ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 27 dicembre 2011

Priori furbetti à la page

CHIESA CATTOLICA: Enzo Bianchi e i teologi olandesi

Apprendo con piacere della neo-nata vocazione apologetica del priore di Bose, Enzo Bianchi, che, sul quotidiano “La Stampa” di venerdì 23 dicembre, difende la Chiesa (olandese) rispetto a chi «specula» sulla tremenda piaga della pedofilia. La sua analisi è puntuale quando rileva come «i dati confermino ogni volta che la percentuale di tali crimini commessi all’interno delle istituzioni cattoliche non si discosta da quella relativa a qualsiasi tipo di istituzione che si prende cura dei minori, specialmente se prevede la convivenza quotidiana tra educatori e minori».
E fin qui nulla di nuovo, il rapporto Deetman, infatti, giunge alle stesse conclusioni di altre indagini di questo tipo condotte in varie parti del mondo. Il prosieguo rivela però altre intenzioni apologetiche.
«Ancora più improprio – dice Enzo Bianchi – mi appare l’accostamento delle cifre spaventose di abusi all’immagine della Chiesa olandese così aperta e all’avanguardia nella ricezione del Concilio Vaticano II, quasi a lasciar intendere che il clima di rinnovamento di quella stagione e l’episcopato più conciliare abbiano influito al terribile degrado».

Sana Teologia


Natale nella vita terrena, Natale in Paradiso
di Corrado Gnerre
 Quando sulla terra è Natale, in Paradiso è ugualmente Natale? Certo rispondere non è facile, ma... un accenno: per le anime beate, per la loro beatitudine essenziale, è sempre Natale e proprio nella luce di Dio colgono l’unione con il tempo della terra.
Voglio parlare di un argomento che è molto particolare... ma anche molto intrigante. È anche, però, un argomento abbastanza delicato, perché, trattandolo, facilmente si può sforare dalla giusta Dottrina, per cui bisogna fare molta attenzione. Mi riferisco ad una questione che può sembrare di scarsa importanza, ma che invece può avere implicazioni di rilievo soprattutto per quanto riguarda un’ulteriore dimostrazione della veridicità e della bellezza del Cattolicesimo. La questione verte su questa domanda: nel Paradiso esiste la dimensione temporale?

Lo strano caso della teologia della liberazione rivalutata in Vaticano


La possibile candidatura di Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Ratisbona, quale nuovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede al posto del cardinale William Joseph Levada, ha suscitato qualche perplessità all’interno della curia romana per via dei suoi legami con il fondatore della teologia della liberazione, il prete peruviano domenicano Gustavo Gutiérrez.
Ieri, tuttavia, è stato l’Osservatore Romano a ricalibrare la figura di Müller pubblicando un suo articolo uscito lo scorso 6 dicembre sulla Tagespost. Il vescovo Müller, che vanta nel suo curriculum la cura dell’“Opera omnia” del teologo Ratzinger, ricorda che proprio all’interno della prossima uscita in Germania (febbraio 2012) del volume dedicato all’Escatologia saranno pubblicati due testi di Ratzinger nei quali egli, oltre a enucleare i “pericoli” insiti nel movimento teologico ne mostra anche “i princìpi positivi”.

La papista

Io, Catharina. La papista (parte 3)



IO, CATHARINA

terza parte:
LA PAPISTA
 
È Dio che ha separato lo Stato dalla Chiesa: perchè lo Stato la serva. La prima e l’ultima donna che parla al concistoro: “Il papa non tema se anche tutto il mondo gli è contro”. Caterina ai tempi dello scisma: “Il volto della Chiesa insudiciato per le impurità e la superbia” del clero. Caterina impugna spada e rosario, e incita il papa alla crociata. “Rivolgete contro i nemici della fede quelle armi che fino ad oggi avete usato per assassinarvi l’un l’altro”. Guerra contro gli infedeli sì; contro gli eretici no: “perchè sono cristiani”…sempre che non siano catari. “Coloro che sono posti nel giardino della santa Chiesa come fiori odoriferi; e noi vediamo che essi appuzzano tutto quanto il mondo”. “Il papa lavi il ventre della Chiesa”: ossia sradichi la corruzione del clero… o lo farà Dio con la tribolazione. Il pastore preghi e soffra per il gregge peccatore; in caso lo “percuota”. L’ultima profezia di Caterina: sul futuro turbolento della Chiesa

