ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 11 settembre 2015

Abbandonare questa barca ??

Fuggiamo dalla misericordia 

… la misericordia è elargita a tutti, meno che alle vittime immediate dello sfacelo programmato dalla ideologia bergogliana. … nessuno si è ricordato dei piccoli, dei figli che sempre più numerosi  saranno schiacciati dall’ormai universale disegno di destrutturazione della famiglia. Segno che è ritenuta più importante ancora una volta la benevolenza del mondo delle passioni effimere.

di Patrizia Fermani

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La misericordia era il pugnale a lama corta triangolare o quadrata che poteva passare l’armatura  e serviva per dare il colpo di grazia al cavaliere colpito e disarcionato  o per ottenerne la resa.
La Chiesa  non godeva di buona salute,  già da quando si era messa a flirtare con quel  mondo che per secoli aveva  cercato di guidare e redimere, e di cui  è poi diventata a poco a poco la compagna patetica, disprezzata  eppure  sempre più comprensiva e servizievole. Non era mancato  qualche rigurgito di orgoglio  da parte di questo  o quel papa, subito scoraggiato dalla fronda interna di vescovi e di preti.
La stragrande maggioranza di costoro seppellì le encicliche che infastidivano il mondo, e nessuno  più lesse gli atti della Congregazione per la dottrina della Fede, alla quale era stato cambiato il nome perché  apparisse ora come  una specie di istituzione accademica  e nessuno di sentisse  intimidito da quella  sua  autorità superiore  e da quei  giudizi  che avrebbero dovuto restare incontrovertibili.
Quando lo strapotere del mondo si è fatto più minaccioso e perverso, questa chiesa ha pensato che non  valesse più la pena neppure di giocare su due tavoli, e continuare a fare finta di difendere la fede perduta,  ma occorresse  dimostrare, d’ora in poi, di volere essere  solo un’amante devota e fedele. Così è stato chiamato Bergoglio che sapeva come portare a termine la  liquidazione del cattolicesimo,  per averla già sperimentata con successo  nel proprio paese.
L’arma letale per consegnare al mondo le spoglie della chiesa cattolica è stata individuata subito  nella  indulgenza generica e gratuita da elargire a piacimento secondo le esigenze del mercato,  ed è bastato  rivestirla  con i panni  contraffatti della misericordia, per accontentare il mondo e tranquillizzare quelli che volevano continuare a sentirsi in armonia con la chiesa senza fare la fatica di porsi troppe domande.
La misericordia secondo Bergoglio è stata la trovata geniale con cui prendere addirittura tre piccioni con un  colpo solo: la demolizione della chiesa, il favore del mondo, e la condiscendenza di quelli che volevano  continuare a sentirsi cattolici fedeli. La misericordia  ha cominciato ad essere spesa a piene mani  con successo, centrando tutti gli obiettivi.
Ma c’era sul tappeto la questione del Sinodo sulla famiglia, organizzato con il proposito di formalizzare la  trasformazione ufficiale della morale famigliare, ma che ha incontrato una forse inaspettata corrente risalente in senso contrario. Per evitare che l’ingranaggio si bloccasse, ecco l’dea di anticipare la demolizione del matrimonio cattolico giocando sia sullo snellimento misericordioso della procedura, che per principio non gode mai la simpatia della gente, sia sulla moltiplicazione delle cause di nullità del matrimonio.  Ma la procedura è normalmente funzionale alla serietà della materia trattata, e qui essa era stata stabilita  per sottrarre il sacramento al capriccio e alla manipolazione dei singoli interessati. Mentre  la moltiplicazione cervellotica delle cause di nullità, sempre in nome della misericordia, costituisce una manomissione diretta e arbitraria della istituzione sacramentale, cioè di una  materia indisponibile.
