ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 18 novembre 2016

Come mai non vi preoccupate?...

I CRISTIANI ALLA "CAMOMILLA"

Cattolici del terzo millennio come mai non vi preoccupate? Le 2 cose essenziali della fede Cristiana e i cristiani alla "Camomilla" che a forza d'esser "dialoganti" con il mondo, diventano mondani e smettono d'essere cristiani di Francesco Lamendola  




Molti cristiani - non diciamo tutti: sarebbe ingiusto -, secolarizzandosi e venendo a patti con il mondo moderno, sembrano essersi scordati delle due cose essenziali della loro fede: l'abbandono pieno e incondizionato alla volontà di Dio, e la consapevolezza che chi rende testimonianza al Vangelo, prima o poi, va incontro alla persecuzione.
Su questi due punti, che sono quelli essenziali, essi sovente agiscono come se fossero loro, in quanto uomini, a dover far sì che le cose vadano come devono andare, e non si accorgono che questa è una mancanza di fiducia in Dio, il quale è il solo custode, il solo padrone, il solo giudice di tutto ciò che è, che è stato e che sarà, sia delle cose visibili che di quelle invisibili; e che l'uomo è chiamato a collaborare alla sua opera, non certo a sostituirla. In altre parole, il cristiano deve svuotarsi di ogni egoismo, di ogni amor di sé, per accogliere il cuore nuovo che Dio gli metterà in petto, dopo che avrà crocifisso il suo ego, per rimettersi fiduciosamente e incondizionatamente a Colui che è Via, Verità e Vita.
I cristiani sono solo i tralci della vigna, che daranno frutto a patto di restare strettamente uniti alla vite; non sono né i padroni della vigna, né i vignaioli: non vi è che un vignaiolo, il Padre, ed una sola vite, il Figlio. Essi non sono affatto chiamati a “salvare” l’umanità, perché esiste un solo Salvatore, Gesù Cristo, inviato agli uomini dal Padre; né a “redimere” alcuno, perché vi è un solo ed unico Redentore, Gesù Cristo, la cui azione si prolunga attraverso l’opera, sempre attuale e perennemente feconda di grazia, dello Spirito Santo, che è sostenuta dalla misericordia di Maria Vergine e dalla Comunione dei santi. Perciò, solo partendo da una confessione di profonda umiltà e dal riconoscimento, pieno e totale, della sua umana debolezza e impotenza, il cristiano può accogliere in sé l’azione vivificante della Grazia, e trasformarsi in uomo radicalmente rinnovato, capace di compiere grandi cose, sì, ma non certo con le sue forze, o per mezzo della sua scienza, bensì quale semplice strumento della Provvidenza divina. E chi non ha compreso questo, e non si sforza di metterlo in pratica, chiedendo costantemente l‘aiuto di Dio, non ha compreso l’essenza del Vangelo.
Quanto alle persecuzioni, Gesù è stato chiarissimo su questo punto: Se non hanno creduto a me, non crederanno nemmeno a voi; se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi: perché non c'è servo che sia superiore al padrone. E del resto, è intuitivo: annunciare il Vangelo, a cominciare dagli atti e dalle parole concreti della propria vita, significa sfidare il mondo: perché il mondo, a differenza di quel che pensano certe anime belle, anche fra i cristiani (i cosiddetti cattolici progressisti), non solo non è "buono" in se stesso, ma non è neppure compatibile con il Vangelo: se trionfa il mondo, il Vangelo è destinato a soccombere; e viceversa. L'esistenza di un cristiano coerente - non di un cristiano alla camomillanon di un cristiano che, a forza d'esser "dialogante" con il mondo, diventa mondano e smette d'essere cristiano, tranne che di nome - è, di per se stessa, un affronto intollerabile per la mentalità del mondo. Non bisogna farsi illusioni: il mondo odia il Vangelo, perché il Vangelo insegna agli uomini l'amore e il timor di Dio, mentre il mondo non vuole, né riconosce, altro dio all'infuori di se stesso, della propria “ragionevolezza”, del proprio potere e del proprio piacere. Il Vangelo insegna anche a porre dei limiti ben precisi all'amor di sé, il quale non deve diventare disprezzo o sfruttamento dell'altro; e invece il mondo si basa proprio sull'amore esasperato di sé e sullo sfruttamento, più o meno venato di disprezzo, dell'altro. Nessun accordo è possibile, dunque; e, del resto, è stato ancora Gesù ad ammonire che: Nessuno servo può servire due padroni: perché o amerà l’uno e odierà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona (Luca, 16, 13).
Leggiamo nel capitolo 13 del Vangelo secondo Marco:

Mentre usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: "Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!". Gesù gli rispose: "Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta.
Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: "Di' a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?".
Gesù si mise a dire loro: "Badate che nessuno v'inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: "Sono io", e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi: deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l'inizio dei dolori.
Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti ai governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell'epoca vi sarà dato: perché  non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato alla fine sarà salvato.
Quando vedrete L'ABOMINIO DELLA DEVASTAZIONE presente là dove non è lecito - chi legge, comprenda -, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scena e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
Pregate che ciò non accada d'inverno; perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale mai non vi è stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni.
Allora, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là", voi non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.
In quei giorni, dopo quella tribolazione, "il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte".
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola : quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.
Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. è come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa, e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque,: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate i modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a vi, lo dico a tutti: vegliate!".

