ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 6 novembre 2011

Avvenire?


6 novembre 2011

Giovanni Lindo Ferretti, mi aspetto dei biglietti omaggio per i prossimi concerti, in cambio del mio faticoso sostegno alla tua rubrica su Avvenire. Da quando ci scrivi ogni domenica, ogni domenica compro quel giornale clericale e sto male. Ho scoperto, anche se già lo sospettavo, che ai vescovi (Avvenire è dei vescovi) il Vangelo sta sui coglioni e in particolare Matteo 5,37: non avevo mai visto tanti titoli con singole parole virgolettate, una continua presa di distanza dalla verità delle cose incompatibile con colui che ha detto “sia il vostro parlare sì, sì; no, no”. Ogni virgoletta che non racchiuda una citazione viene dal maligno, ovvio. Ho scoperto, anche se già lo sospettavo, che ai vescovi stanno sui coglioni pure i cattolici: nell’inserto culturale Agorà pullulano gli atei, gli ebrei, gli islamofili, e quando interviene un amico di Cristo, tipo il Papa o monsignor Negri o te, viene impaginato il peggio possibile, così lo leggono in pochi. Oggi è di nuovo domenica e di nuovo mi toccherà il sacrificio dell’acquisto: mi consolerò con i quattro biglietti in prima fila che mi manderai, vero Giovanni Lindo?

Beata ingenuità.... la risposta è: subito mai!


Pio XII, il "Pastor Angelicus", Santo quando?

Pubblico lo scritto di un affezionato lettore, fervente pacelliano, che dal 1951 al 1974 (data dello scioglimento dei Corpi pontifici da parte di Paolo VI) ha fatto parte della Guardia Palatina d'Onore di S.S. Si tratta, quindi, di un testimone che non si è limitato a seguire il Papa da lontano, ma ha vissuto e conosciuto tanti momenti importanti delle vicende della Chiesa del tempo, sia attraverso i servizi nei Sacri Palazzi, nella Basilica, sulla Piazza, nelle occasioni le più svariate: da quelle solenni a quelle diplomatiche e curiali.

Ho avuto da lui l'immagine di apertura, accompagnata dalla commossa a ancora vibrante emozione che il gesto di Pio XII che vi è raffigurato, dopo tanti anni ancora gli suscita. Al termine delle celebrazioni nella Basilica Vaticana, il Santo Padre percorreva sulla sedia gestatoria, attraversando tutta la Basilica, il tragitto fino alla Sacrestia. Prima di svoltare a sinistra per raggiungere la Sacrestia, era solito fermarsi; quindi, fatta girare la sedia gestatoria verso l'Altare e i fedeli ancora raccolti, si alzava in piedi e, allargando le braccia come volesse abbracciare tutti, impartiva la solenne benedizione. Era questo un momento da tutti atteso e di particolare commozione che si ripeteva ogni volta con la stessa intensità anche per chi aveva il dono di potervi assistere più frequentemente. L'immagine fissa nel tempo quel solenne momento; ma purtroppo non riesce a trasmettere l'emozione e la commozione che mi è stata espressa ancor viva e presente nel cuore di chi l'ha vissuta.

Giovanni Paolo II Santo subito! Abbiamo assistito alla sua recente rapida beatificazione. E questo mi può stare anche bene; ma Pio XII, Santo quando? E' tutto questo silenzio che non mi sta affatto bene.

E che dire dell'interminabile tergiversare nel portare a termine la causa della sua beatificazione?

Botte da Dànai!


Postato in General il 6 novembre, 2011
Lo schiaffo ricevuto pochi giorni fa dal cardinale Carlo Maria Martini ha fatto parecchio male a Rinnovamento nello Spirito, il movimento che raggruppa centinaia di migliaia di carismatici cattolici italiani.
L’arcivescovo emerito di Milano, nel rispondere a una lettera sul “Corriere della Sera” di domenica 30 ottobre, dopo aver ricordato di essere stato uno dei promotori del movimento in Italia e in Europa, aveva detto di essersene allontanato “amareggiato” per il diniego di una preghiera comune da lui richiesta.
E aveva concluso che “quando nei movimenti prevalgono le dinamiche del potere e del profitto la Grazia può andare perduta e la Chiesa invece di arricchirsi di nuova energia spirituale, sperimenta emorragie debilitanti”.
Questa che segue è la replica del presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, apparsa sul “Corriere della Sera” di sabato 5 novembre.

Prove di Virtual MedjuGosp?

Gesù appare tra le nuvole! ma forse è un effetto meteorologico.


Una figura misteriosa su una nuvola, in alta montagna, le braccia aperte, una sorprendente somiglianza a Gesù. Per completare il quadro, la figura è coronata da un alone di luce perfetta.

 segue qui:
www.express-news.it

sabato 5 novembre 2011

Giotto Profeta!



