ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 22 dicembre 2016

Usi coprir menzogna con menzogna (evvai Zuppi!)


LA VERITA’ SULLA SIRIA DA’ FASTIDIO: UN’INTERVISTA AD EVA BARTLETT.


Tutte le bufale di chi prova a fare "debunking" sulla Siria


La denuncia della giornalista canadese Eva Bartlett in una conferenza stampa nella sede dell’ONU, sul fatto che tutta la grande stampa internazionale fornisce una falsa narrazione del tragico conflitto in corso in Siria, ha destato non poco fastidio presso tutte quelle forze che hanno deciso a tavolino da tempo che è necessario un cambio di regime violento in quel martoriato, paese, anche a costo di metterlo a ferro e fuoco e di distruggerlo.

Ad esempio, in un articolo che attacca frontalmente la giornalista, accusata di essere al servizio del governo siriano, comparso sul sito fanpage.it, si ribadisce l’ormai stantia favoletta secondo la quale all’inizio la rivolta siriana sarebbe stata pacifica e solo successivamente sarebbe diventata violenta a causa della repressione del regime.



In realtà già nel 2006 il comandante della NATO, gen. Wesley Clark, dichiarava pubblicamente che alcuni paesi, considerati ostili perché autonomi rispetto ai piani statunitensi di dominazione mondiale, erano da distruggere. Tra questi ovviamente erano citati la Libia, il Sudan, la Siria, e altri. Per i primi due la missione è già compiuta, ma l’ostinata resistenza della Siria, ed il fatto che in suo aiuto siano corse la Russia e l’Iran, desta la rabbia e fa aumentare il nervosismo degli attaccanti.

Ricordiamo che già nei primi giorni di manifestazione a Deraa nel 2011 comparvero “misteriosi” cecchini, che sparavano sia sulla polizia e sull’esercito che sulla folla (stessa tecnica usata per il colpo di stato di Piazza Maidan). Con tutta evidenza le squadre armate provenivano dall’attigua Giordania dove erano pronte da tempo. Subito dopo altre squadre armate provenienti dalla Turchia invadevano la provincia settentrionale di Idlib dando l’assalto alle caserme. La favola dell’Esercito Libero Siriano formato da fantomatici “disertori”, ed apparso subito potentemente armato e organizzato, è servita a coprire l’invasione dall’esterno cui partecipavano mercenari e jihadisti che in gran parte non erano nemmeno siriani.

Molto istruttiva a questo proposito la vicenda di Aleppo, che era la città più grande, ricca ed industrializzata della Siria, dove non vi era stata alcuna manifestazione antigovernativa. Nell’estate del 2012 alcuni quartieri della città furono presi d’assalto da bande terroriste provenienti dalla vicina Turchia, formate in gran parte da Turchi, Ceceni, Turcomanni, Uiguri, Libici, Tunisini, Sauditi, ecc.

Furono tagliate l’acqua e l’elettricità ai quartieri rimasti sotto il controllo del governo, che furono anche bombardati a casaccio in continuazione con i mortai e con quei cannoni improvvisati detti “cannoni dell’inferno” che lanciano bombole di gas caricate con chiodi e frammenti metallici. Oggi finalmente Aleppo è stata liberata da quest’incubo con un’azione insistentemente richiesta dagli stessi cittadini (vedi le testimonianze dei vescovi cristiani della città come Tabji e Abu Khazen, o del Dott, Antaki, tutte facilmente consultabili in rete). I terroristi ed i loro sostenitori ora giocano a fare le vittime e la Russia, rea di aver spalleggiato l’esercito nazionale, viene punita con l’assassinio del suo ambasciatore ad Ankara. Questa vile azione terroristica ha anche lo scopo di far fallire il dialogo che si aperto tra Russia, Iran e Turchia, ora che quest’ultimo paese – già massimo sponsor dei terroristi – ora che le cose si mettono male, avrebbe deciso di addivenire ad un compromesso che possa porre fine al conflitto.

Ma per screditare la Bartlett nell’articolo di fanpage.it si ricorda che la giornalista avrebbe citato come organizzazioni presenti in Siria solo i Caschi Bianchi e l’Osservatorio per i Diritti Umani in Siria (SOHR), e non ad esempio Save the Children, Medici senza Frontiere (MSF), l’UNICEF e l’Alto Commissariato dell’ONU, la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa. Vale la pena di dire qualche parola su ciascuna di queste organizzazioni.

