ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 8 settembre 2016

Holy star system

Con la canonizzazione di Madre Teresa ci si chiede come sia possibile canonizzare una persona che nega Gesù Cristo come unico salvatore. La risposta è molto semplice: la canonizza una Chiesa che rinnega Gesù Cristo come unico salvatore

Giovedì 8 settembre 2016
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È pervenuta in Redazione:
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Caro Gnocchi,
questa domenica è stata tutta incentrata sulla canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Non voglio perder tempo (e farlo perdere a lei) con il discorso di Bergoglio, il solito discorso tra il sindacalese e il politichese. Piuttosto sono altre le cose che mi rendono pensieroso, fin da quando ci fu la beatificazione. Anzitutto, ho letto le vite di tanti santi e beati, e ho visto che una volta la chiesa usava tempi lunghi, se non lunghissimi, prima di proclamare beato o santo qualcuno. Ci sono santi che sono stati proclamati tali anche dopo secoli dalla morte. Adesso si santifica con una fretta che non capisco (guardiamo i casi di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II). Ma poi, nel caso specifico di Madre Teresa, dedicò senza dubbio la sua vita ad assistere i poveri più poveri. Questo è molto bello, e ne fa una bravissima persona. Però mi risulta anche che Madre Teresa si facesse addirittura un vanto di non battezzare i moribondi non di fede cattolica. Anzi, diceva che a lei interessava che un musulmano morisse da buon musulmano, un induista da buon induista e così via. E allora, che fine fa la Missione? E soprattutto fa pensare che Madre Teresa non credesse che il solo Salvatore è Gesù Cristo. E allora, in definitiva, che “santa” è? Mi piacerebbe davvero avere il suo parere su questa faccenda.
Con molta stima, la ringrazio
Gino Jemma

