ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 26 luglio 2015

CattoScriba?

 Il Brevetto, NONOSTANTE gli ostacoli.


Questa Miniatura, ben rappresenta come è ora la nostra realtà. Il mondo rappresentato dal Principe avvinto da questo mare che rappresenta il male, cioè quella realtà che ci trattiene nel mondo, e il Cristo Solare nel cielo. Separati e uniti nel contempo da questa grande S, che si fa "cammino" di purificazione e di redenzione che ci rende via via sempre più simili a Cristo! E' la via della nostra Cristificazione, via di Grazia che ci rende, già lo siamo con il Battesimo, del tutto Cristo stesso!

La riflessione che segue è di un maestro spirituale, per me fonte di ispirazione, ve lo dono affinché, in questo "mare" di confusione, si possa trovare quel conforto che noi tutti desideriamo e bramiamo!




Il Brevetto, NONOSTANTE gli ostacoli. Ecco, forse avranno maggior merito quegli eroi/martiri che sopravvivono alla pastorale della chiesa occidentale: ma è una magra consolazione, non si puó far brancolare nel materialismo la massa per rendere "più forgiato" chi vi sopravvive! È ecclesialmente suicida! Io trovo che sia questa la rivoluzione che manca alla chiesa latina: disporsi strutturalmente e tendenzialmente verso una concezione religiosa trascendentale e soprannaturale, nella teologia, nella prassi, nel culto, nella disciplina penitenziale, nella filosofia, nell'educazione spirituale (vorrei capire oggi gli oratori che spiritualità insegnino). Diversamente saremo sempre ostaggi dei Ratzinger e dei Bergoglio di turno, uno che si mette il fanone a mo' di gingillo (stile cravatta nuova) e un po' di pizzi e latino, e l'altro con i discorsi da comunista, le falciemartello, la risibilissima riforma della curia (con i C8 cardinali superesperti!), dello ior, del matrimonio, della comunione. Pensando che dare una mano di vernice nuova (o una elegante patina anticata) ad una struttura intrinsecamente MARCIA (come lo é il corpo abbandonato dallo spirito...) possa essere risolutivo del problema.

In questi anni ho scritto molte cose, soprattutto criticando modernisti e tradizionalisti: ho imparato a vederli come facce di una sola medaglia, di una religione immanentista, fatta di intellettualismo, di volontarismo, ma non di grazia, senza l'operatività reale dello Spirito Santo. 
Si parla di Cristo, di Grazia, di Spirito, ma sono discorsi che nascono nel cervello, muovono dalla bocca (o dal ventre) e se va bene colpiscono il cuore, ognuno secondo sue dinamiche mondane: il tridentino si "commuove" per la ieraticità, per la categoricità delle regole morali, per il devozionalismo e le storie, ma è un processo intraumano, dai sensi al cervello al cuore; il modernista è uguale, con altri mezzi, il sociale, il politico, le scienze oppure il mero volontarismo. 

È sempre uomo che parla all'uomo, non Dio che parla all'uomo. Poi si vedono certi casi macroscopici in cui questa autoesaltazione immanentistica e razionalistica trionfa, come nella riforma liturgica degli anni 50-70, che è solo ed esclusivamente il frutto di una visione immanentistica e razionalistica, umana, psichica, della liturgia. In cui la Grazia è intesa come il risultato di una equazione, di una somma algebrica di elementi composti dall'uomo (e da che uomini! Scienziati che avendo studiato dicono che quella preghiera va tolta e sostituita con questa, che funziona meglio: meccanici della "Grazia", che sanno produrla ed incrementarla ad arte), che viene postulata ma non indagata in sè stessa. Di fronte a situazioni del genere la tentazione è il reazionarismo immanentista, ossia respingere una tendenza religiosa viziata di materialismo, con un materialismo "più vecchio", che avendo forme esteriori più consuete, tranquillizza di più. In realtà il discorso da fare è un altro, ossia rigettare la tendenza religiosa immanentista, razionalista, antropocentrica, psichica (che è una religiosità dell'uomo per l'uomo, da un organo all'altro; espressione dell'economia adamitica), che è una tendenza che ha preso il sopravvento nella chiesa latina DA SECOLI (alla faccia dell'idolatrare il preconcilio come periodo in cui "tutto va bene"), senza mai imporsi in legge, ma sempre restando come una seduzione popolare e generalmente accettata da tutti di una religiosità più semplice (in quanto solo umana), al massimo complicandola con "precetti" (tante rubriche, tanti digiuni, tante ore di volontariato coi drogati o di attivismo no global...), tutti peró sempre intramondani. Col fine di illudere che la complicazione indotta dall'uomo, abbia prodotto da sè quel salto di qualità, ossia il dialogo salvifico tra Dio e Uomo. 

Ma è come cercare di dialogare, quando il soggetto che parla è unicamente l'uomo. Se non ci fosse stato un deserto spirituale in occidente, non sarebbero nate le eresie "moderne": protestantesimo in primis, quale apice di una dimensione psichica (intellettualista, volontarista, immanentista, mondana, antropocentrica, adamitica) della religione (in cui l'uomo si dà da sè la rivelazione e se la interpreta pure come gli pare, e idem i sacramenti! E alla faccia della teorica ipertrofizzazione del ruolo della Grazia e del cristocentrismo!), giansenismo e modernismo, sintesi di tutte queste tendenze (per Loisy, la spiritualità appartiene al subcosciente, è pura psicanalisi: c'è solo l'uomo, Dio è un discorso o un pensiero che l'uomo fa). Per questo il tradizionalismo che si limita a odiare il presente e a idealizzare il passato malato (causa del presente) non è una soluzione, ma altro aspetto dello stesso male. 

