ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 7 ottobre 2014

I padri sanno tutto ?

I padri sanno tutto e da oggi entrano nei nostri letti disfatti


Papa Francesco celebra la messa per l'anniversario dei gesuiti (foto LaPresse)
La chiesa mi fa impazzire. Ogni tanto colgo intorno a me qualche sguardo vuoto, qualche grugnito di imbarazzo, quando produco e chiedo la produzione di pagine e pagine su matrimonio, famiglia (che sbadigli), dottrina, capelli spaccati in quattro, gesuitismi, conclavi, pastorale, a chi dare l’ostia, come si accoppia l’essere umano e che ne fa del suo piacere, sinodalità eccetera. Ma la gioia sensuale e intellettuale che provo nell’entrare in cattedrale, sia pure dalla porta di servizio della vaticanistica, della teoria, dell’indagine laica, piuttosto che dalla porta che dà sull’altare maggiore illuminato direttamente da Dio, e a piedi invece che in ginocchio, è ineguagliata.

lunedì 6 ottobre 2014

l sinoncilio adogmatico Vaticano III

Bergoglio: "Mondo cambiato, Chiesa non può chiudersi in presunte interpretazioni dogma"

Francesco, come riportato da America Oggi e da Il Secolo XIX, ha detto: "Il mondo è cambiato e la Chiesa non può chiudersi nelle presunte interpretazioni del dogma. Dobbiamo avvicinarci ai conflitti sociali, nuovi e vecchi, e cercare di dare una mano di conforto, non di stigmatizzazione e non solo d'impugnazione".
Nessun commento necessario.
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Il compimento del Concilio

Le omilie del ragioniere

S. M. degli Angeli e dei Martiri (2): curiosità e facezie

Un dato di fatto su cui credo tutti convengano è che internet è indubbiamente un mezzo che offre sterminate possibilità ma praticamente altrettante insidie, soprattutto quando vi si naviga con le idee poco chiare di quel che si intende fare, lasciandosi trasportare dal vento delle proprie curiosità momentanee. Mi sembra che si trattasse proprio di uno di quei giorni in cui, avendo un po’ di tempo da perdere, è più facile abbandonarsi alla corrente. Si comincia da uno o due siti che si frequentano abitualmente, attendere che si accenda una lampadina e poi andare ad approfondire. Accadde più o meno così, che mi imbattei nell’ottimo e succulento scambio epistolare di Mons. Livi con il Rag. Enzo Bianchi, noto opinionista di materie religiose.
Incuriosito da tal figura che, lo confesso, conoscevo e conosco ben poco, decisi di perdere un po’ di tempo per curiosare nel sito dell’associazione ch’egli presiede: la comunità di Bose. Così, sorvolando le varie sezioni e spiluccando in po’ qua e un po’ là, finii a sbattere non so come in una omelia (sic) che il Rag. Bianchi avrebbe pronunciato ai funerali di un certo Sig. Tommaso Padoa Schioppa, pensate un po’, proprio in quella chiesa intitolata a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, di cui abbiamo già parlato qui.

L'ora del Guru..


Kasper: "Attenti a non perdersi in discussioni dottrinali, è ora di ascoltare i fedeli"

Il cardinale delle riforme si sta preparando per il suo intervento che avverrà già quest'oggi, dopo che il cardinale relatore, l'ungherese Péter Erdö, pronuncerà (per volere di Francesco per la prima volta non in latino, bensì in italiano) la sua Relatio ante disceptationem
CITTÀ DEL VATICANO. "Piaccia o meno, il tema principale del Sinodo sulla famiglia non è la questione della comunione ai divorziati risposati o altre questioni che molto stanno a cuore più che altro a noi europei e occidentali, quanto quale visione di Chiesa avere di qui in avanti. Mi sembra chiaro che per il Papa ciò che più conta, prima delle soluzioni che sulle singole questioni il Sinodo stesso saprà trovare, è che attraverso l'incontro di questi giorni la comunità ecclesiale sappia esprimere una sua effettiva sinodalità, e cioè un ascolto sereno e costruttivo di tutte le voci".

