ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 7 ottobre 2012

Gogna?


Nella sua arringa di oggi, l'avvocato rotale Cristiana Arru ha denunciato che il suo assitito, il maggiordomo infedele del Papa, Paolo Gabriele, è stato sottoposto a una gogna mediatica che continuerà anche in futuro. «Il diritto fin dall'antichità - ha spiegato - prevede pene certe, e queste si caratterizzano per essere circoscritte ad un determinato tempo: anche quando si usava la gogna, con accanto il cartello di condanna, l'esposizione al dileggio era per un numero definito di giorni». Secondo il suo legale, «a Paolo Gabriele si è inflitta invece una pena permanente.
Con la pubblicazione il 13 agosto scorso da parte del Giudice istruttore di molte pagine relative alle perizie psichiatriche che riguardavano la sfera privata dell'imputato si è violata infatti la sua dignità esponendolo permanentemente al pubblico ludibrio in quanto basterà cercare il suo nome in internet per trovare i brani delel perizie che lo descrivono. Si trattava - ha concluso - di dati sensibili che dovevano essere riservati». Per l'avvocato rotale, inoltre, «l'istruttoria è stata inficiata da numerosi buchi e falle», a cominciare dalle perquisizioni che non hanno previsto la cautela dei guanti, un inventario completo del materiale sequestrato e foto della localizzazione originaria dei reperti.
http://www.lastampa.it/Page/Id/1.0.324353459


“Così la battaglia per la trasparenza resta a metà”
intervista a John L. Allen, a cura di Marco Ansaldo
in “la Repubblica” del 7 ottobre 2012
«È chiaro che il processo non ha risposto a tutte le domande sul caso Vatileaks. Non solo circa il
coinvolgimento di altre persone, ma per quello che Paolo Gabriele intendeva parlando di
“sofferenza diffusa” dentro il Vaticano. La questione cruciale se il governo intorno a Benedetto XVI
sia davvero in grado di amministrare le sfide della Chiesa nel 21° secolo non è stata risolta». John
L. Allen è forse il maggiore esperto di questioni vaticane a livello mondiale. È senior correspondent
per il National Catholic Reporter e la Cnn, e ha scritto due biografie sul Pontefice.
Che cosa l’ha colpita?
«È ironico che il verdetto sia arrivato il giorno prima dell’apertura del Sinodo sulla Nuova
evangelizzazione. Perché lotte di potere, intrighi, corruzione, nell’immagine che a volte si proietta
del Vaticano, sono forse fra i maggiori ostacoli all’evangelizzazione».
Però Benedetto ha più volte chiamato la Chiesa a un nuovo impegno di trasparenza.
«Sì, ma non è chiaro se il risultato del processo appaia alla gente come davvero trasparente».
Però il maggiordomo è risultato colpevole, no?
«Ma il dibattimento non sembra aver lasciato spazio a altre questioni. Gabriele ha detto di aver
agito perché il Papa non appariva consapevole di alcuni fatti rilevanti, suggerendo che non ne fosse
informato. È davvero così? Non lo sappiamo».
Vatileaks è paragonabile alla crisi sulla pedofilia o al caso del vescovo negazionista
Williamson?
«No, almeno fuori dall’Italia. Per molti americani il maggiordomo del Papa agli arresti è comico più
che allarmante. Ma in Vaticano il caso ha creato una crisi di fiducia. I vescovi non si fidano a
mettere su carta i loro problemi».


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