ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 15 febbraio 2017

Designer Religion?

Perché il Papa anti-Medjugorje rischia lo scisma

È inutile girare intorno a ciò che è chiaro: questo Papa non ama Medjugorje. La Madonna «capufficio postale» che manda ogni giorno messaggi cui si riferisce è proprio quella bosniaca (anche se di etnia croata).
E forse ha proprio deciso che il tempo è maturo per prendere in mano la patata bollente. «Questa moda della Madonna superstar, come una protagonista che mette se stessa al centro, non è cattolica». È l'ultima sua tirata. Questo Papa, si sa, ama parlare a braccio e obbliga perciò all'esegesi del suo pensiero.
Tuttavia, a noi giornalisti rimane solo il virgolettato di quel che ha detto, e su quello dobbiamo lavorare. Nei messaggi da Medjugorje, va detto, la Madonna non mette se stessa al centro, ma si riferisce sempre a suo Figlio. Il quale ci si faccia caso - non «appare» quasi mai, ma manda sempre sua Madre. Infatti, i grandi santuari (e pure quelli piccoli) che attirano le folle dei fedeli sono tutti mariani. Le più importanti manifestazioni del soprannaturale (Lourdes, Fatima, ma anche in Argentina) sono discese sulla terra della Madonna, non di Gesù Cristo. È chiaro e lampante che è lei la «Mediatrice di tutte le grazie» perché vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole (mi si permetta la citazione dantesca). Papa Francesco, la cui strategia è a questo punto chiara, manda un suo inviato (plenipotenziario o semplice osservatore?) a Medjugorje per avere da lui un dossier finale «entro l'estate prossima». Mistero (ennesimo) di tutto ciò che ha a che fare con quella remota località. Un altro dossier? E quello della commissione Ruini istituita nel 2010 da Papa Ratzinger? Che cos'altro c'è da sceverare nell'affaire Medjugorje? Sono stato due volte in quel luogo e ci ho pure fatto un libro sopra con Mondadori. Sì, ci sono tanti business - negozi di oggetti religiosi, alberghi, viaggi organizzati -, ma non così diversi da quelli che trovate a Lourdes, a Fatima, a San Giovanni Rotondo. Ma la mia opinione non conta. Contano i numeri, con cui un Papa così attento alla popolarità deve confrontarsi. Un milione di pellegrini l'anno in oltre trent'anni fa una cifra considerevole. C'è un sacco di gente, anche vip, che deve tutto a Medjugorje, o la salute o un felice cambiamento di vita. Se Francesco facesse una mossa falsa sul tema questa volta non dovrebbe subire una semplice pasquinata, ma molto peggio. Fuor dai denti: uno scisma silenzioso, milioni di persone che di una decisione sgradita semplicemente se ne sbatterebbero e continuerebbero a «votare coi piedi» impipandosene del Papa. Il primo pontefice gesuita astutamente ha blandito i media, soprattutto quelli pregiudizialmente avversi, per anni, così da avere una sponda sicura nella sua manovra, interna, di creare una Chiesa a sua immagine e somiglianza. Bene, è così che si fa, ha tutta la mia ammirazione. Però Medjugorje, ripetiamo, è una patata bollente, che ha tutti i requisiti per trasformarsi in una buccia di banana. Il vescovo di Mostar, da cui dipende, non ci crede. Né la Chiesa può sconfessarlo (anche se al Papa gesuita non mancherebbe l'estro per trovare il modo). Ma la Chiesa non può neanche cagionare quello scisma silenzioso di cui si è detto. L'unica soluzione è decidere di non decidere, cosa che ha fatto finora. Ma allora, a che pro mandare l'ennesimo visitatore? Forse per continuare a tenere tutti sulle spine? Boh. Medjugorje, si è detto, è un mistero. Forse è un mistero che contempla varie puntate.
 
