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martedì 2 giugno 2015

La pelle del canguro?

Botte da orbi in Vaticano tra Peter Saunders e il cardinale Pell

Botte da orbi in Vaticano tra Peter Saunders e il cardinale Pell
E’ uno scontro duro, quello che sta opponendo Peter Saunders a George Pell. Il primo è membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori, l’organismo istituito da Francesco nel marzo dell’anno scorso e coordinato dal cardinale Sean O’Malley; il secondo è cardinale e prefetto della Segreteria per l’Economia. Domenica scorsa, intervistato dalla celebre trasmissione della Cbs, 60 MinutesSaunders ha accusato il porporato di aver agito “con durezza e freddezza”, in “modo quasi sociopatico” e di aver “denigrato le persone”. Ecco perché, “considerata la posizione di George Pell come cardinale della Chiesa” e dato l’incarico che ricopre “di enorme autorità in Vaticano, penso che rappresenti una grande spina nel fianco del papato di Francesco se gli si permette di rimanere”. Quel che andrebbe fatto, ha aggiunto Saunders, è “metterlo da parte, rimandarlo in Australia e prendere contro di lui misure forti”. A prenderle, tali misure, dovrebbe essere – ha aggiunto il membro della commissione pontificia – il Papa.

LA REAZIONE DEL CARDINALE AUSTRALIANO
Pell non ci ha pensato due volte a prendere carta e penna e a rispondere alle accuse di Saunders. “Le accuse false e devianti fatte contro Sua Eminenza sono offensive. Dalle sue prime azioni come arcivescovo, il cardinale Pell ha assunto una posizione forte contro gli abusi sessuali ed ha messo in moto processi per permettere alle denunce di essere portate avanti e investigate in modo indipendente”, si legge in una nota diffusa domenica. Quanto a Saunders, aggiunge l’ex arcivescovo di Sydney, “sembra essersi formato la sua forte opinione senza aver mai parlato con Sua Eminenza. Alla luce di tutto il materiale disponibile, comprese le evidenze fornite dal cardinale sotto giuramento, non ci sono scuse per trasmettere in televisione materiale scorretto e pregiudiziale. In queste circostanze, al cardinale non rimane alcuna alternativa che consultare i suoi consulenti legali”.
IL CASO DEL PRETE PEDOFILO RIDSDALE
Le accuse di Peter Saunders si riferiscono a quanto si dibatte da tempo in Australia relativamente alla condotta di padre Gerald Ridsdale, sacerdote pedofilo oggi scomunicato, responsabile di molteplici abusi sessuali su minori nel corso dei decenni. Secondo le tesi dell’accusa, proprio Pell avrebbe ignorato le denunce nei confronti di Ridsdale, limitandosi a trasferirlo di parrocchia in parrocchia. Il cardinale oggi prefetto della Segreteria per l’Economia avrebbe anche – sempre stando all’accusa – cercato di pagare una vittima per evitare che scoppiasse lo scandalo. Pell si era difeso la scorsa settimana, commentando le udienze della Commissione che in Australia indaga sugli abusi sessuali sui minori: “Ci sono state diverse lamentele circa la mia responsabilità in questi anni. Molte questioni sono già state affrontate durante l’inchiesta parlamentare dello stato di Victoria nel 2013”. A ogni modo, precisava il cardinale, “voglio rendere chiaro che intendo deporre, se la Commissione lo richiederà, sia in forma scritta, sia in videoconferenza, sia presenziando di persona”.
IL COMMENTO DEL PORTAVOCE VATICANO
Ma il caso è ormai scoppiato, e padre Federico Lombardi ha chiarito che “quanto è stato dichiarato dal signor Saunders è a titolo del tutto personale e non a nome della Commissione, che non ha il compito di investigare e pronunciare giudizi specifici sui singoli casi”. Il direttore della sala stampa vaticana ha anche sottolineato come Pell abbia sempre risposto “attentamente e in modo argomentato” a quanto gli veniva domandato dalle autorità australiane. Inoltre, ha aggiunto, “la posizione” del porporato “deve essere considerata attendibile e meritevole di rispetto e di attenzione”.
LE RECENTI ESTERNAZIONI DI PETER SAUNDERS
Peter Saunders non è nuovo a uscite del genere. Lo scorso 8 febbraio aveva criticato perfino il Papa, che in udienza generale aveva sdoganato la sculacciata ai figli da parte dei genitori. Non l’avesse mai detto. Saunders aveva sottolineato che “i bambini non hanno bisogno di essere picchiati” e che “la violenza fisica non deve avere spazio nell’educazione moderna”. Nelle parole del Pontefice, aveva ravvisato il membro della commissione pontificia, si poteva intravedere “un apparente appoggio alle botte per i bambini”. Lo scorso aprile, poi, aveva contestato la nomina di un vescovo cileno (Juan Barros) alla diocesi di Osorno, sospettato d’aver coperto abusi su minori praticati da padre Fernando Karadima, condannato anche dalla congregazione per la Dottrina della fede. “Sono seriamente preoccupato per questo problema. Potrei andare a Roma a parlare con il Papa”, aveva detto. La risposta del Vaticano era stata chiara: l’iter di nomina è stato rigoroso e non è stato riscontrato alcun ostacolo alla designazione.
02 - 06 - 2015Matteo Matzuzzi
Qualcuno sta facendo la Pell(e) al ministro vaticano delle Finanze?
Qualcuno sta facendo la Pell(e) al ministro vaticano delle Finanze?
E' (di nuovo) scontro in Vaticano. Si parte dalla lotta alla pedofilia per atterrare sulle finanze vaticane in un colpo solo. 

