ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 31 gennaio 2017

Il “papa di nuova generazione”

La vittoria di Trump e i piani della setta per il completamento dell’agenda del “papa di nuova generazione”. Le profezie di San Francesco.

UN’AGENDA QUELLA DI TRUMP CHE DOVREBBE PIACERE ALLA GERARCHIA…

16266066_10211727700697858_3856315737430113482_n(Nella foto a fianco: “femministe” in piazza contro Trump)
La vittoria di Donald Trump ha portato un vero e terremoto di novità, speranze e incertezze. Che tipo di presidente sarà il Donald? Il suo spirito nazionalista attenuerà e farà passare in secondo piano quello filo-giudaico che ci piace molto meno? E’ certo che mentre il neo-presidente era intento a prestare il solenne giuramento, sul sito internet della Casa Bianca  sparivano le pagine dedicate ai “diritti” LGBT insieme a quelli del cambiamento climatico. Ma non solo: il neo-presidente si è già affrettato a mantenere la parola data in campagna elettorale circa il suo sostegno in difesa della vita nascente mettendo al bando l’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo.
Ma mentre i media di tutto il mondo ci parlano della manifestazione femminista contro il neo-presidente misogino e maschilista si dimenticano di parlarci di chi siano i suoi veri nemici: una risposta trattenuta anche perchè è molto imbarazzante dovere ammettere che i Trump Haters sono la compagnia di Wall Street, e il mondo della masso-finanza che con la presidenza di Obama aveva messo il turbo al programma di colonizzazione globale sotto l’egida del NWO. Troppo imbarazzante dover ammettere che i nemici di Trump sono coloro che mirano a stritolare i popoli distruggendo le loro domestic-economies, così come gli invertiti e le prostitute che si sono fatte testimonial della lotta per la “libertà”, come Louise Veronica Ciccone che aveva promesso blow-jobs a manetta a tutti coloro che avessero votato per la Clinton.

ECCO CHI SONO I SOSTENITORI E I NEMICI DI TRUMP

Ma chi sono questi intrepidi manifestanti della libertà e dell’”ammore” che sono scesi in piazza (foraggiati da George Soros ovviamente) per scaricare la loro rabbia verso il nuovo presidente degli USA? Un video-amatore ha domandato ad alcuni manifestanti vestiti di nero: “Chi siete?”. Risposta: “Siamo i Satanic Temple, siamo atei e satanisti, siamo contro Trump perché sta per toglierci la maggior parte dei nostri diritti”. I Satanic Temple sono una setta divenuta nota in America negli ultimi anni grazie al potere acquisito durante la presidenza Obama di parlare contro Dio e che ha ottenuto la rimozione di simboli religiosi nelle istituzioni pubbliche rimpiazzati da quelli satanici. Di fronte agli adoratori del diavolo spaventati da Trump, basta chiedersi se avrebbero reagito allo stesso modo anche al cospetto di Hitler per rendersi conto che l’accostamento fra i due personaggi è quanto meno inopportuno. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-giudicate-trumpdai-suoi-nemici–18736.htm
Di contro the Donald è stato sostenuto da patrioti, diversi pastori cristiani, i siti pro life, la classe media e la maggioranza dell’America profonda legata ai valori della tradizione americana che lo ha votato oltre alla stragrande maggioranza di cristiani cattolici. Insomma la scelta degli americani dovrebbe far esultare le altissime gerarchie della Chiesa Cattolica che finalmente potrebbe tornare a gridare a gran voce l’irrevocabilità dei principin non negoziabili della Cristianità. Invece no!

