ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 24 novembre 2013

Strizza?

Il ritorno del pregiudizio sui gesuitiSe una volta era una bandiera della cultura anticlericale, oggi pare piuttosto rinfocolato dall'area teocon

Torno, dopo due settimane, a ragionare sulla rassegna stampa religiosa, e ritrovo la situazione più o meno là dove l'avevo lasciata: ben 57 dei 183 «titoli con Dio» comparsi sui quotidiani italiani dal 16 al 22 novembre scorso - uno su tre - sono «titoli con Francesco», senza che egli abbia compiuto alcun atto di magistero, di culto o di governo di maggiore rilevanza (documenti, viaggi, liturgie solenni...).

L’ENIGMA PAPA FRANCESCO


L’ENIGMA PAPA FRANCESCO
Leggevo recentemente su una rivista di informazione cattolica un articolo che evidenziava come nella Santa Chiesa di Dio, per circa duemila anni il fedele cattolico praticava e trasmetteva ai posteri la sua fede in Gesù Cristo attraverso i canali normali delle preghiere cristiane, della S. Messa, dei Sacramenti, delle opere buone, tradizioni, devozioni ecc. sostenuto essenzialmente dalla presenza del suo parroco, dalla comunità cristiana, dal catechismo e dalla Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura, senza aver mai visto né conosciuto direttamente il Papa, e pochissime volte anche il suo Vescovo, tranne che per qualche celebrazione liturgica particolare e solenne riservata a loro. Il fedele cristiano, pur sapendo che al vertice di tutto c’è la Chiesa nel suo aspetto gerarchico voluto da Cristo, cioè Papa e Vescovi uniti con Lui a formare il Magistero, e poi via via tutti gli altri sacerdoti, religiosi, consacrati e laici, non sentiva affatto il bisogno di collegarsi con gli “alti vertici” per vivere la sua fede.

L’Osservatrice Romana


Benedetto XVI è stato realmente un alter Benedictus, capace di offrire al mondo una regola fatta di pensieri e forme che, se eseguiti docilmente ed umilmente dai fedeli, avrebbero innescato l’auspicata riforma ecclesiale, lenta e irrefrenabile, come fu l’ascesa benedettina a tutto pro dell’Europa cristiana.

Francesco si sta confermando in questi mesi come alter Franciscus, uomo di fede profonda e vissuta, attraversato da un carisma che cattura e spiazza, immediato e ad effetto, che potrebbe rinvigorire la Chiesa dal basso, qualora venisse ben recepito e non strumentalizzato dal popolo. Però, come Franciscus, così Francesco non sembra tanto uno da regole scritte.

Da Roma a Trento, senza passare per Bologna

trento

Il Concilio Tridentino si è concluso 450 anni fa, nel 1563. E per dare lustro alla ricorrenza, papa Francesco invierà a Trento il 1 dicembre, come proprio rappresentante ufficiale, il cardinale tedesco Walter Brandmüller, già presidente del pontificio comitato di scienze storiche e specialista nella storia dei concili.

L'obbedienza è dignità, fortezza

Giovanni Lindo Ferretti: «Non mi sono mai allontanato da Dio»

Il passato da seguace dell'Islam. La conversione al cattolicesimo. Il rapporto con la famiglia. E quello con la musica. Il fondatore di Cccp e Csi si racconta a Lettera43.it.

di Bruno Giurato
Non sembra un altro Giovanni Lindo Ferretti, da quando cantava, in Depressione caspica, «se l'obbedienza è dignità, fortezza / la libertà è una forma di disciplina».
Correva l'anno 1990 e i Cccp - Fedeli alla linea erano una band di culto, forse gli unici portabandiera del punk italiano, che si autodefinivano «filosovietici».
Di mezzo c'è stata una «conversione» a un cattolicesimo secondo alcuni troppo tradizionalista, ma soprattutto un cambiamento di visione politica (Ferretti si è avvicinato alla destra) che ha acceso gli astratti furori di molti fan: sulla sua pagina Facebook alcuni ancora gli danno del «traditore».
«ESISTE ALTRO OLTRE LA NOSTRA VOLONTÀ». La cosa non sembra colpirlo più di tanto. Ferretti, a Milano in occasione della fiera Bookcity per presentare l'ultimo libro, Barbarico (Mondadori, 140 pagine, 13 euro), nella hall di un albergo del centro sembra più che altro preoccupato del fatto che a Cerreto Alpi è arrivata la neve e c'è del lavoro da fare a casa. Gli occhi sono esattamente quelli di sempre: penetranti, saltellanti. Se è cambiato, in cosa è cambiato? «Per lungo tempo ho pensato che gli esseri umani sono la loro volontà, quindi fanno di se stessi quello che vogliono o possono. Poi ho avuto modo di pensare che esiste altro», ha detto a Lettera43.it.
  • Giovanni Lindo Ferretti.

LA TARDIVA RICONCILIAZIONE CON LA MODERNITA’

Dopo l’anno mille i medioevali si dicevano moderni, ma la vera modernità comincia col rinascimento fiorentino (che è anche un neopaganesimo), quando inizia l’immanenza mascherata (Ficino, Cartesio), sempre più espressa nella corsa del progressismo fino a Hegel. E poi?
Poi lo scontro con la Chiesa si fa aspro e culmina con gli “anathema sit” del Concilio Vaticano I, cosiché le strade divergono.

Impossibili deroghe al diritto canonico?

donna-cardinale“Cardinalesse” ed impossibili deroghe al diritto canonico

 I media vogliono una donna-cardinale.  Tra ottobre e novembre di quest’anno  i media mondiali hanno sollevato un gran polverone  sulla straordinaria ipotesi della promozione di una donna alla porpora cardinalizia; ipotesi ventilata peraltro dai media stessi su impulso di un gesuita americano di tendenze liberali, in seguito all’annuncio di un Concistoro da tenersi nel febbraio del 2014, nel quale il Papa dovrebbe nominare nuovi cardinali. I media da tempo ricamano su alcune frasi del Papa circa “il ruolo femminile nella Chiesa”, pronunciate tra luglio e settembre di quest’anno (Corriere della Sera del 4 novembre 2013, p. 19).Parlando a braccio, il Pontefice ha infatti detto che “la Madonna è più importante degli Apostoli” ed accennato alla necessità di una “teologia della donna” per la Chiesa, pur dichiarando che al sacerdozio femminile resta “chiusa la porta”. 

Cathedra pestilentiae

La carriera di Napolitano. Da comunista (e quindi scomunicato) a premiato dalla Pontificia Università Lateranense Con i complimenti di Eluana Englaro e dei patrioti ungheresi 

Una volta la Chiesa scomunicava i comunisti e giudicava il comunismo “intrinsecamente perverso”. Oggi deve essere cambiato qualcosa, perché la Pontificia Università Lateranense, ci informa Zenit, ha conferito a Giorgio Napolitano la Medaglia d’onore.