ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 16 novembre 2016

Ciò che molti pensano in sordina…


Lettera aperta a Papa Francesco
  

di Jean-Pierre Snyers
11 novembre 2016

Buongiorno Papa Francesco,
con tutto il rispetto che ho per Lei, ma non per un buon numero delle sue idee, Le scrivo per dirLe che sono prossimo a lasciare la sua Chiesa. Non avrei mai pensato che un papa potesse indurmi a considerare una tale rottura, ma Lei è riuscito in questa prodezza.

Da dopo la sua elezione, che Lei deve in gran parte all’oscuro gruppo San Gallo, io L’ho osservata. Per lungo tempo Le ho lasciato il beneficio del dubbio. Ma oggi, Santo Padre, io non posso più riconoscere in Lei Colui che rappresenta.
Comparando i suoi discorsi con ciò che è riportato nella Scrittura dagli Apostoli, posso solo constatare che Lei non presenta più il Vangelo descritto da essi. Un esempio: Lei parla DELLE vere religioni, le cui fondamenta (dottrine) poggiano secondo Lei sulla capacità dell’uomo di trascendere se stesso verso l’assoluto. Dicendo questo, Lei lascia chiaramente intendere che la Verità è plurale. Ebbene, mi è impossibile sottoscrivere una tale affermazione senza rinnegare puramente e semplicemente che Cristo è, come dice Lui stesso, LA Verità e la sola via che conduce al Padre e alla vita eterna.

Crede Lei, come San Paolo, che il cuore del Vangelo è che Gesù è morto e risorto per salvarci dal peccato e dalla dannazione eterna e che, di conseguenza la nostra salvezza è solo in Lui?
Crede Lei, come San Paolo, che per colui che annuncerà tutt’altro è anatema (Galati, 1, 7-9)?
E’ fedele, Lei, all’appello del nostro Redentore che ci esorta, non a dialogare allo scopo di costruire una religione mondiale, ma a cercare di convertire coloro che non Lo conoscono o che Lo rifiutano?
A sentire le sue dichiarazioni sincretiste e relativiste e a osservare le sue azioni, per me la risposta è no.

Quando Lei dice ad un ateo (il giornalista Scalfari) che NON VUOLE provare a convertire, io non posso riconoscere il linguaggio di un San Pietro. E quando Lei aggiunge che il proselitismo (che non è altro che lo zelo impiegato da un nuovo convertito perché altri possano scoprire il tesoro da lui scoperto) è una sciocchezza, io dico a me stesso che Lei condanna gli Apostoli e i primi cristiani che hanno pagato col loro sangue la loro fedeltà a Gesù Cristo.
No, non è affermando che «Dio non è cattolico, che non esiste un Dio cattolico» che Lei solleverà il morale delle sue truppe e inciterà gli altri a convertirsi. Poiché se, come Lei pensa, Dio non è cattolico quali ragioni avremmo noi di esserlo?
Lei pensa davvero che il nostro Redentore (o gli Apostoli) avrebbero detto: Dio non è cristiano»?
Che cosa genera, Lei, pronunciando tali dichiarazioni, se non il dubbio e la confusione?
Chi condurrà alla fede cristiana con questo tipo di affermazioni?
Io ritengo che i suoi sottintesi siano disastrosi nei confronti del popolo dei credenti e delle periferie alle quali peraltro Lei non annuncia mai la Predicazione apostolica.

Papa Francesco: un giorno, in quell’al di là di cui Lei non ci parla praticamente mai, dovrà rispondere a Colui che Le chiederà: «Che hai fatto con ciò che hai ricevuto? Hai vegliato fedelmente all’integrità della fede? Hai predicato la conversione in vista della salvezza eterna delle anime o ti sei solo dedicato alla salvezza temporale dei corpi?»
Lei mi dirà: «Dio è misericordioso. Egli non giudica» Si, invece, Egli giudica! Tutta la Bibbia lo proclama e anche il Credo l’afferma!
Intendiamoci, per Gesù e per i Suoi discepoli non vi sono “delle” vere religioni, ve n’è una sola e quelle che non sono cristiane essi le chiamano idoli!
E allora, visto che la sua religione irenica non ha alcun posto nella Bibbia, forse sarebbe tempo che Lei riveda la sua ideologia in funzione di ciò che dice la Bibbia e la smetta di leggerla con le lenti di quest’altro vangelo che Lei cerca di imporre.

Si, che Lei cerca d’imporre! Poiché, vista la maniera brutale con la quale Lei ha licenziato in tronco i 27 collaboratori del cardinale Sarah, per rimpiazzarli con dei suoi pappagalli, e vista la designazione alla porpora cardinalizia di Arcivescovi vicini alla «mafia» di San Gallo (il termine mafia è utilizzato con vanteria dal cardinale Daneels che ne faceva parte), Lei manifesta al mondo intero la sua volontà di rompere con la Tradizione cara ai suoi due predecessori e a quei vescovi coraggiosi come per esempio il cardinale Sarah e Mons. Léonard.

Santo Padre: chi è Lei veramente? Su quale riva sta conducendo la barca di Pietro?
Lei mi fa paura. E io comincio francamente a pensare che Lei è al servizio di tutt’altro che la fede cattolica.
E non è certo il fatto che Lei si inginocchia davanti ai migranti, ma non davanti al suo Signore presente nell’Ostia consacrata, che mi rassicura.
E non è neanche la sua presenza in Svezia per festeggiare i 500 anni dello scisma di Lutero, e la sua assenza alla processione del Corpus Domini e al congresso eucaristico a cui erano presenti tutti i vescovi d’Italia, che contribuirà a farmi credere che Lei sia sulla buona strada.

Scrivendo questa lettera, io mi sento come in una strana veste: quella di un semplice laico che è obbligato a supplicare il successore di San Pietro,  i vescovi e i sacerdoti, di essere fedeli alla fede apostolica e cattolica.
E allora, io sogno il giorno in cui, piuttosto che impietosirsi per il surriscaldamento climatico Lei avrà finalmente a cuore l’interessamento per il raffreddamento della fede; sogno il giorno in cui i media e il mondo non l’applaudiranno più, perché Lei avrà acconsentito a ritornare a quello a cui Cristo La chiama: l’annuncio di quella Verità che è la sola via verso il Cielo e verso Dio, nostro Padre.
Verrà quel giorno? Io non lo so e per non nasconderLe nulla io ne dubito assai.
Nondimeno, possano Nostro Signore e la Madonna fare in modo che sia così.


Pubblicata sul sito dell'Autore


NOTIZIA

(tratta dal sito Riposte catholique - da cui abbiamo appreso della presente lettera)


Nato nel 1956, vecchio professore di religione, direttore della rivista Marie et Reine, autore di più di venti opere, insignito di numerosi premi letterari nel suo paese, lo scrittore belga Jean-Pierre Snyers ha preso in mano la penna per scrivere ieri sul suo blog a Papa Francesco. Il destinatario non mancherà di considerare il mittente come uno «rigido»: benvenuto nel club! Tuttavia, il nostro scrittore dice a volte alta ciò che molti pensano in sordina…
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1720_Snyers_Lettera_aperta_a_Papa_Francesco.html