Le prime quattro fanno parte di quel vasto gruppo di ONG, ampiamente finanziate da governi e fondazioni occidentali col compito di infangare e destabilizzare i propri nemici ed i paesi da abbattere. I Caschi Bianchi, fondati dall’ex militare britannico James Le Mesurier, hanno agito solo e sempre nelle zone controllate dai “ribelli”, e a sostegno dei jihadisti.
Vari filmati li mostrano girare armati tra miliziani “ribelli” e persino assistere ad “esecuzioni” di lealisti al governo, di cui aiutano a portare via i corpi.

Il SOHR, gestito dal siriano Rami Abdel Rahman (alias Ossama Suleiman) dal suo comodo ufficio di Coventry, è notoriamente legato ai servizi segreti britannici. Della sua fantomatica rete di informatori che sarebbe presente in Siria, ovviamente non si sa nulla, né che attendibilità abbia; ma tutti gli organi d’informazione occidentali lo considerano come una specie di oracolo.

Di quello che farebbe Save the Children in Siria non si sa praticamente nulla; ma per inquadrare questa organizzazione basterà ricordare che tra i suoi massimi sponsor c’è il famigerato Tony Blair, che con le sue bugie, insieme al complice Bush, causò la morte di almeno mezzo milione di bambini in Iraq. Che coerenza!

Per quanto concerne MSF, bisogna innanzitutto ricordare il nome del suo principale ex- dirigente, il medico francese Kourchner, poi divenuto Ministro degli Esteri sotto Sarkozy, e fanatico sostenitore delle guerre alla Jugoslavia ed alla Libia. MSF si distinse per aver accusato nel 2013 il governo di Damasco di aver lanciato gas tossici; ma la sezione italiana, interrogata ufficialmente dalla Rete No War (di cui chi scrive fa parte) di dare i nomi dei testimoni ed illustrare le circostanze dei fatti dichiarati, fu costretta a presentare un’imbarazzata mezza smentita, per poi sottrarsi del tutto ad altre domande. Successivamente MSF (che sostiene di “supportare” 150 ospedali presenti solo ed esclusivamente nelle zone “ribelli”) ha denunciato continui bombardamenti su questi ospedali, ma senza mai nemmeno dare le coordinate delle installazioni o i nomi dei testimoni.

Per quanto riguarda l’affidabilità delle agenzie dell’ONU si ricorderà – a proposito dei loro rapporti riguardo a presunti crimini contro l’umanità – che la commissione per i Diritti Umani, da cui partono in genere queste denunce, è presieduta dal rappresentante dell’Arabia Saudita, uno dei maggiori sponsor del terrorismo in Siria, e non solo. Si tratta del paese più fascista e criminale del mondo, legato ad un’ideologia medioevale particolarmente arretrata e feroce (il Wahabismo”) dove, a differenza della Siria dove le donne sono pienamente emancipate, una donna non può uscire da sola, non può guidare una macchina, e dove si può essere condannati a morte per “stregoneria” o “apostasia” (se si abbandona l’islamismo). Lo stesso per quanto riguarda i rapporti della Mezzaluna Rossa, i cui dirigenti sono spesso rappresentanti di stati ricchi e influenti come Arabia Saudita e Qatar, o la Croce Rossa, se capitano dirigenti dell’UK o della Francia, paesi che hanno deciso la distruzione della Siria.

E meno male che fanpage.it non cita Amnesty International, ONG autrice di una delle più oscene montature della storia, quella delle migliaia di torturati e uccisi nelle carceri siriane che sarebbero stati fotografati da un fantomatico “agente Caesar”. Di questo agente non si sa il nome, né si conoscono i nomi degli uccisi, né se ne vedono le facce. Perché questo anonimato, visto che la polizia siriana dovrebbe già conoscere tutti benissimo, compreso il “suo” agente? Forse perché si tratta di immagini di repertorio di iracheni uccisi dagli Americani ad Abu Graib, o Afghani uccisi a Bagram, o Palestinesi massacrati a Gaza dagli Israeliani?