CONTROVERSIE PER UN MURO LA CUI IDEA NON E’ STATA PARTORITA DA TRUMP

urlDai palazzi dell’alta gerarchia si odono voci di dissenso verso la famosa iniziativa di Trump di costruire il muro che separi gli USA dal Messico per evitare l’invasione di immigrati clandestini. Questa iniziativa “di destra” che sarebbe contraria ad una gerarchia ecclesiastica diventata oggi punto di riferimento di tutto il mondo “di sinistra” fu in realtà sostenuta per prima da Bill Clinton nel 1994 e estesa nel 2006 con l’approvazione del Secure Fence Act, firmato da George W. Bush, e votato anche da 25 senatori democratici, tra cui Hillary Clinton e Barack Obama. http://www.ilfoglio.it/esteri/2017/01/25/news/oggi-trump-inizia-a-costruire-il-muro-col-messico-che-gia-esiste-116824/ Obama grande amico di Bergoglio, poi in particolar modo è stato autore di una delle più severe politiche di espulsione con oltre 2,5 milioni di deportati dal 2009 al 2015. http://www.ilgiornale.it/news/mondo/trump-duro-i-clandestini-obama-ne-ha-espulsi-25-milioni-1331307.html Quindi se i valori sulla quale si vuol fondare la nuova America di Trump per quanto riguardano il diritto alla vita e i valori della famiglia sono identici a quelli bimillenari della Chiesa e se la severità trumpiana per quanto riguarda l’immigrazione clandestina non supera in nessun modo quella dei suoi predecessori, per quale motivo così tanta ostilità da parte di Bergoglio nei confronti del nuovo presidente? Come mai il suo disappunto si sposa perfettamente con quello dei compari di Wall Street e della cricca globalista invece che con la linea cattolica? Il giorno successivo all’elezione “papa Francesco” ha usato frasi taglienti per salutare il neo-presidente, condannando il cosiddetto “populismo” affermando che anche Hitler fu eletto dal popolo! urlhttp://www.repubblica.it/vaticano/2017/01/22/news/papa_francesco_nei_momenti_di_crisi_non_funzionano_i_muri_-156595968/ Frasi che lasciano di stucco dato che Bergoglio, nei quattro anni del suo discusso (e per molti illegittimo) pontificato lo si è visto sorridente e tollerante con alcuni dei più feroci tiranni (“di sinistra”) da Fidel Castro ai leader cinesi autori di sanguinosissime stragi, di cristiani in primis. Insomma il profilo di “Francesco” pare proprio quello del “papa di nuova generazione” che la Massoneria ha sempre sognato e per la quale lavora instancabilmente da più di un secolo.
paul-roca-apostata-massoneria-distruzione-chiesa-cattolica-copyCome diceva il massone Vindice in una delle tante missive di fine ottocento sequestrate dai servizi segreti vaticani “La Chiesa non la si vince se non con la corruzione la strategia della corruzione è rivolta contro la società che si vuole cambiare, e contro la Chiesa”. Progetti che oggi paiono sempre più alla portata. Quanto emerso da alcuni “leaks”, dello staff della Clinton in particolare dalla pubblicazione delle email di John Podestà- il discusso membro della campagna elettorale della Clinton coinvolto nello scandalo Pizzagate che lo vedeva coivolto in una squallida vicenda di pedofilia e sacrifici rituali- che ha ammesso di aver sostenuto due organizzazioni cattoliche per promuovere una “rivoluzione” nella Chiesa. Occorre una “Primavera nella Chiesa” In una mail del febbraio 2012 pubblicata da Wikileaks, Podesta risponde al suo vecchio capo e amico di Obama Sandy Newman a proposito di un auspicato cambio di linea nella Chiesa Cattolica.
Scrive Newman: «Ciao John, tutta questa controversia coi vescovi che si oppongono alla copertura contraccettiva, anche se il 98% delle donne cattoliche (compresi i loro partner coniugali) ha fatto uso della contraccezione, mi ha fatto pensare». La polemica con l’episcopato a è quella sorta attorno all’Obamacare, la contestata riforma sanitaria varata nel 2010 dall’amministrazione democratica che includeva nell’assicurazione obbligatoria anche coperture per pratiche abortive e anticoncezionali (e sulla quale pendeva il giudizio di costituzionalità della Corte Suprema).
Sandy Newman invoca per questo una «primavera cattolica» (Catholic Spring) in cui «gli stessi cattolici chiedono la fine di una dittatura medievale, l’inizio di un po’ di democrazia e il rispetto dell’uguaglianza di genere nella Chiesa Cattolica». http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2016/10/15/politica/come-la-clinton-tenta-di-infiltrarsi-nella-chiesa
piano-massoneria-distruzione-chiesa-cattolica