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/perch-papa-anti-medjugorje-rischia-scisma-1362983.html
Caso Medjugorje: possibile scontro fra: Vaticano, devoti e "spiritual seeker" cattolici?
Dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna ci manderà alle 4 del pomeriggio? Papa Francesco
Correva giugno 2015 e a Santa Marta papa Francesco si esprimeva così a pochi giorni dal trentaquattresimo anniversario dell’apparizione della Vergine Maria ai veggenti di Medjugorje. Di sicuro, quelle del Santo Padre sono state parole molto importanti, che hanno turbato parecchio i fedeli legati alla cittadina della Bosnia Erzegovina, dove in centinaia di migliaia vi si recano in pellegrinaggio.
A distanza di circa 18 mesi, appena qualche giorno fa, la sala stampa del Vaticano ha fatto sapere che monsignor Hoser, arcivescovo di Varsavia, vi si recherà in qualità di Inviato al fine di raccogliere conoscenze in merito alla situazione pastorale del luogo.
Ciò ha messo un pò in subbuglio la gremita comunità legata a questo culto, che già in passato non aveva visto di buon occhio le parole e le posizioni del pontefice, schieratosi contro il concetto - definito anticattolico - di Madonna Superstar.
Ma cos’è che spinge milioni di persone a cercare l’evento straordinario e riporre così tanta fiducia nei mistici (non solo di Medjugorje) e nei loro messaggi rivelati?
Il rischio per una grande religione come il cattolicesimo è quello di vedere l’allontanamento dei fedeli per la sua struttura ormai sedimentata, con un’impostazione ordinaria e quasi amministrativa della fede, nonostante le grosse novità portate da Francesco sotto il profilo comunicativo. Gli scandali legati alla pedofilia e alle ricchezze della Santa Sede portano parecchie persone ad allontanarsi o a non avvicinarsi totalmente ad una struttura inclusiva, che comunque non fornisce secondo studi importanti l’appeal di cui avrebbe bisogno, verosimilmente proprio a causa della burocratizzazione dell’intero sistema, caratterizzato dalla divisione in ruoli predefiniti, che non lasciano spazio alla partecipazione diretta dei fedeli, se non in delle funzioni in cui i sacerdoti impersonano il ruolo dei pubblici ufficiali.
Nella sociologia della religione è stato molto utilizzato negli ultimi anni il concetto di Designer Religion, che si è accompagnato a quello di Designer Politics, cioè della ricerca di una religione e di una politica fatta su misura, corrispondente all’esigenza di centralità che l’individuo vuole ricavarsi all’interno della sua esistenza e dell’ambiente in cui vive, con la diretta conseguenza della nascita di vari nuovi movimenti in entrambi gli ambiti, lontani dalle strutture di plausibilità su cui, secondo Berger, si fonda la religione. A tal proposito, è stato coniato il termine di Spiritual Seeker, citato dalla professoressa Stefania Palmisano (Dipartimento di Politiche, culture e società dell’Università degli Studi di Torino) nel suo saggio La spiritualità del dio personale, inserito nel volume Piccoli atei crescono, in cui si esamina la situazione italiana legata ad una nuova esigenza di spiritualità, non tanto cercata attraverso il milieu olistico offerto (come all’estero), bensì all’interno della stessa fede cattolica. Discipline come yoga e meditazione trascendentale sono in crescita sia fra credenti che fra non credenti, ma la maggioranza dei fedeli di casa nostra restano cattolici, basandosi maggiormente sul concetto di Spiritualitas cristiana.
C’è sempre più una maggiore ricerca della spiritualità diretta non veicolata da sacerdoti che, come viene sostenuto nello stesso saggio, ha un’accezione fortemente inclusiva, al contrario di una religione vista ultimamente soprattutto in chiave etnocentrica.
Questa ricerca di contatto autentico riguarda in particolare le donne che, a livello globale, in numero crescente si sono allontanate dalla religione ufficiale, anche per un mancato riconoscimento nei loro confronti di un ruolo importante. La nascita di correnti come La Spiritualità della Dea (spiegata dal saggio della dottoressa Roberta Pibiri nel volume D come donne, D come Dio della prof.ssa Palmisano)in cui si va a riscoprire il ruolo fondamentale e storico della divinità femminile all’interno della religione (anche nelle cosiddette società gilaniche), è un messaggio chiaro sul cambiamento in atto nella società e sulla necessità di riforme all’interno di una religione, in cui non si comprende ancora bene se la spiritualità non veicolata e guidata ufficialmente da religiosi viene vista come una minaccia alla credibilità dell’istituzione stessa.
