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giovedì 19 dicembre 2013

Legion d'oro? Francescani di alluminio?

Il caso dei Legionari di Cristo e il caso dei Francescani dell’Immacolata 

lclogoitaDue casi a confronto. Nel primo, quello dei Legionari di Cristo, accaddero purtroppo fatti, provati, di indiscutibile gravità, che provocarono sgomento e scandalo e che fecero addirittura temere la fine di questa Congregazione. Il secondo caso, quello dei Francescani dell’Immacolata, è recentissimo e tutti lo conosciamo bene. È ancora da capire quali siano le “accuse” rivolte a questi religiosi, esemplari per totale dedizione alla Santa Chiesa, per difesa della Tradizione, per fedeltà al Magistero. Chi ha seguito su Riscossa Cristiana gli articoli pubblicati (clicca qui per leggere l’ultimo e clicca qui per un sommario di tutti gli altri) si è reso conto del carattere persecutorio dell’azione del commissario, il P. Fidenzio Volpi, del quale vengono richieste le dimissioni con una lettera che è già stata sottoscritta da oltre seimila persone.

Sui Francescani dell’Immacolata, frati che hanno fin qui fatto un immenso bene alla Chiesa e dato una testimonianza edificante di Fede, si è abbattuta una scure impietosa. Abbiamo visto trasferimenti senza senso (o forse che di senso ne hanno fin troppo), il divieto di celebrare la Santa Messa in Vetus Ordo, abbiamo visto la chiusura del seminario, la sospensione dell’attività dei laici della MIM (Missione Immacolata Redentrice), abbiamo letto missive pubbliche del commissario piene di livore e di accuse, minacce di querele, uso e abuso (non di rado con molta confusione) dei codici canonico e civile, e molto altro. Nulla di edificante.
Ora vi proponiamo un discorso del Cardinale Velasio De Paolis, che dal 9 luglio 2010 regge le sorti della congregazione dei Legionari di Cristo, in qualità di Delegato Pontificio. È il discorso (tenuto il 14 dicembre u.s. in occasione dell’ordinazione sacerdotale di 31 Legionari) di un vero Principe della Chiesa, che non nasconde la realtà, ma la affronta con carità e amorevolezza, senza per questo venir meno ai compiti della sua posizione, al rigore e ai suoi doveri di capo, seppur pro-tempore, dei Legionari. Nel discorso del Card. De Paolis vediamo la preoccupazione vera del Pastore, che deve ammonire, non nascondere il peccato, ma nel contempo aiutare le anime a lui affidate a ritrovare la serenità per continuare la missione all’interno della Congregazione, tutelando anche quest’ultima, e tutto il bene da essa scaturito, nonostante i peccati che possano essere stati commessi. È interessante anche sottolineare che la dirigenza della Congregazione è rimasta ai propri posti, naturalmente sotto la vigilanza del Cardinale Delegato Pontificio.
ffixRipetiamo: due casi a confronto e una situazione davvero assurda: nel caso dei Legionari ci fu, purtroppo, un vero scandalo. Ebbene, vediamo un Delegato Pontificio che ha grande preoccupazione di salvare, con misericordia e saggezza cristiane, le anime a lui affidate e la Congregazione. Viceversa, nel caso dei Francescani dell’Immacolata, non è emersa una sola accusa che sia sensata, eppure verso di loro si sta usando una crudele severità che, oltre che essere ingiusta, rischia di distruggere l’Ordine.
Perché questa disparità di trattamento? Non possiamo certo noi dare una risposta a questa domanda. Ma è una domanda ineludibile, perché la palese ingiustizia e la persecuzione contro chi altro non ha fatto che servire la Santa Chiesa costituiscono un grave scandalo, che sta turbando molti fedeli.
Non è una domanda a cui possa rispondere un modesto articolista: solo chi deve guidare la Barca di Pietro, che sembra in mezzo a una tempesta di violenza inaudita, può risponderci e toglierci questo grave peso dal cuore. Preghiamo il signore perché ciò accada al più presto, prima che il tesoro di Fede fin qui accumulato dai Francescani dell’Immacolata venga disperso per l’insipienza di uomini inadatti al compito a cui sono stati assegnati.
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Venerdì 20 dicembre, a Firenze, verrà presentato il libro “Un caso che fa discutere. I Francescani dell’Immacolata“, curato da Carlo Manetti per l’editrice Fede & Cultura. Leggete il programma della presentazione  CLICCANDO QUI.
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Riportiamo di seguito le parole del cardinale Velasio De Paolis, delegato pontificio per la Congregazione dei Legionari di Cristo
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“Nel mistero della Pasqua e nell’Eucaristia che lo celebra e rinnova trova tutto il suo senso anche il sacerdozio cristiano. Per poterlo celebrare degnamente il sacerdote deve essere disposto a rispondere all’amore di Cristo con l’amore più grande, con il dono della propria vita. Ecco il grande dono che con il sacerdozio il Signore vi fa e vi chiede: il dono della vita; una vita vissuta nell’amore generoso, totale e gioioso.
Sono certo che in questo momento voi tutti siete consapevoli di tutto questo. Lo siete perché vi siete preparati e siete stati ben formati. Lo siete anche in modo particolare perché gli ultimi anni di preparazione al sacerdozio hanno coinciso con gli anni nei quali la Legione è stata chiamata a percorrere sotto la guida della Chiesa un cammino di purificazione e di rinnovamento, in vista del Capitolo Straordinario, che dovrà eleggere i nuovi superiori per  il futuro e approvare le nuove costituzioni che vi darete.
