ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 3 febbraio 2019

Lei mi fa paura..

CHI E' LEI VERAMENTE ?



Ma non l’avete ancora capito? La lettera aperta del prof.Snyers: "Santo Padre chi è Lei veramente? Lei mi fa paura". Bergoglio non è papa ! inutile chiedergli chi egli sia, la sua elezione ad opera della massoneria: "lo rivela" 
di Francesco Lamendola  
  
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L’11 novembre 2016 un professore di religione belga, direttore di una rivista mariana, autore di una ventina di libri e insignito di numerosi premi letterari, Jean Pierre Snyers, classe 1956, ha scritto questa lettera aperta al papa Francesco sul portale d’informazione Reposte Catholique, che inizia con un Bonjour pape François (https://www.riposte-catholique.fr/archives/133789); lettera che, per la storia personale e la rinomanza di chi l’ha scritta, dovrebbe far tremare le vene e i polsi a più di qualcuno, in Vaticano, se in Vaticano non ci fossero ormai che modernisti, massoni e catto-comunisti, arruolati solo per fare da clacque al tiranno in abito bianco che si è installato a Casa Santa Marta, forse perché si ritiene superiore a tutti i suoi predecessori o forse perché una forza assai più grande di lui gli impedisce di abitare, come tutti gli altri pontefici, nel Palazzo apostolico.

Coloro che non se la bevono

Ditelo coi cartelli… e gridatelo dai tetti!
Cari Amici, vi offriamo oggi un video speciale e particolare… da ascoltare e leggere attentamente.
Un Padre “apòta”… ossia un sacerdote che “non presta fede ingenuamente; l’apòta è colui che non se la beve..”,ci ha condiviso questo lavoro che volentieri abbiamo tradotto in video affinché possa essere ascoltato, ponderato nei contenuti e divulgato, se potete…. Grazie.



Cooperatores Veritatis

Due soli mezzi restano per salvarsi

Le due colonne del Trionfo

L’autore offre alcuni punti fermi per facilitare la comprensione del contenuto più sostanziale del famoso sogno delle “due colonne” di san Giovanni Bosco, chiedendosi se esso profetizzi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

In uno dei suoi sorprendenti sogni profetici, il grande san Giovanni Bosco racconta quanto segue.
«Figuratevi di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio, sopra uno scoglio isolato e di non vedere altro spazio di terra, se non quello che vi sta sotto i piedi. In tutta quella vasta superficie delle acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a battaglia, le prore delle quali sono terminate da un rostro di ferro acuto a mo’ di strale, che ove è spinto ferisce e trapassa ogni cosa. Queste navi sono armate di cannoni, cariche di fucili, di altre armi di ogni genere, di materie incendiarie, e anche di libri, e si avanzano contro una nave molto più grossa e più alta di tutte loro, tentando di urtarla col rostro, di incendiarla o altrimenti di farle ogni guasto possibile. A quella maestosa nave arredata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle, che da lei ricevono i segnali di comando ed eseguiscono evoluzioni per difendersi dalle flotte avversarie. 

Lui non discuterà su Fatima?

È TEMPO DI RIBELLARSI AL FALSO PROFETA AMERICANO


di YULIA VITYAZEVA:
Ciò che è più paradossale, in un’epoca in cui il diritto alla forza decide tutto, un paese, il cui contributo alla civiltà è minimo, ha fondato il suo Impero su tale diritto.
Allo stesso tempo, il paradosso è che sono gli Stati Uniti (e il discorso, ovviamente, verte su questo paese) che oggi sono considerati quasi l’ultima roccaforte dei diritti e delle libertà sul pianeta. Ma sono proprio gli Stati Uniti, nascondendosi dietro l’incomprensibile motivo per cui si è appropriato di per sé il diritto esclusivo ai diritti e alle libertà reali, che sfacciatamente e senza cerimonie privano tutti gli altri degli stessi diritti e delle stesse libertà di autonomia.

Un vangelo-arlecchino

DOVE LO HANNO NASCOSTO ?


Ma il Signore, dove l’hanno nascosto? La scomparsa del "Santissimo" da tante chiese cattoliche non è una semplice dimenticanza, ma una precisa "strategia", volta a farci scordare che: "tutto viene da Dio", e tutto a Lui ritorna 
di Francesco Lamendola  