DOPO IL CONCILIO VATICANO II UNA NUOVA AMARA PRIMAVERA NELLA CHIESA

Una primavera che ha il sapore dei successi di Bergoglio che ne ha portato a casa un altro già dall’inizio di questo nuovo anno: le dimissioni di Matthew Festing, Gran Maestro del Sovrano militare ordine di Malta, costretto a lasciare l’incarico su richiesta della Santa Sede. Festing è stato colpevole di aver destituito il Gran Cancelliere Albrecht Freiherr distributore di condom in Africa che si rivolge a Roma chiedendo “giustizia”. Bergoglio, contrariamente a Benedetto XVI, tra l’altro si è sempre dichiarato favorevole all’uso dei profilattici e lo scorso dicembre crea una commissione ad hoc con cinque esponenti per indagare sulla distribuzione di condom. L’Ordine di Malta, che ricordiamo è un ordine sovrano contro cui Roma in teoria non potrebbe neppure intervenire, aveva risposto al Pontefice chiedendo di non intromettersi in “questioni interne”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/25/ordine-di-malta-papa-chiede-le-dimissioni-del-gran-maestro-allorigine-tensioni-interne-e-caso-preservativi-in-africa/3339971/
Quale personaggio meglio di Bergoglio oggi si adatta per la completa sovversione della dottrina cattolica? Oggi la Chiesa è sempre più lontana da quella che fu per anni “Milizia terrena” per assomigliare sempre più ad un’associazione umanitaria pregna di principi laici di sinistra, scevra della sua missione apostolica e sempre attenta alle necessità, ai vizi e ai bisogni dell’uomo moderno liberato dalla fede considerata una serie di dogmatismi sempre più detestati persino dalla stessa gerarchia che ha invece in dovere di custodirla, difenderla e diffonderla. E se tutti aspettavano i provvedimenti per dopo le feste natalizie dei quattro cardinali Cardinal Burke insieme Walter Brandmüller, Carlo Caffarra, Joachim Meisner, autori dei famosi “Dubia” , riguardanti i punti oscuri (e in odor di eresia) della discussa enciclica Amoris Laetitia, apprendiamo da un comunicato che Burke ha espresso in piena autonomia la sua opinione e sarebbe comunque convinto di non fare un passo pubblico. In poche parole la divisione formale tra la Vera Chiesa di Cristo e la falsa chiesa degli scandali, dell’ecumenismo, dell’immigrazione, dell’ecologismo e della propaganda in favore del “lato spirituale della raccolta differenziata” dovrà ancora attendere. Tuttavia come profetizzato dalle Sacre Scritture e dai Santi, Dio permetterà che una grande prova scuota le coscienze dei suoi fedeli; una prova che insinuerà il dubbio anche negli eletti.

