ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 21 settembre 2015

Gli acidi della modernità

 La vera e falsa morale in Fulton Sheen


"Molto tempo fa, molto prima dell'arrivo dei Modernisti del ventesimo secolo, Mosè salì sulla montagna a pregare, e vi rimase quaranta giorni e quaranta notti, a conversare con Dio. Ora, il popolo rimasto laggiù - il popolo veramente progressivo, entusiasta della vita comoda - si ribellò all'autorità di Mosè e contro l'antichissima idea di un Dio Sovrano, e perciò si rivolse ad Aronne dicendogli: "Facci degli dèi che noi possiamo seguire. Perchè in quanto a questo Mosè, l'uomo che ci fatti uscire dall'Egitto, non sappiamo che cosa gli sia capitato" (Esodo 32).  Ecco espressa con parole diverse, la prima parte dell'invocazione moderna. Quale altra diversità, all'infuori di quella del linguaggio? Che differenza corre tra il dire: "Non sappiamo che cosa gli sia capitato" e: "Gli acidi della modernità hanno dissolto la morale antica"?

Ma proseguiamo con la storia. Ed allora il popolo raccolse i gioielli e le pietre preziose, ed Aronne fece un Vitello d'Oro, davanti al quale essi s'inchinarono in adorazione dicendo: "Sono questi, Israele, gli dèi che ti hanno fatto uscire dalla terra d'Egitto", ed iniziarono in tal modo la loro maturità (in verità è immaturità), diventando disinteressati e distaccati (l'egoismo) dal Dio di Mosè, e stretti al dio Api. Torno a ripetere, vi è poca differenza tra Aronne, che raccoglie qui un anello e là un orecchino per fonderli e costruire il vitello, ed un moderno Aronne che raccoglie qui un frammento di psicologia e là un grammo di psicanalisi per fonderli in un moderno Vitello d'Oro che si chiamerà, per esempio, "Introduzione alla Morale", ed il dire: "Questi sono gli dèi che ci faranno uscire dalle tenebre delle antiche fedi e dei vecchi credi..."
S'è detto questo a prescindere dal valore intrinseco della nuova morale che ci viene presentata... e lo si è detto solo per mettere in evidenza il fatto che non esistono "gli acidi della modernità"; sono infatti gli stessi che esistevano sin dai tempi più remoti, sia che si tratti dell'acido solforico, o di quello dello scetticismo. La modernità del pensiero è del tutto inesistente; vi è soltanto l'antichità con nuove etichette, come a dire, proclamata da nuovi annunci pubblicitari. La modernità appartiene soltanto al mondo della meccanica: nel mondo della morale non vi è nulla di nuovo. (...) Lamentele contro la morale tradizionale non presentano alcuna novità, se non quella di dare alla lamentela contro Mosè una "nuova carnagione" nel senso usato oggi dagli specialisti di cosmesi, i quali iniziano la loro pubblicità chiedendo al pubblico: "quale carnagione volete avere oggi?". Non le hanno però dato una nuova faccia -  hanno semplicemente dato una nuova etichetta ad un vecchio errore..." (1)
Abbiamo voluto iniziare con questa "presentazione" integrale del grande e Venerabile Vescovo Fulton Sheen, quale introduzione al tema che ci siamo prefissati di snocciolare, sfogliare con voi sempre attraverso le sue parole, per comprendere non solo la predicazione profetica di questo grande Vescovo della Chiesa Cattolica, ma anche per aiutare noi oggi a ritrovare il vero senso della morale troppo confusa con un becero moralismo attraverso il quale si sta imponendo, piuttosto, tutta una gamma di pretesti sulla nuova antropologia che stanno finendo di distruggere la famiglia e l'uomo stesso.
"E' bene ricordare - spiega Fulton Sheen - che esistono due generi di maturità: la maturità fisica e quella spirituale... (..) Non è morale il sistema  che matura l'uomo soltanto nei suoi rapporti sociali, e nei suoi bisogni fisici, lasciando languire e deperire ed atrofizzarsi in lui quegli ideali che lo differenziano dagli animali e dalle stelle... (...) si fornisce una maturità all'uomo che va a letto, mangia, beve, gioca a golf, frequenta le conferenze, legge i giornali, spende, acquista o vende, ma non la fornisce dell'essenziale, non la fornisce all'uomo che abbia dei pensieri che trascendono quegli atti, che abbia una coscienza retta, che si pone delle domande sulla sua esistenza, o che cosa esiste al di là delle stelle, all'uomo che perde il sonno a riflettere sulla verità e sulla vera giustizia...."  