Perché dopo il Vaticano II la Chiesa è Entrata in Crisi. Perché si Risveglierà


Presentazione del libro da parte di Vincenzo Gubitosi presso l'Istuto Superiore di Scienze Religiose in Benevento, il 15 dicembre 2011.
Il nuovo libro di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, La Bella Addormentata. Perché dopo ilVaticano II la Chiesa è entrata in crisi. Perché sirisveglierà, è appena uscito e già suscita attenzione e discussioni. Qual è infatti la grave colpa di Gnocchi e Palmaro? Quella di affrontare di petto le problematiche sorte col Concilio Vaticano II, con quell'amore per la Chiesa che non può che portare ad essere chiari ed espliciti. Dopo decenni di apologetica del Concilio, che addirittura parlava di Chiesa “postconciliare” (come se dal Vaticano II fosse uscita una Nuova Chiesa), dopo i tentativi di “salvare” acriticamente il Concilio, parlando di una sua “cattiva applicazione”, e di fronte a una crisi gravissima e profonda della Chiesa cattolica, il libro La Bella Addormentatacontinua quel cammino intrapreso da Mons. Gherardini e dal prof. de Mattei. È un cammino scomodo, ma è anche l'unico che può riportare, con la guida della Tradizione, la Chiesa a uscire dal disordine e a ricordarsi che il suo compito non è “adeguarsi” secondo regole di marketing, ma custodire e annunciare al mondo la parola di Dio. Ci ricordiamo come si apre il “Simbolo di Sant'Atanasio”? Con la frase: “Chiunque vuol essere salvo deve anzitutto mantenersi nella fede cattolica”. Senza equivoci: fede cattolica. Si dice anche: la Vera Fede.


lunedì 26 dicembre 2011

In GADU we trust!

La "FED" vieta Simboli cristiani nelle Banche USA.

dollar
di Corrado Belli

Povera America come ti hanno ridotto e dove ti stanno portando, cosa sia passato per la testa dei controllori della Banca centrale Federale USA o cosa sia stato loro ordinato da parte di chi la gestisce non è stato dato a sapere.

Fatto sta che durante un controllo da parte dei controllori della FED, Reserve in una banca nella città di Perkins "Oklahoma" hanno visto dei crocifissi e simboli che inneggiavano al Natale, come dannati si sono riversati nell'Ufficio del direttore chiedendo delle spiegazioni su quei simboli che erano stati messi all'interno della Banca, inoltre si apprestavano a far allontanare anche la Frase giornaliera che viene citata nella Bibbia, queste usanze vengono mantenute da generazioni in quasi tutti i negozi e banche in America, proprio quest'anno "guarda caso" la Fed da ordine di far allontanare da tutte le Banche simboli che ricordano il Cristianesimo e altre religioni a cui la società americana è legata da secoli, da considerare che nemmeno lo stato può permettersi di fare una cosa del genere e non pensiamo che bisogna dire che ci debba essere una divisione tra stato e chiesa dato che in questo caso lo stato non ha nulla da dire non essendo in società con la Fed.

Gesù bambino è la particella di Dio


A Natale vestiamo a festa le rovi­ne di Dio e della famiglia. Sospendiamo la verità giornaliera e ci caliamo nell'amabile bugia di una vi­ta ancora piena di Dio e di famiglia

di  - 
A Natale vestiamo a festa le rovine di Dio e della famiglia. Sospendiamo la verità giornaliera e ci caliamo nell'amabile bugia di una vita ancora piena di Dio e di famiglia.
Natale a Bologna
Natale a Bologna
Ingrandisci immagine
Ma è un addobbo natalizio per l'anima, è una recita a fin di bene, una tregua dalla vita vera sempre più disabitata di Dio e di famiglia, sempre più chiusa nella solitudine dell'io, senza scampo. O dispersa nella moltitudine del globale. La finzione è reciproca.
Di Dio osanniamo il lato nascente, Gesù bambino- che è poi per i credenti la vera particella di Dio - e per un giorno scansiamo la sua inesistenza o la sua abissale lontananza. E della famiglia celebriamo il ricordo dal vivo, quando era vera, totale, magari asfissiante ma insostituibile. A Natale torna la festa e si attacca a chi ancora resiste e a chi ancora non sa: sono loro- i vecchi e i bambini- a tenere acceso il Natale. E quando non ci sono più loro, il Natale si riempie del loro ricordo, diventa la mimesi allusiva di un tempo, di un mondo, di una pienezza domestica.

Vecchio cinema parrocchiale

Entrare nel vecchio cinema parrocchiale da tempo trasformato in orribile "sala polivalente" e venire colto dalla nostalgia struggente di quella scaletta con i muri tappezzati di locandine che facevano sognare (com'era bello, all'uscita, riguardarle "sapendo"), di quella vasta platea (mi pare di rivederli ancora Adriano, Marietto, Paolo e gli altri) dove ci entusiasmavamo per Steve Reeves o per Gordon Scott o per Marisol, gridando e agitandoci all'"arrivano i nostri" fino a suscitare l'intervento severo del gestore. Di quella galleria dove con la mamma e la nonna salivamo (pochi i presenti, tra quelli fissi l'amico farmacista, aperti sulla piazza i finestroni d'estate)il mercoledì sera per il film in bianco e nero (Stanlio e Ollio, "Il federale", "La vacca e il prigioniero"). Ora tutto freddo, asettico, sfacciatamente moderno. Il cinema ora la gente ce l'ha in casa, e lì va per sentire conferenze o assistere a spettacoli teatrali. Ma tutto è "rovesciato" (dove c'era lo schermo ora c'è la gradinata, l'oratore parla dov'erano una volta le ultime file e, cosa impensabile un tempo, rivolge per essere alla moda pretestuosi attacchi alla Chiesa del passato). O infanzia mia, come sei lontana! Sarò forse l'unico tra i presenti (voltandomi attorno non vedo volti noti) a ricordare quel cinema, quei nostri lontani pomeriggi quando non c'era la TV e tutto era così meravigliosamente semplice e naturale. "Eppur m'è dolce la ricordanza..."