foto-9LA PROFEZIA DEL POVERELLO DI ASSISI

Come anche si evince in una delle profezie più note di San Francesco tornata in auge negli ultimi quattro anni di pontificato di colui che ha voluto prendere il nome del poverello di Assisi affermando di volerne imitare la carità (!!). Ecco il testo della profezia di San Francesco per capire quanto essa possa essere applicabile a un’inaudita realtà presente tratto dal sito http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=9650
Dopo aver convocato i suoi fratelli poco prima della sua morte (1226), Francesco ha avvertito su tribolazioni future, dicendo: “Fratelli agite con forza e fermezza in attesa del Signore. Un periodo di grandi tribolazioni e afflizioni in cui grandi pericoli e imbarazzi temporali e spirituali accadranno; la carità di molti si raffredderà e l’iniquità dei malvagi abbonderà. Il potere dei demoni sarà più grande del solito, la purezza immacolata della nostra comunità religiosa e altri saranno appassiti al punto che ben pochi fra i cristiani vorranno obbedire al vero sommo Pontefice e alla Chiesa Romana con un cuore sincero e perfetta carità.
“Nel momento decisivo di questa crisi, un personaggio non canonicamente eletto, elevato al soglio pontificio, si adopererà a propinare sagacemente a molti il veleno mortale del suo errore. Mentre gli scandali si moltiplicheranno, la nostra congregazione religiosa sarà divisa tra altre che saranno completamente distrutte, perché i loro membri non si opporranno, ma consentiranno all’errore. Ci saranno così tante e tali opinioni e divisioni tra la gente, e tra i religiosi e i chierici che, se quei giorni malefici non fossero abbreviati, come annunciato dal Vangelo, anche gli eletti cadrebbero nell’errore (se fosse possibile), se in tale uragano non fossero protetti dall’ immensa misericordia di Dio. Così la nostra Regola e il nostro modo di vita saranno violentemente attaccati da alcuni. Delle tentazioni terribili sorgeranno. Coloro che supereranno la grande prova riceveranno la corona della vita. Guai a quelli tiepidi che metteranno ogni loro speranza nella vita religiosa, senza resistere saldamente alle tentazioni consentite per provare gli eletti. Coloro che nel fervore spirituale abbracceranno la pietà con la carità e zelo per la verità, subiranno persecuzioni e insulti come se fossero scismatici e disobbedienti. Perché i loro persecutori, spronati da spiriti maligni, diranno che in questo modo prestano grande onore a Dio nell’uccidere e rimuovere dalla terra degli uomini tanto cattivi. Allora il Signore sarà il rifugio degli afflitti e lui li salverà, perché hanno sperato in Lui. E poi per rispettare il loro Capo, agiranno secondo la Fede e sceglieranno di obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, acquistando con la morte dalla vita eterna, non volendo conformarsi all’errore e alla perfidia, per assolutamente non temere la morte. Così alcuni predicatori terranno la verità in silenzio e negandola la calpesteranno.
“La santità di vita sarà derisa da coloro che la professano solo esteriormente e per questa ragione Nostro Signore Gesù Cristo invierà loro non un degno pastore, ma uno sterminatore“.
Opera Omnia S. FRANCISCI ASSISIATIS, col. 430 Paris Imp. Bibliothèque écclésiastique 1880 (dalle annotations de Louis-Hubert Remy)
Magnum in Ecclesia schisma et tribulationem futuram.
Parole che riprendono l’inganno indicato dallo stesso Vangelo; che svelano in pieno quella scalata dei «falsi cristi», lupi vestiti da agnelli, all’attacco finale, quando un “personaggio non canonicamente eletto, sarà elevato al soglio pontificio”.
Ciò è nella seconda Lettera ai Tessalonicesi, quando il «katéchon» sarà tolto di mezzo (Il massacro del Papa col suo seguito papale del Terzo Segreto di Fatima, più chiaro nel 1960 quando il Soglio di Pietro passò ad essere occupato da Roncalli, Giovanni XXIII anziché dal cardinale Giuseppe Siri delfino di Pio XII che era stato già eletto con il nome Clemente XVII e rimosso prima che si arrivasse ad affacciare dalla finestra.
lafargue-massone-sul-cattolicesimo-1DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI
“Carissimi, non vogliate credere a ogni spirito, ma esaminate gli spiriti per conoscere se sono da Dio, poiché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. Da questo voi conoscete lo spirito di Dio: ogni spirito che confessa Gesù Cristo venuto nella carne è da Dio; e ogni spirito che non confessa Gesù non è da Dio.
Ma questo è lo spirito dell’anticristo, del quale avete sentito che deve venire, anzi è già nel mondo. Voi, figli, siete da Dio e li avete vinti, poiché chi è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono dal mondo; perciò parlano del mondo e il mondo li ascolta” (I Gv 4, 1-5).
San Paolo avverte: “Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro; infatti voi siete tutti figli della luce e figli del giorno: non siamo né della notte né delle tenebre. Pertanto non dormiamo come gli altri, ma vegliamo e siamo temperanti… Pregate senza interruzione. Rendete grazie in ogni cosa: questa è la volontà di Dio a vostro riguardo, in Gesù Cristo. Non spegnete lo Spirito. Non disprezzate le profezie.
Esaminate ogni cosa: ritenete ciò che è buono. Tenetevi lontano da ogni sorta di male” (I Ts 5, 4-6: 17-22).
Attenzione, quindi: Non spegnete lo Spirito. Non disprezzate le profezie.
-Floriana Castro- antimassoneria.altervista.org Copyright © 2017
31/1/2017
http://antimassoneria.altervista.org/la-vittoria-trump-piani-della-setta-completamento-dellagenda-del-papa-nuova-generazione-nelle-profezie-san-francesco/




