ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 15 novembre 2019

L’acqua alta invade i Sacri Palazzi

QUANTO SONO CATTIVI I CATTOLICI “BUONI” E “MISERICORDIOSI? E CREDULONI….


Cari amici e nemici di Stilum Curiae, e troll vari e mutevoli, Radio Roma Libera ha pubblicato una riflessione d chi scrive su alcune reazioni all’intervista del cardinale Camillo Ruini, e più in generale sull’atteggiamento dei cattolici “buoni”, quelli misericordiosi, dialoganti. Dialoganti con tutti, salvo che con i cattolici cattivi, rigidi, farisaici, quelli che che vedono con sospetto certe aperture perché pensano che da quelle aperture si sprigionino fumi che non sanno esattamente di incenso…
Vi offriamo qui il testo, rimandandovi per il podcast al link di Radio Roma Libera.

“Se c’è un evento – uno dei tanti – che rivelino il vero volto di alcuni dei fan più sfegatati della Nuova Chiesa, quella della Misericordia, un volto violento nelle parole e nei sentimenti, intollerante e decisamente molto poco dialogante, beh, questo è l’intervista che il cardinale Camillo Ruini ha concesso qualche giorno fa al Corriere. Non l’intervista stessa, naturalmente; ma alcune reazioni alle parole pacate, lucide del porporato, certamente una delle più belle teste della Chiesa in questa stagione di ben scarse eccellenze.
Come ricorderete il cardinale ha sottolineato l’inopportunità di un partito di cattolici; ha detto che demonizzare Salvini non serve a nulla, e che bisogna dialogare; e che non è così sicuro – come invece altri – che l’ostentazione del Rosario fosse solo un escamotage elettorale, un ricercare consensi presso l’elettorato cattolico.
Naturalmente c’è chi, come Marco Politi, un passato comunista d.o.c., da sempre nemico del cardinale Ruini e della sua idea di Chiesa (e di Italia…) si è buttato sulla vicenda, indicando nell’anziano cardinale il nuovo punto di riferimento per tutti gli oppositori della linea di papa Bergoglio. Abbiamo già visto questo giochino quante volte? Basta che un cardinale, o un vescovo importante, esprimano perplessità, o un disallineamento rispetto alla linea del Numero Uno che subito i giornalisti di regime si gettano come un sol uomo a indicare il malcapitato come il nuovo “punto di riferimento” dell’opposizione. Che ormai dovrebbe contare un sacco di gente…
Poi ci sono quelli che mi diverte assimilare, mutatis mutandis, al ruolo dei Centri sociali e dei loro occupanti, in rapporto alla sinistra “perbene”. Sono loro che si occupano in toni e modi eccessivi e violenti del lavoro di vanga.
Per esempio tal Andrea Grillo, che insegna al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo Teologia dei Sacramenti e Filosofia della Religione (davvero, non scherzo) che scrive: “L’arte di Ruini è di ridurre il cattolicesimo ad un mostro tale, rispetto a cui avrei fatto apostasia almeno da 40 anni”. Il problema è che questo è accaduto magari davvero, e il prof. Grillo non se è accorto…Come non lo sanno i suoi committenti a Sant’Anselmo…
Poteva mancare Alberto Melloni, questa colonna del sinistrismo ecclesiale e non, pilastro della famosa scuola di Bologna? Melloni risponde a Ruini, che non condivide l’immagine tutta negativa di Salvini, e che pensa che abbia davanti a sé prospettive notevoli, buttandola sulla “reductio ad Hitlerum”. Scrive Melloni: <Per una beffa della storia quel che Ruini dice oggi sul Corriere delle possibili prospettive di Salvini è identico a quel che Von Papen diceva di Hitler a Roncalli nel 1941. Roncalli lo zittì citando i “milioni di ebrei”  uccisi “nelle camere a gas”>.
A parte che con le sue parole Melloni conferma esattamente quello che sostiene lucidamente e intelligentemente Ruini: e cioè che la demonizzazione è un’operazione scadente, e perdente, c’è da far notare al professore di storia Melloni che le camere a gas cominciarono a funzionare l’8 dicembre 1941, e quindi Roncalli, a Istanbul, difficilmente avrebbe potuto pronunciare quelle parole. Ma capiamo Alberto Melloni: a gennaio si vota in Emilia Romagna, e ci sono le condizioni perché la regione dopo mille anni venga tolta dalle mani dei comunisti e dei loro nipotini. E d conseguenza che anche i fondi regionali, cospicui, donati dalla Regione rossa alla sua Fondazione Giovanni XXIII corrano seri pericoli. Il che non sarebbe poi così sbagliato, no?”.

