ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 24 giugno 2015

I miracoli dei buonisti? sono soggettivi !!

“Quella volta che a Medjugorje ho visto un miracolo…”

Il racconto di un pellegrinaggio a pochi anni dall'inizio delle apparizioni mariane

Apparition Hill - Medjugorje_
© Mate T. Vasilj / ...your local connection / Flickr

Le apparizioni a Medjugorje erano cominciate da sei anni. Un giorno, il direttore del giornale mi convocò all’improvviso, mi raccontò del fratello che era stato in quello sperduto villaggio dell’Erzegovina e ne era tornato scioccato. “Vai a vedere”, mi disse. Partii subito, ma scelsi il tragitto più lungo: andai a prendere l’aereo a Bergamo, per unirmi a un gruppo di pellegrini per lo più della Brianza. Così, in viaggio, avrei cercato di capire perché quelle persone andassero a Medjugorje, e che cosa pensassero di trovare in un luogo già così discusso, sospetto, dichiarato addirittura proibito ai sacerdoti che arrivavano da fuori.

martedì 23 giugno 2015

Un libretto di buona educazione

… come sarebbe migliore questa Chiesa se la cura che, su indicazione del suo vertice supremo, vuole prodigare per mammiferi, volatili, funghi, alghe, vermi, piccoli insetti, rettili e l’innumerevole varietà di microorganismi, la usasse anche nei confronti di quei poveri cattolici che vogliono conservare la fede.

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Martedì 23 giugno 2015
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è pervenuta in Redazione:
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Caro Alessandro,
esco un po’ frastornata dalla lettura della cosiddetta “enciclica verde” dove a colpirmi, più che l’argomento, forse degno più che altro di un libretto di buona educazione,  sono diverse  frasi sparse qua e là; ne trascrivo alcune:
  1. “Per quale fine siamo venuti in questa vita? Per che scopo lavoriamo e lottiamo?  […]Siamo noi i primi interes­sati a trasmettere un pianeta abitabile per l’umanità che verrà dopo di noi. È un dramma per noi stessi, perché ciò chiama in causa il significato del nostro passaggio su questa terra”  ( n°160)
  2. “…l’esercizio di questi comportamenti ci restituisce il senso della nostra dignità, ci con­duce ad una maggiore profondità esistenziale, ci permette di sperimentare che vale la pena passare per questo mondo”  (n° 212)
Rifletto su quella formuletta imparata da piccola, che tanto chiaramente rispondeva alla domanda “Perché Dio ci ha creato?”: -Per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi goderlo nell’altra in paradiso-; e guarda caso, mi viene fra le mani una piccola riflessione del Santo Curato d’Ars: “…il nostro primo scopo è andare verso Dio, siamo sulla terra solo per questo”. E mi dico: “questa davvero è una ‘profondità esistenziale’!”.
Mi dispiace, ma io non ce la faccio, caro Alessandro, ad intraprendere una “conversione ecologica” per dare dignità alla mia vita e nemmeno a convincermi che “La pace interiore delle persone è molto legata alla cura dell’ecologia” (n°225 ). Mi sembra tutto troppo riduttivo. E ne sono rattristata perché questo e tanto tanto altro  me lo vedo  consigliato proprio dal Vescovo di Roma.
Antonina

dal “No” al “Nì”

Sabato 20 giugno a Roma: dal “No” al “Nì” 

Grande “successo di pubblico”. Purtroppo, come era prevedibile, è subito partito l’utilizzo interessato di questa folla. E si tratta di “fuoco amico”…

di Paolo Deotto
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zzzz20ggnrmChe i partecipanti siano stati un milione, o 500.000, senza dubbio la manifestazione di sabato 20 giugno a Roma è stato ciò che si suol dire un “successo di pubblico”. Al di là della confusione sul programma e sulle finalità effettive di una manifestazione, definita dal portavoce Gandolfini (nel corso della conferenza stampa di presentazione) “contro nessuno”, non c’è dubbio che gran parte dei manifestanti si sono portati in piazza perché si oppongono alla dilagante follia che, dalle cosiddette teorie del gender, porta ai matrimoni tra omosessuali, all’adozione da parte degli stessi e che già ha portato alla diffusione nelle scuole di programmi di indottrinamento omosessualista, mentre aberranti disegni di legge sono in attesa dell’approvazione da parte di un parlamento di marionette.