LA POSTA IN GIOCO

    Qual è la posta in gioco nella battaglia pro o contro Trump. Ora i nodi vengono al pettine. Il valore fondamentale della civiltà cristiana è l’amore, non il buonismo, che ne è la diabolica contraffazione 
di Francesco Lamendola  




I due schieramenti sono ormai sufficientemente ben delineati. Del resto, lo si era intuito già da tempo, addirittura prima che Trump vincesse, in maniera netta, contro tutte le previsioni – e a questo punto bisogna domandarsi a chi sia in mano il meccanismo delle cosiddette “previsioni” – le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti d’America. Si scontrano due principi, due visini del mondo, due sistemi di valori: e, sorpresa!, Trump non rappresenta quel che poteva sembrare, e nemmeno i suoi implacabili avversari e detrattori sono quel che apparivano. Ora, almeno, le cose son diventate abbastanza chiare, beninteso per chi le vuol vedere e possiede quel tanto di onestà intellettuale per giudicarle per ciò che sono, e non in base a dei riflessi condizionati e a delle formule ideologiche astratte, che possono piacere o non piacere, ma che hanno il limite di essere sempre un po’ al di qua, o al di là, delle situazioni concrete, cioè della vita vera.
Trump si presentava come l’araldo di un nazionalismo e di un liberismo esasperati, al limite della xenofobia e del capitalismo più selvaggio. Il partito globale che gli si oppone, e che lo vede come il diavolo incarnato, si presentava e si presenta tuttora come il depositario di due valori essenziali della cultura moderna: la dignità umana e la libertà. A capo di questo partito internazionale c’è, senza alcun dubbio, non un uomo politico, o un filosofo dell’economia, ma l’attuale inquilino dei palazzi vaticani: papa Francesco. E, infatti, nel suo messaggio al neoeletto presidente americano, il pontefice gli ha testualmente ricordato:

In un tempo nel quale la famiglia umana è assalita da gravi crisi umanitarie che richiedono risposte politiche lungimiranti e unite prego che le sue decisioni vengano guidate dai ricchi valori spirituali e etici che hanno formato la storia del popolo americano e l'impegno della sua nazione per l'avanzamento della dignità umana e della libertà in tutto il mondo».

