Va bene, a me Francesco non piace. Lo chiamo con il nome che ha assunto come Papa, che dal racconto di un anziano amico egli sembra tenda a confondere con il proprio nome: in una udienza in cui gli fu presentato, invitando il mio amico a chiamarsi per nome disse, io mi chiamo Francesco e tu? (C’è bisogno che spieghi la fallacia? Al Papa do eminentemente del “lei”, a chiamarsi amichevolmente per nome allora io sarei Giorgio e lui Jorge-Mario.) Ma rischio di divagare. A me dunque l’attuale Papa non piace. So però che ci sono tanti a cui piace. Anche persone di ottimo sentire dalle quali non vorrei essere estraniato. Purtroppo il rischio di estraniamento c’è, dato che nella Chiesa siamo un po’ come guelfi e ghibellini. Fortunatamente non ci scanniamo tra noi come essi facevano al loro tempo. Ma a esprimere riserve nei confronti di Francesco ti becchi facilmente dai suoi sostenitori un “tradizionalista!”. Forse hanno ragione loro, ma “ista” proprio no. Il mio dispiacere ha le sue ragioni, che hanno a che fare con la tradizione, ma non quella specificamente cristiana.