Infine si ricorda nell’articolo che le elezioni presidenziali del 2014, in cui Bashar al-Assad vinse con l’88% dei voti, furono contestate dalla Lega Araba. Ma di quale Lega si parla? Quella dominata dai reucci ed emiri del Golfo arricchitisi col petrolio e sponsor del terrorismo? Assad ebbe un fiume di voti anche tra i Siriani emigrati all’estero, là dove i governi non impedirono il voto, come in Italia, e oggi tutti i paesi arabi rimasti laici e salvatisi dall’ondata jihadista, come l’Algeria, il Libano, l’Egitto, l’Iraq, sostengono esplicitamente il governo siriano. La vittoria dell’esercito siriano ad  Aleppo ed i segnali di cambiamento della politica turca forse potranno portare ad un armistizio ed a nuove elezioni politiche e presidenziali, senza condizionamenti esterni. Allora potrà vedersi come il popolo sovrano siriano intenda determinare il suo destino.

Intanto anche in Occidente comincia a farsi strada una narrazione più veritiera, anche grazie alle semplici ma efficaci parole di Eva Bartlett. 
di Vincenzo Brandi



Vedere anche se non si vuol credere.
di Sonia Ardizzoni
Sabato scorso il primo cittadino Merola, il vescovo Zuppi e il rampollo emiliano stile Fratelli Musulmani Lafram tutti insieme sotto l’albero di Piazza Maggiore, Bologna.
L’albero, come per magia lacrimatoria mediaticamente orientata, viene al click appositamente spento, mentre i tre oscuri alfieri petroniani vanno a reggere il vessillo dell’aggressione occidentale alla Siria.
Immortalati non a caso dietro la stessa bandiera imposta al Paese durante il “protettorato” coloniale francese, lorda di sangue dei bambini siriani da ben prima che qualche scellerato sinistrato cominciasse ad esporre cartelli post orwelliani con la scritta “Save Aleppo”.
La cornice è quella di Bologna, città la cui amministrazione propone come fiore all’occhiello per il triennio prossimo il progetto della Disneyland del cibo fra i compagni di merende renziani e il prode dei magnamagna italidiotati, Oscar Farinetti.
Qualche decina di persone a prendersi un gran freddo che parte dalla mente, ma è il dato di pura propaganda che conta di più.
Al confronto, le armi di stordimento e di fabbricazione degli eventi-notizia sperimentate in Jugoslavia impallidiscono: Aleppo è ben peggio dell’invenzione del massacro di Srebrenica, e lo storytelling dura in questo caso da almeno quattro anni. Merola e Zuppi non possono non saper mentre recitano sotto stretto controllo dei rispettivi spin doctors (peraltro affiliati, come si è saputo, alla stessa casa-madre).
Nell’occasione, la variabile depistante ma non troppo è l’italiota islamista Yassine Lafram, giovane aspirante “uomo delle istituzioni” che puzza di settarismo trasformista da un miglio di distanza, con l’eloquenza torbida infarcita di espressioni da gnomo generazione Erasmus e predicatore in pectore di Al Jazeera.





Bologna per lo stato Islamico ad Aleppo
Bologna per lo stato Islamico ad Aleppo

Ora, che costui non sia in grado di rappresentare alcunché di solido e di popolare dentro la cosiddetta “comunità islamica” bolognese lo dicono a mezza voce i suoi stessi correligionari, ma questa palese mancanza di investitura dal basso pare invece costituire il pivot decisivo per accreditarsi presso le autorità cittadine così riunite.
Nulla importa, invero, all’establishment bolognese se questipersonaggi da anni, mantenuti da reti di fondi che provengono dai petrodollari sauditi o qatarioti, rimestano il brodo di coltura degli sfigati inviati ad ingrossare le bande mercenarie a cui i servizi occidentali affibbiano di tanto in tanto nomi differenti (da Al Qaeda all’ISIS). Va bene così: perché anche loro, come si vede mirabilmente nel quadretto sotto l’albero di Piazza Maggiore, sono (o stanno diventando) establishment.
Figuriamoci poi se un qualsiasi intimo dubbio o rimorso può venire a gente come Merola e Zuppi, ferventi servitori autoproiettati e convinti nel ruolo di fiancheggiatori di un’aggressione che rientra nei piani ormai storici per il Nuovo Medio Oriente: loro eseguono solo gli ordini e glorificano lo script occidentale a dominanza statunitense.
Ma quello che han fatto sotto l’albero spento “per Aleppo” è il loro minimo sindacale: il resto dell’aggressione, la parte di gran lunga preponderante e “scientifica”, la fanno quotidianamente ai danni dei loro concittadini e del loro stesso Paese.
Sonia Ardizzoni
Ai tre sotto l’albero spento :
Usi coprir menzogna con menzogna
come tempo non avete a comprender nel labirinto
che il vento può mutare o è già mutato
così niun dei vostri fedeli d’oggi si garberà al dunque
di farvi intonar l’appello ai vostri padroni
so’ fratell’ a noi
ce vengono a liberà
nel labirinto che s’apre
grande e complicato
non mancheranno i cessi
attesa è la vostra mano d’opera
onde nettarli
http://www.controinformazione.info/le-istituzioni-bolognesi-celebrano-laggressione-alla-siria/#

