ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 19 dicembre 2013

Mal di pancia?

“Riforma della curia”, o purghe vaticane

Marcia per la vita- movimenti anti abortistiIl nuovo corso obamiano, caro anche alla stampa vaticana e a tutta la intellighentia europea, va verso orizzonti opposti. Che ci fa proprio in Vaticano uno che addirittura partecipa alle marce per la vita? Perché i Francescani devono disperdersi come foglie al vento e il cardinale, con la fissa che l’aborto violi il quinto comandamento, rimanere a gettare zizzania fra i confratelli? Sia mai che qualcuno si converta

di Patrizia Fermani
Il fiore all’occhiello della nuova amministrazione vaticana è stato indicato fin dalle prime battute nel progetto di riforma, ovvero, meno eufemisticamente, nella pulizia della curia. Opera meritoria da tutti auspicata, al di qua e al di là dell’oceano, per ridare luce ad un ambiente da cui dovrebbero esalare solo vapori di santità.
E può capitare che il falcetto, che come è noto non sempre è capace di giudicare, vada a tagliare anche le erbe buone, quelle che con la gramigna non hanno nulla a che spartire. Ma non sembra che sia stato questo il caso della potente falciatrice messa in moto nell’estate scorsa. Come primo intervento risanatore, essa si è abbattuta soltanto contro i Francescani dell’Immacolata, annientati in poco tempo, con inconsueta determinazione e secondo un disegno mirato. In fondo anche la riforma della curia poteva aspettare di fronte all’urgenza di eliminare un pericoloso esempio di vissuta verità cristiana che in tempo di sincretismo religioso e pluralismo etico poteva rivelarsi elemento di forte disturbo.
Insomma, si sa che prima dei nemici esterni occorre eliminare i possibili focolai di ortodossia interna. Era questo il senso delle storiche purghe staliniane che non risparmiavano i più ferventi osservanti del credo bolscevico.
In seguito poi, a dimostrare che si faceva democraticamente di tutta un’erba un fascio, è cominciata anche la famosa ripulitura: tolgo un pomo malato e faccio contenti un po’ tutti,  poi anche quello sano e lo sostituisco con uno che aspettava da tempo di essere ripiantato. Meglio cioè andare avanti a zig zag.
Intanto, però, bisogna dare soddisfazione alla stampa americana che insegna agli esausti europei cosa è la politica, la religione, l’etica, il diritto, insomma tutto quello che si deve correttamente fare e pensare.
C’è per esempio un raro principe della chiesa, il cardinale Burke, che ha osato assumere già a Saint Louis preoccupanti atteggiamenti pro life.
ppfrncrvclIl nuovo corso obamiano, caro anche alla stampa vaticana e a tutta la intellighentia europea, va verso orizzonti opposti. Che ci fa proprio in Vaticano uno che addirittura partecipa alle marce per la vita? Perché i Francescani devono disperdersi come foglie al vento e il cardinale, con la fissa che l’aborto violi il quinto comandamento, rimanere a gettare zizzania fra i confratelli? Sia mai che qualcuno si converta. L’aborto è tutt’al più la violazione di un diritto, come dice la esortazione apostolica fresca di stampa, quando non diventa esso stesso un diritto. Il rimedio c’è: basta prevenire il pericolo di contagio, e rimuovere il cardinale dalla Congregazione dei Vescovi, e che rimanga per il momento ad occuparsi della Segnatura Apostolica fino a nuovo ordine. In fondo, sorte peggiore è già toccata al cardinale Mauro Piacenza, alleggerito caritativamente da ogni incarico.
Melloni esulta, esulta il New York Times ed esulta il New Yorker. Esulta anche The Advocate (organo di stampa del mondo LGBTQ), che ha messo in copertina Bergoglio come l’uomo dell’anno premiato altrove per la capacità di comunicazione mediatica.
Forti di questi successi, le purghe vaticane potranno continuare. Izvestija e Pravda hanno chiuso i battenti in Russia, ma hanno agenzie fiorenti in Europa e da tempo hanno trasferito la sede al di là dell’Oceano.
http://www.riscossacristiana.it/riforma-della-curia-purghe-vaticane-di-patrizia-fermani/

