, è lampante l'incoerenza di denunciare, da una parte, certi scandali apostatici nel clero, mentre dall'altra parte difendere le male radici di quegli scandali (concilio e rivoluzione liturgica) e ossequiare quel tizzone d'inferno di bergoglio, senza nemmeno sognarsi di ammettere pubblicamente l'ovvietá lampante che l'argentino è il campione delle suddette male radici, il distruttore implacabile, metodico e consapevole della Chiesa, della dottrina e delle anime che lo ascoltano.


    Così facendo, Sarah e quegli altri, creano ancora più confusione, e se non sono atteggiamenti incoerenti e quanto meno sospettabili d'ipocrisia (se non sono ipocriti, sono davvero così ingenui?)... ...cos'altro dovrebbero essere?

    Noi abbiamo bisogno di un pastore che parli chiaro e senza incoerenze e autocensure, a costo di farsi scomunicare da questi infami massoni adoratori di satana che occupano i posti di potere nella Gerarchia.

    Pastori come sant'Atanasio o mons. LefebcLe.

    Che parlano chiaro, con onestá, coerenza e CORAGGIO.

    Così davvero metterebbero i bastoni tra le ruote ai falsi apostoli della sinagoga di satana che tiranneggiano la santa Chiesa!

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  5. P.S.
    Chiarisco che con "massoni infami adoratori di satana", non mi riferisco certo ai cardinali Sarah, Burke e gli altri succitati.

    Mi riferisco a quei vescovi e cardinali che comminano facilmente scomuniche a chi denuncia con troppa chiarezza l'apostasia nel clero.

    Senza fare nomi.

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  6. I cardinali conservatori sono l'unica opposizione a questa deriva. Sedevacantisti , apparizionisti e quanti credono che la chiesa sia finita col Concilio non fanno altro che offrire sponde al manovratore. Certo tradizionalismo ha un campionario a dir poco imbarazzante se si guarda ai lidi dove è pervenuto in questi decenni.

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  7. Reverendissima Eminenza, quando Sua Santità Bendetto XVI disse: "con il card. Sarah la Fede e la Dottrina sono in buone mani", speravo che avessimo trovato un'altro Sant'Atanasio, un'altra Santa Caterina ecc..., insomma una nuova guida un altro San Giovanni Battista. Un evangelizzatore che non esitò, sapendo quello che rischiava, a parlare come Gesù avrebbe insegnato:" Sia il vostro parlare si,si,no,no il più viene dal maligno".
    Ora la Sua lettera di presentazione,che condivido nella sostanza, manca la causa e il nome di chi, appoggiando in primis e pertanto non combattendolo, ha permesso tutto questo. Il male se non nè viene combatutta la causa rimane, non viene debellato. Concordo in pieno con chi ha scritto che la sua dichiarzione e quella di altri prelati, non fanno altro che portare confusione non a chi ha capito la Passione che Santa Madre Chiesa sta attraversando, prego per rimanere fedele alla Chiesa Cattolica,ma a quelle anime che "conoscono e non conoscono" la Vera e unica Dottrina.
    Chiedo al sig SauroBrontolo, quando il Card. Sarah parla di Giuda, se ho ben capito, si deve intendere, indirettamente, bergoglio?
    Devo intendere che, visto che Giuda era un vescovo e non il vicario di Cristo, bergoglio non sia il successore di Pietro ma un semplice vescovo? Pace e bene a tutti

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  8. @Francesco ha colto bene il tragico punto.

    Quanto ad @angheran70:
    Non sono sedevacantista, per grazia di Dio.
    I sedevacantisti sono eretici e scismatici.


    Così come non sono sedevacantisti (o apparizionisti) tutti quei cattolici abbastanza non-ignoranti della Sana Dottrina da ravvisare i gravissimi errori contenuti nei documenti del concilio (si legga Nostra aetatae, dignitatis humanae, lumen gentium, per citarne solo alcuni, fra i più scandalosi).

    Quanto alla liturgia, dia una scorsa al noto "Breve esame critico del Novus Ordo Missae": la rassicuro: i cardinali Bacci e Ottaviani non erano sedevacantisti o apparizionisti :-)

    Se un concilio è animato da famigerati eretici come rahner o De Chardin, produce documenti contenenti gravi asserzioni in palese rottura col Depositum Fidei trasmesso dagli Apostoli e si completa con una rivoluzione della liturgia in chiave innegabilmente criptoprotestante, basta essere semplicemente Cattolici per accorgersene.

    Lei è cattolico?

    Perché non esistono cattolici della tradizione e cattolici non-tradizionali.

    Esistono i Cattolici che conoscono e credono nella Religione e gli eretici (per scelta o per ignoranza).


    Le risparmio l'imbarazzo di dirci a quale delle ultime due categorie si sente piú affine.

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  9. "Perché questo richiamo da parte del Signore? Perché la superbia è in agguato, pronta a catturare i buoni cattolici esasperati dalle reiterate manifestazioni di empietà e di apostasia offerte da un certo settore della gerarchia". [Don Elia]

    http://lascuredielia.blogspot.com/2019/10/tutti-roma-pregare-per-lachiesa-amen.html …

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  10. @Angheran70

    Quando avrà anche argomenti nel merito, oltre a giudizi gratuiti sulle intenzioni, ce lo faccia sapere.

    Cordialità.

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