Usa, addio ai vescovi guerrieri: così cambia la Chiesa

UNA PREGHIERA IN UNA CHIESA DEL NEW JERSEY
Terza punta dell’inchiesta sul dopo Sinodo.Negli States dalle battaglie contro l’aborto, l’attenzione si sposta su lavoro e povertà. Polemiche sulle scelte di Francesco. Neoconservatori sulle barricate
Il nuovo volto della Chiesa americana ha i lineamenti di Blase Joseph Cupich, classe 1949, nato a Omaha, in Nebraska, insieme ai suoi otto fratelli, in una famiglia di origini croate. Francesco l'ha inaspettatamente nominato alla guida della diocesi di Chicago, con i suoi 2,3 milioni di fedeli la terza degli Stati Uniti. Il suo arrivo sulla cattedra dell'influente cardinale wojtyliano Francis George, settantasettenne e gravemente ammalato, è il segno di un significativo cambiamento di rotta rispetto agli ultimi decenni, che avevano visto designati ai vertici dell'episcopato Usa vescovi «cultural warriors», «guerrieri» impegnati in aspre battaglie pubbliche «pro life» e contro le unioni gay, molto meno sui temi dell'immigrazione, della giustizia sociale, della pace, delle conseguenze create da quella che Francesco nell'«Evangelii gaudium» ha chiamato un'economia «che uccide».