ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 18 novembre 2016

Morto di sonno, e di freddo?

Papa Francesco: "Non mi toglie il sonno chi dice che sono luterano"

Il Papa spiega: "Lutero voleva fare una riforma che doveva essere come una medicina. Poi le cose si sono cristallizzate, si sono mescolati gli interessi politici del tempo, e si è finiti nel cuius regio eius religio, per cui si doveva seguire la confessione religiosa di chi aveva il potere".
"Io proseguo sulla strada di chi mi ha preceduto, seguo il Concilio.


Quanto alle opinioni, bisogna sempre distinguere lo spirito col quale vengono dette. Quando non c'è un cattivo spirito, aiutano anche a camminare. Altre volte si vede subito che le critiche prendono qua e là per giustificare una posizione già assunta, non sono oneste, sono fatte con spirito cattivo per fomentare divisione". Così Papa Francesco, in un’intervista ad Avvenire, respinge l’accusa di voler "protestantizzare" la Chiesa, alla luce del suo recente viaggio in Svezia per i 500 anni della riforma di Martin Lutero. Accusa che, aggiunge Bergoglio, “non mi toglie il sonno”.
Per il Papa, l’incontro con la chiesa luterana a Lund "è stato un passo in più nel cammino ecumenico che è iniziato cinquant'anni fa e in un dialogo teologico luterano-cattolico che ha dato i suoi frutti con la dichiarazione comune, firmata nel 1999, sulla dottrina della giustificazione, cioè su come Cristo ci rende giusti salvandoci con la sua grazia necessaria, il punto da cui erano partite le riflessioni di Lutero"Papa Francesco ricorda che, prima di lui, Benedetto XVI era andato a Erfurt e “aveva ripetuto che la domanda su 'come posso avere un dio misericordioso' era penetrata nel cuore di Lutero, e stava dietro ogni sua ricerca teologica e interiore. C'è stata una purificazione della memoria”. “Lutero – spiega ancora il Pontefice - voleva fare una riforma che doveva essere come una medicina. Poi le cose si sono cristallizzate, si sono mescolati gli interessi politici del tempo, e si è finiti nel cuius regio eius religio, per cui si doveva seguire la confessione religiosa di chi aveva il potere".
Il Papa se la prende poi con chi “sta nella Chiesa, e si muove in essa perché proprio nell'ambito della Chiesa coltiva e alimenta la sua fame di dominio e affermazione di sé, ha una malattia spirituale, crede che la Chiesa sia una realtà umana autosufficiente, dove tutto si muove secondo logiche di ambizione e potere". Ed è proprio questo che Lutero rifiutava, ossia che la Chiesa fosse “un'organizzazione che poteva andare avanti facendo a meno della grazia del Signore, o considerandola come un possesso scontato, garantito a priori. E questa tentazione di costruire una Chiesa autoreferenziale, che porta alla contrapposizione e quindi alla divisione, ritorna sempre".
 - Ven, 18/11/2016 
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/papa-francesco-non-mi-toglie-sonno-chi-dice-che-sono-1333496.html

E Gesù Cristo è morto di freddo… - Danilo Quinto - 18 febbraio 2016


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Il papa non risponde ai quattro cardinali che hanno espresso i Dubia su Amoris Laetitia, ma rilascia, per la prima volta in tre anni e mezzo una lunga intervista ad Avvenire, l'organo d'informazione della CEI, che lo scorso fine settimana ha radunato ad Assisi oltre 500 responsabili diocesani di pastorale familiare per riflettere sulla Amoris Laetitia e individuare le linee pastorali in materia. Con questi obiettivi: comunione ai divorziati risposati e promozione dell’omosessualità (come ha riferito, appunto, Avvenire).
Dice il papa: “Il cancro nella Chiesa è il darsi gloria l’un l’altro. Nella reazione di Lutero c’era anche questo: il rifiuto di un’immagine di Chiesa come un’organizzazione che poteva andare avanti facendo a meno della Grazia del Signore”. 

Aggiunge che “fare proselitismo è un peccato grave”.
Bastano queste due affermazioni, l'esaltazione dell'eretico Lutero e la negazione del comandamento di Cristo («A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo», Mt 28,16-20), per comprendere il suo disegno e forse anche la genesi della sua elezione a papa: la protestantizzazione della Chiesa Cattolica. Lui lo nega, ma così è. Amoris Laetitia fa parte di questo disegno. 
A questo punto, è evidente che decretare pubblicamente - da parte di chi può farlo - il suo errore grave, è un atto doveroso. Per salvare le anime dall'inferno.