Così il duecentosessantaseiesimo vescovo di Roma al quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Dignità e libertà, come valori da “far avanzare”, cioè da diffondere, in tutto il mondo: questa la missione storica che, secondo Francesco, è stata assegnata agli Stati Uniti d’America. Un compito che deriva, genericamente, dai “valori spirituali ed etici”: tutto qui. Neanche una parola sui valori cristiani, come ormai è tipico di questo papa, che non parla mai da papa, ma da leader laico; e benché Trump, da parte sua, abbia fatto riferimento esplicito ad essi, fin da prima della campagna elettorale. Ci si può anche chiedere se dignità e libertà siano i valori più importanti di tutti, e se davvero li si possa concepire staccati, o autonomi, rispetto al cristianesimo. Chi ha insegnato alle società umane questi valori? Senza dubbio, lo storico onesto deve riconoscere che li ha insegnati il cristianesimo, non l’illuminismo (che, semmai, li ha stravolti). Il presidente Trump lo sa, lo dice e lo tiene a mente; il papa, invece, no. Parla come un uomo del 1789, come un rivoluzionario francese o un filantropo illuminista: vede la libertà e la dignità come valori assoluti, e, quel che più conta, come valori laici, che parlano una lingua internazionale, condivisibile da tutti gli uomini di buona volontà, di qualunque e fede e di qualsiasi credo. Ma è proprio così?
Vediamo. Nella cultura islamica, dignità e libertà non sono precisamente valori assoluti, e tanto meno universali. Di per sé, la cultura islamica non li possiede: prima di essi, molto prima di essi, viene la sottomissione a Dio e alla parola trasmessa dal suo profeta, Maometto. Sul terreno pratico, le cose sono ancora più chiare. Dalla proibizione di guidare la macchina per le donne, alle mutilazioni genitali femminili, al taglio della mano destra per il ladro, alla lapidazione per l’adultera, al disprezzo e al rifiuto radicale dell’omosessuale (un aspetto sui cui i progressisti nostrani sorvolano sempre, chi sa perché), non si direbbe che la dignità umana e la libertà umana siano la preoccupazione numero uno delle culture islamiche. Sappiamo benissimo che qualcuno obietterà che né l’infibulazione e il taglio del clitoride, né tante altre usanze praticate nelle culture islamiche, sono, di per sé, islamiche: ma il discorso non cambia. Che tali norme siano o non siano scritte nel Corano, sta di fatto che sono praticate ed imposte da islamici, i quali, così facendo, sono convinti di realizzare pienamente la loro condizione di credenti. E questo è un problema dell’islam; non tocca ai suoi critici di fare la distinzione fra il Corano e le sue eventuali applicazioni improprie e sbagliate, ma tocca agli islamici risolvere le loro contraddizioni. D’altra pare, di quale libertà stiamo parlando? Nell’islam non è consentito convertirsi ad un’altra religione; chi lo fa, lo fa a suo rischio e pericolo. E non c’è altro da dire.
Nella cultura giudaica, del pari, non troviamo né la dignità, né la libertà in cima alla scala dei valori. Come nell’islamismo, vi è una netta distinzione fra la morale da attuare e rispettare con i propri correligionari, e quella da riservare ai non credenti, ai goyim. Sappiamo bene che questo discorso non piace ai patiti del dialogo inter-religioso e agli ammiratori incondizionati dei nostri “fratelli maggiori” (una espressione a dir poco azzardata, a meno di precisare che sono i fratelli maggiori dai quali i cristiani sono stati rifiutati e perseguitati, perché erano loro di scandalo, e lo sono tuttora). Eppure, la verità di quest’affermazione apparirà ancora più palese se si considera che gli Ebrei sono sempre a favore dell’immigrazionismo, del pluralismo e del multiculturalismo, ma a casa degli altri; quanto a se stessi, si sposano fra di loro e non si confondono affatto con gli altri popoli e con le altre religioni, perché ciò sarebbe contrario ai loro principi fondamentali. Anche per loro, inoltre, la dignità e la libertà vengono parecchio dopo la fedeltà a Dio: basta leggere l’Antico Testamento per convincersene, così come basta osservare il comportamento pratico degli Ebrei, a cominciare da quello impersonato dalla leadership dello Stato d’Israele, per esempio dal modo di porsi nei confronti non già del problema palestinese (da essi creato), ma del popolo palestinese.
