ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 22 settembre 2015

Tutta colpa del socialismo?

Tutta colpa del socialismo

L’America sale sul carro del Papa dal lato sinistro (ma occhio alle sorprese)

Francesco arriva a Washington, accolto come eroe socialisteggiante dai progressisti. L’imbarazzo dei conservatori

Papa Francesco a Cuba (foto LaPresse)
New York. La settimana scorsa anche il candidato socialista Bernie Sanders ha agitato il suo pugno chiuso in direzione del Vaticano: “Il denaro deve servire, non governare”, ha detto, citando Francesco, “e io sono d’accordo con lui”. Sanders parlava a un comizio, al solito gremito, alla Liberty University, college evangelico della Virginia dove giusto qualche mese fa un Jeb Bush in ermellino ha fatto un appassionato discorso sulla libertà religiosa, area su cui la visione della sinistra liberal non converge affatto con quella della Santa Sede.
Ma l’arrivo di Francesco oggi a Washington apre ufficialmente la corsa dei ranghi politici a saltare sul carro papale, operazione che appare più agevole dal lato sinistro che da quello destro. Il magazine Mother Jones, organo della sinistra antisistema, scrive che la visione economica del Papa è così radicale che “distruggerà quella di Elizabeth Warren”, senatrice ed eroina della sinistra radicale. Segue ragionata selezione di aforismi socialisteggianti presi qua e là dal magistero bergogliano, dall’ineguaglianza che è “frutto di ideologie che difendono l’assoluta autonomia dei mercati e della speculazione finanziaria” alla “nuova dittatura” generata dalla “idolatria del denaro”. “Papa Francesco – scrive Mother Jones – dirà ai membri del Congresso la verità, e la cosa non gli piacerà affatto”, perché il messaggio del Pontefice si colloca nell’ambito non tanto delle verità extrapolitiche ma in quello del movimentismo extraparlamentare.


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Se la Casa Bianca è molto accorta nel depoliticizzare Francesco, ritagliandoli un ruolo di riverito leader morale e spirituale per evitare di trovarsi invischiata in un imbarazzo politico se il Papa dovesse uscire – e non sarebbe una novità – dalla comfort zone per avventurarsi nelle ampie, enormi aree di disaccordo fra la Santa Sede e la Casa Bianca (“Non sappiamo cosa dirà il Papa fino al momento in cui lo dice”, ha detto Charles Kupchan, del Consiglio per la sicurezza nazionale: un complimento alla personalità indipendente di Francesco che tradisce un’apprensione squisitamente politica) la sinistra con il turbo non ha nulla da perdere in questo arrembaggio ideologico alla papamobile. Per converso, i conservatori sono bloccati dalle premesse e distinguo che devono anteporre a qualunque parola di apprezzamento per Francesco. Vale innanzitutto per i congressmen che si sono dichiarati “prima repubblicani e poi cattolici”, ma è una difficoltà che riguarda l’intero lato destro dell’emiciclo.

L’opinionista George Will sul Washington Post ha dato voce a tutti quelli che danno una coloritura morale al capitalismo, spiegando che il mercato, non le tasse e il welfare di Sanders, è la vera cura alla povertà contro cui si batte Francesco: “Con lo zelo del convertito, abbraccia idee immancabilmente alla moda, false e profondamente reazionarie. Quest idee devasterebbero i poveri che dice di rappresentare, se soltanto le sue prescrizioni politiche non fossero tanto implausibili quanto le sue diagnosi sono stridenti”, ha scritto Will, producendo una ponderosa argomentazione sui benefici del mercato per i poveri.
di Mattia Ferraresi | 22 Settembre 2015


Il Papa Ecologico

Fatti i calcoli, qualche agenzia ha stabilito che oggi gli Stati Uniti sono il Paese più ateo del mondo.
Sia o no vero, certo è che di lì è venuta la la protesta più forte contro il Papa Ecologico dopo l’enciclica “Laudato sii”: si pretende che il Papa non si occupi di questo.
Io credo che la protesta sia segretamente diretta contro il tentativo papale di rimettere al primo posto l’ordine e la gerarchia contro il primato del Caso premiato dal Nobel.
Infatti oggi si insegna in tutte le scuole che il mondo è fatto a Caso (e questa è la base per annientare la differenza di genere e la famiglia).
La strategia apostolica è di ristabilire anzitutto il primato di Dio Ordinatore e Trascendente, poi la sua immanenza storica di Gesù Risorto, terzo la sua presenza fermentatrice attraverso i cristiani.
Ma questa strategia dovrà prima o poi partire dalla radice, ossia dal confronto con l’immanentismo moderno ( con Kant “al di fuori” e con Rahner al “di dentro”), che ha tutto invaso ed è penetrato anche nella cultura cattolica.
Don Ennio Innocenti

"E' ora di dire sì alla contraccezione". La richiesta del New York Times a Papa Francesco


Papa Francesco non è ancora atterrato negli Stati Uniti (lo farà oggi, nel pomeriggio americano) che già il New York Times, quotidiano dell’intellighenzia liberal americana,scrive in un editoriale non firmato (quindi condiviso dall'intero board) che il Pontefice dovrebbe aprire alla contraccezione e al controllo delle nascite. L'articolo sostiene che sulle questioni sessuali e della procreazione Francesco avrebbe sempre tenuto una linea più morbida rispetto a quella dei suoi predecessori, anche se non si è mai spinto a chiedere un cambiamento nella politica della chiesa sul controllo delle nascite. Anzi, su questo tema Bergoglio ha sempre mantenuto una posizione netta, ricordando in un discorso a Manile qualche mese fa che “l’assenza di apertura alla vita” minaccia la famiglia.
ARTICOLI CORRELATI Auguriamoci un Papa americano scandaloso, sennò è un film già visto L’America sale sul carro del Papa dal lato sinistro (ma occhio alle sorprese)Quello del controllo delle nascite tuttavia è un tema visto con molto favore da una parte notevole dei cattolici nel mondo, sostiene il New York Times recuperando un sondaggio del 2014 secondo cui il 78 per cento dei cattolici in Spagna, Francia, Colombia e Brasile è a favore della contraccezione. In Argentina il 90 per cento dei cattolici ne farebbe uso. Nelle Filippine, secondo un sondaggio del 2008, il 71 per cento dei cattolici ha sostenuto un disegno di legge del governo sul tema. Di recente Papa Francesco ha elogiato l’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, che tra le altre cose condannava la contraccezione ma, scrive il New York Times, “anziché guardare ai suoi predecessori dovrebbe guardare ai cattolici di oggi”. “Un modo per farlo è convocare una nuova commissione (dopo quella convocata dal Paolo VI, ndr), composta non solo da uomini di chiesa ma anche da laici, donne comprese, e scienziati che abbiano studiato gli effetti della contraccezione e la difficoltà di accedervi nel mondo”.
di Redazione | 22 Settembre 2015 ore 11:12

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