Con questo non sto dicendo peró che allora va bene buttare nel cesso la forma tradizionale, nel culto, nella teologia, nella filosofia, nella morale. I modernisti buttano, perché a monte sono senza spirito, e dunque non ritengono che la tradizione sia "luogo e mezzo della presenza dello Spirito Santo nella economia storica". Di contro é deprimente ridurre la tradizione ad un catalogo antiquario di edizioni di libri, guardando chi ce l'ha più vecchio o più aggiornato o più completo. Una visione tradizionale e spirituale, non avrebbe mai concepito nemmeno l'esigenza di cambiare la liturgia, di migliorarla: l'innovazione avviene solo nella grazia, nella tradizione e a tutela della grazia e dell'ortodossia. Io credo che un discorso SISTEMATICO, inteso come una vera svolta nella chiesa latina su come concepire la religione stessa e di conseguenza il culto, non sia ancora stato fatto e sia atteso da secoli. Non lo fu Trento, sebbene sia stato necessario e giusto. Non lo é stato tantomeno il CV2, anche se paradossalmente l'intenzione era quella. Ma come si fa a stabilire per legge che da domani la chiesa diventa "trascendente e spirituale"? 

Alla fine, con una massa di vescovi e popolo immanentisti, si è solo cambiato lo stile dell'immanenza: da organo a chitarra, da rosario a bandiera della pace. Triste, e tristissimi quelli che fanno gli "oppositori" al modernismo, stando sempre nella stessa psichicità. Che un ritorno di forme passate sia necessario è evidente: le forme moderne furono introdotte follemente e arbitrariamente da degli atei, adoratori idolatri di sè. Che tutta la questione si riduca a un ritorno di forme, assolutamente no. Si puó essere atei anche in latino, come chissà quanti lo furono senza troppo badarci nel secondo millennio. Fortunatamente non ci salviamo da soli (altrimenti saremmo spacciati, avendo gettati nel cesso i doni di Dio per seguire noi stessi), e la Grazia opera: soprattutto coi sacramenti. Non capiti, non vissuti benissimo, non colti in modo opportuno e nel rispetto dovuto alla loro ricchezza, i sacramenti sono un tesoro nascosto che dà frutto nonostante la povertà umana. Il povero è l'uomo vecchio, adamitico e psichico: la povertà è la sua "sola" (insufficiente) immanenza. 

Per quanto coperta dal terital e dalle chitarre, la presenza di Cristo ancora porta gente in cielo. Ancora suscita un bisogno di spirito che non si placa con l'attivismo no global bergogliano, col formalismo rubricale tridentino, col volontariato, con la lettura psichica e intellettualista di tomi su tomi (anche di santi eccellentissimi: non sono peró "cultura", da sapere cumulativamente per passare un test ad un concorso; o ti aprono una porta verso la trascendenza e ti mettono in dialogo con Dio, o sono solo un mucchio di curiosità fredde e razionalistiche, versione elaborata del "forse non tutti sanno che" della settimana enigmistica), ma chiede il passo: vivere finalmente da cristificati, da figli di Dio in Cristo, nello spirito. Non per mera formalità burocratico/giuridica, ma per inabitazione vera e attiva dello spirito. Sono i veri santi, i mistici, coloro che sembrano distinguersi dagli altri anche nella stessa chiesa. 

Il problema non è certo nel fatto che non tutto il popolo di Dio e i pastori siano cristificati in atto: non è pensabile in questo mondo una perfezione simile dei membri della chiesa. Ci saranno sempre i peccatori, gli ipocriti, i "salvati" quasi a loro insaputa. Il problema è non indicare quel MODO di essere, come il vero obiettivo dell'essere cristiani. Non lasciando che qualche eroe/martire qui e là, se ne accorga da solo e tenti di vivere nello spirito (con tutta la chiesa, diocesi, parrocchie, comitati, gruppi, associazioni, movimenti, dicasteri, opere, ordini, ecc. che danno contro e perseguitano, perchè quel "modo" spirituale è percepito come discordante dal loro) da autodidatta. Chiaramente non si dà da sè la vita spirituale, c'è Dio con lui, e il resto è secondario. Ma non vuol dire che sia allora giusto lasciare le cose come stanno. Lo spirito soffia dove vuole, ma se gli si chiudono le porte, non fa niente. Il problema strutturale della chiesa latina è di essere involuta in una prassi (giacchè non è negato affatto in dottrina, a livello generale) che è un costante e universale ostacolo per sè e per tutti quelli che ne fanno parte, al soffio del paraclito. Si viene cristificati "nonostante" la chiesa, se appunto nonostante tutto il materialismo e l'immanentismo psichico, si riesce a uscirne vivi, come in corso di addestramento dei Marines, dove chi non muore e non si rompe nei percorsi ad ostacoli (fatti proprio per non essere superati!) riceve alla fine la sua gloria, anzi il suo Brevetto!!

3 commenti:

  1. CaroBrontolo grazie ! Finalmente ! Ci mancava un nuovo guru ! Grazie all'illuminato pervaso, solo lui , dallo Spirito Santo. !

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    1. Guru mi sembra la parola giusta, specie per direttori spirituali (?) anonimi..

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