Nella cultura laicista e secolarizzata dell’Occidente odierno, i valori di cui papa Francesco pare essersi fatto banditore non trovano cittadinanza se non a parole. Aborto, eutanasia, edonismo sfrenato, utilitarismo cinico, ricerca esasperata del profitto vanificano ogni discorso reale sulla dignità e sulla libertà; in compenso, questo sì, sono valori che stanno sempre sulla bocca delle perone politicamente corrette, a cominciare dai leader europei, di destra non meno che di sinistra: gli Hollande, gli Zapatero, le Merkel, i Renzi, e via dicendo. Ma è solo un mare di chiacchiere: nei fatti, quel che conta è il dio denaro, e il sacro egoismo delle banche e del potere finanziario. In compenso, dignità e libertà sono declinate in senso assoluto, là dove alimentano la cultura dei diritti a senso unico, e, con ciò, diventano armi da brandire contro la maggioranza da parte delle minoranze; armi con le quali si paralizza la vita della società, si ostacola il merito, si punisce la vera libertà di pensiero. Come si può parlare di libertà, se ogni giorno i parlamenti europei votano nuove leggi liberticide, in nome dei diritti che, teoricamente, si vorrebbero difendere? Parlare in maniera difforme dal politically correct equivale ad esporsi a svariati reati punibili dal codice penale: dall’omofobia al negazionismo, dal razzismo alla circonvenzione d’incapace (nel caso delle cure mediche alternative alla medicina ufficiale). In questa società laicista e secolarizzata, l’importante è affermare i diritti delle minoranze, per quanto minuscole. L’università di Udine ha appena avuto la bella pensata di facilitare le cose agli studenti che vogliono cambiare sesso, garantendo la massima privacy nella gestione dei dati anagrafici. Bello, vero? Questa sì che è civiltà.
E infine vediamo la chiesa di papa Francesco e il mondo cattolico da lui rappresentato: cioè, per dir meglio, la neochiesa, o la contro-chiesa, modernista e progressista. Dignità e libertà dell’uomo? Bisogna vedere. O si parte dalla persona umana, oppure è meglio parlar d’altro. Il Vangelo stabilisce il primato della persona, non dell’uomo: l’uomo (e il cittadino) sono astrazioni di Rousseau e di Robespierre. Per il cristianesimo (quello vero, non quello taroccato e contraffatto dai modernisti) l’uomo è persona, perché Dio stesso è Persona, e l’uomo è stato creato a immagine di Lui. Il Padre è persona, Gesù Cristo è persona, lo Spirito Santo è persona. L’uomo è persona e la sua dignità e la sua libertà sono una conseguenza di questo fatto, non una pre-condizione. Se l’uomo non è persona, non ha né dignità, né libertà. Ora, l’uomo massificato, abbrutito, livellato, anonimo e politicamente corretto, non è persona: è numero, per non dire bestiame. Parlare della dignità ed esaltare la libertà di un tale soggetto è blasfemo, e, oltretutto, si rivela funzionale ai meccanismi della sua degradazione e della sua spersonalizzazione. Inoltre, per il cristianesimo (quello vero) tutti gli uomini sono chiamati ad essere persone, perché sono tutti figli di Dio; nell’islamismo e nel giudaismo, invece, solo i veri credenti lo sono.
