ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 14 settembre 2015

Parodia dell’autentico ecumenismo

Il cosmopolitismo massonico & il subalterno delirio cattolico 

Il buonismo sfrenato ha probabile origine dalla irragionevole censura delle notizie intorno alla dottrina islamica e ai crimini da essa ispirati in ogni tempo e luogo. Nell’incauto buonismo di Bergoglio appare l’effetto della cervellotica censura del magnifico discorso di Benedetto XVI a Ratisbona. Un atto di autolesionismo conciliare che (temiamo) in futuro sarà pagato a caro prezzo dai cattolici europei.

di Piero Vassallo
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zzzzscdParodia dell’autentico ecumenismo, il cosmopolitismo è generato dall’illuminato rifiuto (cartesiano, spinosiano, kantiano, hegeliano, heideggeriano, rahneriano) della verità di ragione e dalla massonica utopia intorno a una pace universale, che si potrebbe ottenere magicamente dalla festosa ma innaturale fusione di etnie guidate da pensieri religiosi e sentimenti tra di loro irriducibili.
L’armonioso progetto (o sogno o incubo) contempla – in una nuvola esoterica – etnie  animate dal risentimento nutrito dalla memoria di presunti crediti  storici, da riscuotere nei paesi ospitanti, ad esempio la cacciata dei mori dalla Spagna e la bruciante umiliazione dei turchi a Lepanto,
Il qualunque uditore della sacra ma non santa musica cosmopolita – cioè iniziatica – potrebbe facilmente capire che il babelico trasferimento di popoli appartenenti a culture irriducibili quando non strutturalmente conflittuali, in un unico territorio può produrre soltanto due incresciosi risultati: o la tirannia del popolo migrante sul popolo ospitante, o una strisciante guerra di civiltà e/o di religione.

Purtroppo il volume della musica iniziatica è talmente alto e pio da confondere e alterare il pensiero dei comuni uditori e quello degli uditori investiti di autorità spirituale o politica.
Insieme con il popolo plagiato dal lacrimoso urlo dei tele-pifferai, la setta onusiana ha fatto retrocedere all’infanzia utopiana anche capi di governi e deboli pastori di anime. Coatto dal destino che rovescia la fedeltà alla Casa Bianca nella figura di Alberto Sordi americano a Roma, Matteo Renzi – la voce infantile/servile del padrone d’oltre Oceano – ha sferrato un attacco violento e sciocco (di una piramidale sciocchezza) contro i cittadini che diffidano degli immigrati islamici, avanzanti in masse che costituiscono un ideale rifugio per i terroristi.
La inavvertita malvagità massonica ha messo radice nella indifesa gola del primo ministro e lo ha persuaso a gridare un enorme insulto al partito del senso comune.
Imbarazzanti sono anche i continui, lacrimosi inviti di Bergoglio ai fedeli affinché si  dedichino alle finte pratiche di solidarietà suggerite dalle agenzie della inimica vis.
Gli scenari proposti dall’alloggio di famiglie islamiche nelle parrocchie e nei conventi fanno pensare a una promiscuità gravida di furenti liti teologiche da ballatoio.
Si ha l’impressione che nello squillante e incontrollato buonismo di Bergoglio si agiti l’intenzione di dannare la memoria del papa di Lepanto, il preconciliare San Pio V e di  attenuare se non liquidare la dottrina tradizionale che contempla il Dio fatto carne, cui fu detto “tu solo hai parole di vita”.Affermazione che esclude il riconoscimento della verità delle religioni non cattoliche a cominciare da quella di Maometto.
La squallida kermesse di Assisi non ha alterato i confini dell’ecumene propriamente detto. Il buonismo sfrenato ha probabile origine dalla irragionevole censura delle notizie intorno alla dottrina islamica e ai crimini da essa ispirati in ogni tempo e luogo.
Nell’incauto buonismo di Bergoglio appare l’effetto della cervellotica censura del magnifico discorso di Benedetto XVI a Ratisbona. Un atto di autolesionismo conciliare che (temiamo) in futuro sarà pagato a caro prezzo dai cattolici europei.
Si osa sperare che la destra apra l’ombrello dell’intelligenza cattolica e si sottragga alla alluvionale pioggia di suggestioni esoteriche e cripto massoniche.
I rumori della confusione ostacolano il cammino di una destra che tenta di uscire dalla alienazione culturale causata da Armando Plebe e dalla menomazione generale attuata da Gianfranco Fini.
Non è infatti pensabile una efficace resistenza alla rovinosa ideologia buonista che non sia confortata dalla fedeltà alla autentica filosofia politica e alla genuina tradizione italiana.
Priva della conoscenza del pensiero di San Tommaso d’Aquino, di Giambattista Vico e di Cornelio Fabro la cultura e la politica della destra non possono andare lontano.
L’ostacolo da affrontare e superare è la distorsione della scienza politica e della morale compiuta o tollerata dai progressisti cattolici. E’ impensabile che la confutazione dell’ideologia a monte della politica del ragazzo Matteo, sia attuata da politici formati dall’esercizio comiziale e dalle letture di romanzi d’area.
Il comizio conforme al pensiero strutturalmente debole esclude infatti l’esistenza di un solido fondamento culturale.
Lo studio della storia della sinistra cristiana (oggi al potere con il suo ectoplasma Renzi) dimostra l’esistenza di un vasto retroterra, abitato dagli ispiratori e dai redattori delle riviste Terza generazione, Cronache sociali Ricerche [1].
Nella destra italiana, prima della disgraziata gestione di Fini, militarono studiosi d’altro profilo, capaci di contrastare efficacemente l’errore catto-progressista [2].
Ora la credibilita’ e l’efficacia della destra, dipendono dalla capacità di andare oltre la cultura comiziale e di stabilire un corretto rapporto con i testi della cultura tradizionale.
Per abbattere il potere dei neo-comunisti e dei cattolici modernizzanti è indispensabile colpire il loro piedistallo, che è costituito dal pensiero dei Maritain, dei Dossetti e dei La Pira.
In ultima analisi occorre conoscere le fonti del progressismo cattolico e frequentare assiduamente i testi della antitetica cultura tradizionale.
L’elusione dello studio serio trascina le velleità della destra Hobbit nelle sabbie mobili nelle quali è affondata la politica almirantiana & finiana.
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[1]  Fra i tanti  autorevoli interpreti si segnalano Jacques Maritain, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Felice Balbo, Gianni Baget Bozzo, Claudio Leonardi, Bartolo Ciccardini, Ubaldo Scassellati, Gino Giugni, Claudio Napoleoni, Franco Rodano.
[2]  Balbino Giuliano, Carlo Costamagna, Marino Gentile, Carmelo Ottaviano,  Vanni Teodorani, Ernesto De Marzio, Gino Sottochiesa, Giuseppe Sermonti, Giano Accame, Fausto Gianfranceschi, Fausto Belfiori,  Silvio Adorni, Attilio Mordini, Giovanni Torti, Carlo Casalena, Silvio Vitale, Giuseppe Tricoli, Primo Siena, Roberto De Mattei, Gaetano Rasi, Pucci Cipriani, Lino Di Stefano, Pietro Giubilo, Marco Solfanelli, Tommaso Romano, Pino Tosca, Alberto Rosselli, Angelo Ruggiero, Piero Samperi ecc..
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fonte: blog dell’Autore

– di Piero Vassallo



Redazione
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