Tutta colpa dell'inglese Peter Saunders, nominato da Papa Francesco tra i 17 membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori che denuncia come un allora vescovo “si sta facendo gioco della commissione papale, del Papa, ma soprattutto di tutte le vittime e che per questo dovrebbe essere messo da parte e fatto tornare in Australia”.
Sull’emittente australiana Channel Nine ha puntato il dito contro il “ministro vaticano dell’economia”, è lui, il cardinale australiano George Pell ad essere sotto inchiesta nel suo Paese, a suo dire, con l’accusa di aver coperto numerosi casi di pedofilia del suo clero quando era vescovo di Melbourne, dal 1996 al 2001. 

Ma Pell, prefetto della Segreteria per l’economia e membro del Consiglio dei nove cardinali, ha già risposto a queste parole definendole “false, fuorvianti e oltraggiose” tanto da indurlo a sentire i suoi legali. 

Ed è anche padre Federico Lombardi a sostenerlo: "Quanto è stato dichiarato da Saunders nel corso di una trasmissione televisiva è stato evidentemente dichiarato a titolo del tutto personale e non a nome della Commissione di cui fa parte, che non ha il compito di investigare e pronunciare giudizi specifici su casi singoli. Risulta inoltre che il cardinale Pell ha sempre risposto attentamente e in modo argomentato alle accuse e alle domande formulate dalle autorità australiane competenti e la sua posizione è stata resa nota ancora nei giorni scorsi da una sua dichiarazione pubblica, che deve essere considerata attendibile e meritevole di rispetto e di attenzione”.

Chissà cosa ne pensa Benedetto XVI che nel 2010 voleva l'allora cardinale di Sydney come prefetto della Congregazione per i vescovi... E chissà domenica la trasmissione Report, che prepara una puntata sulle finanze vaticane, come tratterà quest'altro tema delicato. Tempi duri per Pell? Due prove fanno quasi un indizio. 

