ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 10 gennaio 2012

Quel cattocom di Melloni

Quel fascista di Chesterton

È difficile da credere, ma Alberto Melloni, in una recensione de La superstizione del divorzio di Chesterton (“La provocazione anti-laica di Chesterton”, Corriere, 27/12/2011), è riuscito a scrivere questo:
«Una lezione, quella di Chesterton che si può leggere come un serbatoio di argomenti di una polemica antimoderna, oggi modernissima e assai di moda. Ma anche si può interpretare, in questa Europa dove ritornano pulsioni illiberali o fascistoidi, come il cupo annuncio di come la più brillante delle prose e la più disinteressata delle apologetiche sia diventata una benda che ha reso invisibile l’orizzonte del mondo avviato alla catastrofe».
Ho dovuto rileggere la frase tre o quattro volte perché, a parte la mancanza di punteggiatura e i giri di parole, l’accusa è chiara (e gravissima). Non credevo che Melloni trovasse il coraggio di infangare pure Chesterton.

Ancora più grave il fatto che questo (post)modernista miserabile non abbia affermato apertamente «Chesterton era un fascista!», ma che si sia inventato un ridicolo giro di parole per dire che chi oggi lo legge “direttamente”, cioè senza la doverosa “purificazione” dagli eccessi anti-moderni e anti-laici (che vanno analizzati attraverso un apparato di note lungo almeno una settantina di pagine), allora anch’egli si rende oggettivamente complice dei totalitarismi di ieri e di oggi (questo è anche il senso della polemica meschina sulla introduzione del volume, a suo dire “troppo leggera”).
Sappiamo che Melloni le spara sempre grosse (ultimamente ha sostenuto chela shoah è da mettere in conto al cattolicesimo pre-conciliare): effettivamente c’è da stupirsi che non abbia scritto “Chesterton FASCIO”. Forse voleva farlo davvero: magari qualcuno al Corriere ha preferito salvare quel residuo di credibilità rimasta al giornale…
Comunque, a nostro parere, ci sono gli estremi per la denuncia: se Mary de Rachewiltz può fare causa a Casa Pound per l’utilizzo illecito del nome del padre, allora non resta che trovare qualche parente di Chesterton disposto a querelare il Melloni. Farebbe un’opera di bene!
  28 DICEMBRE 2011POSTED IN: ANTICRISTIANESIMOCATTOLICESIMOCONFORMISMO,INTOLLERANZA RELIGIOSAMORALISMOPOSTMODERNITÀRELATIVISMO,SESSANTOTTOSINISTRATRADIZIONALISMOVARIEVATICANO

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