ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 29 agosto 2016

Il supremo nemico


La rinascita spirituale della Russia, benedetta dalla Vergine di Kazan’


Non c’è immagine più sacra, per i popoli slavi, della Madonna di Kazan’. La Madre di Dio, nella celebre icona “scritta” nel pieno Medio Evo, è effettivamente il più bell’esempio di devozione popolare della Russia, quando essa si fregiava dell’appellativo di “Santa”La Madonna è intimamente parte della spiritualità ortodossa, legata a doppio filo con la patria russa e con la sua storia: non a caso, come ultimo atto politico, Nicola II consacrò il suo paese alla Vergine di Kazan’.

La Verità è relativa?

WOJTYLA E IL VATICANO II

    Wojtyla rivendicava l’eredità del Concilio in ciò ch’essa ha di più ambiguo e opinabile. A torto l’immagine di Giovanni Paolo II è passata nell’immaginario collettivo come quella di un Papa restauratore in qualche misura“conservatore” 
di F. Lamendola  






A torto, l’immagine di Giovanni Paolo II è passata nell’immaginario collettivo come quella di un Papa restauratore, e quindi, in qualche misura, “conservatore” (per quel che può valere una terminologia ispirata al mondo profano e, più specificamente, alla politica).  Per vedere quanto ciò sia lontano dal vero, si rilegga cosa diceva Karol Wojtyla, a proposito del Concilio Vaticano II, ma trent’anni dopo di esso, parlando con il giornalista Vittorio Messori (da: Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, pp.171-177, passim):

Il Male è sempre in agguato

QUEL SAN GIORGIO COL DRAGO

    Quel San Giorgio che lotta col drago ai piedi della foresta d’abeti e faggi. Una chiesetta appropriata a ricordarci una grande verità: il Male è sempre in agguato e ciascuno di noi, come San Giorgio, è chiamato ad affrontarlo 
di Francesco Lamendola  




Nella chiara luce d’un limpidissimo mattino di fine estate, la strada si arrampica veloce lungo il fianco della montagna che conduce alla grande foresta di abeti e di faggi – prima gli abeti e più in alto i faggi, cosa strana, perché qui si verifica il fenomeno dell’inversione termica, a causa della particolare conformazione del territorio: la foresta del Cansiglio, situata nel punto d’incontro di due regioni: il Veneto e il Friuli, e di tre province: Belluno, Treviso e Pordenone.
Abbiamo attraversato, per gobbe e lievi avvallamenti, alcuni borghi del paese di Fregona – in effetti, un comune sparso, la cui sede municipale è a Mezzavilla -, non senza una breve sosta nella chiesa arcipretale dall’imponente campanile neogotico, per ammirare la bella pala di Sebastiano Ricci raffigurante Il Crocifisso e le anime purganti, nella cappella di sinistra più vicina al presbiterio; poi, lasciando di lato la deviazione per le famose Grotte del Caglieron, un grandioso spettacolo della natura a cielo aperto, siamo giunti all’altezza della frazione di Osigo, proprio sul lembo estremo della zona abitata, prima che la strada s’arrampichi, con una serie di curve, in verità abbastanza dolci, fino agli oltre 1.100 metri del Passo della Crosetta, per poi ridiscendere d’un centinaio di metri, quasi tuffandosi verso la spaziosa conca della foresta, che si estende come un muraglione color verde smeraldo, fin dove la vista può spaziare.

Il riguardo non è dovuto all’errore.

Lutero:Francesca Pannuti ci aiuta a fare chiarezza.
..."L’opera della Redenzione di Cristo, invece, porta al rinnovamento profondo e completo dell’anima che decide di volgere verso il suo Creatore la sua volontà ferita e indebolita. Gesù, come annuncia nel Vangelo, realizza, con la purificazione dal peccato, una vera e propria nuova Creazione, che rende l’anima immediatamente pura dal peccato, dopo la Confessione, e la trasforma in Lui a poco a poco, “divinizzandola”, attraverso una purificazione profonda che la arricchisce delle qualità divine di bellezza, bontà, giustizia…

L’intervistatrice, dottoressa Francesca Pannuti, ci ha inviato una sua replica, con la quale intende documentare, con altri particolari storici e dogmatici, la correttezza della dottrina esposta da Livi. Riproduciamo qui l’utilissimo scritto della Pannuti.

Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole?

Papa Benedetto XVI vuole il rito antico in ogni parrocchia

Ancora a proposito di liturgia

                       

Sintesi di una conferenza stampa tenuta dal cardinale Dario Castrillo Hoyos, presidente della Commissione Pontificale 'Ecclesia Dei', il 15 giugno 2008. Il cardinale rivela che papa Benedetto XIV vuole introdurre il "Rito Gregoriano" (ovvero quello Romano Antico) in ogni parrocchia della Chiesa d'Occidente.

Emeriti contro (1-3?)

Doppio fuoco amico contro il "papa emerito"


Prima il cardinale Brandmüller, poi il vescovo Sciacca. L'uno storico insigne, l'altro luminare del diritto canonico. Entrambi della cerchia più vicina a Ratzinger. Ma tutti e due contrarissimi a che continui a farsi chiamare papa

di Sandro Magister

ROMA, 29 agosto 2016 – Nel suo ritiro sul colle Vaticano Joseph Ratzinger proprio non tace. Né con la penna, né con la parola.

Nell'attesa che esca all'inizio d'autunno l'annunciato suo libro-intervista con Peter Seewald, sarà infatti in libreria da domani una sua nuova, monumentale biografia scritta dal teologo e amico Elio Guerriero, introdotta da una prefazione di papa Francesco e con al termine un'intervista dell'autore con l'ex papa, anticipata il 25 agosto dal quotidiano "la Repubblica":

> Ratzinger confessa: "Troppo stanco, così ho lasciato il ministero petrino"


Puellae saltanti * imperavit mater..

Non c’è Europa senza Cristo

L’anima cristiana del continente nel disegno dei padri fondatori. La profezia di Romano Guardini: “Se perde questa sua essenza, non avrà più nulla da significare”

La facciata della Cattedrale di Rouen
L’Europa, in fin dei conti, ha iniziato a crollare definitivamente nei primi anni Duemila, quando il presidente della Convenzione europea, l’organismo incaricato di studiare una Costituzione per l’Unione, Valéry Giscard d’Estaing, rifiutò di aprire una lettera che Giovanni Paolo II gli aveva fatto recapitare. Un messaggio in cui il vecchio Papa polacco implorava quantomeno di considerare l’inserimento d’un riferimento alle radici giudaico-cristiane del continente nel testo poi abortito. “E’ bene che la tenga in tasca e non me la consegni”, avrebbe detto Giscard al latore della missiva secondo quando ebbe a dire monsignor Rino Fisichella, citando fonti fidate. Quel gesto dell’ex capo dello stato francese non era un semplice barcamenarsi tra gli opposti interessi e il mantra laicista tanto in voga a Bruxelles, che si cullava nella convinzione che il multiculturalismo e l’applicazione di ricette tutte concordi nel ricacciare la religione a fatto privato – quasi fosse l’iscrizione a un club di caccia – avrebbero portato in terra il regno della pace perpetua. Rifiutare quella lettera significava rimuovere le fondamenta stesse del progetto comunitario, che aveva nel fatto cristiano il suo pilastro fondamentale.

Ammissione di sconfitta.

Il Volto che incontriamo alzando gli occhi290 cuori spenti e il nostro interrogativo si alza al cielo, alla ricerca di un Dio che risponda. Ma cerchiamo solo un Dio generico, senza attributi. Lo abbiamo dimenticato per non urtare, per assimilarci. Ma ha un nome e un volto: si chiama Gesù Cristo e ha dato senso a quel nostro dolore vivendolo prima di noi nella sua carne. 

«Signore, e adesso che si fa?», chiede quasi stordito il vescovo di Rieti. «Ma tu, Signore, dove stai?», gli fa eco quello di Ascoli. La domanda sgorga come un pianto, ma resta sospesa nell’indeterminatezza. 290 cuori spenti in un batter d’occhio e il nostro interrogativo si alza al cielo, alla ricerca di un Dio che sappia dare quelle risposte che ci facciano comprendere.