ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 20 aprile 2016

La piovra

Il gender a Chieri e la scelta “etica” della nuova chiesa  

La piovra omosessista, tanto tracotante quando si tratta di spacciare per diritti i protocolli delle proprie perversioni, perde di lucidità se qualcuno vuol  far capire alla gente attraverso quali canali essa lavora alla distruzione di un organismo sociale già debilitato al quale intende assestare il colpo finale.

di Patrizia Fermani
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zzzzpvrgrndssI fatti di Chieri non aprono di certo scenari nuovi, ma riassumono tutta una storia. La piovra omosessista manovrata dall’alto ma penetrata ovunque in modo capillare attraverso i mille distaccamenti locali,  è all’opera da tanto tempo  cioè da ben prima che  le circostanze concrete mettessero in luce la sua  efficienza organizzativa e il grado di diffusione  delle sue  metastasi.
Questa  penetrazione  è andata avanti da anni  indisturbata perché il terreno del  senso comune (inteso come buon senso) e delle difese naturali collettive, cioè dello istinto di sopravvivenza dei singoli come delle società, è stato diserbato attraverso  le immissioni tossiche  dei media  alimentate dalla politica.

I nostri doveri come laici cattolici verso il bene della Chiesa



Voice of the Family: “La Amoris Laetitia mina l’insegnamento della Chiesa cattolica”


Amoris LaetitiaVoice of the Family è una coalizione internazionale di 26 organizzazioni pro-vita/pro-famiglia ed è stata presente a Roma per tutta la durata dei Sinodi per la Famiglia: quello Straordinario (2014) e quello Ordinario (2015). Qualche giorno fa, sul sito dell’organizzazione, in inglese, è stato pubblicato un articolo dal titolo “Catholic cannot accept elements of Apostolici Exhortation that threaten Faith and family” (I cattolici non possono accettare gli elementi dell’Esortazione Apostolica che minacciano la Fede e la famiglia).
Scrivono sul sito: «L’Esortazione Apostolica Amoris laetitia è un documento molto lungo, che affronta una vasta quantità di argomenti relativi alla famiglia. Numerosi passi riflettono fedelmente l’insegnamento cattolico, ma questo non può in alcun modo attenuare la gravità dei passi che minano l’insegnamento e la pratica della Chiesa cattolica».

«Cosa fai tu per Me? »

Problemi morali posti dall’Amoris Laetitia

(di Tommaso Scandroglio) Leggiamo il § 305 dell’esortazione apostolicaAmoris Laetitia: «A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa».

"La nuova categoria mistica".

"Il popolo, categoria mistica". La visione politica del papa sudamericano

È uscito in Argentina e in Italia un saggio del professor Zanatta sul "populismo" di Francesco. Il filo rosso che unisce la sua visita a Lesbo alla simpatia per i "movimenti popolari" anticapitalisti e no global

di Sandro Magister


ROMA, 20 aprile 2016 – Quando incrocia i territori della politica, papa Francesco batte sentieri originali. Cerca il contatto diretto, solidale, con quelli che ritiene le vittime delle potenze del mondo e insieme i protagonisti del riscatto futuro. Non enuncia programmi, compie gesti che lui per primo sa non essere risolutivi. L'importante è che abbiano una forte carica simbolica.

A Lesbo, sabato 16 aprile, ha fatto così. Si è fatto bagnare dalle lacrime dei migranti e ne ha portati con sé dodici a Roma: tre famiglie musulmane scelte con cura – ha tenuto a precisare – tra quelle che "avevano le carte in regola", d'intesa con gli Stati italiano e greco.

Un gesto, quindi, non applicabile all'ondata incontrollata di centinaia di migliaia di migranti "sans papiers", ma che appunto ha segnalato al mondo l'esigenza di una gestione razionale delle migrazioni, accogliente ma anche selettiva, per iniziativa dei paesi ospitanti, in questo caso della minuscola Città del Vaticano.

Para bellum?

