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venerdì 8 novembre 2013

Dominus nobiscum! Et cum spirito suo?

Intervista a Ricardo Castañón, che si dedica a verificare miracoli eucaristici 

Aleteia - “Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, attuale papa Francesco, mi ha chiesto di compiere un'indagine su due ostie che sanguinavano. Dopo sei anni di studi, ho dimostrato che quel sangue delle ostie era sangue e tessuto umano, c'era cuore vivo, abbiamo dimostrato che ha DNA umano, globuli bianchi e muscolo del cuore”.
Lo rivela il dottor Ricardo Castañón Gómez, laureato in Psicologia clinica e specializzato in Medicina psicosomatica e Neuropsicofisiologia cognitiva, psicologo clinico con conoscenze specializzate nella relazione tra il cervello e il comportamento umano.

È stato discepolo di Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la Medicina, e presiede in Europa il gruppo internazionale per la pace. Autore di 13 libri e di oltre 400 articoli di scienza e divulgazione, ha pronunciato conferenze in vari Paesi e nelle università più prestigiose del mondo.

Come scienziato ha evidenziato l'esistenza di Dio con le sue ricerche a milioni di persone attraverso vari mezzi di comunicazione come la Fox statunitense. Ha dimostrato che l'uomo è collegato spiritualmente a un onnipotente chiamato Dio e che svincolato da questo Essere supremo muore spiritualmente e fisicamente perché distrugge se stesso. Parliamo delle sue ricerche, in particolare del miracolo eucaristico di Chilpancingo. 

Ricardo Castañón Gómez: Per gran parte della mia vita sono stato ateo. Purtroppo ho conosciuto l'amore di Dio solo 21 anni fa. L'amore di Dio è così esteso che cerca molte forme per esprimersi all'uomo, ad esempio attraverso la sua parola, inviando suo figlio in persona. Attualmente lo fa anche attraverso quelle che chiamiamo esperienze mistiche moderne.

Come scienziato ho avuto la benedizione di studiare immagini che trasudano sangue, lacrime. Con un'équipe di ricercatori abbiamo dimostrato che il liquido rossiccio delle immagini è sangue umano.

I teologi che mi offrono consulenze affermano che è un'espressione delle preoccupazioni di Dio. Ho chiesto a un esperto dogmatico negli Stati Uniti perché queste statue sanguinano, e mi ha detto di leggere Luca 19 versetti 39-40. Ho consultato il testo e narra il momento in cui Cristo entra trionfante a Gerusalemme; tutti lo accolgono in modo festoso, ma si avvicinano i sacerdoti farisei e gli dicono: “Maestro, rimprovera i tuoi discepoli”. Egli risponde: “Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre”.

Dopo aver studiato questa immagine (un Cristo che sanguina e piange), ho studiato ostie che sanguinano. Mi ha chiesto di studiare le prime due il cardinale Jorge Mario Bergoglio, l'attuale papa Francesco.

Dopo sei anni di ricerche ho dimostrato che si trattava di sangue umano, di tessuto umano, c'era cuore vivo. Ciò vuol dire che il Signore sta donando agli uomini del XXI secolo una realtà dicendo “Sono qui, sono presente, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, la mia parola si compie”.

Ho avuto sempre un'alta considerazione del Messico. Sono convinto che sia un luogo benedetto: hanno la Madonna di Guadalupe, Dio gliel'ha lasciata ed ella ha voluto restare qui, perché aveva fiducia nel popolo. Ora lascia questi segni eucaristici.

Il segno di Chilpancingo è un'altra ostia che sanguina. Abbiamo dimostrati che è sangue umano, ha DNA umano, globuli bianchi, ha muscolo del cuore. Sono convinto che Dio lo stia facendo per dirci: la mia parola si compie, ti ho detto che questo è il mio corpo e questo è il mio sangue e te ne do la prova.

Noi ricercatori li chiamiamo segni fino a che l'autorità della Chiesa non li riconosce come miracoli; ora parliamo solo di un segno straordinario.

A livello personale sono stato molto felice di presentare i risultati della mia ricerca, con tutta la collaborazione e alla presenza delle autorità della diocesi di Chilpancingo, tra cui il vescovo, monsignor Alejo Zavala. Magari con il tempo la sua équipe di teologi mi aiuterà a comprendere ciò che la scienza ha già scoperto: che c'è un caso straordinario e soprannaturale in questo studio sull'ostia.

Quante ostie ha avuto l'opportunità di studiare, e di quali Paesi? 

Ricardo Castañón Gómez: Ho vari esempi, circa otto o dieci. Ad ogni modo, posso parlare di quelli in cui gli studi sono stati giudicati dall'autorità della Chiesa.

Ci sono altre indagini in corso e finché non le concludo, l'autorità ecclesiale mi chiede di mantenere il silenzio.

In questo momento posso parlare oggettivamente delle due ostie in Argentina e di quella in Messico, a Chilpancingo. Ne ho un'altra dell'America Latina, ma è ancora riservata.

Quelle che ho studiato presentano effusioni di liquido rossiccio che corrispondono a sangue umano con presenza di DNA.

A livello scientifico, fino a che punto è importante che l'uomo, la famiglia, la società, la Nazione si riconcilino con la loro identità più splendente, quella spirituale, Dio? Abbiamo trasgredito leggi sagge naturali come la vita. L'uomo attualmente si deprava e si spersonalizza attraverso le droghe e l'alcool. È fondamentale questa riconciliazione dal punto di vista medico-scientifico? 

Ricardo Castañón Gómez: L'uomo è corpo e anima spirituale. La scienza potrà dire di cosa è composto, quanti chili pesa, ma l'uomo ha bisogno del suo corpo e della sua anima spirituale, deve curare entrambi.

Purtroppo ci sono popolazioni che ignorano questa natura spirituale e per questo ne subiscono le conseguenze.

Viviamo in una società di circa 9.000 milioni di abitanti, complessa, con un grande pluralismo ideologico. Ci sono tendenze, filosofie che si vanno imponendo. Come umanità siamo sempre più disorientati, a volte vengono presentate pseudo-verità che si vogliono mostrare come verità autentiche, siamo confusi. Ciò vuol dire che l'uomo sta perdendo la direzione.

C'è un detto che recita “Se stai perdendo la direzione, torna al luogo di partenza”. L'uomo ha bisogno di tornare al luogo di partenza per poter trovare la propria origine. Per noi credenti il punto di partenza è Dio.

Trovando la sua origine, potrà scoprire che Dio è la via, la verità e la vita; che ci lascia un comandamento, quello dell'amore.

Una cosa che mi sembra importante sottolineare è che se la persona riscattasse la propria natura spirituale, la sua natura carnale, biologica, sarebbe diversa. Nella lettera ai Galati, San Paolo dice che il frutto dello spirito è l'amore, la pace, l'armonia. Se in una società non c'è pace è perché manca lo spirito di Dio. Nelle società in cui regna Dio si semina questa armonia.

Credo che quando ci sono oscurantismo e “tempeste” sia il momento migliore per cercare la luce di Dio. È questo il ruolo dei cristiani, dei cattolici. Giovanni Paolo II ha detto che ogni battezzato ha il compito di portare la parola di Dio in tutti i luoghi.

di Rosa María Ordaz

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