E adesso torniamo a Trump. Qual è la principale ragione del contendere, al principio del suo mandato presidenziale, fra lui e il papa, fra lui e i leader europei, fra lui e tutto l’establishment progressista e benpensante, di cui i ragazzotti che lo contestano e i giudici che cercano di ostacolare le sue decisioni sono la perfetta espressione? Il muro con il Messico e la proibizione di entrare negli Stati Uniti, per alcuni mesi, a coloro che provengono dai Paesi considerati focolai di terrorismo; poi, la preferenza accordata all’accoglienza dei cristiani, rispetto agli islamici. Inoltre, si è spinto ad affermare che gli Stati Uniti non devono fare, davanti al problema dei migranti, come l’Europa, che “è piombata nel caos” (e l’Italia, avrebbe potuto aggiungere, nel più profondo del caos: andare alla stazione ferroviaria di Milano e confrontarla con quella di Monaco di Baviera, per credere). E questo sarebbe nazionalismo, sarebbe xenofobia? È, semplicemente, l’affermazione di un principio che l’Europa ha rinnegato, il principio della sovranità. In base ad esso, prima vengono gli interessi del proprio Paese, poi tutto il resto. Non è un principio nazista, o semi-nazista, come il papa ha suggerito, perfidamente, accostando l’elezione di Trump all’andata al potere di Hitler, ma un principio elementare di buon senso e di responsabilità. Ogni Stato è come una nave, e ogni capo di Stato è come il suo comandante. Non c’è nulla di dittatoriale in questo, tanto più se il capo in questione è stato legalmente eletto. Al comandante della nave spetta la responsabilità di proteggere la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio, nonché della nave stessa. Poniamo che si avvicini una imbarcazione sospetta: egli ha il diritto di non lasciarla avvicinare, di non far salire a bordo nessuno; anzi, ne ha il preciso dovere, qualora vi siano ragioni per pensare che esiste un pericolo (fra parentesi, questa è esattamente la situazione in cui si venne a trovare la petroliera italiana Enrica Lexie, e bene fecero i due marò a reagire con le armi; quanto all’India, ha poco da indignarsi: se sorvegliasse i suoi mari e scoraggiasse i suoi pescatori dal praticare la pirateria, non sarebbe accaduto niente). Qualcuno ci deve spiegare che cosa vi sia d’ingiusto, d’intollerabile, di offensivo per la dignità e la libertà, nel rifiutare l’ingresso nel proprio Paese a masse d’individui, fra i quali si celano sicuramente soggetti pericolosi. I servizi segreti europei hanno ammesso, da tempo, quel che si era sempre saputo: che i terroristi islamici vengono in Europa mescolandosi alla massa dei cosiddetti profughi. Basterebbe già questa ragione per porre un freno deciso all’ingresso di queste masse; senza contare che ve ne sono altre, dalla sicurezza sanitaria al legittimo desiderio di preservare i caratteri essenziali della propria società, a cominciare dalla sua composizione etnica. Non è scritto da nessuna parte che, in nome dell’accoglienza, uno Stato o un intero continente devono accettare di veder sparire i propri abitanti sotto una strabocchevole massa di stranieri.
Non è scritto nemmeno nel Vangelo. Noi non sappiamo dove il papa abbia trovato un simile concetto; certo è che, quando ordina e pretende l’accoglienza indiscriminata, sta forzando il Vangelo e sta manipolando il cattolicesimo. Cristo esorta ciascuno a farsi prossimo per il fratello bisognoso, ma non afferma che ciascuno ha il dovere di spalancare le porte di casa propria a chiunque. I modi della carità spettano alla coscienza individuale. E non c’è niente di poco cristiano nel preoccuparsi prima della sicurezza della propria famiglia, della propria società, del proprio popolo, e poi di tutto il resto.
Sì: l’elezione di Trump ha sparigliato tutte le carte: ora i nodi vengono al pettine. Appaiono evidenti la nullità e la pavidità dei politici europei, infuriati davanti a un capo di Stato che non fa come loro, che non espone il suo popolo al pericolo, al caos e alla prossima estinzione, ma rivendica con fierezza il diritto a difendersi e a vivere secondo i propri valori. Il valore fondamentale della civiltà cristiana è l’amore, non il buonismo, che ne è la diabolica contraffazione. Gesù dice (Mt 10, 16-17): Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe. Guardatevi dagli uomini. E se lo dice Lui… 

Qual è la posta in gioco nella battaglia pro o contro Trump

di Francesco Lamendola