ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 22 agosto 2018

Solo quattro pagine strappalacrime?

Lettera del Santo Padre Francesco
al Popolo di Dio




Città del Vaticano, 6 maggio 2014
Francesco bacia la mano a don Michele de Paolis, prete pro omosessuali, oggi defunto


Con questo titolo papa Francesco ha pubblicato, il 20 agosto 2018, un’accalorata esortazione ad impegnarsi contro il diffondersi nella Chiesa dei cosiddetti “abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate”.

Il filo conduttore di questa lettera è ancora la riprovazione e la vergogna per la “sporcizia” che “c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui!”; parole pronunciate nel lontano 2005 dall’allora Cardinale Ratzinger alla nona stazione della usuale Via Crucis al Colosseo e qui riprese da Francesco.
E subito stupisce il fatto che da allora siano passati 13 anni e due papi e ciò nonostante si continui a parlare della stessa “sporcizia”. Evidentemente qualcosa non quadra.

Sono tutti taroni..

L’immigrazionismo dettato dalla Massoneria esoterica

(di Fabio Cancelli) A Lecce il 24 novembre 2017 si è tenuta la Tavola Rotonda sul tema “Dall’immigrazione all’accoglienza passando per lo Ius Soli”, promossa dall’Ispettorato Regionale di Puglia e Lucania della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA) di “Palazzo Giustiniani” (Roma).
Si tratta del Rito Scozzese composto da Maestri Massoni del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani (GOI). La Tavola Rotonda ha avuto il patrocinio della Provincia e del Comune di Lecce e della Camera Capitolare (cioè, in gergo massonico, la Loggia del 18° grado) “Giosué Carducci” di Lecce. All’evento hanno preso parte anche Leo Taroni, l’on. Federico Massa del PD, il giornalista Alessandro Cecchi Paone (omosessuale dichiarato, http://pernientecandida.corriere.it/2016/05/23/cecchi-paone-e-il-tg4-fede-mi-odia-pannella-mi-amava/?refresh_ce-cp, massone del GOI, sostenitore di matrimoni omosessuali e unioni civili: https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Cecchi_Paone).

Pulvis eris et in pulvere reverteris.


SCENA MUTA




All’incedere di un altro Sinodo

Le parole che ti fregano (edizione 2018) Mini dizionario semiserio del pensiero ecclesialmente corretto ai tempi di Francesco (prima parte)

Sono passati oltre un paio d’anni dalla prima pubblicazione di questo testo. Visto che aveva ottenuto un discreto riscontro, ho pensato di riprenderlo in mano perché nel frattempo mi ero accorto di qualche importante dimenticanza, volevo integrarlo con altri termini suggeriti da qualche lettore (che ringrazio), e inoltre si sono affacciate all’orizzonte anche alcune voci nuove.
Mi rendo conto che l’elenco sta diventando piuttosto lungo, quindi per facilitare chi avesse già letto la prima versione del 2016, segnalo che le parole o le espressioni aggiunte sono indicate con “nuova voce”, quelle solo modificate con “aggiornata”.
Nota: se siete ancora in vacanza, ne consiglio la lettura sotto l’ombrellone, ma lontano dai pasti.

Et tu, Dómine, deridébis eos

FOLLIE PRETESCHE IN TEMA DI COMUNIONE IN GINOCCHIO. MESSAGGI VESCOVILI IN CODICE? I LETTORI RACCONTANO.


Uno degli aspetti positivi, da un punto di vista personale ed egoistico, del gestire <Stilum Curiae è che si imparo un sacco di cose sulla vita e gestione quotidiana del Sacro da parte del clero. E devo dire che ogni tanto resto davvero stupito o sbalordito, da quello che sento. Ecco, vi rendo partecipi di tre storie che mi sono arrivate in questi giorni. Una da Edimburgo, una da Mlano e una da Roma. Due hanno per oggetto la comunione, e in particolare quella in ginocchio. E davvero non riesco a capire perché a tanti preti e vescovi e notabili della Chiesa questo modo di ricevere l’Eucarestia dia tanto fastidio. L’inginocchiarsi è un segno di deferenza e rispetto in moltissime culture; dall’Estremo Oriente al mondo arabo e musulmano, e alle tradizioni dell’Oriente cristiano dove la proskynesis ha un ruolo grandissimo. Allora? Davvero c’è da chiedersi che cosa insegnino oggi nei seminari, oltre ai ben noti giochini di cui ci tocca occuparsi in questi giorni…

Una concezione erronea

L'IDEOLOGIA NEMICA DELLA FEDE


L’ideologia del progresso è nemica della fede. Dio, per la neochiesa è diventato inutile: la sua presenza serve solo per farne il garante di diritti civili, come fosse un dirigente di una grande organizzazione non governativa 
di Francesco Lamendola  
  
 0 1 anglicani BERGOGLIO INDIFERENTISMO RELIGIOSO

La fede di una persona o di una comunità può progredire? Può esserci progresso nella Chiesa cattolica? E, se sì, come va giudicato: è un bene o un male? Queste sono domande decisive: implicano la sopravvivenza o meno della fede. Una fede soggetta all’ideologia del progresso è una fede in liquidazione; ed è ciò a cui stiamo assistendo.

Vatican Diciotti?

Quel che il papa dice. E quel che non dice


https://lifesite-cache.s3.amazonaws.com/images/made/images/remote/https_s3.amazonaws.com/lifesite/francis_papacy_810_500_75_s_c1.jpg
Non è piaciuta a tutti la Lettera al popolo di Dio scritta da Francesco in seguito al deflagrare della crisi dopo il rapporto del gran giurì della Pennsylvania su mille casi di abusi a danno di trecento vittime nell’arco di settant’anni, con ampie coperture e insabbiamenti da parte delle gerarchie.
LifeSiteNews (https://www.lifesitenews.com/news/pope-francis-blames-u.s.-sex-abuse-crisis-on-clericalism-fails-to-mention-h) osserva che la lettera sta ricevendo critiche da parte dei fedeli perché non specifica le azioni concrete da adottare e ignora la questione di fondo dell’omosessualità dilagante nel clero.

martedì 21 agosto 2018

Esiste qualcuno che abbia a cuore la verità?

A CHI INTERESSA LA VERITA'?



La verità è una ed è la corrispondenza fra la cosa e il giudizio: la maggior parte delle persone non desidera la verità, se essa richiede sforzi e sacrifici; preferisce vivere in uno stato d’ignoranza che equivale alla menzogna
 di Francesco Lamendola  
  
 0 pecorra deco 900

È opinione abbastanza diffusa che, per svolgere una riflessione appropriata sulla questione del relativismo contemporaneo, sia necessario essenzialmente determinare cosa si intenda per verità. Questo, però, a nostro avviso, significa già porsi in una prospettiva relativista: perché chiedersi cosa sia la verità significa suggerire, implicitamente, che la verità sia tale in base a una definizione, il che implica, inevitabilmente, che si facciano avanti svariate definizioni, e quindi molteplici verità. La domanda essenziale, a nostro avviso, non deve essere cosa sia la verità, perché la verità si può definire, ma non la si può giustificare, così come non si possono giustificare i postulati della geometria, sui quali però si basa tutto il discorso della geometria. La verità è la corrispondenza fra la cosa e il giudizio: la vecchia definizione di san Tommaso d’Aquino basta e avanza, e non c’è pirandellismo che tenga.