Ne proponiamo uno per il Vaticano!



MEGAESORCISMO IN MESSICO. L’hanno realizzato un gruppo di alti prelati in gran segreto e a porte chiuse: “Per espellere il maligno dalla nazione”

Il cardinale Juan Sandoval Íñiguez
Il cardinale Juan Sandoval Íñiguez

Non si aveva notizia, prima d’oggi, di un esorcismo collettivo praticato per liberare dal demonio non il corpo di un singolo posseduto ma quello di una nazione intera. Il rito c’è stato il 20 giugno, vi hanno partecipato ben due arcivescovi, otto esorcisti patentati e un demonologo. Il luogo prescelto per la lotta: la cattedrale di San Luís Potosí, nell’omonimo stato, situato nel centro del Messico.

Riparte il can can: dal family day al gay day




Il Sinodo: apertura su gay, coppie di fatto e divorziati risposati

Un «Instrumentum laboris» con posizioni differenziate: la comunità cristiana si impegni a far riconciliare coppie, anche per i figli, ma segua chi ha deciso di non tornare indietro


La Chiesa deve «prendersi cura delle famiglie “ferite”, dei separati, divorziati e risposati e far sperimentare loro l’infinita misericordia di Dio». Deve essere vicina a chi ha deciso di separarsi dopo anni di sofferenze, a chi è stato abbandonato. E deve aiutare le coppie a superare il dramma dei tradimenti. Ma non solo. Il Sinodo sulla famiglia, fissato da papa Francesco per il prossimo ottobre, dal 4, giorno di San Francesco, al 25, si avvicina. E i vescovi hanno messo a punto un «Instrumentum Laboris», elaborato con le risposte

“analfabetismo cattolico” bergogliano


Ecumenismo: sì, ma quello di Pio XI


“Ma non sei ecumenico!”, “No, mi dispiace. O meglio, lo sono, ma nel senso della Mortalium animos di Pio XI”. La faccia stralunata dell’interlocutore al mio nominare l’Enciclica di Papa Ratti, se poteva farmi sorridere per l’espressione, lasciava l’amaro in bocca perché era palese che non sapeva bene cosa fosse essere ecumenici.
Ai nostri giorni l’ecumenismo è diventato parte integrante dell’essere cattolici, una specie di mantra ripetuto incessantemente insieme al termine “dialogo”. Purtroppo, difficilmente lo si intende nel suo reale significato, ovvero quello con cui la Chiesa Cattolica lo ha sempre inteso.

San Giovanni non fa inganni

Costanza Miriano spiega a un accidioso Camillo Langone in che senso la grande piazza di sabato è una vittoria politica, culturale e di fede


Signora Miriano, sono l’Avvocato dell’Accidia e intendo dimostrare innanzitutto a me stesso che la manifestazione pro famiglia di Roma, da lei organizzata insieme ad altri undici laici, nonostante il suo successo ricada nella fattispecie di Ecclesiaste 2,11: “Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro al vento”.

Misericordia vo cercando


Sul numero 3958 de La Civiltà Cattolica, padre Gian Luigi Brena sj ha scritto un articolo - Misericordia e Verità - in cui tenta di conciliare i due concetti facendo prevalere la prima. Ma soprattutto equivocando sul contenuto della verità, ridotta a regole da rispettare. È una impostazione falsa, che appare finalizzata a trovare il sistema per giustificare l'accesso all'Eucarestia per i divorziati risposati.
Misericordia e verità, una falsa contrapposizione
di Carlo Caffarra*
Sul numero 3958 de La Civiltà Cattolica (30 maggio 2015, pagg. 329-338), padre Gian Luigi Brena sj ha scritto un articolo - Misericordia e Verità - in cui tenta di conciliare i due concetti facendo prevalere la prima. Alle sue tesi risponde il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, con questo articolo.
Lo studio che sto per esaminare nasce, mi sembra, da una preoccupazione, da cui deriva la questione fondamentale che l’articolo vuole risolvere. La preoccupazione è di non opporre misericordia e verità, ma di comporle secondo una priorità da attribuirsi alla prima. L’impatto pratico – nel senso alto del termine - dell’irrisolta opposizione sarebbe devastante sulla persona umana.