Su Facebook sono nate molte pagine legate anche a figure religiose a cui migliaia di fedeli cattolici hanno aderito. Con immense catene di amen, richieste di esorcismi e preghiere per ricevere grazie, si ritrovano in migliaia all’interno di comunità virtuali dove si leggono spesso commenti (in particolare di donne) che si appigliano non solo alla fede, ma soprattutto ai membri del gruppo (chiamati fratello o sorella) per superare momenti o situazioni difficili, proprio come si faceva tempo addietro tramite le chiacchierate con il parroco del paese. Ciò può essere normale, ma risulta comprensibile la preoccupazione della Chiesa in riferimento all’affidarsi ad una spiritualità ritagliata su misura in cui forse troppo facilmente si fa riferimento ad influssi del maligno per problemi che poco hanno a che fare con l’ultraterreno, bensì con casi di solitudine o con posizioni sociali affatto valorizzate.
Negli anni ’60, l’antropologo sociale Ioan Lewis, nel libro “Possessione, stregoneria e sciamanesimo”, parla di casi in Africa di possessione di folletti e spiriti (Sar, Zar Bori) fra donne escluse da ruoli importanti in gruppi dominati dagli uomini e che spesso trovavano la loro dimensione in culti “non ufficiali” dove le pratiche erano invece officiate da “sacerdotesse”. Naturalmente la situazione è molto differente rispetto a quella italiana e non si vuole assolutamente offendere la sensibilità di nessuno, ma in alcuni casi forse il bisogno di una spiritualità, in virtù della quale si riprenda il timone della della propria vita sia religiosa che di tutti i giorni, attualmente costituisce a volte un’importante via di mezzo per persone non soddisfatte dall'ordinarietà, ma vogliono restare ancorate alla Chiesa anche attraverso pellegrinaggi o esperienze molto forti, in cui l’aspetto ordinario della fede si unisce a quello straordinario dei miracoli e delle apparizioni.
Appunto, il caso delle manifestazioni mariane costituisce un esempio di spiritualità inclusiva sia in ambito cristiano che musulmano, che va aldilà del semplice sincretismo o del ruolo della religione vista come collante sociale (vedesi le presunte apparizioni della Vergine Maria in Egitto, a Zaytun nel 1968 e ad Assiut nel 2000), animando una spiritualità ed una ricerca comune del sacro che giunge dove l’istituzione religiosa non sarebbe mai arrivata.
Che i messaggi di Medjugorje siano reali o fantasie attualmente non si sa. Di sicuro c’è la possibile spaccatura all’interno di una parte della Chiesa fra chi non ripone fiducia fra i veggenti, basandosi sulla dottrina, e chi crede fortemente in quei messaggi.
Padre Amorth, deceduto da qualche mese, il 15 settembre 2011, attraverso i microfoni di Radio Maria consigliava ai fedeli di pensare con la propria testa, scagliandosi con preoccupazione contro alcuni cristiani (preti e vescovi in primis) scettici sui fatti di Medjugorje e rei di non credere a quella da lui definita come: la Mamma di Dio, inviata per 30 anni come si faceva nei millenni precedenti con i profeti.
Dall’altro lato Bergoglio, considerato secondo una ricerca effettuata fra i giovani uno fra i pochi leader credibili (non solo dal punto di vista religioso), sembra orientato su posizioni ben differenti. Secondo il saggio di Roberta Ricucci, Io ballo da sola. Lontani dalla chiesa, non da Francesco, l’attuale pontefice, proprio per il suo imprinting più votato alla giustizia sociale che al sacro, è in grado di attirare le simpatie e i pareri positivi dei non credenti e di coloro i quali si erano allontanati dal cattolicesimo, con una velata critica da parte di una minoranza di giovani praticanti, preoccupati da un possibile (ed involontario) ruolo divisorio del Papa per la sua linea di pensiero e di azione.
Da credenti o non credenti, le analisi sociologiche portano a comprendere che la ricerca di spiritualità è in aumento e va aldilà dell’identificazione con una religione (vedesi la nascita di nuovi movimenti religiosi), ma potrebbe costituire potenzialmente un elemento fondamentale per la sopravvivenza di quest’ultima, forse anche in ambito interculturale. Il dibattito resta aperto.
© Francesco Carini - tutti i diritti riservati
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2017/02/14/caso-medjugorje-possibile-scontro-fra-vaticano-devoti-e-spiritual-seek/25143/