Giornalista della CBS attacca le bufale dei media sulla Siria: "Se Assad sta commettendo un genocidio, perche' le persone festeggiano?"

Giornalista della CBS attacca le bufale dei media sulla Siria: Se Assad sta commettendo un genocidio, perche' le persone festeggiano?

Tre fatti sulla Siria e sulla battaglia di Aleppo che i media non vi stanno raccontando


In un video sulla sua pagina Facebook, il giornalista della CBS Ben Swann ripropone il suo intervento sulla Siria durante la trasmissione "Reality Chek". Sono quattro minuti di rara importanza per il coraggio di chi riesce a rompere il muro della propaganda all'interno degli Stati Uniti.



Dopo aver mostrato il video delle persone che ad Aleppo esultano per la liberazione della parte orientale della città in mano ai terroristi - censurato da tutti i media tradizionali - Swann mostra i "tre fatti che non conoscete sulla Siria"

"Fino ad oggi in Siria vi hanno raccontato che si stesse combattendo per la libertà e la democrazia contro il ldittatore Assad. Ma tutto si è rivelato falso", prosegue.

Fatto numero uno.

"Il Free Syrian Army dei ribelli si è smantellato. I cosiddetti ribelli moderati addestrati dagli Usa hanno dato le loro armi ad Al Nusra ed il governo siriano sta combattendo contro Isis ed Al-Qaeda, anche se i media continuano a parlare, mentendo, di ribelli.
Aleppo è stata presa nel 2012 dai "ribelli", con Al Nusra il principale gruppo. A settembre di quest'anno è iniziata l'operazione di liberazione da parte della Russia. Domenica i terroristi hanno attaccato i bus di evacuazione dalla parte orientale della città perché non vogliono che i civili partano.

Fatto Numero Due.

"Non c'è un attacco sui civili da parte del governo siriano. I media hanno spesso riportato che gli ospedali fossero il primo obiettivo dei bombardamenti su Aleppo est prima della liberazione. Nessun media nazionale riporta che sul territorio quello che si è scoperto è che vi fossero tre ospedali ad Aleppo est ed erano tutti e tre utilizzati esclusivamente dai combattenti di Al-Qaeda e dell'Isis".

Fatto numero tre.

"I caschi bianchi non sono quello che dicono di essere. Sono una Ong che dichiara di non avere alcuna connessione con nessun gruppo in lotta in Siria ma che porta soccorso alla popolazione. Falso, ricevono finanziamenti per un miliardo di dollari da Usa, Regno Unito, Giappone, Danimarca, Olanda e Germania".

"La gente celebra ad Aleppo per aver cacciato i terroristi. Nessun media tradizionale ve lo mostra, per non farvi vedere la realtà e cioè che la lotta è tra il governo siriano contro Isis e Al Qaeda", conclude il giornalista di CBS.

Un grazie nostro de l'AntiDiplomatico al coraggio di Swann, ma il grazie più significativo è questo:

  


VIDEO. Missionaria argentina ad Aleppo smonta le fake news sulla Siria


VIDEO. Missionaria argentina ad Aleppo smonta le fake news sulla Siria



Rodrigo Guadalupe ha vissuto in Siria, nella città di Aleppo, dal 2011 al 2015 e dichiara nel video: "Non è una guerra civile quello che sta accadendo in Siria. Non è il popolo che si è sollevato contro il governo. E' una menzogna di chi promuove la guerra e utilizza i media e l'informazione perché in occidente si creda questo". "Sono gruppi estremisti armati dall'esterno, terroristi. Chi sta finanziando questa guerra sono paesi del Medio Oriente come l'Arabia Saudita e i paesi occidentali che appoggiando i ribelli, in definitiva, sostengono il terrorismo".