Due motivi di amarezza. Una lettera in Redazione – di Carla D’Agostino Ungaretti

Riscossa Cristiana
“…ecco che ora tanti cattolici dalle idee confuse finiscono per accettare l’aborto e l’eutanasia come diritti inalienabili, adducendo quella solita stupida frase che sento pronunciare da tanti fedeli frequentatori della Messa domenicale: io non abortirei mai ma non posso imporre la mia idea a chi non la pensa come me; oppure: la vita ci appartiene e possiamo farne ciò che vogliamo”.
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ppfrncrvclCaro Direttore,
ho appena finito di leggere sul CORRIERE DELLA SERA di oggi, 18 dicembre, pag. 25, due notizie che mi hanno colpito e (devo dirlo) anche amareggiato, tanto che sento il vivo desiderio di condividere la mia tristezza con i fratelli che so essere sulla mia stessa lunghezza d’onda e cercare conforto presso di loro. Ebbene: da un lato leggo che, “dopo TIME, anche “The Advocate” la più antica rivista della comunità gay  USA, elegge Papa Francesco “persona dell’anno 2013″ in virtù della famosa frase pronunciata da lui sull’aereo: “Se qualcuno è gay e cerca il Signore in buona fede, chi sono io per giudicare?” Dall’altro, leggo che il Papa ha rimosso dal suo incarico il Card. Raymond Burke che avrebbe disobbedito al suo invito a non  enfatizzare troppo la battaglia su aborto e matrimonio gay che lo ha sempre visto protagonista, per occuparsi maggiormente delle questioni definite essenziali dal Papa e cioè fede, dignità umana e lotta alla povertà.
      Marcia per la vita- movimenti anti abortistiOvviamente io non conosco i termini nei quali si è svolta la “discussione” tra il Papa e il Cardinale, il quale avrebbe obiettato (e devo dire sommessamente che, secondo me, ha ragione lui) che nulla è più essenziale della tutela della vita umana in ogni sua fase e può anche darsi che il “CORRIERONE”, per dare torto al Cardinale sui problemi “pro vita” , abbia esagerato il tono della sua risposta, tanto che si affretta a sottolinearne la scelta dei paramenti più solenni e lussuosi in contrasto con le direttive di maggiore sobrietà e umiltà impartite dal Papa. Però un eterno dubbio mi torna in mente (e spero non sia ispirato dal demonio): è mai possibile che il Papa non si renda conto che ogni sua parola viene sfruttata dai laicisti in senso contrario a quello che lui intendeva per portare acqua al loro mulino anticristiano? E infatti ecco i gay americani che lo eleggono “Uomo dell’anno” perché “avrebbe già avviato la riflessione” sui matrimoni omosessuali ed ecco la confusione aumentare nelle menti dalla fede debole o incerta. E’ mai possibile che egli ritenga la difesa ad oltranza della vita umana, dal concepimento alla fine naturale, meno importante dei problemi economici mondiali? Non è stato Gesù Cristo a dire: “I poveri li avrete sempre con voi?” Ma ai suoi tempi non si sarebbe neppure lontanamente pensato al peccato di aborto o di eutanasia, perché stampato nel cuore del popolo di Dio c’era già il V comandamento del Decalogo: NON UCCIDERE.
       E invece ecco che ora tanti cattolici dalle idee confuse finiscono per accettare l’aborto e l’eutanasia come diritti inalienabili, adducendo quella solita stupida frase che sento pronunciare da tanti fedeli frequentatori della Messa domenicale: io non abortirei mai ma non posso imporre la mia idea a chi non la pensa come me; oppure: la vita ci appartiene e possiamo farne ciò che vogliamo.  E’ naturale che si diffondano anche nel popolo di Dio certi atteggiamenti mentali contrari al Catechismo della Chiesa Cattolica se lo stesso Vicario di Cristo, il successore di Pietro, adotta un linguaggio poco chiaro o manifesta disaccordo con chi difende ad oltranza il valore supremo della vita umana, rifiutando la S. Comunione a chi si dichiara favorevole a certe disumane aberrazioni.
     Tutto ciò non è mai avvenuto durante i pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Forse ora i cattolici dovranno rassegnarsi a negoziare i valori fondamentali della loro vita?
      La mia amarezza è grande. L’unico conforto che provo quando rifletto su questi argomenti è affidarmi allo Spirito Santo e alla Madre di Dio.
       Grazie per avermi letto.
 Carla D’Agostino Ungaretti
http://www.riscossacristiana.it/due-motivi-di-amarezza-una-lettera-redazione-di-carla-dagostino-ungaretti/

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