La meta di questa morale - spiega a ragione Fulton Sheen - è rappresentata dall'orologio del calendario. E' la maturità che porta alla decadenza, alla morte, al dissolvimento. E ciò che in modo irrefutabile dimostra che non si è minimamente curata della moralità dello spirito è che applica il concetto di maturità del corpo solo alla Standard Oil Company, al Parlamento, al sesso, agli affari, all'edonismo, al narcisismo, fino anche al matrimonio arrivando a distruggerlo.
"Il Cristo offre una cosa e lo spirito del mondo ne offre un’altra, per questo noi cattolici rischiamo di rimanere strozzati tra il meccanismo dell’offerta e della domanda, della domanda e dell’offerta...." così presentavamo un prezioso tascabile - vedi qui -(2) portando come prova una sorta di aggiornamento dei Vangeli, e quindi un aggiornamento della vera morale e dell'autentica moralità, che spiegano, ad esempio, nel freddo linguaggio terra terra della vita di oggi, come questa falsa morale si può riassumere nella nuova rilettura del Vangelo: "se non diventerete dei vecchi dentro, se non ucciderete lo spirito che è in voi, non entrerete nel Regno dei Cieli"....
Sarebbe bene che avesse considerato con più maggiore attenzione - spiega ironicamente Fulton Sheen - l'Uomo che fondò l'autentica morale ed una religione basata piuttosto sulla maturità dell'infanzia, e che fece meravigliare i veri uomini maturi col dire saggiamente: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli...» (Mt.18,2-5).

Le due parole dell'autentica maturità dell'uomo sono chiare: convertirsi per diventare...
se non c'è la conversione non c'è quel diventare, e se non avviene quel diventare non c'è alcuna maturazione, e invece di diventare davvero come quei "bambini" del brano del Vangelo, ci si invecchia dentro, uccidendo lo spirito. Come infatti spiega lo stesso Sant'Agostino nelle sue Confessioni, il diventare "bambini" non s'intende certo in quanto il fanciullo ignori tutto della vita alla sua età ed è fortemente egoista perchè, giustamente, deve difendere la sua giovane esistenza e di tutto ha paura, oppure è egoista perchè avoca a se il possesso di un giocattolo che gli appartiene. Il diventare come "bambini", spiega il Santo d'Ippona, sta in quel fidarsi di Dio, sta in quel fidarsi di Gesù che ha parlato rivelando a noi il progetto di Dio, in quel fidarsi come - appunto - si fida un bambino della madre, o del neonato che non conoscendo nulla della vita che lo circonda sa istintivamente dove attaccarsi per il suo sostentamento; istintivamente cerca e trova le mammelle che gli daranno la vita, il sostentamento, ma dalle quali un bel giorno dovrà staccarsi per mangiare da solo, pur rimanendo accanto, fedele, a chi ha dato lui la vita terrena, a chi l'ha nutrito, a chi l'ha amato crescendolo.
L'immagine del "bambino" che Gesù ci offre contiene  entrambe le maturità e del corpo e dello spirito: si cresce e si matura curando il corpo e staccandosi dalle mammelle che nutrono in età neonatale, e si cresce e si matura curando lo spirito se si rimane legati alla Madre... non è un caso se tra i Comandamenti troviamo quello dell'onorare il padre e la madre! Senza questa onorabilità che significa anche obbedienza (obbedienza a chi ti ha dato la vita del corpo, come l'obbedienza a chi ti ha dato anche lo spirito), non c'è maturità, ma regressione allo stato infantile che non è quello che intendeva Gesù nel vero Vangelo.