Ma nel frattempo vogliamo attirare la vostra attenzione su qualche altro esempio di bontà, come questa vignetta, e di sudditanza non solo psicologica, ma anche partitica, ormai del vertice della Chiesa alla narrazione della sinistra, e di una sinistra, diciamo così, un po’ goffa, quella che dei duecento messaggi di odio al giorno a Liliana Segre; di cui l’interessata non era a conoscenza, e che nessuno ha mai fatto vedere. Eppure non dovrebbe essere difficile, nell’era dell’immagine e degli screenshot, no? Dobbiamo fidarci della parola di Repubblica….e con questo ho detto tutto. Ma purtroppo di quella roba lì si fida anche chi per ruolo e carisma acquisito dovrebbe “discernere”. E invece.. ci riferiamo ad Antono Spadaro, sj, Direttore di Civiltà Cattolica, uno di quelli che sussurra e ispira il Pontefice regnante. Ecco un suo post su Twitter:
“Antonio Spadaro
Se, a causa delle minacce, a #LilianaSegre è stata assegnata la scorta allora qualcosa si è rotto nel nostro vivere civile. Se una donna sopravvissuta al nazismo oggi deve vivere sotto protezione significa che non può esserci più nessun se o ma nel nostro impegno contro l’#odio”.

§§§

Forse l’impegno dovrebbe essere contro le bugie, la falsità, le strumentalizzazioni, e per una valutazione lucida, obiettiva e non “di pancia” delle balle messe in giro da chi ha interessi politici. E forse questo allora potrebbe evitare di coinvolgere il Pontefice in questa triste vicenda, come altri utenti di Twitter hanno fatto notare al gesuita filo-piddino:
“A #PapaFrancesco oltre a #repubblica e le sue bufale dovrebbero far leggere anche altro. Per esempio tutti gli altri giornali che hanno smontato l’allarme scatenato da Repubblica intorno alla vicenda #Segre. SIR @agensir. Video #Sir di #Papa Francesco all’udienza: oggi incomincia a rinascere l’abitutine di perseguitare gli #ebrei. Perseguitare gli ebrei non è né umano né cristiano. Gli ebrei sono fratelli nostri e non vanno perseguitati”.
Siamo veramente in una situazione molto triste, se l’acqua alta della strumentalizzazione politica e partitica invade i Sacri Palazzi, e chi dovrebbe difenderli ne è complice.
Marco Tosatti
15 Novembre 2019 Pubblicato da  1 Commento --


https://www.marcotosatti.com/2019/11/15/quanto-sono-cattivi-i-cattolici-buoni-e-misericordiosi-e-creduloni/

Extra Fraternitatem Nulla Salus? Prepotenza degli aspiranti monopolizzatori.


L'errore più madornale della tifoseria lefebvriana è la convinzione di essere i detentori dell'Esclusiva della Tradizione™ con l'immediato sottinteso che qualunque realtà tradizionale o è suddita della FSSPX oppure è modernista, inaffidabile, insignificante, compromessa, deprecabile. Tale errore, purtroppo, nasce dall'alto, dai vertici della FSSPX. Sottolineo alcuni punti da mons. Williamson

La Tradizione cattolica, in Francia, ha tre case dirette da tre Ordini di monaci e frati provenienti dal passato della Chiesa: i Benedettini a Bellaigue, i Domenicani ad Avrillé, i Francescani a Morgon. Tutti e tre sono stati incoraggiati e aiutati a iniziare il loro percorso da Mons. Lefebvre, ma egli non ha mai rivendicato l’autorità su alcuno di essi, anzi ha rifiutato positivamente di farlo, perché non vedeva la Fraternità come avente una qualche missione monopolizzatrice della Tradizione o una funzione di controllo su tutte le iniziative Tradizionali.
[...]
Alcuni anni fa la FSSPX ha interrotto i rapporti con i Domenicani di Avrillé, considerati troppo indipendenti, mentre i Francescani hanno avuto bisogno nello stesso periodo di tempo per adottare una politica attentamente bilanciata tra cooperazione e indipendenza. Per quanto riguarda i Benedettini, il loro giovane Superiore in Brasile, Dom Placide, ha subito dallo scorso agosto una particolare pressione dalla Fraternità. Convocato a Menzingen da don Pagliarani, è stato rimproverato per la sua mancanza di cooperazione con la Fraternità, e gli è stato sottoposto un documento con cui avrebbe dovuto cedere alla Fraternità il controllo totale del Monastero benedettino! Quando – per dirla gentilmente – egli rifiutò l’offerta, è stato minacciato che sarebbe stato comunicato al mondo intero che la FSSPX avrebbe interrotto tutti i rapporti con il Monastero. Dom Placide rispose che spettava al SG [superiore generale, ndr] fare quello che riteneva meglio, e la minaccia cambiò. Essa divenne un avviso che la Fraternità avrebbe inviato a tutti suoi priorati ordinando loro di non inviare più vocazioni a Bellaigue. E questa minaccia è stata attuata.
Ora, nulla togliendo ai tanti meriti della FSSPX, quelle «tattiche da prepotenza» sono possibili solo a chi è profondamente convinto che la FSSPX detenga il Monopolio della Tradizione™. Cioè a chi banalizza la Tradizione stessa, compiacendosi dell'autoriduzione di fatto a Movimento Ecclesiale Col Suo Particolare Carisma®, che fa il mercato delle vacche vocazionali, che ha a cuore l'autoconservazione più che la Tradizione, che spera di diventare Prelatura Personale (cioè Riserva Indiana© che guadagni fedeli perché vi verrebbe automaticamente internato ogni sospetto di tradizionalismo), a dispetto di tutti i discorsi ufficiali e delle buone opere dei singoli membri. Extra Fraternitatem Nulla Traditio?

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