ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 9 settembre 2021

Il sistema collasserà di fronte alle sue contraddizioni

Il Covid e io – Il pass del vicino è sempre più verde


                           

Alla fine, come narravo, anche il Covid ha deciso che ne aveva abbastanza di me.
Il ventunesimo giorno, nonostante fosse ormai più di una settimana che avevo completa assenza di sintomi e l’infiammazione fosse sparita, mia moglie ha preteso un tampone rapido per riammettermi a casa mia. Mi sono sottoposto di buon grado: l’ASL mi aveva ormai liberato, e la sevizia nasale ha certificato l’avvenuta guarigione. Il pomeriggio mi arriva un messaggio sul telefono: green pass disponibile per lo scaricamento. Oh, che efficienza, mi dico. Scarico, manco lo guardo e parto con tre settimane di ritardo per le agognate valli.I camosci non mi hanno chiesto certificazioni. Non ho ancora capito se il mio fiato corto sui sentieri fosse dovuto alle conseguenze del morbo, alle tre settimane passate seduto ad una scrivania, al leggero sovrappeso della mia fascia lombare o ai miei anni che sono venti in più di vent’anni fa. Comunque, avendo scarpinato ogni giorno dai trecento ai mille metri di dislivello, del tutto infiacchito non sono.

Settimana montana terminata, porto tre giorni mia moglie al mare. La gente affolla le viuzze del borgo, perlopiù senza mascherina. Il green pass me lo chiede solo un ristorante, premurandosi di dire che non serve mostrarlo. L’idea che mi sono fatta è di un odio generale per il documento, l’insofferenza per qualcosa che si percepisce come un’invasiva interferenza burocratica senza un vero significato di protezione. Così, almeno, nei dialoghi da spiaggia orecchiati prendendo il sole. La gente non è, in generale, fessa.

Come avrete capito, io sono contrario. Mi sono chiesto se utilizzarlo, quel foglietto bianconero che mi sono conquistato via virus, o boicottarlo completamente. Alla fine ho deciso che l’avrei usato: non è immorale, è solo la forzatura di innominabili interessi, credo ben poco nobili. Il balzello dell’imperatore. Esprimendo però come faccio il mio disaccordo, e augurandomi che alla prossime elezioni (se mai ci saranno) chiunque l’abbia sostenuto sia spedito così lontano che non possa tornare qualsivoglia green pass possa mostrare. Come, a sentire i discorsi della gente, sembra probabile.

La sera dell’ultimo giorno decido di visitare una mostra – perennemente deserta – accessibile solo con il famigerato documento. Ma qulcosa va storto: il sistema non lo riconosce come valido. Mi ritiro imbarazzato.
Ci metto un po’ a capire come mai. Il green pass che mi hanno mandato non è quello di fine Covid, ma del tampone rapido, durata due giorni. Mi maledico per non aver controllato. Va bene, ora si tratta di scaricare quello giusto.
Che non c’è. Dopo due settimane. Il mio medico è in vacanza, l’ASL non risponde, e la claim che ho aperto sul sistema è la numero 3.178.382, il che è indicativo. Passano ancora diversi giorni prima che riesca ad azzeccare il giusto indirizzo telefonico e l’ora corretta a cui chiamare. Una gentile signora me lo sblocca nel giro di pochi secondi. La mia dottoressa, che aveva vanamente tentato pure lei per vie ufficiali e gerarchiche, si fa passare il numero perché “ce ne sono parecchi nelle stesse sue condizioni”.

Una parte del mio lavoro è assistere i problemi informatici sul campo. Conosco le difficoltà. Ma qui siamo di fronte ad uno Stato che, di fronte ad un obbligo imposto, non è capace di fornire ai suoi cittadini quello che lui stesso richiede, o anche solo chiare indicazioni, un modo di ottenere assistenza rapida, procedure non farraginose.

