"Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio"? La nuova morale vigente nei Sacri palazzi e il caso del cardinale Coccopalmerio: una "tacita accettazione del vizio". Una domanda a monsignor Zenti: che ci stanno a fare, i vescovi?
di Francesco Lamendola
Che ne è stato della virtù della purezza? Esiste ancora? Qualcuno ne parla ancora o è semplicemente sparita dal vocabolario del clero e da quello dei teologi morali? Ci piacerebbe saperlo, perché, per ragioni anagrafiche, ricordiamo benissimo che, quando eravamo bambini, sia l’insegnante di catechismo, sia soprattutto il sacerdote, nella omelia della santa Messa, battevano e ribattevano su questo punto. Sulla porta della chiesa c’era anche un foglio con le indicazioni della “buona stampa”, dove ogni giornale e periodico, e anche i fumetti per bambini, ricevevano una valutazione di tipo morale; lo stesso accadeva per il cinema, che era soggetto ad un giudizio specifico nelle riviste cattoliche dedicate al settore. E certo nelle librerie paoline non si trovavano libri o riviste in cui vi fosse, non diciamo nell’illustrazione di copertina (avete presente certe copertine odierne di Madre, o di Famiglia Cristiana?), ma neppure all’interno, nel testo, il benché minimo passaggio o la più piccola fotografia pubblicitaria che fossero in contrasto con una concezione alquanto severa della purezza. Gesù Cristo, nel Discorso della Montagna, ha affermato con chiarezza (Mt 5,8): Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Come dire che gl’impuri non Lo vedranno; e quindi, che non si salveranno. Evidentemente, nel cristianesimo, la purezza occupa un posto decisivo. Come mai, allora, oggi si ha l’impressione che questo tema sia divenuto un po’ obsoleto, e che, insomma, per dirla tutta, sia passato di moda? Come interpretare questo notevole cambiamento d’indirizzo: come una implicita ammissione che il clero, un tempo, aveva esagerato ad insistere così tanto sulla necessità della purezza? Oppure bisogna trarre la conclusione opposta, e cioè che è il clero dei nostri giorni a essere andato fuori strada, minimizzando e quasi mettendo fra parentesi un aspetto della concezione cristiana che è, invece, assolutamente centrale?