Tornando a Fulton Sheen egli spiega poi come la nuova morale provveda esclusivamente alla maturità fisica, al benessere fisico, al benessere per i rapporti sociali con i suoi simili ma curando esclusivamente l'aspetto economico, quello del tornaconto, la famosa "pace mondana" (Gv. 14,27) per ridurre al minimo conflitti, discordie e attriti con gli altri uomini, ma il tutto sempre mirato a personali e terreni tornaconti. Questa nuova morale genera di fatto desideri meschini, che a volte rovinano anche l'uomo più onesto perchè conducono inevitabilmente a degli interessi egoistici, e tutte queste considerazioni infatti non le ragiona colui che sulla nuova morale investe la propria esistenza, al contrario, tutto questo può essere preso in seria considerazione soltanto da chi vive una moralità con le due travi insieme "l'orizzontale e la verticale", la vecchia morale disinteressata.
"Questa morale moderna - dice Fulton Sheen - si potrebbe paragonare ad un padre, il quale, ansioso di sfuggire al pagamento della tassa di successione con un gesto "disinteressato", fa donazione in vita della proprietà ai figli, cadendo con ciò in un peccato di egoismo civico..."
A chi oggi è pressato dalle tasse, e le paga davvero (qui Fulton Sheen parlava negli anni '50, forse oggi non avrebbe usato questo paragone), forse questo paragone non piace molto, ma il meccanismo non cambia, il principio di tale sistema morale parte da una forma di egoismo sociale, indipendentemente dal torto o dalla ragione perchè, tale ragione è generata da una morale soggettiva (non mi va di pagare quella tassa di successione, io la trovo ingiusta), mentre una morale individuale oggettiva si cura del benessere di ciò che sta fuori dal suo campo d'azione ma che ben conosce essere il benessere sociale (allora pago le tasse perchè è giusto farlo come rammenta San Paolo Rm.13,7).
Ma in questo discorso c'è quel "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" (Mt.22,17-22), dove è finito quel dare a Dio ciò che è Suo e gli appartiene? Quando il Signore Gesù dice: «Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? (..)  Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.  Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena..» (Mt. 6,25-34), Egli non dava semplicemente una dottrina morale, piuttosto annuncia un principio di "ottima igiene", come spiega mons. Fulton, diceva in sostanza Gesù che l'unico modo per giungere a sviluppare l'io sta nel dimenticare sè stessi; che per giungere alla vera maturità sia fisica quanto spirituale, insieme e armonicamente, sta nel non fissarsi, non fermarsi ai disturbi corporali che imprigionano l'io, mentre il "disinteressarsi" ci conduce a cercare ben fuori dell'io per trovare Colui che tutto sostenta: Dio.
Gesù in quella risposta: "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio", accende piuttosto l'interesse per una autentica comunità civile - spiega mons. Fulton - il quale, appunto, è cura anche per l'egoismo personale e spinge perciò l'uomo a dare a Cesare quel che gli è dovuto in quel "dare e avere" che si genera in ogni circolo sociale; e a Dio un ritorno di ciò che già era Suo: l'uomo, la sua anima, il soffio vitale che lo anima, i talenti che possiede...
Da questo comprendiamo bene allora cosa sta accadendo nelle nostre società odierne: le tasse sono triplicate, Cesare prende molto di più di quanto gli spetta e offre sempre meno servizi e soprattutto stravolge le Leggi divine a tal punto che l'uomo non sta più "dando a Dio" quanto Gli è dovuto, anzi, con le nuove leggi di Cesare si uccidono i doni di Dio, si uccide per legge la vita umana, si uccide l'uomo con l'eutanasia, lo si impoverisce dei suoi talenti perchè non trova più lavori dignitosi, non trova lavoro, si sta stravolgendo l'uomo - maschio e femmina - così Dio li ha creati pensando di poterlo fare ma che, in verità, come ebbe a dire Fulton Sheen: " Lamentele contro la morale tradizionale non presentano alcuna novità, se non quella di dare alla lamentela contro Mosè una "nuova carnagione" nel senso usato oggi dagli specialisti di cosmesi, i quali iniziano la loro pubblicità chiedendo al pubblico: "quale carnagione volete avere oggi?". Non le hanno però dato una nuova faccia -  hanno semplicemente dato una nuova etichetta ad un vecchio errore...", oggi possiamo davvero aggiornare questa frase in questo modo: "quale sesso volete avere oggi?". Non le hanno però dato una nuova sessualità -  hanno semplicemente dato una nuova etichetta ad un vecchio errore..."