Non so cosa ne sarà del green pass nei prossimi giorni e mesi. La mia impressione è che il sistema collasserà di fronte alle sue contraddizioni, facendo la fine della in-famosa app immuni. Ma, chissà. In Cina la procedura sembra funzionare: se non obbedisci ti tagliano fuori dalla vita civile. Ti rieducano, se ti opponi, ed è ancora l’ipotesi migliore. Qui non ci siamo ancora.
Ancora.

Pubblicato da 

https://berlicche.wordpress.com/2021/09/08/il-covid-e-io-il-pass-del-vicino-e-sempre-piu-verde/

Sr. Rosalina si confida “Stupore e meraviglia. In che pianeta viviamo?”


Da “Il Nuovo Arengario” una lettera di Sr. Rosalina   Ravasio, responsabile della Comunità Shalom di Palazzolo sull’Oglio. In calce, un video di presentazione della Comunità.

Carissimi, sento il bisogno di comunicarVi il mio pensiero, in qualità di Responsabile della Comunità Shalom di Brescia, attiva da 35 anni sul territorio nel recupero di ragazzi e ragazze ritenuti socialmente problematici. La Comunità Shalom è una “Comunità di vita” che si occupa dal 1986 della riabilitazione e reinserimento sociale dei tossicodipendenti  con patologie associate.

L’unicità dell’esperienza della Comunità Shalom, totalmente gratuita sia per lo Stato che per le famiglie, è la focalizzazione sul recupero della persona nella sua interezza:  fisicità, personalità, autocoscienza, affezione, senso di responsabilità; la persona così rifiorita ritorna a vivere.

La Comunità fin dalla sua nascita, si fonda sull’aiuto gratuito di più di 2.000  volontari di ogni ceto sociale ( dottori, avvocati, ingegneri, professori, lavandaie ecc..) e con umiltà e con orgoglio non usufruiamo nemmeno dell’8 per mille della Chiesa Cattolica , pur essendo legati alla Diocesi e al Vescovo di Brescia. Oggi la Comunità ospita più di 200 ragazzi e ragazze anche con bambini ed è stata oggetto di ricerche e studi universitari per il peculiare modello pedagogico.

Certa della Vostra attenzione vi allego la riflessione condivisa con la Comunità Shalom.

Distinti Saluti

Suor Rosalina Ravasio,

Responsabile Comunità Shalom

“STUPORE E MERAVIGLIA: IN CHE PIANETA VIVIAMO?”

Alcuni fatti accaduti in questi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane, mi rimandano all’immagine biblica di Lazzaro: è nel sepolcro, forse già putrefatto, certamente fasciato dalla testa ai piedi… può essere questa una realistica immagine del COVID 19 vissuto?

Per uscire da questo stato, per Lazzaro, è occorso l’intervento dell’ONNIPOTENTE… !!! L’Onnipotente??? I! Signore che abbiamo conosciuto nella storia della nostra fede??? La domanda, seppur appaia retorica, non lo è!

Il Signore è il. .. Grande Assente giustificato in quanto non scienziato, non virologo nè biologo ecc… e, quindi, esautorato da tutto e da tutti (forse anche dalla sua stessa famiglia….). La cosa che più mi lascia basita è cio che è accaduto ad alcuni nostri amici volontari: per entrare in Chiesa è stato chiesto loro di mostrare il green pass per partecipare alla Santa Messa e, per accedere al sacramento della confessione, è stato addirittura esplicitamente richiesto, non solo il green pass (che si puo ottenere anche con un tampone negativo) ma la prova di essere stati sottoposti alla vaccinazione!

Le persone in questione, non essendo vaccinate, non hanno avuto la possibilità di confessarsi; in lacrime lamentavano il dispiacere dello stravolgimento della Misericordia – tanto declamata dai Pastori  e cosi  necessaria  alla vita  del cristiano  –  miseramente  e squallidamente finita  sotto  la lente d’ingrandimento del microscopio, proprio come quello utilizzato per il virus che sancisce chi può accostarsi ai sacramenti e chi, invece, non può… il tutto, non piu di competenza della Santa Chiesa ma dei D.P.C.M. e del Ministero della Salute! Poveri noi!!!!!