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L’altro giorno ci è capitato di entrare nel duomo di una cittadina di medie dimensioni dell’Italia settentrionale. La chiesa è antica, in stile romanico-gotico; gli aggiustamenti dei secoli successivi non ne hanno alterato la fisionomia tardo medievale, né all’esterno, né all’interno; inoltre, contiene un discreto numero di opere d’arte sacra di notevole valore. In particolare, spicca, dietro l’altar maggiore, una Sacra Conversazione, con la Madonna e due gruppi di Santi e Sante, in basso, un gruppo a destra e uno a sinistra: un’opera meravigliosa, dipinta, a soli trent’anni, da uno dei massimi artisti vissuti tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. La data della pala è il 1492: l’anno della caduta di Granada e della scoperta dell’America. È perfettamente conservata e ci colori brillanti evidenziano la purezza della linea e la bellezza dei volti, dei corpi, delle vesti, dello sfondo, la luminosità e l’intensità degli sguardi, la toccante atmosfera di raccoglimento e di spiritualità dell’insieme. Per vedere da vicino un’opera del genere, varrebbe la fatica di venire qui apposta, anche da lontano; eppure la chiesa è vuota e silenziosa nel freddo mattino di gennaio. Quello che ci ha colpito, però, non è il fatto che non vi sia neppure un fedele, e tanto meno che non ci sia neppure un visitatore forestiero, venuto apposta per ammirare la pala dell’altare maggiore del grande pittore rinascimentale. Una chiesa, dopotutto, non è una pinacoteca; e l’arte sacra serve a celebrare la bellezza della fede, non viceversa. E se neppure i fedeli ci sono, ebbene, è una cosa triste, ma è in linea con i tempi che stiamo vivendo. No: quello che ci ha lasciati alquanto sconcertati, interdetti, amareggiati, è stata un’altra assenza: l’assenza del Signore. 

Di sacro non hanno più niente

La nuova messa e la nuova pastorale. Tante chiacchiere ma ben poca fede

Con la Messa Novus Ordo si è compiuto il passo più clamoroso di rinnegamento del nostro passato di Chiesa Cattolica.Lex orandi, lex credendi, dicevano gli antichi, e Martin Lutero affermava infatti che “cambiata la Messa, cambiata la religione”.
Così, negli anni ’60 del secolo scorso, i modernisti, sotto la guida di Paolo VI, hanno fatto un cammino simile a quello fatto da Lutero, passando dal Cattolicesimo ad un protestantesimo di fatto.
Ne è conferma il fatto che i papi del postconcilio, a partire da GP II, ed ora con Francesco, (intenzionato ad attuare completamente il CV II) abbiano voluto riabilitarlo, presentarlo come grande riformatore ingiustamente condannato, in modo da poter festeggiare assieme ai luterani la ricorrenza del cinquecentenario della riforma protestante.
Ne sono prove inconfutabili la visita di Bergoglio a Lund, in Svezia, la statua di Lutero introdotta in Vaticano ed il francobollo vaticano celebrativo dei 500 anni di rivoluzione luterana (chiamiamola con il suo vero nome, questa ribellione anticattolica, e antipapista).

La più grande catastrofe del cristianesimo mai vista

L'inganno dei tempi morti


C'è una sensazione strana, ci tocca vivere in un clima strano, quasi sospeso, dove sembra che non accada niente.
 Il Limbo è stato frettolosamente accantonato dalla teologia cattolica e, ironia della sorte, sembra quasi di vivere in una sorta di limbo della vita della Chiesa, nel quale tutto è fermo.

 Le speranze in un ritorno della Chiesa Cattolica alle sue antiche glorie sono ormai da tempo spente, mentre i fautori della primavera del Concilio, sempre più vecchi di età e forse anche nell'animo, stancamente propinano le lodi di una stagione della Chiesa che sarà registrata negli annali come la più grande catastrofe del cristianesimo mai vista.

L' orizzontalizzazione del cristianesimo

Müller: «I veri nemici del Papa sono i cortigiani»

«Abusi sessuali, chi parla di clericalismo svia dalla vera causa del problema»; «Non si può sfuggire al fatto che oltre l'80% degli abusi sessuali siano atti omosessuali»; «Strumentalizzare lo scandalo degli abusi per legittimare l'omosessualità è un crimine»; «La lobby gay nella Chiesa distrugge la dottrina ma anche le persone che dice di voler aiutare»; «Complotto contro il Papa? Una assurdità, i cattolici stanno sempre con il Papa, anche se trovano discutibili alcune sue azioni»; «Il più grave problema della Chiesa è il relativismo dottrinale»; «Quando ci sono messe "non cattoliche" i fedeli hanno il diritto di protestare». A venti giorni dal vertice in Vaticano sugli abusi sessuali, intervista a tutto campo con l'ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard L. Müller.



«Parlare di abusi sui minori da parte di sacerdoti ignorando che oltre l’80% sono atti omosessuali significa non voler risolvere la questione», «il problema più grave della Chiesa oggi è la tendenza al compromesso con il mondo, la rinuncia a proclamare la verità tutta intera». Parla in modo pacato il cardinale Gerhard Müller, cerca sempre le parole giuste in italiano, ma i suoi giudizi arrivano chiari e netti. A dispetto della sua figura imponente, ha modi molto bonari; e malgrado abbia una più che solida formazione teologica (cura tra l’altro l’opera omnia del cardinale Joseph Ratzinger-Benedetto XVI) ha la capacità di essere molto chiaro. Mi accoglie molto cordialmente nel suo appartamento a due passi dalla Basilica di San Pietro, che ha mantenuto anche dopo aver ricevuto il benservito da papa Francesco, il quale in un modo un po’ brutale nel luglio 2017 non gli ha rinnovato l’incarico di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma in questo anno i suoi interventi, a fronte della confusione crescente che c’è nella Chiesa, hanno sempre avuto il timbro del “custode dell’ortodossia”, una sorta di Prefetto “ombra” dell’ex sant’Uffizio.