ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 14 settembre 2021

Che tipo di cristiani siamo

I NUOVI CRISTIANI DELL'AMUCHINA

    Dio fa impazzire quelli che vuol perdere. Che tipo di cristiani siamo? L’invisibile mano di Dio dietro la battaglia di ponte Milvio da cui dipese il destino dei cristiani e l’interpretazione provvidenzialistica dei fatti umani                                                                                                                 di Francesco Lamendola  

 

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Quos Deus perdere vult, dementat prius: coloro che vuol perdere, Dio li fa impazzire, disse il senatore Giovanni Gentile davanti ai membri dell’Accademia d’Italia, il 19 marzo 1944, adattando la frase latina: Quos vult Iupiter perdere, dementat prius. È una massima che esprime la difficoltà di trovare spiegazioni razionali per il comportamento assurdo di certe persone, specie di principi, sovrani o dittatori, i quali dopo una vita di empietà, ma nella quale sono stati assistiti da una buona dose di fortuna, improvvisamente commettono la pazzia irreparabile destinata a causare la loro rovina totale. Di esempi ne se ne potrebbero fare moltissimi, a partire dalla storia sacra e arrivando fino ai nostri giorni. Fra i mille, scegliamo un episodio che ha un significato molto particolare per i cristiani, poiché è stato il presupposto della loro libertà di culto, al tempo del tardo Impero Romano: la battaglia del ponte Milvio, che consentì al vittorioso Costantino di liberare i cristiani dall’incubo della persecuzioni.

Aggressori e aggrediti

The Viganò Tapes #1: The Current Situation (con traduzione)


The Viganò Tapes consist of 18 tapes each one containing a question that we asked Archbishop Viganò at the end of August 2021. This exclusive interview covers the current situation in the Church and in the world. This video is #1 of these 18 tapes, in which Archbishop Viganò describes the current situation.

Tape #1 Traduzione italiana della prima domanda-risposta

Noi, da soli, non possiamo farcela

Lettera ad Aurelio Porfiri su un’implorazione efficace

    Caro Aurelio,                                                                                                                         “Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima chiusi: Gesù, pensaci tu”. Così diceva don Dolindo Ruotolo (1882 – 1970), mistico napoletano del quale Padre Pio, rivolto ad alcuni pellegrini prevenienti da Napoli, disse una volta: “Perché venite qui, se avete don Dolindo a Napoli? Andate da lui, egli è un santo”.

Il condimento protestante

Indizio n.77 Bibbia CEI 2008: “Lettera agli Efesini. La traduzione 2008 è una palese propaganda del luteranesimo: leggere per credere” di INVESTIGATORE BIBLICO

Oggi parliamo della Lettera agli Efesini. Quello che vado a illustrare è un palese errore con condimento protestante.
Andiamo al versetto:

CEI 1974: “Cercate ciò che è gradito al Signore” (Ef 5,10);
CEI 2008: “Cercate di capire ciò che è gradito al Signore” (Ef 5,10).

L'"aria di rivoluzione"

La mossa di Ratzinger in difesa della Tradizione

Quattordici anni fa entrava in vigore il Motu proprio di Joseph Ratzinger sulla Messa antica. E oggi se ne discute ancora (ma è un buon segno)


Dal girone degli ignavi

2021 anno dantesco. Se Dante oggi riscrivesse l’Inferno, chi finirebbe nei gironi?


Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 Dante Alighieri, poeta sommo e padre della lingua italiana, lasciava questa valle di lacrime. Sono passati settecento anni, e questo è l’anno dantesco come troviamo pomposamente scritto sul sito del Ministero della Cultura. Le massime autorità dello Stato hanno celebrato il Divino Poeta. Ma il diretto interessato, l’Alighieri, uomo che si scontrò col potere sino a pagare con l’esilio e che nel suo capolavoro  non mancò di mettere all’inferno papi e potenti vari, come si sarebbe comportato se avesse scritto oggi la Divina Commedia? Sarebbe stato così tenero con tutti questi personaggi che lo celebrano?

Belati alle mura leonine

Papa emerito, papa impedito. A che punto è la scrittura delle nuove norme


(s.m.) A far correre questa estate le voci su possibili dimissioni di papa Francesco era stato anche un dotto articolo uscito in Italia su una rivista specialistica, che prospettava nuove norme canoniche riguardanti sia la rinuncia di un papa, sia la sua totale inabilità.

La Chiesa “di una volta”

VITA SANTA DI VECCHI SACERDOTI

    Quel profumo di vita santa dei vecchi sacerdoti. La differenza tra "i preti di una volta" con le mezze caricature dei preti modernisti è che avevano la fede e "la vera dottrina" mentre questi di oggi non hanno la pace del cuore                                                                                             di Francesco Lamendola  

  

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Chi ha letto il Diario di un parroco di campagna di Nicola Lisi (1942), questo piccolo capolavoro dimenticato della letteratura cattolica del ‘900, meno famoso ma non meno bello del Diario di un curato di campagna di Georges Bernanos, sarà rimasto certamente colpito, oltre che dalla leggerezza quasi aerea dell’arte narrativa dell’autore, anche dalla figura candida, francescana, poetica ma al tempo stesso saggia e profonda, del protagonista, curato d’anime in un piccolo borgo campestre delle colline fiorentine (e qui si potrebbero fare facili paragoni con la figura sin troppo celebrata e socialmente impegnata d’un altro parroco di quelle colline, don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, tutt’altro che candido e francescano).