ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 22 settembre 2016

L'amore è cieco..

Giusto e falso Ecumenismo

L'etimologia del termine "ecumenismo" è "Oikoumené", la parola greca che significa "mondo". Il termine "ecumenismo" significa dunque qualche cosa che riguarda tutto il mondo, qualche cosa di universale.
Ora, il termine Ecumenismo (con il suo significato di universalismo), viene inteso in due sensi distinti: il primo senso è che tutto il mondo deve divenire cattolico; il secondo senso è che tutti gli uomini si devono unire sulla base di ciò che hanno in comune.
Il primo senso di Ecumenismo è il senso Cattolico, il secondo senso è il senso non cattolico!
Che il primo senso sia Cattolico è già chiaro nell'etimologia del termine "cattolico" che significa "intero": viene dalla parola greca "holos", e si rapporta, tra l'altro, al genere umano itero.
Ecumenismo nel secondo senso, non è una questione cattolica, bensì politica, perchè non attiene al bene ultimo dell'uomo in cielo come il cattolicesimo, ma attiene al suo bene su questa terra: alla sua pace con altri quaggiù.
Ecumenismo nel secondo senso, che è purtroppo il senso molto più comune, non solo non corrisponde al cattolicesimo, ma è anche ostile al Cattolicesimo, perchè se cerchiamo solo ciò che ci unisce con altre Confessioni Cristiane, o con altre religioni (come se ci fossero altre religioni fuori che la sola vera Religione Cattolica!), neghiamo o almeno trascuriamo e diluiamo, un articolo di fede dopo l'altro: cercando solo ciò che ci unisce ai luterani, neghiamo, per esempio, la natura sacrificale della Santa Messa, i Sette Sacramenti, il culto alla Madonna; cercando ciò che ci unisce ai musulmani per esempio, neghiamo o trascuriamo il mistero della Santissima Trinità, la divinità, e la missione salvifica di Nostro Signore Gesù Cristo che costituiscono, infatti, il nucleo essenziale della Fede.