Così, dalla viva voce di Gesù i cristiani non solo hanno appreso che saranno perseguitati allorché si metteranno realmente alla sua sequela, e che saranno perseguitati proprio dai loro parenti ed amici più cari, ma che dovranno stare in guardia per comprende i segni dei tempi e non cadere nell’inganno dei molti che, venendo in mezzo ad essi, si spacceranno per i continuatori della sua opera, e, mentendo, pretenderanno di essere il Cristo, venuto a completare l’opera. Vi saranno, dice testualmente Gesù, falsi Cristi e falsi profeti, i quali tenteranno d’ingannare i cristiani per mezzo di segni e prodigi. Sono parole impressionanti. Se codesti falsi Cristi e falsi profeti saranno in grado di operare segni prodigi, e se tenteranno di farsi passare per il Cristo, adottando, apparentemente, il suo modo di parlare ed agire, qualcuno potrebbe chiedersi come sarà mai possibile riconoscere l’inganno e smascherare i temerari bugiardi, se pure non siano qualcosa di peggio che bugiardi: dei veri e propri agenti del diavolo, vomitati dall’Inferno per contraffare le opere e le parole di Dio e per trascinare gli uomini, astutamente e perfidamente, sulle vie dell’errore, senza che essi se ne rendano conto in piena coscienza. Ebbene, la verità è che non sarà poi tanto difficile riconoscerli e smascherarli, purché si tenga presente quanto abbiamo detto all’inizio, cioè quanto ricorda Gesù medesimo nel Vangelo: che non saranno i suoi seguaci a dover fare, capire, parlare ed agire, ma sarà lo Spirito Santo che farà ogni cosa, entrando in loro e riempiendoli della sua grazia. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell'epoca vi sarà dato: perché  non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Sono parole di Gesù: non è abbastanza? Quei cristiani i quali pensano di dover fare tutto loro, e che, senza di essi, senza le loro parole e le loro opere, il mondo andrà di male in peggio, non sono capaci neppure di leggere e comprendere il Vangelo. Quale enorme cantonata! Mai Gesù ha chiesto ai suoi seguaci di sostituirsi all’opera sua; mai li ha investiti d’una responsabilità così grande: egli sa bene che, da soli, gli uomini non sono capaci di far nulla di buono, ma riuscirebbero a stravolgere e a macchiare perfino la limpidezza cristallina del Vangelo: ed è per questo che li ha ammoniti a non voler fare da sé, con la similitudine della vite e dei tralci. Il cristiano che pretende di fare da sé si rende simile a quei tralci che non restano uniti alla vite, ma se ne distaccano, e il cui destino è di seccarsi e divenire inutili, buoni soltanto per essere raccolti, come sarmenti secchi, e gettati nel fuoco, a bruciare. No: tutto quello che Gesù chiede ai suoi seguaci è di lasciar fare a Lui, svuotandosi del loro vecchio io e permettendogli di porre in loro un cuore nuovo. Tutto ciò che viene in seguito, tutto ciò che il cristiano, rinato in Gesù Cristo, diventa capace di fare – anche di smuovere le montagne, se necessario -  è una conseguenza di quella decisione iniziale: per il Vangelo e contro il principe di questo mondo. Se voi aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe (Luca, 17, 6); e ancora, rivolto alla donna emorroissa, che, animata da una fede vivissima in Lui, aveva voluto toccare il lembo della sua veste, in mezzo alla folla che lo circondava: Fatti animo, figliola; la tua fede ti ha guarito (Matteo, 9, 22). Più chiaro di così.... Gesù non le ha detto: Io ti ho guarita; ma bensì: La tua fede ti ha guarita. È la fede che salva; è la fede che conferisce al cristiano, per mezzo della grazia, la capacità di fare, non già qualsiasi cosa, non ciò che piace agli uomini, ma ciò che piace a Dio.
Ora, ciò che piace a Dio, per forza di cose non può piacere al mondo; i malvagi non sopportano le opere di Dio, e il diavolo fa di tutto per impedire che gli uomini rinascano alla nuova vita, in Cristo Gesù. Da questa semplice constatazione deriva l’inevitabilità delle persecuzioniVi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti ai governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Gesù ha detto proprio così: Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe; non certo per attizzare sentimenti di odio contro i Giudei, ma per descrivere esattamente quel che sarebbe successo, e che puntualmente si è avverato.Quanta retorica e quanta ipocrisia in un “dialogo interreligioso” che pretende di offuscare e quasi di nascondere le parole, chiare e precise, di Gesù stesso. Si può dire tutto quel che si vuole sui “fratelli maggiori”, ma resta il fatto che essi sono stati, fin da subito, e che tali sono rimasti, per secoli e secoli, i nemici implacabili del Vangelo. Certo, alle persecuzioni hanno partecipato anche i “governatori” e i “re” della terra; ma resta il fatto che i primi agenti delle persecuzioni si sono mossi dai sinedri e dalle sinagoghe. Eppure dire ciò, oggi, è diventato politicamente scorretto. Ebbene, pazienza: il cristiano non vuol piacere al mondo. Diremo di più: se, per caso, piacesse al mondo, allora sarebbe il momento, per lui, di preoccuparsi. Cattolici del terzo millennio, come mai non vi preoccupate?... 

Cattolici del terzo millennio, come mai non vi preoccupate?

di Francesco Lamendola