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giovedì 17 novembre 2016

Papa Bergoglio dunque tace..


STORICO APPELLO DI 4 CARDINALI

Ripercussioni dell’appello dei 4 cardinali. I grandi giornali lo ignorano ma l’avvenimento è storico. L’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco è stata pubblicamente messa in questione da 4 autorevoli cardinali 
di Emmanuele Barbieri



I grandi giornali lo ignorano, ma l’avvenimento è storico. L’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco è stata pubblicamente messa in questione da quattro autorevoli cardinali: Walter Brandmüller, presidente emerito del Pontificio Comitato di Scienze Storiche; Raymond Leo Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta; Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, e Joachim Meisner, arcivescovo emerito di Colonia.
Lo scorso 19 settembre i quattro cardinali hanno presentato alla Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dal cardinale Gerhard Müller, un ricorso formulato secondo la modalità classica dei dubia, in modo tale da esigere una risposta positiva o negativa, conformemente al linguaggio evangelico: « Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno » (Mt 5, 37).

Lo schema di ogni questione sollevata dai cardinali – ha osservato l’abbé Claude Barthe su L’Homme Nouveau – « è di una semplicità che si potrebbe propriamente dire evangelica: il Magistero precedente ‘fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa’ ha perduto la sua validità nei punti in cui Amoris lætitia sembra in contraddizione con esso ? Si tratta di questioni di fede e di morale nelle materie più gravi poste da membri del Sacro Collegio e indirizzate al Successore di Pietro ».
« Di norma – ha sottolineato Sandro Magister, che per primo ha pubblicato l’appello, – le risposte date dalla congregazione menzionano esplicitamente l’avvenuta approvazione del Papa. E nelle udienze di tabella date da Francesco al cardinale prefetto dopo la consegna della lettera e delle domande, è giocoforza che i due ne abbiano parlato. Ma appunto, al loro appello i quattro cardinali non hanno avuto nessuna risposta, né dal cardinale Müller né dal Papa, evidentemente per volontà di quest’ultimo ».
Papa Bergoglio dunque tace, ma lo scontento aumenta. Magister osserva che i quattro cardinali che hanno reso pubblico il documento non sono tra gli stessi che un anno fa, all’inizio della seconda sessione del Sinodo sulla famiglia, consegnarono a Francesco la famosa “lettera dei tredici cardinali”. I tredici erano tutti membri del Sinodo e in pieno servizio nelle rispettive diocesi, oppure ricoprivano importanti incarichi in curia, come i cardinali Robert Sarah, George Pell e lo stesso Müller. Questi quattro cardinali, invece, sono privi di ruoli operativi, e dunque più liberi di parlare. Il loro appello però è condiviso da non pochi altri porporati che sono tuttora in piena attività, ma che attendono il momento di parlare. Secondo il quotidiano La Verità del 15 novembre 2016, molto vicini a questa iniziativa ci sarebbero almeno due porpore: il cardinale tedesco Paul Josef Cordes, già presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum e Svjatoslav Sevcuk, arcivescovo maggiore della chiesa greco-cattolica ucraina.