La minaccia più grave, credo, alla nostra identità Cristiana, non deriva nè dagli atei, nè dai musulmani, nè dalle varie violenze contro i cristiani che quotidianamente si perpetuano nel mondo, nè dal diavolo stesso (che, comunque, perde sempre contro Dio al di là delle apparenze!) bensì dalla nostra abituale DISTRAZIONE alle esigenze del bene e della spiritualità, dall’INCAPACITA’ di detestare il male, alla ASSUEFAZIONE del peccato – non più percepito come male – fino ad una coscienza che non ha più RIMORSI perchè abituata a quotidiani compromessi e ipocrisie…

Questa è la battaglia più difficile per ciascuno di noi, per chi vuole chiarezza e consapevolezza e tutelare la propria autonomia interiore… Non basta ripetere che dobbiamo rispettare la libertà degli altri… bisogna anche saper promuovere la LIBERTA’ DI TUTTI (compresa quella del Cristiano) sancita nella nostra Costituzione che va dal diritto allo studio, al lavoro, alla propria identità religiosa, sessuale e alla liberta di accedere alle cure sanitarie liberamente scelte diversamente si tratterebbe un T.S.O. istituzionalmente sancito) ecc… Ma è possibile che oggi, anno 2021, per le categorie degli ideologi scientisti sia così difficile ammettere che ciascuno di noi ha, nella propria vita, un qualcosa di IRRIDUCIBILE !?

Non sono una NO VAX,


ma non mi sento nemmeno di sostenere un’ideologia che sia pro o contro il vaccino; sono però sicura che se la scienza potrà un giorno arrivare a “manipolare” l’uomo o la sua stessa materia vivente, non riuscirà mai a manipolare l’anima. È l’ANIMA che alimenta e fa vivere la “vita” stessa: “In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (da Atti. degli Apostoli cap. 17, 28)!

E questa presenza di Dio SFUGGE completamente al controllo della scienza perchè, pur avendo la nostra vita radici nella natura, è superiore ad essa… è, appunto, NELLE MANI DI DIO! La parabola della vita di ciascuno di noi ha le sue tappe, i suoi traguardi, i suoi arrivi… tutto questo senza confini e perimetri precisi; questi, appartengono a Dio!

Certo non è facile leggere nella vita di ogni persona il suo vissuto spirituale umano, la sua identità o il suo personalissimo porsi di fronte al significato della vita… però a volte succede che il dolore,   o la fatica, possano creare e rinvigorire, dentro ciascuno, la consapevolezza e la percezione del proprio esistere, dandogli un significato più profondo: in molti, addirittura, a recuperare il senso di appartenenza a ‘QUALCUNO” (nemmeno un artista come J-Ax è sfuggito a questo ”sentire”.· «Con il  Covid ho visto la morte da vicino, cosi ho riscoperto la fede e le preghiera»

TALE SENTIRE “SPACCA” L’AUTODELIRIO SOCIALE E IDEOLOGICO DI UNA VITA DEL TUTTO AUTONOMA DA DIO!

E quando questo accade, ecco che subentra un secondo aspetto  socialmente  scomodo, soprattutto in questi mesi così strani e così “imperativi” – oltre che fortemente ambigui sul concetto di libertà umane: lo Stato non è più unico interlocutore . . . ma ne subentra qualcun altro: DIO!

E questo crea un ostacolo ad ogni “STATOLATRIA” in quanto il crescere della coscienza nella persona la rende inevitabilmente più forte, più sensibile, robusta e, quindi, più CAPACE DI UN PENSIERO CRITICO!

In questi mesi è stato quasi osceno l’Ossequio riverente a questa modalità autoritaria – anche se apparentemente camuffata di libertà e di bene – che non tiene assolutamente conto della coscienza personale (vds riferimento al possibile obbligo vaccinale) alla quale modalità molti si sono opposti – non per ideologia politica contraria – bensì perchè in contrasto con la loro coscienza a motivo della presenza di cellule fetali contenute nel “magico siero vaccinale”.

