ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 5 maggio 2013

Pop vibration?


Quella vibrazione pop di due Papi a passeggio che potrebbe funzionare

Certo, se anziché il piccolo e austero monastero Mater Ecclesiae in fondo ai giardini, tra alberi da frutto e orti biologici,Benedetto XVI avesse scelto l’abbazia di Le Barroux, il nascondimento sarebbe stato totale e definitivo. Là, tra lavande in fiore e canti in gregoriano magistralmente eseguito, Ratzinger avrebbe potuto coronare il sogno di una vita: ritirarsi come un monaco, nella famiglia benedettina che lui tanto apprezza. Ma il teologo bavarese ha preferito rimanere entro quel chilometro quadrato che è la superficie della Città del Vaticano. Il perché lo ha spiegato lui stesso, nell’ultima udienza generale prima di partire alla volta di Castel Gandolfo: “Non ritorno alla vita privata, non abbandono la croce. Non porto più la potestà degli uffici per il bene della chiesa, ma resto nel recinto di San Pietro” per sostenere con la preghiera la chiesa.

Brosieide


Parla Paolo Brosio: «A giugno Papa Francesco dirà sì a Medjugorie»

brosio
«Abbiamo un “parroco-Papa” che è figlio di Medjugorje, perché è figlio della Madonna e pertanto pure di quella che appare in Croazia»
 «Vi faccio una previsione. Alla fine di giugno ci sarà la pronuncia definitiva su Medjugorje,  cui sta lavorando la Commissione Vaticana». Lo ha detto  a IntelligoNews  Paolo Brosio, famoso giornalista e scrittore che, dopo un passato tormentato e turbolento, è oggi un innamorato della fede e della Madonna, che va a trovare spesso a Medjugorje.

Le «sigille» del San Raffaele e il senso perduto della carità

Don Luigi Verzè


Ora dovrebbero uscire discretamente di scena
Era stato facile profeta don Luigi Verzé nel vergare il suo testamento: «Io di mio non lascio niente, perché di mio non ho mai avuto niente. Lascio problemi».

Il Male preferito al Bene


Gesù o Barabba?

Si legge nel Vangelo di Matteo (27, 15-26; versione della Bibbia di Gerusalemme):

«Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: “Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?”. Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mente egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: “Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua”. Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: “Chi dei due volete che vi rilasci?”. Quelli risposero: “Barabba!”.  Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù, chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!.
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: “Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!”. E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”.  Allora rilasciò Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.»

In questo brano di prosa, che lo si giudichi ispirato o no dall’Alto, vi è una summa del più grande mistero presente nella storia: il male voluto, cercato, liberamente scelto; il Male con la “m” maiuscola, che, tante volte, gli uomini preferiscono al Bene.

De fide vel de pecunia?


Esposto per sempre il corpo di Padre Pio a San Giovanni Rotondo
Il 20 febbraio 1971, ad appena tre anni dalla sua morte, Paolo VI, parlando ai Superiori dell'Ordine Cappuccino, disse di Padre Pio: “Guardate che fama ha avuto, che clientela mondiale ha adunato intorno a sé! Ma perché? Forse perché era un filosofo? Perché era un sapiente? Perché aveva mezzi a disposizione? Perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era, difficile a dire, rappresentante stampato delle stimmate di nostro Signore. Era un uomo di preghiera e di sofferenza”.

PRIMO BILANCIO Pontificato Francesco I

GESTUALITA’, CAPOVOLGIMENTO, DOTTRINA


Se proprio si voglia tirar giù una ricognizione, o un primo bilancio, sul pontificato di Papa Francesco I, relativo a questo breve periodo trascorso dalla sua elezione ad oggi, vien da dire, senza tema di smentita, che nel suo “essere Pontefice”,  e nel rapporto con la comunità cattolica mondiale  la sua gestualità, corredata da relativo linguaggio, prevalga sull’espressione autentica di dottrina.

Chi tace?

Attacchi e bestemmie, la Chiesa non può tacere

Degni compari della Bonino


La stella di Andrea Riccardi si è spenta, dopo la disfatta che lui per primo ha procurato alla lista Monti. Ma nonostante ciò egli è riuscito a piazzare nel nuovo governo presieduto da Enrico Letta un pezzo grosso della comunità di cui è fondatore e capo, quella di Sant’Egidio.
Mario Giro, responsabile della comunità per le relazioni internazionali, in particolare per l’Africa, e già consigliere di Riccardi nel precedente governo, è stato promosso sottosegretario agli esteri.
Nel suo curriculum spicca nel 2010 un premio della Fondazione Jacques Chirac per la sua opera di prevenzione dei conflitti.
Ma nemmeno andrebbero scordate le pagine nere. Nel passato e nel presente.
Nel passato, Mario Giro e Sant’Egidio hanno combinato in Algeria tali disastri da meritarsi critiche durissime sia da parte dei vescovi del luogo, sia da parte dei diplomatici italiani impegnati sul campo.