La Chiesa, la fede e le “aperture”

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L’avvio del Sinodo straordinario sulla famiglia è stato preceduto, come ben sa chiunque abbia seguito anche parzialmente il dibattito delle ultime settimane, da accese discussioni ed interventi appassionati da parte degli stessi Cardinali, interventi in qualche caso sfociati in veri e propri botta e risposta sulla stampa. Al di là di considerazioni circa l’opportunità di più di qualcuno di detti interventi, che hanno di fatto animato un Sinodo “mediatico” antecedente quello in corso in questi giorni, e senza addentrarci al cuore delle questioni più dibattute – in primis la possibilità di concedere la Comunione ai divorziati risposati -, alcune brevi riflessioni, in particolare per quanto riguarda il rapporto fra fede, condotta morale e famiglia, possono forse fornire elementi utili per confronti su argomenti che spesso, purtroppo, non solo non sono affrontati con la necessaria prudenza, ma vengono liquidati a colpi di slogan.

Perché ho dovuto querelare Roberto De Mattei

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PERCHÉ HO DOVUTO QUERELARE ROBERTO DE MATTEI

L’ingiuria è un’ingiustizia commessa con le parole
S. Tommaso d’Aquino nella Somma Teologica (S. T., II-II, q. 72) tratta della contumelia, ossia dell’ingiuria verbale fatta apertamente. La contumelia lede l’onore, la diffamazione lede la buona fama e la derisione toglie il rispetto, ai quali ogni uomo ha diritto. Ora S. Tommaso nota che, sebbene le parole non facciano fisicamente male (S. T., II-II, q. 72, a. 1, ad 1um), tuttavia, in quanto significano le cose, esse possono arrecare molti danni morali, che sono peggiori di quelli fisici.
Gravità morale dell’ingiuria
La contumelia, che rinfaccia i difetti davanti a molte persone, è più grave dell’insulto rivolto da solo a solo, il quale manca di rispetto soltanto a chi ascolta o è ingiuriato. Il fine della contumelia consiste nel menomare l’onorabilità dottrinale e morale del prossimo (S. T., II-II, q. 72, a. 1, ad 3um) rinfacciandogli i suoi difetti intellettuali e morali reali o presunti e nell’ultimo caso diventa anche calunnia. La contumelia è qualcosa di più grave del semplice insulto, col quale si rinfaccia al prossimo un difetto fisico (per es. dare del cieco o del gobbo a qualcuno), perché la contumelia rinfaccia un difetto morale o spirituale (per es. dare del pazzo, del ladro o dell’ubriacone a qualcuno).

SI-NODO DA SCIOGLIERE

- LA MISSIONE DI CAMBIAMENTO DELLA CHIESA, IL PAPA SE LA GIOCA AL SINODO DELLA FAMIGLIA - DOVRÀ FAR DIGERIRE AI CATTO-CONSERVATORI CAMBIAMENTI SU OMOSESSUALITÀ DIVORZIO E ABORTO

Papa Francesco ha già puntato l’indice contro i “cattivi pastori” che “caricano sulle spalle della gente pesi insopportabili che loro non muovono neppure con un dito” - Nel mirino dell’ala conservatrice non c’è tanto la comunione ai divorziati risposati quanto la discussione libera e “creativa” al Sinodo…

1 - “NON CARICATE PESI SULLE FAMIGLIE” - NELLA MESSA INAUGURALE FRANCESCO CRITICA I “CATTIVI PASTORI”: BASTA SETE DI POTERE
Giacomo Galeazzi per “la Stampa

«Dio ci indichi il cammino». Il Papa affida al Sinodo della famiglia le questioni fondamentali della Chiesa odierna e nella messa inaugurale a San Pietro mette in guardia dai «cattivi pastori che caricano sulle spalle della gente pesi insopportabili»: basta sete di potere. E chiede umiltà e creatività avvertendo i partecipanti: «Non è gara di intelligenze».

I Francescani dell’Immacolata come carne da macello

ovvero
Chi pecora si fa il lupo se lo mangia
 




La notizia è partita dal sito Rorate Caeli, ripresa da Messa in latino e riportata dal vaticanista Marco Tosatti sul suo “San Pietro e dintorni”.
Sei Francescani dell’Immacolata che chiedevano di lasciare l’Ordine sono stati “sospesia divinis”!
Inaudito, si dice!
Impossibile, si commenta!
Forse non è vero, si sospetta!

Fatto sta che a tutt’oggi, 6 ottobre 2014, questa notizia del 2 ottobre non è stata smentita. Peraltro, Rorate Caeli afferma di essere in possesso dei nomi, mentre Messa in latinosostiene che se ne aveva sentore da qualche settimana.
Cosa fatta, capo ha!

Che succede?