Ma Gesù al rappresentate di Cesare - Pilato - aveva già detto: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande» (Gv.19,4-15), Pilato cerca così di sfoggiare il suo senso della morale cercando di liberare Gesù. Per tre volte lo riconosce innocente, e lo dice, ma la morale sociale diventa più forte di quella spirituale e alla fine cede al compromesso "lavandosene le mani", la morale "egoistica" ha il sopravvento. E' quello che sta avvenendo oggi con questa falsa morale sulla nuova antropologia dell'uomo.
Cesare moderno e i suoi rappresentanti hanno definitivamente dissociato  la morale individuale da quella sociale, ma per lavorare davvero per il bene della società e dell'uomo - spiega Fulton Sheen, si deve gioco forza essere letteralmente trascinati dall'entusiasmo verso "qualche cosa" di esterno alla società stessa. L'umanesimo dissociato da Colui che è l'unico e vero modello di ogni uomo (un Dio fatto uomo) non solo è deleterio e velenoso e nocivo per l'uomo, ma da solo neppure basterebbe a risolvere il dramma sociale e culturale del nostro tempo perchè, il vero e disinteressato "distacco" dalla società che stritola, lo possiamo avere laddove si concretizza l'attaccamento a Dio. Non si scappa.
Per questo Gesù dice:" Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.." questa - spiega mons. Fulton - è l'unica vera strada per costruire una società giusta. Un corpo senza vita può galleggiare, indubbiamente, può seguire una corrente, può "tenersi al corrente", ma resistere alla corrente, persino a quella della opinione pubblica, è proprio e solo di un corpo vivo e non morto!
Vi sono molti altri sistemi che "galleggiano" - conclude Fulton Sheen -, nuove mode che seguono le correnti, ma sono già morti e non se ne sono ancora accorti. La loro "nuova morale" diventerà vecchia, allora la nuova carcassa verrà gettata in fiume e gli avvoltoi vi andranno a nutrirsi; e quando la notte sarà giunta al termine, ed il sole si sarà affacciato alle colline orientali, vedremo il Cristo camminare sulle acque e tutto sarà finito.
Sia Lodato Gesù Cristo +
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1) da "Menzogne e verità" del Venerabile Vescovo Fulton Sheen - 1953
2) di Ester Maria Ledda " Aggiornamento per tutto. Compresi i Vangeli", per l'acquisto vedi qui
Fulton John Sheen, nato Peter John (El Paso, 8 maggio 1895 – New York, 9 dicembre 1979), è stato un arcivescovo cattolico e scrittore statunitense. È stato uno dei primi e più celebri telepredicatori cattolici, prima via radio e successivamente per televisione.
Il 20 settembre 1919 è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Peoria, nell'Illinois, città nella quale si era trasferito giovanissimo con la famiglia. Ha compiuto i propri studi universitari presso l'Università Cattolica d'America, a New York e successivamente, nel 1923, ha ottenuto il dottorato in filosofia all'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio.
In questa veste, tra il 1962 e il 1965, partecipò come padre conciliare a tutte e quattro le sessioni del Concilio Vaticano II.
Il 21 ottobre 1966 papa Paolo VI lo ha nominato vescovo di Rochester, dalla quale rassegnò le dimissioni per raggiunti limiti d'età il 6 ottobre 1969; quello stesso giorno e fino alla sua morte è stato arcivescovo titolare di Newport.
È morto il 9 dicembre 1979 per problemi cardiaci, all'età di 84 anni. Due mesi prima aveva incontrato Giovanni Paolo II che, con sua sorpresa appena entrato nella Cattedrale, il Papa (in viaggio appunto negli USA) lasciati i protocolli, gli andò incontro abbracciandolo davanti a tutti, dicendo poi che era stato un suo attento ascoltatore nelle prediche televisive e radiofoniche.
Il suo corpo riposa nella cripta della cattedrale di San Patrizio a New York.
Nel 2002 sono state aperte le pratiche per la canonizzazione, ricevendo pertanto l'appellativo di Servo di Dio, mentre il 28 giugno 2012 papa Benedetto XVI ne ha dichiarato le virtù eroiche attribuendogli così il titolo di Venerabile.

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