Su questo arbitrio applicato a sostanze religiose ha scritto in modo chiarissimo il prof  De Mattei (clicca qui). Tuttavia ci sono almeno  due aspetti  particolarmente interessanti su cui  forse vale la pena di ritornare.
Anzitutto, se la pubblicazione dei due Motu Proprio vuole essere senz’altro il colpo di grazia dato alla chiesa cattolica per dimostrare la sua resa senza condizioni al mondo impegnato nella  folle corsa verso il nulla,  non bisogna trascurare neppure il modo, la mossa a sorpresa con cui esso è stato inferto, cambiando  le regole del gioco: un colpo basso mirato a spiazzare in anticipo quella opposizione che si prepara a difendere la morale cattolica al  Sinodo. Un fendente brutale, preparato già con l’instrumentum laboris dell’anno scorso, dove si  auspicava lo snellimento delle procedure  facendo vagheggiare l’idea che una cosa di poco conto come la validità del matrimonio canonico non meritasse la competenza  di giudici di professione. Il tutto, mentre era già stata  decisa la rimozione del cardinale Burke dalla Segnatura Apostolica. Si tratta dunque di una regia studiatissima di cui nulla è stato lasciato al caso ma che ora ha puntato soprattutto a mettere fuori gioco i possibili avversari.
 Bergoglio ha dimostrato fin dall’inizio una volontà di ferro nel perseguire il proprio disegno eversivo, ma anche  una  scaltrezza  piuttosto grossolana nel  realizzarlo. Tanto grossolana da non essere percepita dalle masse che l’hanno scambiata per difetto di artificio culturale. Ma ora l’iniziativa  di accelerare improvvisamente i tempi, in base al principio che chi colpisce per primo colpisce due volte, è stata elaborata da consiglieri in grado anche di padroneggiare con disinvoltura il cinismo raffinato e quasi beffardo delle parole con le quali sono state avvolte  le intenzioni. Prima fra tutte, questa misericordia capace di coprire anche il gioco sporco, perché essa è a vantaggio del popolo e il popolo non ha di che lamentarsi.
Ma è proprio l’uso della misericordia che smaschera e tradisce le intenzioni. E anche questo non può passare inosservato. Qui infatti la misericordia è elargita a tutti, meno che alle vittime immediate dello sfacelo programmato dalla ideologia bergogliana. Infatti in tutto questo tripudio di intenzioni misericordiose,  nessuno si è ricordato dei piccoli, dei figli che sempre più numerosi  saranno schiacciati dall’ormai universale disegno di destrutturazione della famiglia. Segno che è ritenuta più importante ancora una volta la benevolenza del mondo delle passioni effimere.
Nei lineamenta per il Sinodo di ottobre ci si preoccupa ipocritamente delle vittime delle famiglie disunite, e si sollecita una particolare cura pastorale per loro. Però non ci si cura di  fare il minimo cenno alla cause del fenomeno dilagante delle famiglie dissolte, prima fra tutte alla perdita diffusa del senso e della importanza della stabilità del matrimonio. Del resto già da tempo quelle cause non vengono più ricordate neppure dai sacerdoti, per non disturbare la società gaudente che le coltiva.
Alla luce della nuova disciplina matrimoniale, se e quando verrà realizzato questo piano di particolare cura pastorale verso le famiglie separate, avremo lo scenario tragicomico di pastori dediti ad assistere le vittime delle disgregazioni familiari che sono state incoraggiate dalla Chiesa con l’ abolizione programmata del sacramento del matrimonio.
Questa misericordia  cieca, debordante, incontinente e incontenibile, che non risparmia  apparentemente nessuno e che assicura a tutti la licenza per tutto, finirà per affondare la chiesa e la società nelle stesse sabbie mobili.
A noi che guardiamo disincantati un  naufragio programmato, non resta che abbandonare questa  barca e cercare di mettere in salvo quello di cui non possiamo essere espropriati: la capacità di leggere la realtà del bene e del male e la volontà di trasmetterla senza sottintesi e senza incertezze.