01 giugno 2015, intelligo

Pedofilia, uno dei nominati dal Papa contro il ministro dell’economia vaticana

Pedofilia, uno dei nominati dal Papa contro il ministro dell’economia vaticana


Guerra nella Santa Sede. Peter Saunders, voluto da Bergoglio tra i 17 membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, ha attaccato il cardinale australiano Pell, sotto inchiesta per aver coperto casi di pedofilia del suo clero: "Si sta facendo gioco di tutte le vittime"
Guerra in Vaticano per la lotta alla pedofilia. Una vittima degli abusi del clero, l’inglese Peter Saunders, nominato da Papa Francesco tra i 17 membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, ha attaccato il “ministro vaticano dell’economia”, il cardinale australiano George Pellsotto inchiesta nel suo Paese con l’accusa di aver coperto numerosi casi di pedofilia del suo clero quando era vescovo di Melbourne, dal 1996 al 2001. Per Saunders, “Pell si sta facendo gioco della commissione papale, del Papa, ma soprattutto di tutte le vittime e che per questo dovrebbe essere messo da parte e fatto tornare in Australia”.
Un attacco durissimo avvenuto in diretta tv sull’emittente australiana Channel Nine. Parole che hanno fatto infuriare Pell, prefetto della Segreteria per l’economia e membro del Consiglio dei nove cardinali che aiuta il Papa nel governo della Chiesa e nella riforma della Curia romana, il cosiddetto “C9”. Il porporato ha replicato definendo le accuse di Saunders come “false, fuorvianti e oltraggiose”, per cui, ha fatto sapere, consulterà i suoi legali. Sulla vicenda è intervenuto anche il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, che ha precisato, non senza imbarazzo, che “quanto è stato dichiarato da Saunders nel corso di unatrasmissione televisiva è stato evidentemente dichiarato a titolo del tutto personale e non a nome della Commissione di cui fa parte, che non ha il compito di investigare e pronunciare giudizi specifici su casi singoli”.
Per padre Lombardi “risulta inoltre che ilcardinale Pell ha sempre risposto attentamente e in modo argomentato alle accuse e alle domande formulate dalle autorità australiane competenti e la sua posizione è stata resa nota ancora nei giorni scorsi da una sua dichiarazione pubblica, che deve essere considerata attendibile e meritevole di rispetto e di attenzione”. Il 22 agosto 2014 Pell, durante un’audizione via webcam da Roma alla Commissione nazionale d’inchiesta australiana sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali sui minori, aveva affermato che “i preti pedofili sono come dei camionisti che molestano autostoppiste”. Un paragone assurdo per sostenere che lacolpevolezza legale dei sacerdoti pedofili non può essere imputata ai vertici della Chiesa cattolica, immediatamente contestato sia dalle vittime degli abusi, sia dalle associazioni dei camionisti.
In Australia accusano il porporato di “disprezzo” per i bambini vittime di abusi sessuali. Accuse e polemiche sulla gestione, anche in termini di risarcimenti economici per le vittime, dei casi di pedofilia note da tempo in Vaticano. Non è, infatti, un mistero cheBenedetto XVI nel 2010 aveva pensato proprio all’allora cardinale di Sydney per il ruolo di prefetto della Congregazione per i vescovi. Ma alla fine il pericolo che la nomina di Pell a Roma avrebbe potuto far scoppiare un vero e proprio tsunami in Vaticano fece desistere Ratzinger che preferì lasciare il porporato a Sydney.
L’accusa principale contro il cardinale australiano è legata al cosiddetto Melbourne Response, uno schema di risarcimenti per le vittime dei preti pedofili. Queste ultime si sono sempre dichiarate tradite dal tetto di 50mila dollari australiani che l’allora arcivescovo Pell imponeva come risarcimento, mentre chi ha avviato azioni legali ha ricevuto in media 293mila dollari. Il porporato ha sempre ribattuto che prima dell’introduzione del Melbourne Response, ovvero del 1996, non erano affatto previsti risarcimenti per le vittime e che “molte delle persone assistite da noi avrebbero ricevuto poco o niente se si fossero rivolte ai tribunali”.
Saunders, il principale accusatore di Pell in Vaticano, è una delle sei vittime degli abusi ricevute dal Papa, il 7 luglio 2014, nella cappella di Casa Santa Marta alle quali Bergoglio aveva chiesto “umilmente perdono”. Ma Francesco aveva voluto chiedere “perdono anche per i peccati di omissione da parte dei capi della Chiesa che non hanno risposto in maniera adeguata alle denunce di abuso presentate da familiari e da coloro che sono stati vittime di abuso”. Oltre a Saunders, nella Pontificia Commissione per la tutela dei minori coordinata dal cardinale cappuccino di BostonSean Patrick O’Malley, c’è anche un’altra vittima degli abusi, l’irlandese Marie Collins.

Twitter: @FrancescoGrana

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