Il Capitolo, dopo oltre tre anni di preparazione, è stato già indetto e comincerà tra poco, l’otto gennaio prossimo.
Voi avete perseverato nella vostra congregazione e oggi riceverete in essa il sacerdozio, dopo che avete vissuto le prove alle  quali Legione in questo tempo è stata sottoposta a prove. Se voi oggi siete qui significa che voi le avete superate e avete potuto superarle solo perché avete conservato nel vostro cuore la certezza di un amore, l’amore di Cristo.
Nella Legione di Cristo c’è stato un momento, nel quale il peccato, che vi aveva trovato un posto che la opprimeva, si è fatto tanto visibile e conclamato fino ad assumere proporzioni enormi e a raggiungere una pubblicità da riempire per lungo tempo giornali e mezzi di comunicazioni mondiali. Si è temuto per la sua sopravvivenza.
Su di essa si sono abbattuti sguardi impietosi che ne hanno messo a nudo la povertà e la vergogna. E’ stato un momento veramente molto difficile. Qualunque cosa brutta fosse stata raccontata sui Legionari veniva presa come verità inconcussa. I mezzi di comunicazione ne parlavano con dovizia di particolari, quasi con un certo compiacimento.
Per i Legionari è stato certamente un momento brutto e difficile. Ha messo a dura prova la loro fedeltà alla vocazione o per lo meno l’appartenenza alla stessa Legione. Alcuni stentavano a credere a quanto si diceva. Altri di fronte ai fatti narrati erano smarriti e sfiduciati: da tale situazione, si pensava e diceva, non può nascere nulla di nuovo. Alcuni, pochi per fortuna, hanno abbandonato perfino il sacerdozio.
Altri, più numerosi dei primi, ma pochi anch’essi, hanno abbandonato  la Legione per riparare nelle diverse diocesi, i cui vescovi in genere li accoglievano volentieri. Dicevano di aver abbandonato la Legione perché traditi dal Fondatore e dai superiori che lo avevano coperto o non avevano rivelato in modo adeguato la verità. Si sono creduti giustificati così del passo compiuto. Non spetta a noi giudicarli!
E’ un giudizio che spettata solo al Signore! Altri sono rimasti, perché hanno pensato che la loro scelta era stata fatta a Cristo, che non li aveva traditi e non poteva tradirli. Si sono affidati al Dio della bontà e della misericordia, capace di rinnovare il cuore degli uomini e di trarre figli di Abramo perfino dalle pietre. Sono rimasti. Sono i più. Sono la stragrande maggioranza. Tra questi ci siete voi e quei confratelli che oggi si stringono attorno a voi per questo giorno di festa, insieme ai vostri parenti ed amici.
Voi che siete rimasti non siete certo responsabili personalmente dei fatti dolorosi rivissuti in questo cammino di oltre tre anni. Con il vostro comportamento e la vostra fedeltà, con la vostra sofferenza e con il sottoporvi al peso dell’obbrobrio per il  peccato dei legionari, avete permesso il cammino della purificazione e del rinnovamento della stessa congregazione, e l’avete restituita più bella al servizio del Regnum Christi e della Chiesa.
Avete così confermato con il vostro comportamento la verità che il mondo viene rinnovato non da chi si limita o si perde negli scandalismi o nella sfiducia o sta alla finestra a curiosare o ad esprimere la propria insoddisfazione, ma si assume il peccato, portandone le conseguenze nell’offerta della propria vita, e rimanendo fedele alla propria vocazione. Sono questi i Legionari dei quali la Chiesa e la Legione hanno bisogno.
Sono stati  tre anni di un cammino penitenziale e di purificazione in vista di un rinnovamento. Avete saputo ascoltare le tante accuse che da tante parti vi sono state rivolte. Le avete esaminate. Le avete verificate. Ciò che andava riconosciuto, lo avete ammesso e vi siete impegnati a correggerlo. Avete sofferto e vi siete anche resi conto della sofferenza che la Legione ha procurato ad altri per il comportamento di  suoi membri, a partire dal Fondatore. La sofferenza degli altri vi ha aiutato a capire e portare anche la vostra.
Avete fatto l’esperienza di una pace ottenuta proprio attraverso la sofferenza, e di una riconciliazione frutto del perdono, del quale tutti abbiamo bisogno. Mi auguro che da ciò nasca  una nuova Legione riconciliata con se stessa e con gli altri, capace di perdonare e di chiedere perdono. Le nuove Costituzioni non sono semplicemente il frutto di una tecnica giuridica, ma il frutto di un lungo esame di coscienza di tutta la congregazione.
Questi fatti hanno segnato certamente anche il vostro sacerdozio, in modo positivo. Il Sommo ed eterno sacerdote che è Cristo Gesù è venuto per rivelarci il volto misericordioso del Padre, a perdonarci e adottarci a figli. Questo sia anche il volto del vostro sacerdozio. La salvezza è appesa al perdono che pende dall’albero della croce e da esso illumina il mondo e diventa speranza di salvezza”.

Riscossa Cristiana
di Michele Majno
http://www.riscossacristiana.it/il-caso-dei-legionari-di-cristo-il-caso-dei-francescani-dellimmacolata-di-michele-majno/

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