 –  di Patrizia Fermani


Inquietudini sul prossimo Sinodo


Riguardo al prossimo Sinodo devo riconoscere che emergono inquietudini diffuse. Alcuni temono che le risposte, date dai circoli “progressisti” al sondaggio di opinioni inviato dalla Segreteria, possano sbilanciare l’orientamento sinodale (e io sottolineo, invece, che solo i Vescovi possono determinare tale orientamento).
Altri temono che i Vescovi tedeschi, che hanno già preso partito, possano trascinare i voti degli altri: e io rispondo che neppure i Vescovi tedeschi sono compatti, anche se alcuni fanno la voce grossa con toni ricattatori.
Pure se la maggioranza sinodale (già manifestatasi progressista) diventasse numericamente qualificata, non sarebbe per questo in grado di imporsi al Pontefice, per il quale il Sinodo è solo consultivo.
Escludo, del resto, che i Vescovi dimentichino il supporto fisico dell’identità sessuale, per quanto peso riconoscano al complesso culturale; escludo che i Vescovi dimentichino i fini essenziali del matrimonio.
Alcuni temono derive lassiste sul piano morale, ossia che i Vescovi cedano sul principio (machiavellico!) che il fine giustifica i mezzi o che il riconoscimento del disordine non implichi di ristabilire l’ordine o che l’importanza dei beni materiali o temporali sopravvanzi i beni morali.
Francamente mi sembrano timori infondati perché nel Sinodo ci sono i rappresentanti degli episcopati ortodossi, che non sono affatto timidi e non si lascerebbero sopraffare dalle pretese dei lassisti.
Don Ennio Innocenti

6 commenti:

  1. Ma chi vuoi ancora prendere per il c**o, Innocenti? Poi domani ci racconterai che in effetti la Duna ha design e interni più curati di una SLK AMG, e un motore più performante?!? Ma vai a nasconderti!

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    1. Non penso proprio che voglia prendere in giro qualcuno.
      La sua visione é molto più ampia e profonda della politica ecclesiastica attuale e passata (basta leggere i suoi libri, ad esempio Fatima-Roma-Mosca, per comprenderlo), molto diversa dal politichese modernista e anche.. tradizionalista.
      E' Mariano, fino al midollo.
      Non si deve dimenticare poi che é bastato un solo Santo Atanasio, per sconfiggere l'arianesimo di tutti gli altri vescovi...

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    2. I "vescovi" hanno già ceduto su tutto. Basta il rifiuto di un solo iota per rigettare tutta la Verità. Il conciliabolo ha contraddetto il dogma, finchè non si rimedia a ciò il resto sono parole al vento e prese per i fondelli! Hanno tradito Cristo, ho si convertono o la chiesupola che hanno fondato sarà distrutta insieme a loro! Basta ciance, SOLO la Verità ha diritto di cittadinanza ogni altra opinione è vergognosa frottola!

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    3. Cerchiamo di non esagerare! Non è vero che riguarda tutti i vescovi! e che " Il conciliabolo ha contraddetto il dogma": si sono ben guardati dal farlo anzi hanno detto e scritto il contrario!, salvo poi fornicare in 3D.
      E' un problema loro che se la vedranno faccia a faccia con NSGC.
      Ma questo non significache debba diventare anche nostro problema

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  2. Non solo hanno abbandonato il loro gregge, ma questi sedicenti svergognati pastori, lo hanno percosso, tradito, gettato nelle fauci del lupo, avvelenato... ed hanno ancora il coraggio di parlare! Dimostrino coi fatti la loro buna fede, questi stramaledetti parolai! Come osano continuare pervicacemente con questi teatrini, sano o non sanno che per ciascuna delle pecore loro affidate Cristo a sparso fino all'ultima goccia del suo Sangue???? Vergogna! Miscredenti e apostati che non siete altro. Ci avete derubato di tutto quanto è più prezioso e ancora parlate. Abbiate la decenza di tacere e semmai di mettervi tutti nelle piazze delle vostre diocesi col capo cosparso di cenere e vestiti di sacco. Avete chiesto scusa a cani e porci, quando vi degnerete di rivolgere delle sincere scuse a quanti davvero le meritano! Vigliacchi, macellai, non pastori!

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    1. e le scuse fatele a nome vostro, non della Chiese, a nome e cognome vostro!!!

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