Demone di Giotto
Nella ventesima scena della "Vita di San Francesco", dipinta da Giotto nella Basilica superiore di Assisi, c'è il profilo di un demone, con due corna scure, che emerge dalle nuvole sospese fra la scena della morte di Francesco, in basso, e la scena dell'assunzione della sua anima in cielo
VATICANISTA DE LA STAMPA
Quell'affresco di Giotto, nella Basilica superiore di San Francesco, ad Assisi, l'avranno visto e ammirato in otto secoli di vita, dalla fine del '200, milioni e milioni di persone - pellegrini, turisti, religiosi, laici, appassionati ed esperti d'arte, politici, rockstar - eppure nessuno si era mai accorto di un particolare: il ritratto di un demone quasi scolpito in una nuvola. A scovarlo è stata la storica Chiara Frugoni, grande studiosa del francescanesimo. Eppure, quel particolare - «un vigoroso ritratto, completato anche da due corna scure», secondo le parole della medievalista, nella parte della nuvola più vicina all'angelo di destra - compare in una delle scene centrali del ciclo della Vita di Francesco: la ventesima, quella che mostra, in basso, la morte del Santo, attorniato dai discepoli, e nella parte superiore l'anima di Francesco ascesa in cielo. In mezzo c' è appunto la nuvola, con il demone. La ventesima è una delle scene più significative del ciclo attribuito a Giotto ed è stata anche la più impegnativa per i pittori del cantiere: ci sono volute ben 66 giornate di lavoro per completarla. Non è stata una pennellata a caso. Ma è stata un'impertinenza, un gioco dell'artista, quel profilo di demone? Chi voleva rappresentare il pittore?

Temporum signa nefasta


Diario Vaticano / La cattolica Irlanda toglie la tripla A al papa
Dublino porta via da Roma il suo ambasciatore e declassa il suo legame diplomatico con la Santa Sede. Ma nel frattempo altri Stati hanno deciso invece di potenziarlo. E tra questi c'è il Regno Unito

di ***

CITTÀ DEL VATICANO, 5 novembre 2011 – La decisione dell’Irlanda di cancellare la propria ambasciata presso la Santa Sede, oltre a quelle in Iran e Timor Est, ha il sapore del paradosso storico.

Una nazione che ha sempre puntato moltissimo sulla propria identità cattolica e sullo storico legame con la Santa Sede – anche in opposizione alla protestante corona inglese che per secoli l’ha dominata non senza vessazioni – si trova oggi ad avere un legame diplomatico con il Vaticano di rango inferiore rispetto a quello intrattenuto dal Regno Unito, che solo nel 1982 ha stabilito pieni rapporti con la sede di Pietro.

Le galline del cortile

IL MONDO IN TECHNICOLOR DI MONS. PADOVANO... DOVE IL LATINO E' UNA LINGUA "STRANIERA"!


di Francesco Colafemmina

"Don Nicola, forse nella sua stanzetta a Roma, in Vaticano, non arriva luce... lei vede il mondo in grigio-nero (sic!), ma il mondo è a colori!  ...Venga qui a Monopoli a prendere un po' di sole, venga a fare un po' di elioterapia..."

Così ha esordito ieri sera l'elegante e raffinato vescovo della diocesi di Monopoli-Conversano, Monsignor Domenico Padovano, il suo commento/omelia al termine della presentazione del libro di don Nicola Bux "Come andare a messa e non perdere la fede". Ha poi proseguito manifestando tutta la sua contrarietà alle ricette di Sua Santità Benedetto XVI: "la diagnosi è corretta ma la terapia è sbagliata".

Primi frutti (o secondi?) del cortile di Assisi!

Riti sciamanici all'Università di Verona, II

La sciamana Nadia Stepanòva
A integrazione del post precedente pubblico gli allegati 1 e 2:
1.  AL TAYLAGAN SCIAMANICO COL PROFESSORE D’UNIVERSITA’

Alcuni studenti di codesta Università ci hanno fatto pervenire un invito (che alleghiamo alle SS. LL.) per il giorno 4 dello scorso mese di settembre 2009, per un TAYLAGAN Grande Rituale Sciamanico” (Allegato 2), programmato “a Pian Trevisan sotto il Gran Vernel ore 18.30. Punto d’incontro previsto: Alba di Canazei, piazzale sede staccata Università di Verona – via Sorapera ore 17.30.
L’invito non manca di precisare anche gli scopi del raduno: “SCOPO DEL RITUALE. Il rituale sciamanico sarà un rito di connessione con gli spiriti del luogo (acque, fuoco, sorgenti, fiumi, boschi, montagne, …) e con i propri antenati. Per i partecipanti, il rituale del 4 settembre, avrà sia una funzione propiziatoria per il nuovo anno lavorativo […] sia una funzione terapeutica per chi lo richiede (malattie, conflitti, disordini che investono la propria persona, la propria famiglia o il proprio ambiente)”.
Trattasi quindi ― aggiungiamo noi ― di un rituale magico in piena regola, con evocazione di potenze spiritiche e asseriti effetti terapeutici. Interessanti al riguardo anche le disposizioni relative all’utilizzo di superalcolici (vodka in particolare) per propiziare i contatti medianici; e le prescrizioni in tema di abbigliamento, specie femminile; e, ancora, le superstizioni tipiche delle religioni primitive, da sempre ossessionate dal mantenimento della purità rituale esteriore, purità compromessa da donne mestruate, dalla morte e da chiunque abbia di recente visitato cimiteri o partecipato a riti funebri, considerati tutti fattori contaminanti del rito. Come pure biscotti o caramelle rotte o, comunque, non integre.