Così il Cattolicesimo scende in una specie di vago cristianesimo in confronto con le altre confessioni, o in confronto con le altre religioni scende in una specie di vago umanesimo... si ricerca di essere simpatici a tutti! Era questo il motivo dell'Incarnazione, della vita, della passione, della morte in Croce tra spasimi atroci di dolore di Nostro Signore Gesù Cristo? Sappaimo di no!
Qualcuno proverà forse a difendere questo falso ecumenismo, che è la condivisione di ciò che è comune a tutti, dicendo che è una forma di amore, e l'amore è in estrema sintesi lo scopo della nostra vita; Dio Stesso è l'amore; e la Santissima Trinità è un mistero di amore tra le Tre Persone Divine.
Ebbene, è vero che la condivisione di tutto ciò che è comune tra Cattolici ed altri è una forma di amore, ma è anche vero che l'amore è cieco e deve essere guidato dalla conoscenza.
Ora, l'anima dell'uomo ha due facoltà principali: la conoscenza e la volontà (o amore razionale), e tutte e due devono adoperarsi nel suo agire. Sul livello sovrannaturale questa conoscenza è la conoscenza della Fede, e questo amore è l'amore della Carità, e tutte e due si devono adoperare nel suo agire: e la Fede e la Carità. Non basta avere la Fede per essere salvati; non basta amare per essere salvati, ma occorre e la Fede e la Carità.
Rispondiamo dunque a questa obiezione "che l'amore basti", dicendo che la conoscenza è anche necessaria. Ma bisogna aggiungere che la conoscenza ha la precedenza (logico) sull'amore perchè, come ho già detto, l'amore è cieco, e deve essere guidato dalla conoscenza: prima di amare, devo sapere cosa amare e come amare. Se un ubriaco mi chiede cento euro ed io glieli do, non pratico l'amore perchè non lo posso amare in questo modo dandogli soldi.
A livello soprannaturale, la Fede (come conoscenza sovrannaturale), ha la precedenza sulla Carità (come amore soprannaturale). L'oggetto della Fede è Dio, la Santissima Trinità, e non posso amarLo con la Carità prima di conoscerLo con la Fede.
Sul livello più profondo, possiamo dire con Romano Amerio nel suo ammirevole libro "Jota Unum", che la conoscenza precede l'amore, nell'ultima analisi, nel mistero della Santissima Trinità Stessa, perchè la conoscenza di Dio tramite il Verbo precede l'amore di Dio tramite lo Spirito Santo: il procedere del Figlio dall'intelletto del Padre, precede il procedere dello Spirito Santo dall'amore reciproco del Padre e del Figlio. In questo modo possiamo dire che Dio, prima di essere un mistero di Amore, è un mistero di Conoscenza.
Vediamo dunque che gli ecumenisti falsi si sbagliano quando dicono che "basta amare"; necessario è piuttosto, ribadisco, sia la conoscenza sia l'amore, e la conoscenza ha la precedenza sull'amore; la Fede sulla Carità; il vero sul bene. 
Come si esercita l'Ecumenismo? 
L'Ecumenismo Cattolico avviene tramite l'insegnamento. Il primo compito della Chiesa è di insegnare la Fede: la Chiesa è in possesso della Fede che è la Verità assoluta ed immutabile, e deve insegnarla agli altri per la loro salvezza. La ragione ne è che per essere salvati devono conoscere Dio con la Fede e amarLo con la Carità (di per Se Stesso e tramite il prossimo), per glorificarLo quaggiù e in cielo, e per salvare le loro anime.
L'Ecumenismo falso si esercita tramite il così detto "dialogo". Questo viene inteso come una specie di relazione reciproca con l'altro, dove l'uno è aperto all'altro e l'uno impara dall'altro a vicenda, in un tipo di processo senza termine in ricerca di una verità elusiva o mutabile, considerata come meno importante del dialogo stesso, o dell'amore che lo costituisce.
Per valutare questo concetto di dialogo, bisogna spiegare che la santa Chiesa Cattolica ha ricevuto la VERITA' da Dio stesso che è la Verità tutta intera. Nostro Signore Gesù Cristo di cui il Nome sia sempre adorato e benedetto, disse: "Io vi manderò lo Spirito della verità, che vi condurrà alla verità intera". Questa verità è la Verità sovrannaturale, il contenuto della Fede, la Verità assoluta e immutabile: più stabile della terra, delle stelle, della luna, e persino del sole, perchè "il cielo e la terra passeranno ma - dice il Signore - le mie parole non passeranno".
Le parole del Signore, le verità della Fede, sono immutabili e non cambieranno: neanche uno jota cambierà, e nessun uomo di Chiesa ha il potere di cambiare il minimo dettaglio della Fede.
Ora, la santa Chiesa Cattolica ha ricevuto un mandato del Signore di predicare questa Fede, come sottolinea la fine del vangelo di san Matteo con le parole: "Andate, dunque, e ammaestrate tutte le nazioni battezzandole, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato"; la fine del vangelo di san Marco, con le parole: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato"; la fine di san Luca, con le parole: "Il Cristo doveva patire e risorgere e nel Suo nome saranno predicate a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati".
Queste parole al termine dei vangeli sono, per così dire, lo strumento per comunicare il contenuto dei vangeli alla terra intera, per comunicare gli avvenimenti e le parole di quei trentatre anni di vita terrena dell'Adorabilissimo Figlio di Dio e di Maria che hanno cambiato per sempre la faccia di questa terra e hanno determinato definitivamente il destino eterno di ogni uomo, dall'inizio dei tempi fino alla loro fine.
Questo mandato è il "munus docendi" di Nostro Signore Gesù Cristo Stesso che possiede tre "munera": ilmunus docendi, il munus regendi, e il munus santificandi: tre uffici: quello di insegnare, quello di governare, quello di santificare. Questi tre Uffici li ha tramandati alla Sua Chiesa una, santa, Cattolica ed Apostolica, e ad ogni membro del Suo Clero.
Insegnare la Fede è dunque un ufficio, un compito, un obbligo, della Chiesa e del Suo Clero: "guai a me se non predico il vangelo" dice san Paolo. Insegnare la Fede significa che la Chiesa che è in possesso della verità, la comunichi a qualcuno che non è in possesso di questa verità, ad una persona che ne è ignorante, affinchè anche lui la conosca.
Non è un processo interminabile di dialogo, di discussione, di interessamento da parte della Chiesa alle opinioni false degli altri, per cercare insieme una specie di amalgama del vero e del falso, nell'interesse di una convivenza puramente terrena.
Piuttosto è una comunicazione della Verità, dell'unica Verità: dalla Verità soprannaturale e assoluta, la Verità che in fin dei conti è Nostro Signore Gesù Cristo Stesso che disse: "IO SONO LA VERITA' " affinchè ogni uomo venga alla conoscenza di questa Verità e ogni uomo venga salvato!
Padre Konrad zu Loewenstein 

 Tolleranza universale, rispetto delle religioni, conciliazione del Vangelo col mondo in un aforisma di Leone XIII