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zrbrpsCaro Jemma,
rispondo volentieri alla sua lettera, che ricalca quelle di parecchi altri lettori; devo onestamente confessare che la figura di Madre Teresa non mi è mai stata simpatica, anzi. Dico “la figura di Madre Teresa” e non “Madre Teresa”, perché tutto quello che posso prendere in considerazione è il fenomeno mediatico proposto negli ultimi decenni all’adorazione del mondo nelle sue varie modalità: credente, diversamente credente e non credente. Ma, salvo poche eccezioni, penso di avere in mano le stesse carte dei molti devoti della fondatrice delle Missionarie della Carità, che spesso sarebbe più corretto definire fan.
Il discorso di Bergoglio è solo l’atto finale di un processo molto più lungo, quindi, come giustamente dice lei, stare a soppesarlo porta solo a perdere tempo. Da parte del duce della neochiesa arcobaleno non c’è nulla di nuovo rispetto alla marcia trionfale verso l’apostasia che tanto infiamma i cuoricini dei fedeli della Casa Comune e muove a comprensione persino qualche pellaccia similtradizionale in cerca di posizionamento negli equilibri prossimi venturi.
Premesso questo, caro Jemma, la scorsa domenica si è assistito alla canonizzazione della “figura di Madre Teresa” e, a costo di farmi dare dello scostumato, le dico che questa santa “figura di Madre Teresa” non mi piace. Non riesco a vederci quella santità cristallina che, come dice lei, in passato ha chiesto persino dei secoli per essere riconosciuta. Sarà colpevole miopia da parte mia, senz’altro. Qualche trombone paratradizionale le avrebbe spiegato come e qualmente anche in questo atto del vescovo venuto dalla fine del mondo a demolire quel poco che resta della Chiesa cattolica ci sia del buono, basta usare il discernimento. Purtroppo ha scritto a me e le devo confessare che, per esempio, vedo con più chiarezza la santità in molti papi che attendono da ere geologiche, e chissà quanto ancora attenderanno, il momento di salire almeno il primo gradino degli altari. Santi uomini di Dio che, anzi, mai lo saliranno senza il sostegno un po’ glamour e un po’ politically correct del mondo che conta e della Chiesa che volentieri ci fornica.
z-trs2Tale consenso, invece, la “figura di Madre Teresa” l’ha sempre avuto, tanto da essere ratificato, ben prima della beatificazione e della canonizzazione, con il laicissimo Nobel per la Pace nel 1979. Insomma, caro Jemma, sono almeno una quarantina d’anni che abbiamo a che fare con quella che il mondo chiama volentieri “icona” di Madre Teresa. Ma, se piace al mondo, a me aggrada un po’ meno perché la logica a cui soggiace è quella dello star system, dove le “icone” si accompagnano alle “icone” e sono materia da rotocalco più che da meditazione. Come dimenticare, per esempio l’ “icona” di Madre Teresa mano nella mano con l’ “icona” di Lady Diana? E, a costo di scandalizzare coloro che considerano inopinatamente Giovanni Paolo II un gigante dell’ortodossia, mi pare troppo mondana anche la simbiosi dell’ “icona” di Madre Teresa con l’ “icona” di GPII, in cui quella di Lady D opera come termine medio. In questa chiave diventa “icona” mondana anche l’oggettivo impegno per i poveri e i malati: una serie di immagini da appendere a colori nella stanza del ragazzo dell’oratorio e in raffinato bianco e nero nel salotto radical chic. Non a caso è proprio questo il succo del povero discorso tenuto da Bergoglio durante la canonizzazione: la denuncia della povertà in India, da tradurre in scandalo per la caduta di uno 0,1% del Pil in occidente.
A un’ “icona” simile, caro Jemma, il mondo è disposto a perdonare anche le condanne oggettivamente dure e precise dell’aborto o del divorzio. Portate sul piano mondano, quelle invettive diventano una semplice opinione politica e, quindi, tollerabile come testimonianza di un’opinione minoritaria di cui, ormai, interessa poco o niente anche ai vertici della gerarchia ecclesiastica. Tant’è vero che non le ha ricordate nessuno.
Oltre al lavorìo dell’ “icona” glamour nelle coscienze, è ben altro che gradiscono il mondo e questa Chiesa sedotta e abbandonata sul bordo dell’apostasia. È la propensione più che evidente per l’unità e l’identità sostanziale delle religioni. Questo, però, caro Jemma, non è imputabile all’ “icona” di Madre Teresa, ma semplicemente a Madre Teresa. Se vuole approfondire la questione le suggerisco l’eccellente lavoro del sito Radiospada (http://www.radiospada.org/2016/09/speciale-madre-teresa-il-nostro-dossier/) di cui le fornisco un piccolo florilegio che ha rinfrescato la mia memoria di cattolico reduce dagli Anni Settanta e seguenti:
z-trs1“Se, faccia a faccia con Dio, Lo accettiamo nelle nostre vite, ecco che ci stiamo convertendo. Diventiamo così un indù migliore, un musulmano migliore, un cattolico migliore, diventiamo migliori qualunque cosa siamo, e ci avviciniamo a Lui sempre più… dobbiamo accettare ciò che Dio è nella nostra mente”.
“Tutto è Dio: buddisti, induisti, cristiani… tutti abbiamo accesso allo stesso Dio”.
“Amo tutte le religioni… se le persone diventano indù migliori, musulmani migliori, buddisti migliori tramite i nostri gesti d’amore, allora stiamo facendo crescere qualcosa d’altro”.
Seguendo fino alla fine un induista “Lo curò personalmente, e l’aiutò a morire riconciliato coi suoi dei”.
“Lei converte? Ma certo. Ti aiuto a convertirti e a essere un migliore indù, un migliore musulmano o un migliore protestante. Una volta che trovi Dio, sei libero di decidere come adorarLo”.
“Non abbiamo mai cercato di convertire al cristianesimo i nostri assistiti. L’essenziale è che trovino Dio, attraverso la loro religione, qualunque essa sia. Quel che ci salva è la fede in Dio. Importa meno da quale punto di vista si arrivi a Lui”.
“Alcuni lo chiamano Ishwar, alcuni Allah, alcuni semplicemente Dio, ma dobbiamo riconoscere che è lui che ci ha fatto per cose grandi: amare ed essere amati. Quello che conta è che amiamo. Non possiamo amare senza preghiera, e perciò, di qualunque fede siamo, dobbiamo pregare insieme”.
A questo punto, caro Jemma, la faccio breve. La fede di Madre Teresa non è affare mio, ma devo dire che queste affermazioni, reiterate e praticate, sono s-c-a-n-d-a-l-o-s-e. Lei si chiederà come sia possibile canonizzare una persona che nega Gesù Cristo come unico salvatore. La risposta è molto semplice: la canonizza una Chiesa che rinnega Gesù Cristo come unico salvatore. Non dimentichi che, non più tardi di qualche domenica fa, i musulmani sono stati accolti nelle chiese cattoliche durante le Messe con il permesso compiaciuto di negare Gesù Cristo persino davanti alla sua Presenza Reale sull’altare, ammesso che le consacrazioni fossero valide. Ma il bello deve ancora arrivare, caro Jemma, vedrà quando si troverà il modo di canonizzare Lutero.
Alessandro Gnocchi Sia lodato Gesù Cristo

“FUORI MODA” – la posta di Alessandro Gnocchi

Redazione8/9/2016
http://www.riscossacristiana.it/fuori-moda-la-posta-di-alessandro-gnocchi-080916/