Il punto centrale della questione non è l’ammissione dei divorziati risposati alla comunione, ma l’insegnamento della Chiesa « circa l’esistenza di norme morali assolute, valide senza eccezioni, che proibiscono atti intrinsecamente cattivi » (dubium 2). La Esortazione Amoris laetitia ha l’intenzione di cambiare il Magistero perenne della Chiesa, secondo il quale « le circostanze o le intenzioni non potranno mai trasformare un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto in un atto soggettivamente onesto o difendibile come scelta » (dubium 4)? E l’insegnamento per il quale « la coscienza non è mai autorizzata a legittimare eccezioni alle norme morali assolute che proibiscono azioni intrinsecamente cattive per il loro oggetto? » (dubium 5). Evidentemente nessuno, neppure il Romano Pontefice ha l’autorità di capovolgere la Tradizione della Chiesa, ma il silenzio di papa Bergoglio spinge a credere che proprio questa sia la sua intenzione.
Maria Guarini osserva su Chiesa e posctoncilio che il documento dei 4 cardinali deve essere letto in collegamento con il precedente “Appello” inviato da un gruppo di 45 studiosi, prelati e sacerdoti cattolici al Collegio dei Cardinali con il quale è stato chiesto a Papa Francesco di “ripudiare” le ritenute “proposizioni erronee” presenti nell’Amoris laetitia. Va ricordata anche la Supplica filiale sottoscritta da 790.000 firmatari in tutto il mondo; la Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininterrotta disciplina, presentata da 80 personalità cattoliche, che ha raccolto in breve tempo migliaia di adesioni. Senza dimenticare la prima autorevole richiesta di chiarimenti da parte di Mons. Athanasius Schneider : Il paradosso delle interpretazioni contraddittorie di Amoris laetitia.
Come rileva sullo stesso blog il prof. Paolo Pasqualucci, autorevoli membri del Collegio cardinalizio, sicuramente in rappresentanza di cardinali e vescovi che per ora preferiscono tacere, chiedono in sostanza al Papa di chiarire in maniera definitiva ambiguità gravi presenti nella Amoris laetitia, che è un documento magisteriale emanato dallo stesso Papa: ambiguità da permettere di disattendere e contraddire norme fondamentali dell’etica cristiana, che si basa sulla Rivelazione divina. «Chi deve chiarire, giustificandosi, è, per così dire, il documento stessovale a dire il Papa, anche se per l’interposta persona del Prefetto dell’ex Sant’UffizioE potrà tacere all’infinito, continuare a sottrarsi al chiarimento dottrinale, sempre più necessario e indispensabile? ».
Circola infine in Vaticano ed è attentamente studiato da teologi e prelati lo studio di Arnaldo Xavier da Silveira, Ipotesi teologica di un Papa eretico, pubblicato a giugno dall’editore Marco Solfanelli di Chieti. L’iniziativa dei quattro cardinali si inserisce dunque in un processo di resistenza che si allarga ed è solo alle sue prime fasi. Ne vedremo gli sviluppi nei prossimi mesi.