ESCLUSIVO – Monsignor Hoser: “A Medjugorie non mi occuperò dei veggenti”

Henryk Hoser“Non conosco il motivo per il quale ha nominato me. Gli sono grato. L’ incarico non mi spaventa. I frutti spirituali di Medjugorje sono buoni.” Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana monsignor Henryk Hoser, polacco, arcivescovo della diocesi Varsavia- Praga, nominato recentemente inviato speciali del Papa per   gli aspetti pastoriali a Medjugorje.
Eccellenza, si aspettava questo incarico?
“No, e non conosco il motivo per il quale il Papa mi ha nominato. Ovviamente gli sono grato, lo esplicherò col massimo del mio impegno, però non mi spaventa”.
Lei passa per un vescovo conservatore…
“Io non mi definisco così. Piuttosto sono un uomo di Chiesa  che cerca di essere fedele alla Parola, alla dottrina, e alla Tradizione, ovviamente a tutti i documenti . E allora, se questo vuole dire essere conservatore,  sono  conservatore”.
La Polonia, della quale lei è figlio, nutre verso Medjugorje, generalmente, sentimenti positivi…
“In effetti risponde al vero. I cattolici di questa nazione, che è profondamente mariana, hanno una bella idea di Medjugorje,  questo per linee generali. E ci vanno  numerosi. Del resto, a Medjugorje ogni anno arrivano 2000.000  di pellegrini e questo  qualche cosa  significa. Io però non mi occuperò degli aspetti teologici e delle apparizioni  che sono oggetto della Commissione Pontificia. Il mio raggio di azione è la pastorale”.
I veggenti?
“Per me non sono nè un problema, nè il problema. Le ripeto, non fanno parte del mio compito”.
Giovanni Paolo II che lei conosceva bene,  nutriva buoni sentimenti verso Medjugorje…
“Lui era devoto alla Madonna in  genere, compresa quella di Medjugorje. Non è una cosa cattiva”.
La Madonna di Medjugorje è Regina della Pace, ma anche della Famiglia che lei da vescovo sostiene in modo deciso..
“Vero. E’ molto importante invocare Maria per la protezione della famiglia formata da uomo e donna uniti nel matrimonio sacramento. Nelle apparizioni di Medjugorje troviamo al centro il rosario, l’ adorazione eucaristica, il digiuno, la penitenza, tute cose positive per la vita e lo sviluppo della fede che vanno incentivate ed incoraggiate”.
Quali sono i frutti di  Medjugorje?
“Come le dicevo, io mi limito alla pastorale e non alla dottrina e dunque non al tema veridicità. In quanto ai frutti sulle anime, mi sembrano positivi. Per frutti intendo la pratica dei sacramenti, le conversioni, il cambio nello stile di vita, la partecipazione alla messa e questo avviene a Medjugorje  , non possiamo negarlo e non tenerne conto pastoralmente”.
Lei ultimamente è stato malato gravemente. E’ vero che ha pregato anche la Madonna di Medjugoria?
“Ho contratto la malaria in Africa. Ho pregato la Madonna,  io credo a Maria in tutte le sue manifestazioni”.
Bruno Volpe

Fonte: La Fede Quotidiana

1 commento:

  1. Sia Lodato Gesù Cristo
    Personalmente ho forti dubbi su Medjugorje, anzi, a seguito di due pellegrinaggi. In particolar modo nel secondo, una contraddizione evidentissima e veramente assurda. Si può cambiare l'orario di apparizione perchè si è in ritardo nell'arrivare sul posto indicato? Non più le 22.00 ma alle 23.00 così è accaduto una sera perchè la Santa Messa era stata più lunga del solito e allora l'orario delle apparizioni si è spostata in avanti. Da qui ho cercato di capire e di questioni bollenti ne sono venute fuori tante. Marco Corvaglia ha una serie di documentazioni e obiezioni che richiedono almeno una spiegazione o comunque una confutazione. Contraddizioni sono anche su un libricino che ho acquistato li. Eventi prima dati per certi dai veggenti e poi negati, alla domanda, hai visto satana? Risposta, si. L'anno dopo alla stessa domanda, risposta no.
    Ho sollevato questo problema e anche quelli dottrinali a diverse persone, sacerdoti compreso, senza avere risposta alcuna se non vaghe affermazioni.
    L'aspetto dottrinale deve essere almeno armonizzato, la dove vi sono delle contraddizioni e la tecnica di far "sparire" nella mischia quei messaggi sa di assurdo e conferma di falsità.
    Credo nella Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica e Romana, nella Santissima Vergine e nelle vere apparizioni, spero che sia vera anche quella di Medjugoirje, infatti credo che a tutti farebbe piacere sapere Maria in mezzo a noi - cosa che comunque indipendentemente dalle apparizioni è - ma bisogna che sia vera anche quella di Medjugorje, altrimenti non saremmo dei credenti ma creduloni.
    Comunque il tempo sarà giudice in questo caso, infatti non si avvererà nulla di quanto affermano i veggenti, morirà chi deve rivelare i segreti, nessun segno indiscutibile e anche i fervidi medjugorjani si dovranno rassegnare e lo scandalo, vero obiettivo di satana, farà perdere con gli interessi i “guadagni”. A questo mira il demonio, per questo ai ferventi sostenitori; magari aveste ragione voi, ma la prudenza dove è? Maria Santissima è la Vergine Prudentissima, almeno in questo imitatela e siate prudenti, il demonio fa anche del bene per confondere queste parole le dice chiaramente s. Paolo. Scandalo obiettivo di satana, scandalo che trova in N.S. Gesù Cristo, parole durissime per chi ne è causa, proprio perché l’effetto di uno scandalo è disastroso.
    Viva Maria

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