ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 9 settembre 2012

Botte senza coperchio...e botta!

 

Comunicato del Superiore del Distretto dell'America del  Sud della Fraternità San Pio X,
a proposito della visita di Mons. Williamson in Brasile

Fraternità Sacerdotale San Pio X
Distretto dell’America del Sud
Il Superiore

Martinez, 6 settembre 2012

Su invito del Rev. Padre Dom Tomás de Aquino, Priore del monastero della Santa Croce di Nova Friburgo, S. E. R. Mons. Williamson è venuto ad amministrare il sacramento della Cresima e ad effettuare diverse conferenze.

Devo precisare che questo viaggio è stato organizzato in totale indipendenza rispetto alla FSSPX. In verità, secondo le istruzioni lasciate dal nostro fondatore Mons. Marcel Lefebvre, solo il Superiore Generale, e quindi S. E. R. Mons. Fellay, può dare mandato ai vescovi ausiliari della FSSPX di effettuare una visita pastorale. Questa procedura non è stata rispettata, cosa che costituisce un grave atto contro la virtù dell’ubbidienza, ma anche una violazione della più elementare buona educazione. Oltre a questo, non è stato chiesto il consenso del Superiore del Distretto, come richiesto dagli Statuti della nostra Fraternità. Con quest’atto di estrema gravità, di cui gli organizzatori dovranno rispondere davanti a Dio, è venuta meno l’armoniosa collaborazione che esisteva fra la FSSPX e il monastero della Santa Croce. Infatti, molti fedeli sono stati ingannati e sono accorsi alle cerimonie e alle conferenze credendo che fossero state organizzate dalla FSSPX.

Dopo l’articolo di Dom Tomás de Aquino, Onore e gloria a Mons. Williamson, denuncio con la massima fermezza le accuse indirette che sono state fatte, insinuando che la FSSPX vorrebbe venire a patti col modernismo e cessare la battaglia per la difesa della Tradizione cattolica. Queste insinuazioni sono gratuite, false, offensive e ingiuriose nei confronti del nostro Superiore Generale e dei membri della FSSPX. Io non posso ammetterle e rimanere in silenzio.
Se Mons. Fellay ha rifiutato la mano tesa da Roma il 13 giugno, è per ragioni dottrinali. È perché noi rigettiamo il Concilio Vaticano II impregnato di modernismo, che è la causa principale della rovina della Chiesa odierna, e vogliamo continuare a dirlo. È anche perché rigettiamo il Novus Ordo Missae, che si discosta dalla dottrina cattolica “nell’insieme e nei particolari”, che non è stato firmato alcun accordo pratico con Roma. Era questa la posizione di Mons. Lefebvre, ieri, ed è questa la posizione di Mons. Fellay, oggi.
Il Capitolo Generale l’ha confermata nel luglio scorso. Qualunque altra affermazione non è altro che una manipolazione o una menzogna. Qualsiasi previsione circa un futuro accordo pratico deriva da una malsana immaginazione.

Nei primi di dicembre prossimo, S. E. R. Mons. de Galarreta verrà in visita e amministrerà il sacramento della Cresima in Brasile e negli altri paesi del nostro Distretto, come è stato previsto da nostro Superiore Generale già da diversi mesi.

Invito i fedeli della Tradizione in Brasile e negli altri paesi a non dare credito alle chiacchiere e a continuare ad appoggiare i loro sacerdoti con i sacrifici, le preghiere e la generosità, e a supplicare Iddio perché ci invii molte e ardenti vocazioni per difendere ed estendere il regno di Cristo Re sotto la nobile bandiera della Tradizione Cattolica e sotto la protezione della Santissima Vergine Maria.
Che Dio vi benedica!

Padre Christian Bouchacourt
Superiore del Distretto 


 
Eleison comments CCLXIX:
April ambiguity



Commenti settimanali di 
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

  8 settembre 2012
Pubblichiamo il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson relativo all'ambiguità contenuta nel documento presentato Roma dalla Fraternità San Pio X per un eventuale accordo con Roma.

Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html


Ambiguità d'aprile

Il 17 aprile è stato presentato a Roma, dalla Fraternità San Pio X, un documento riservato, di natura dottrinale, nel quale si esponevano alcuni principi cattolici che tutte le autorità della FSSPX potrebbero sottoscrivere. A metà giugno Roma ha respinto il documento come base per un accordo fra Roma stessa e la FSSPX. Grazie a Dio, perché esso conteneva un’ambiguità estremamente pericolosa: in breve, l’espressione “il Magistero di sempre” si riferisce a quello fino al 1962 o a quello fino al 2012? Sta qui tutta la differenza fra la religione di Dio e la religione di Dio modificata dall’uomo moderno, cioè la religione dell’uomo. Ecco alcuni dei principi, come riassunti 18 aprile per queste autorità della FSSPX:-

“1 - La Tradizione dev’essere il criterio e la guida per comprendere gli insegnamenti del Vaticano II. 2 – Così che le dichiarazioni del Vaticano II e gli insegnamenti papali del post-Concilio, relativi al dialogo interreligioso e all’ecumenismo o alla libertà religiosa, possono essere compresi solo alla luce della Tradizione completa e ininterrotta, 3 – in modo che non contrastino con le verità insegnate precedentemente dal Magistero della Chiesa, 4 – senza l’accettazione di ogni interpretazione opposta, o in rottura, con la Tradizione e quel Magistero”.

L’ambiguità tra il 1962 e il 2012, qui sta dietro i termini “Tradizione” e “Magistero”. Questi due termini devono essere intesi in modo che sianoescluse le dottrine del Concilio (1962-1965) e le loro conseguenze, o che queste siano incluse? Ogni seguace della Tradizione leggerà questo passo escludendole, perché sa che c’è un’enorme differenza fra la Chiesa e la neo-Chiesa. Ma chi crede nel Vaticano II potrà leggere lo stesso passo convinto che non ci sarebbe rottura fra la Chiesa di prima e quella di dopo il Concilio. Vediamo più da vicino come il tradizionalista e il conciliarista possono leggere questo passo, ognuno a modo suo.

Per prima, la lettura tradizionale:- 1- La Tradizione pre-conciliare dev’essere misura e giudice degli insegnamenti del Concilio (e non viceversa). 2 – Così che l’insegnamento conciliare e post-conciliare dev’essere interamente vagliato sulla base della totalità dell’insegnamento tradizionale precedente il Concilio, 3 – senza che ci sia contraddizione con tutto quello che il Magistero ha insegnato prima del Concilio, 4 – senza l’accettazione di alcuna interpretazione o testo che contrasti con la Tradizione e il Magistero pre-conciliari.”

Poi, la lettura conciliare (certamente quella dei Romani responsabili della Chiesa odierna): 1 – La Tradizione anteriore e posteriore al Concilio (perché tra di esse non c’è differenza) dev’essere giudice del Concilio. 2 – Così che l’insegnamento conciliare su argomenti controversi dev’essere vagliato sulla base della complessiva Tradizione della Chiesa, la pre e la post conciliare(perché solo così si ha la “completezza” della Tradizione), 3 – senza che ci sia contraddizione col Magistero pre o post conciliare (perché insegnano la stessa cosa), 4 – senza l’accettazione di alcuna interpretazione che contrasti con la Tradizione o il Magistero pre o post conciliari (perché non c’è rottura tra tutti e quattro).”

Questa lettura conciliare sta a significare che il Concilio sarà giudicato dal Concilio, e questo vuol dire evidentemente che esso sarà assolto. Mentre invece, secondo la lettura tradizionale, il Concilio è completamente condannato. L’ambiguità è mortale per la fede.
Tutto questo dimostra che qualcuno sta giuocando con le nostre menti cattoliche. Chiunque sia, sia anatema!
                                                                                                                     Kyrie eleison.

Londra, Inghilterra

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