Emmanuele Barbieri


Ripercussioni dell’appello dei quattro cardinali

di Emmanuele Barbieri
Corrispondenza Romana


 http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10203:ripercussioni-dellappello-dei-quattro-cardinali&catid=70:chiesa-cattolica&Itemid=96
"Dubia", I quattro cardinali hanno ragione
Caro Direttore,
L’articolo pubblicato il 14 Novembre  sul vostro quotidiano La Nuova Bussola Quotidiana, “Quattro Cardinali scrivono al Papa: fare chiarezza” mi dà lo spunto per esprimere alcune riflessioni su temi che hanno fatto  concretamente parte della mia esperienza di donna sposata solo civilmente con un uomo precedentemente sposato in Chiesa. So quindi cosa significhi vivere in situazioni “irregolari” e le conseguenze che questo stato di vita comporta riguardo al Sacramento della Eucaristia.

Tuttavia ringrazio con tutto il cuore quei Sacerdoti che, non potendomi dare l’assoluzione quando andavo a confessarmi, poiché vivevo in una situazione stabile di oggettivo peccato grave (il concubinato), mi hanno aiutata a fare un profondo esame di coscienza e a convertirmi, passando da una fede acerba ad una più matura e consapevole, proprio perché sofferta. 

Avrei potuto rifiutare queste indicazioni della Chiesa e fare ugualmente la Comunione, oppure allontanarmene sentendomene offesa o tradita, ma grazie al cielo decisi diobbedirea quella che consideravo pur sempre l’ Istituzione millenaria con la più grande conoscenza in assoluto dell’uomo e della sua complessità e valore. Anche se la mia coscienza non mi indicava assolutamente nulla di male, essendo sinceramente innamorata dell’uomo che avevo sposato in Comune ma che davanti a Dio non era libero di contrarre matrimonio con un’altra donna, mi sottomisi al vaglio della Chiesa e della sua morale che, chiedendomi di obbedire, mi spalancò la porta verso la veralibertà.
Credo quindi, e condivido, la sincerità di spirito, di carità,  di giustizia e di fedeltà alla Chiesa e al Santo Padre di questi quattro Eminenti Cardinali (Walter Brandmuller, Raymond Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner) che con la loro accorata lettera al Papa hanno manifestato tutto il loro sincero zelo di Pastori preoccupati non tanto delle discussioni e delle divergenze teologiche che in questo momento stanno forse più lacerando che arricchendo il mondo cattolico, quanto per le anime e per le coscienze di tanti fedeli che, in un mondo ormai culturalmente e socialmente scristianizzato, rischiano di non capire più in cosa consista esattamente la “sana dottrina” e non si sentono più confermate con chiarezza nella Fede.

Papa Francesco ha certamente a cuore quanto loro la salvezza delle anime, e ne è solenne e incontestabile prova per tutti l’Anno del Giubileo Straordinario della Misericordia da lui fortemente voluto e che sta per concludersi con la Festa di Cristo Re domenica prossima 20 Novembre. Tuttavia, non si può parlare di Misericordia senza accogliere e patire nella propria carne il dramma del peccato, quello originale e quello personale. 
Come faccio a comprendere il valore, il significato e la portata esistenziale della parola “salvezza” se non capisco da cosa, da chi e perché devo essere “salvata”? Quante volte, nelle omelie domenicali, mi sono fatta questa domanda! In genere infatti si parla della Misericordia di Dio, di Salvezza e di Redenzione, ma rischiano di restare parole astratte se non si mettono in relazione con il peccato nella sua tragica essenza e verità. Tanto più avrò compreso, accettato, fatto esperienza del male fisico, morale e spirituale che il peccato, originale e personale, mi procura,  tanto più potrò ringraziare il Signore per avermi salvata, per aver pagato con il dono della Sua vita, offerta sulla Croce, il mio riscatto, la mia salvezza eterna.
C’è un momento preciso, nella vita di ogni cristiano, in cui improvvisamente tutto quanto si è appreso su Gesù (in famiglia, nella Chiesa, nella conoscenza della Sacra Scrittura, nel Catechismo) diventa vero e reale, si incarna nel momento storico che una persona sta vivendo, e diventa un sigillo indelebile che l’anima non dimenticherà mai più, una voce che dolcemente, ma autorevolmente, ci indica la via della Verità, una luce che, anche nei momenti bui, continua ad esistere e, misteriosamente, ci guida.
E’ solo quando comprendo e accetto umilmente di essere un peccatore che posso aprirmi alla grazia salvifica di Gesù Cristo. E’ solo quando c’è Qualcuno che, per amore, mi chiede di obbedire , nel senso di ascoltare con umiltà (dal basso), che posso accedere alla Verità e decidere se sposarla, rifiutarla o edulcorarla.
Per questo, come cristiana, spero e prego affinchè la Chiesa,  attraverso  i suoi Pastori e l’alto Magistero del Papa, indichi sempre con chiarezza alle nostre coscienze cosa è oggettivamente bene e cosa è oggettivamente male, lasciando alla libertà di ciascuno la responsabilità delle proprie scelte.
Ad un mio amico omosessuale che si è sposato in Inghilterra e al quale non sono riuscita a fare le mie felicitazioni, non essendo riuscita a trovare le parole giuste per rispettare entrambi riguardo alle rispettive scelte di vita, dico questo: “Ti voglio sempre e sinceramente bene ma da amica ti chiedo: a quale vaglio hai sottoposto i tuoi sentimenti? A chi o cosa hai obbedito?”. Qui non c’entrano i nostri orientamenti e gusti sessuali e affettivi. Qui c’è in gioco ben altro, c’è la realizzazione della nostra libertà e dignità di figli e figlie di Dio. Come disse la grande scrittrice Elena Bono, scomparsa nel 2014, in una intervista pubblicata su questo vostro quotidiano:  “Il problema è quello della scelta. Il bene è la scelta difficile”. Sempre, e per tutti. 
di Stefania Venturino 17-11-2016