ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 25 gennaio 2018

Le prime vittime dell’inganno

LETTERA AD UN SACERDOTE - LA RISPOSTA DI BARONIO A PADRE GIOVANNI SCALESE



Per una penna un po’ polemica e talvolta acuminata come la mia, laLettera ad un Sacerdote (qui) rappresenta qualcosa di nuovo, specialmente nei modi in cui ho voluto comporla, cercando di parlare al cuore di un ideale destinatario, per suscitare nel mio interlocutore un moto interiore sincero, che riconoscesse nelle mie parole onestà di intenti e non una semplice occasione di sterile critica. Giacché la critica può toccare materie astratte, ma quando vuole accostarsi alle persone per farle riflettere deve necessariamente contemperarsi con la Carità, ossia con quello zelo per il bene altrui che ha come causa prima l’amore per Dio, ch’è Carità Egli stesso. E volere il bene di qualcuno, significa desiderare anzitutto che questi comprenda le ragioni per le quali si cerca di condividere con lui non tanto o non solo il frutto delle proprie riflessioni, quanto il loro oggetto ultimo, che deve essere sempre e solo il Signore, amato sopra ogni cosa.

La risposta del reverendo padre Scalese alla mia Lettera, pubblicata ieri su Antiquo robore (qui), mi onora per due motivi: per l’autorevolezza di chi l’ha scritta e per il modo in cui essa è stata formulata. Nelle sue parole non vi è traccia di animosità, né disprezzo per quel che ho scritto; al contrario, vi leggo un atteggiamento indulgente e - cosa molto rara - anche la condivisione di molti punti che altri giudicherebbero semplicisticamente inaccettabili. Parto quindi da questa constatazione di un comune punto di vista, nel tentativo di argomentare più diffusamente la tesi della Lettera, affinché possano diventare comuni anche le conclusioni, sulle quali al momento padre Scalese dissente. 

Chi va col lupo..




Paolo Deotto mi dice che suo padre amava ammonire che “chi va col lupo impara a lupanare”. Non si potrebbe trovare titolo migliore di questo sagace ammonimento per la breve incursione nella cronaca un po’ clericalchic e un po’ clericalchoc a cui ci dedichiamo oggi. Cronaca fotografica, naturalmente, come pertiene alla natura mondana degli eventi in questione.
Mercoledì della scorsa settimana, 17 gennaio, si è tenuta nella sede di Radio Radicale la presentazione dell’ultimo libro di Francesco Rutelli, Contro gli immediati. Per la scuola, il lavoro e la politica. Moderatore il giornalista Massimo Bordin, voce storica della radio ospitante. Relatori, oltre a Rutelli, la giornalista Mirella Serri e Vincenzo Paglia, arcivescovo, Presidente del Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II.

Immagini per meditare

SANCTE MICHAEL ARCANGELE, DEFENDE NOS IN PROELIO

Brucia la Sacra di San Michele

“All’abbazia è legato  il mistero della cosiddetta “linea magica” di San Michele: sembra infatti che una linea energetica unisca tre santuari dedicati proprio all’Arcangelo: il Mont-Saint-Michel in Francia nella regione della Normandia, la Sacra di San Michele appunto, e il Monte Sant’Angelo in Puglia.

Vivere è giudicare

CHI SONO IO PER GIUDICARE?


Disse il falso papa Bergoglio: "Chi sono io per giudicare? Un uomo, e un cristiano, rispondiamo noi. E' una di quelle frasi che piacciono tanto al mondo, perché il mondo non vuol essere giudicato ma vivere non è forse giudicare 
di Francesco Lamendola  

 

Ma infine, chi sono io per giudicare?, disse il falso papa Bergoglio, nel corso di una di quelle interviste rilasciate alla stampa a bordo di un aereo che gli piacciono tanto: si vede che l’alta quota lo stimola allo sproloquio. Ed eravamo ancora agli inizi, mancava la ciliegina sulla torta della piena riabilitazione di Lutero, di ritorno dall’Armenia; e poi quella, assai coreografica, del matrimonio celebrato “al volo”, a 10.000 metri sulle Ande, utilissima anche per distrarre l’attenzione da altre cose più serie e un tantino imbarazzanti, come la faccenda del vescovo di Osorno, Barros, accusato d’aver coperto un caso di pedofilia ma da lui difeso a spada tratta, con poca misericordia per le vittime degli abusi (questo non lo diciamo noi, lo dice a chiare note il cardinale americano Sean O’Malley). La questione sulla quale il papa si diceva non abilitato a giudicare era quella della sodomia; la domanda precisa, da lui stesso formulata (a se stesso: perché questo è il suo stile: mica rispondere alle domande scomode degli altri; a quelle, non risponde proprio, specie se a farle sono degli eminenti cardinali) era: Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Eravamo alla fine di luglio del 2013, Bergoglio era stato eletto papa da qualche mese appena, e già cominciava a mettere in crisi le certezze dei fedeli, a seminare dubbi, a turbare le coscienze con il suo caratteristico stile sudamericano, un misto di disinvoltura fuori luogo e di sfrontata provocazione, e non nel senso buono della parola. Perché se la provocazione è “buona”, anche i frutti sono buoni, nel senso che aprono un percorso di riflessione, di ripensamento, di dialogo; ma le provocazioni di costui sono sempre di segno negativo, distruggono la verità e aprono delle ferite nelle coscienze, ma non sollecitano alcun ripensamento e non instaurano alcun dialogo: anche perché il dialogo, per lui, è un monologo, e a chi gli pone questioni che non sono di suo gradimento, semplicemente non risponde, oppure risponde indirettamente, sfogandosi ad insultarle con gli epiteti più vari e fantasiosi, ma ben poco cristiani e tutt’altro che misericordiosi, con i quali si potrebbe ormai compilare un cospicuo vocabolarietto degli insulti papali.