"Sapevamo che i disordini non fossero nati dall'interno, ma causati da fuori", ha dichiarato in un'intervista a RT di oggi. La religiosa sottolinea come "le grandi catene internazionali dei media hanno sempre mentito" e continuano "spudoratamente a farlo anche oggi". "Siamo in grado di testimoniare, avendo vissuto prima della guerra ad Aleppo, e incontrato queste persone, che ciò che sta accadendo in Siria è lontano dall'essere una guerra civile. Se dovessi dare una definizione parlerei di un'invasione". "Questi gruppi terroristici stanno portando avanti battaglie con obiettivi politici e religiosi. I gruppi sono fondamentalisti islamici che cercano di imporre la legge islamica e porre fine alla presenza degli infedeli. Così i cristiani fin dall'inizio del conflitto, non l'anno scorso, vengono massacrati."

Intervistata da l'AntiDiplomatico Rodrigo Guadalupe esattamente un anno fa dichiarava"Già dai primi giorni dell’inizio delle manifestazioni, la gente mi parlava di persone che provenivano da altri paesi, lo si notava dall’accento, venuti in Siria per provocare disordini. I media hanno avviato in Siria una campagna mediatica affermando che i siriani erano desiderosi della democrazia, che volevano rovesciare il loro Presidente. Le manifestazioni a favore del governo le propagandavano come contro”. E ancora: “Hanno ucciso bambini, molte persone sono state crocifisse. Tutto questo prima che arrivasse l’Isis. Per questo dico che l’opposizione moderata non esiste.” 
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_missionaria_argentina_ad_aleppo_smonta_le_fake_news_sulla_siria/5496_18330/



I mandanti di Ankara. Hanno lasciato la firma.


“Dobbiamo sapere chi ha dato gli ordini”: così Vladimir Putin ha commentato l’assassinio dell’ambasciatore Karlov a Ankara.  Da vecchio agente dei servizi, non crede nemmeno per un attimo allo “spontaneo assassino solitario”.
Meno  legato da obblighi  diplomatici, Vladimir Zhirinovsky, capo del Partito Liberal Democratico (nazionalista): è stata “un’operazione false flag dell’Occidente”.  Aleksei Pushkov, già capo della commissione esteri alla Duma: “E’ stata un’azione pianificata…ed è altamente probabile che  ci siano dietro elementi dei servizi della NATO.  E’ una vera provocazione e una sfida per la Russia”.
Nessun organo italiano ha riportato queste accuse, ci han continuato a far credere al pazzo  solitario. Eppure non  vengono da siti complottasti, bensì  dal britannico Independent: http://www.independent.co.uk/news/world/europe/russia-ambassador-shooting-turkey-nato-security-services-andrey-karlov-a7485296.html
Un americano “professionista” anche lui, Scott Bennett,  ex ufficiale dell’Ufficio guerra psicologica dell’US Army, ha detto a caldo: “Questa è la tipica azione di elementi  ‘terzi’  (third party elements) come il Mossadisraeliano e Netanyahu, o genuini simpatizzanti IS per  alienare Russia e Turchia”.
Ammazzare un ambasciatore non è solo un crimine. Se  ordinato da uno Stato  occidentale, è una barbarie che degrada l’Occidente, i suoi millenni di cultura politica, e svelle  alla base ogni  minima di fiducia fra nazioni:  dopo un simile delitto, le riunioni internazionali devono seguire i rituali dei gangster (americani), con perquisizioni, “lasciate le pistole nel guardaroba”, e  fuori i guardaspalle di ogni cosca con il mitra  e colpo in canna.
Ricordo che  progetti di assassinio “alla gangster”  di russi sono stati enunciati senza pudore da Michael Morell, un ex capo della Cia:


Quindi è  quasi ovvio che nelle ultime ore si siano  indicati fra i sospsetti mandanti: Erdogan – che non è occidentale – Israele (“Netanyahu”) che schifa la civiltà  per principio talmudico,   e Barak H. Obama, il  presidente uscente,   già noto per queste punture di scorpione, campione di doppiezza e estraneo alla cultura politica occidentale, compreso l’ordine di Norimberga  instaurato dagli Usa.  E’ il presidente che da anni ha decretato assassini mirati coi droni, scegliendo le sue vittime da liste della Cia – che ha trasformato, come dice Shamir, nella Centrale di Assassini.