Ma come??? La Chiesa, che in questi anni ha spalancato le porte a TUTTI, proprio a TUTTI (l’elenco sarebbe lunghissimo, perciò evitiamo di specificarlo), non fa accedere alla Santa Messa e alla confessione chi non ha il vaccino???? Ma siamo impazziti?

Dov’è finito lo zelo pastorale di chi lascia le novantanove pecore sane per cercare – tra i rovi – la pecora smarrita??? Eh … sì…  purtroppo!

Ci fanno credere che la coscienza sia una dimensione completamente teorica… invece NO! Tanto è vero che quando una persona decide di cambiare vita in meglio si dice: ha preso coscienza dei suoi errori! A dimostrazione che è la COSCIENZA CHE MOTIVA IL NOSTRO AGIRE! Termino con la serena consapevolezza che la coscienza dà un valore nobile e umano ad ogni scelta, compresa quella del vaccinarsi o meno!

Suor Rosalina


Raffica di domande di Mario Giordano a Fuori dal Coro del 7 Settembre. Ma molti non capiscono!

Già nel 2020 il Dottor Mario Giordano -e ne illustrammo più aspetti- cominciò a porsi domande e a cercare risposte, intervistando, ascoltando, raccogliendo testimonianze, aiutato dalla sua inviata la giornalista Dottoressa Angela Camuso, autrice di un libro, che è alla base di tutto il lavoro avviato da Mario Giordano, instancabile nel voler porre domande, specialmente dove non vengano poste o non si voglia ascoltarle.



“Perché le mascherine non funzionano?”

Il Dottor Giordano fece verificare il funzionamento di mascherine in dotazione agli ospedali, in vendita nelle farmacie, e si scoprì che erano “taroccate”. Già il giorno dopo quella storica trasmissione, le forze dell’ordine furono inviate per i primi sequestri.

“Perché non visitare a casa?”

Perché i medici non potevano, e non possono, di fatto, effettuare visite domiciliari ai possibili malati di Covid? Perché venivano richiamati dai loro superiori quando le attivavano? E da allora, nel mainstream, il Dottor Giordano è stato il sostenitore di questa grande azione di solidarietà tra medici e pazienti, oltre le ‘disposizioni’.

Perché, allora, non farsi domande?

L’accusa?

“E’ un complottista, un No vax, sarebbe la risposta! E pensare che il Dottor Giordano continua a ripetere che “si è vaccinato”, che “il vaccino occorre”. Ma Mario Giordano afferma che le cure domiciliari e la ricerca di opportuni protocolli, come la vigilanza attiva sugli effetti dei sieri, sono importanti. Conclusione: è un “Non vax”, o un complottista.



Ma chi considera il Dottor Giordano un “No vax”?

Non vedo circolare tale apprezzamento tra altri giornalisti -se mi sbagliassi segnalatemelo cortesemente- ma tra gli ascoltatori. Possibile? Sì!

E come mai può accadere questo? Sono a favore del vaccino, me lo faccio inoculare, però poi promuovo indagini su alcuni aspetti delle operazioni collegate al Covid, sulle cure domicialiari e vengo accusato di essere contro il vaccino e un complottista!

Cosa può far pensare così il semplice cittadino?

Ecco una nuova domanda che rivolgo questa volta io al Dottor Giordano. Ho alcune supposizioni, ma il Dottor Giordano e la Dottoressa Camuso potranno scoprirne delle nuove! Chissà che possano accogliere questa richiesta … “Facciamoci domande!” (Mario Giordano), e, intanto, ‘godiamoci’ la puntata del 7 Settembre u.s. Tutta molto interessante per temi sociali significativi. Sulle questioni legate alle risposte alla ‘pandemia’ molti gli aspetti affrontati:

1) I casi di cui nessuno si occupa; 2) Perché le cure in casa sono ancora ferme?; 3) Operaio sospeso a tempo indeterminato; 4) Green pass: in Parlamento nessun obbligo; 5) Cosa c’è dietro la morte di De Donno? Parla la sorella Lucia; 6) Parla il Prmio Nobel Luc Montagnier; 7) Chi non ha avuto la cura per il virus …

 


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