“Moriremo”, ma con onore, non da traditori

FFI, una voce coraggiosa si leva



(di P. Paolo M. Siano) Pochi giorni fa, 21 gennaio, è stato un anniversario importante per la storia di noi Francescani dell’Immacolata (FI). In quel giorno di 6 anni fa (2012) si svolse nel nostro convento romano in via Boccea l’incontro tra l’allora Consiglio Generale FI da un lato, e dall’altro 5 frati (due americani e tre italiani) contestatori della persona e del governo di padre Stefano Manelli, fondatore e Ministro generale.
Il sottoscritto, insieme ad altri docenti dell’allora Seminario FI e responsabili della formazione, fu invitato da P. Manelli a partecipare all’evento. L’incontro, durato un’intera giornata in due sessioni, fu sconvolgente per la quantità e veemenza di accuse velenose mosse contro padre Manelli.
Col senno di poi si comprende che quelle accuse sarebbero state poi gradualmente dispiegate e sviluppate nel dossieraggio e nella guerra ecclesiastica, mediatica e giudiziaria condotta contro padre Manelli, guerra promossa e/o avallata da alcuni ecclesiastici (anche vaticani), frati, laici, e un prete diocesano un po’ “tridentino”… In questi 6 anni ho assistito: alla oggettiva devastazione della mia Famiglia Religiosa (Frati, Suore, Laici), alla persecuzione (tuttora in corso) del Padre Fondatore e del nostro autentico carisma FI approvato da Papa san Giovanni Paolo II.

Lupastores

Preti scandalosi e corale indignazione…ovvero… riflessione amara.

Nuove notizie e nuove reazioni indignate… sacrosante, beninteso, ma ecco che sorge spontanea anche la riflessione che qualche prete ligio, tutto canonica e chiesa, chiamerebbe “amaramente zelante”.

E la riflessione è che:  continuare a indignarsi perché in questa nuova Chiesa figlia del Vaticano II ne continuano a succedere di tutti i colori, è diventata una cosa quasi inutile, se non fosse che tanti fedeli continuano ad avere bisogno di rinnovati avvertimenti per guardarsi dai lupi travestiti da preti che ormai scorazzano indisturbati in questa selvaggia prateria che una volta era la terra dei cattolici.

L’ultima notizia viene dalla ex Julia Augusta Taurinorum sede episcopale di San Massimo (V secolo), che oggi si chiama Torino e che ultimamente è stata sede episcopale di quel Michele Pellegrino (1903-1986 - sessantotto) che, come dicono a Torino, più pellegrino di così non si può.



Chiaffredo Olivero, detto Fredo

Uno dei preti cresciuti nell’allevamento sovversivo del Pellegrino, di bel buono decide di non recitare più a Messa il canonico Credo, perché, secondo lui, sarebbe un’inutile tiritera di cose poco comprensibili, e propone il canto di una fesseria che, secondo lui, in quanto comprensibile, farebbe capire ai fedeli che Dio è solo ed esclusivamente amore.

Come si fa a non essere d’accordo? Dopo quattro anni di catechesi bergogliana volta a mutare il Credo dei fedeli?

Ovviamente, se Dio è solo amore e misericordia, che senso ha ricordare che Cristo ritornerà a giudicare i vivi e i morti? Si capisce subito che si tratta di un anacronismo e che quindi occorre aggiornare il Credo perché i fedeli la smettano di pensare ad un Cristo giudice che darà ad ognuno il suo.
A dare ad ognuno il suo ci sta già pensando Bergoglio e tanto basta per smettere di recitare il Credo cattolico e incominciare a cantare fesserie magari tratte dai discorsi martiani del Papa argentino.

mercoledì 24 gennaio 2018

Illicitus

NO, NON TI E' LECITO !



No, in nome di Cristo: ecco perché, perfino un chierichetto avrebbe dovuto alzarsi in piedi e replicare alla scandalosa intervista di Bergoglio e dirgli: "anche se tu sei il papa, non ti è lecito andare contro la Parola di Dio" 
di Francesco Lamendola  


Il falso papa Bergoglio ha dichiarato, a suo tempo, che il giudice supremo di una qualsiasi questione morale è, in ultima analisi, la propria coscienza soggettiva.
Ebbene, già allora, eravamo all'inizio del suo pontificato, ed egli diceva una tal cosa conversando con il giornalista Eugenio Scalfari, ateo e nemico dichiarato, da sempre, dei valori cristiani, qualcuno, qualche cardinale, qualche vescovo, qualche sacerdote, qualche frate, qualche suora, qualche catechista, qualche teologo, qualche diacono, qualche sacrestano, qualche chierichetto, qualche nonna, qualche semplice fedele, qualcuno avrebbe dovuto alzarsi in piedi e ammonirlo fraternamente, ma fermamente, e dirgli: Non ti è lecito dire questa cosa, perché è in completo contrasto con l'insegnamento della Chiesa cattolica, della quale tu sei stato eletto capo, e vicario di Cristo.

Communio

Radio Domina Nostra was live.

01:05:38
catechesi Don Minutella 23/gennaio 2018

Inter-comunione? L’Eucarestia è solo per i cattolici


Il cardinal Robert Sarah e il vescovo Athanasius Schneider replicano al commento del Papa sull’inter-comunione: “Non è una questione di seguire la propria coscienza”.