Il movente, un affronto a Washington

Il motivo indicato: i negoziati per la pace in Siria fra Russia, Turchia ed Iran, che Putin è riuscito a organizzare e si è tenuto a Mosca. Gli Stati Uniti  nonsono stati invitati.  “Per  Washington, un affronto”, che per di più ne sanciva l’irrilevanza nell’area.   Anche “Netanyahu” forse è offeso di non essere stato invitato.
Gli ambienti neocon “americani” non sono riusciti a nascondere la loro gioia ed  esultanza per l’omicidio di Karlov. “Non piangiamo per il lacché di Putin”, esordisce un articolo quasi incredibile per l’odio e la violenza che esprime sul New York Daily News:
“Come uomo di Putin in Turchia, Karlov era la faccia pubblica dei  crimini di guerra commessi nel mondo da quel  dittatore assassino e della sua opressione in patria.  Andrei Karlov è l’incarnazione in  forma umana di direttive che hanno usato bombe ‘bunker buster’ per uccidere bambini,   ha mandato i caccia a fare terra bruciata con le bombe di un’intera città”[sembra quasi che parli di Obama o Netanyahu, ma no:] ha aiutato il pazzo siriano Assad nella compagna che ha ammazzato centinaia di migliaia, ed ha persino ordinato  aggressioni contro i soccorritori dell’ONU [sic].  Giustizia è stata fatta”.



Kuntzman (è anche finocchio)
Kuntzman (è anche finocchio)

Un delirio, un rantolo di rabbia e di menzogna, senza freni inibitori. Come qualche lettore che abbia “orecchio” ai toni del Talmud può aver già  indovinato, l’autore è un Gershon  Kuntzman, della nota ‘cultura’.  Infatti, l’assassinio dell’ambasciatore  Karlov gli ha fatto venire a  mente “il caso di  Ernst vom Rath, il diplomatico nazista in Francia, che fu sparato dentro il suo consolato da uno studente ebreo nel 1938”.
“Come Karlov, Rath era la faccia pubblica dell’atrocità, nel suo caso del genocidio, antisemitismo e prossima aggressione mondiale di Adolf Hitler.  Era forse Rath una vittima innocente?  Certo no.  Non solo appoggiò l’oppressione degli ebrei  come ‘necessaria’  perché la Germania prosperasse, ma ha affiancato Hitler senza far nulla mentre divorava lì Europa….”.
Similmente, ringhia  Kuntzam, “il lavoro di  Karlov in Turchia era di alleviare le tensioni sulle atrocità della Russia in Siria e  le sue incursioni dentro la  Turchia stessa [sic: notate la menzogna aperta e svergognata,  tipica della ‘cultura’] ossia il suo lavoro era di abilitare e normalizzare Vladimir Putin”.
“Dato questo suo ruolo, egli non era un diplomatico ma un soldato, e la sua morte è la stessa, che sia accaduta in battaglia fuori Aleppo o in  una galleria d’arte ad Ankara. Anche il suo  killer era un soldato – attenti, non un terrorista ma un soldato. I terroristi ammazzano gente innocente con i camion nei mercatini di Natale o con aerei contro i grattacieli. I soldati ammazzano altri soldati”.
Praticamente, è  la   firma di “Ysroel”  sull’assassinio.  Con le tipiche auto-assoluzioni  talmudiche quando Ysroel infrange qualche  pilastro del diritto pubblici europeo, ossia della civiltà –  “non era  un diplomatico ma un soldato” –  e  perfino il tocco di spudorata chutzpah: “terroristi” sono quelli che ammazzano innocenti, che  hanno fatto l’’11 Settembre (e Kuntzman lo sa bene, chi l’ha fatto),  quelli che “lanciano camion contro i mercatini di Natale” (anche di questi sa chi sono i mandanti).
zuckerman
Il padrone del giornale su cui scrive è Mortimer Zuckerman: non solo miliardario ebreo, non solo  finanziatore della Clinton; è l’uomo  che ha riunito almeno una discretissima riunione di giuristi e milionari per esaminare come “la morte di un candidato può annullare le  elezioni”, insomma   quale fosse il momento più opportuno della morte di Donald Trump  in modo da mantenere al potere Obama.


http://www.maurizioblondet.it/mandanti-ankara-lasciato-la-firma/