Pazza idea: la guerra giusta all’Indice

Il cardinale Turkson porterà al Papa la richiesta: il bellum iustum è contro il Vangelo e nulla può giustificare la violenza. Dibattito in America: traditi sant’Agostino e Wojtyla, ci sono conflitti sacrosanti

Papa Francesco (foto LaPresse)
Roma. Il presidente del Pontificio consiglio Giustizia e pace, il cardinale Peter Turkson, porterà formalmente al Papa la richiesta di “non citare né insegnare più” la teoria della guerra giusta. E’ questo il risultato emerso dalla conferenza sulla non violenza organizzata da Pax Christi international che si è tenuta in Vaticano, con il sostegno dell’organismo guidato da Turkson. Nella dichiarazione finale del convegno, infatti, si legge che “ogni guerra rappresenta una distruzione e non c’è giustizia nella distruzione di vite e beni”.

Per chi fabbrica chiodi per le croci).

LESBO  (a margine di un viaggio lampo)


 
Papa Francesco e patriarca Bartolomeo a Lesbo: giornata di apprezzabilissima solidarietà cristiana e di giusta indignazione contro l’egoistica indifferenza della U.E. in tema di profughi. Anche apoteosi dell’ecumenismo e del dialogo, peraltro offuscata, se mi è concesso, da un’evidente vena di populismo e una troppo insistita deferenza filo islamica.

Il “beau geste” conclusivo della giornata, decisione premeditata da tempo dai curatori dell’immagine papale, cioè tutt’altro che spontanea, improvvisata ed estemporanea, si può prestare a una lettura critica e disincantata, che si contrappone alle sussiegose versioni buonistiche e alle entusiastiche “expertises” dei vaticanisti. 

Articolo commissionato da Roma?

Amoris Laetitia, un manuale di misericordia

di Don Guillaume de Tanoüarn, IBP


Pubblichiamo l'articolo scritto da Don Guillaume de Tanoüarn per il sito franceseAleteia  il 16 aprile 2016 e riportato poi dal suo blog personale.

Lo stesso sito presenta così l'Autore:
Figura del cattolicesimo tradizionale, Guillaume de Tanoüarn, nato il 2 novembre 1962, è un prete cattolico, dottore in filosofia. Membro della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha raggiunto la piena comunione con Roma nel 2006 e a cofondato l’Istituto del Buon Pastore su richiesta di Papa Benedetto XVI. Oggi è direttore del Centre Saint-Paul e diMonde & Vie.

Da parte nostra aggiungiamo, per la precisione, che Don de Tanoüarn, insieme a 
Don Paul Aulagnier, Don Philippe Laguérie, Don Christophe Héry e Don Henri Forestier, tutti ordinati e cresciuti nella Fraternità San Pio X, fondarono l'Istituto del Buon Pastore perché erano convinti di poter continuare a condurre la battaglia in difesa della Fede e della Tradizione, all'interno della Chiesa, svolgendo il ruolo di vigile critica rispetto alle deviazioni conciliari e post-concilari.
Ci sembra che questo articolo sia una clamorosa smentita di quella dichiarata volontà di allora. E ci fermiamo qui per non infierire, diciamo solo che, nel leggerlo, abbiamo avuto l'impressione - malevola? - che l'articolo sia stato commissionato da Roma.

martedì 19 aprile 2016

"Chi non sa tacere è facilmente vinto dal nemico"

                         Il silenzio e il male


di fra Emiliano Antenucci

Credo fermamente per esperienza che il Silenzio sia uno dei più grandi esorcismi contro Satana. Il diavolo genera caos, casino, confusione, disperazione, urlo, rumore, bruttezza, paura invece i frutti del Silenzio in Dio creano ordine, bellezza, armonia, pace, forza, stabilità, gioia e amore.

Come scrive sant’Alberto Magno: “Il silenzio raccoglie il cuore, rasserena le coscienze, dispone alle visite della grazia divina. Chi non sa tacere è facilmente vinto dal nemico”. Lo scopo del “maestro dei rumori” è quello di essere il ladro dei doni del Risorto, cioè della pace e della gioia del cuore. Nella vita cristiana attuale è importante riprendere il concetto fondamentale del “combattimento spirituale”, questo ci fa essere più svegli, vigilanti e mai arrivati umanamente o superbi spiritualmente. Il “combattimento spirituale” non è esteriore verso persone, situazioni della vita, nemici immaginari che ci fanno entrare nel complesso del vittimismo, ma il combattimento è interiore come ci descrive san Paolo.