ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 20 febbraio 2017

E ogni due per tre cita una frase del Vangelo…

L’Unar di Spano e quegli incontri con l’alto clero


Cosa facesse l’Unar si sapeva: indottrinare i bambini con il gender, cercare di portare in galera presunti omofobi, creare una cultura che in nome della lotta alla discriminazione criminalizza coloro che sono contro adozioni gay, utero in affitto…
Era stato denunciato più volte; ora si sa anche con chiarezza che l’associazione, guidata da Francesco Spano, finanzia orge nei locali gay. Con i soldi pubblici.
Ma chi è Francesco Spano (nella foto con cappottino rosso)? Sulla sua pagina facebook fa il guerriero a favore dei “diversi”: LGBT rom, stranieri…

E ogni due per tre cita una frase del Vangelo… e un incontro con un alto porporato italiano: il cardinal Vallini, il cardinal Scola, monsignori vari…
Così, dirà il lettore, si cerca di colonizzare anche l’avversario (anche finanziando, sempre con i soldi pubblici di cui l’Unar dispone, realtà cattoliche come Sant’Egidio, da cui proviene mons. Vincenzo paglia, l’amico di Marco Pannella).

Certamente, ma si può aggiungere: come mai questa grande disponibilità degli uomini di chiesa a dare udienza e ascolto al volto ufficiale dell’Unar, pur essendo note le loro battaglie contro la famiglia e per il gender?



Una domanda angosciante, che fa il paio con la seguente: quanti vescovi e cardinali danno udienza e spazio, con tale disponibilità, a quei cattolici che lottano contro il gender, contro l’aborto, per la difesa della vita e della famiglia?

Mistero d’iniquità



Il video:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/roma-orge-e-prostituzione-e-palazzo-chigi-paga_692434.html


 Dalla pagina facebook di Adinolfi:
UNAR, TUTTO QUELLO CHE LE IENE NON VI HANNO DETTO
di Mario Adinolfi
Avete immagino visto in molti il servizio di Filippo Roma de Le Iene sul finanziamento di oltre 55mila euro assegnato dal direttore dell’Unar Francesco Spano (quello in cappottino arancione che scappa due volte quando gli addebiti si fanno stringenti) ad un’associazione che è solo una copertura ad un’attività di circoli dove si pratica la prostituzione gay, con annessi centri massaggi, saune, dark room e luoghi dove la sola finalità è la consumazione di attività omosessuale promiscua senza regole. Oltre 55mila euro di finanziamento pubblico alla prostituzione gay, ad un’associazione che lucra sulle attività indicate senza pagare un euro di tasse, facendosi schermo con la solita attività (mai nella realtà praticata) delle lotta alla discriminazione sessuale.
Il Popolo della Famiglia aveva denunciato questa situazione a Roma quasi un anno fa, in occasione della sua campagna elettorale nella Capitale in cui chiedeva di “estirpare le colonie del male”, indicando proprio in circoli e dark room come quelle finanziate dallo Stato i luoghi dove si sviluppava una cultura del sesso promiscuo che mescolato al consumo sistematico di droghe aveva portato a tragedie come quelle dell’omicidio di Luca Varani. Proprio per questa attività di indagine e denuncia che il Popolo della Famiglia a Roma porta avanti fin dalla sua fondazione nel marzo 2016, siamo in grado di fornirvi i dettagli che Le Iene hanno deliberatamente occultato, non indicando ad esempio il nome dell’associazione finanziata, l’importo complessivo del bando, il legame a doppio filo tra il direttore dell’Unar Francesco Spano e questa associazione ed altre questioni che qui riveleremo.
Cominciamo facendo nomi e cognomi. L’associazione che risulta assegnataria degli oltre 55mila euro di finanziamento pubblico per la “promozione di azioni positive” in un bando in cui il 4 novembre si sono assegnati complessivi 999.274 euro (appena sotto il milione per non incorrere in vincoli precisi che la legge prevede) a soggetti come Arcigay, Arcigay Roma, Lista Lesbica italiana e via dicendo, si chiama Anddos. Traduzione dell’acronimo? Semplice: Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale. La solita arcinota solfa. Cosa fanno in realtà i circoli Anddos? Non c’è da far fatica, lo spiega direttamente il loro sito: “I circoli Anddos sono luoghi sicuri, pensati per il tuo benessere, dove potrai condividere esperienze, trovare accoglienza, manifestare appieno la tua sessualità”. Il servizio delle Iene spiega in maniera precisa come si “manifesta appieno” tale “sessualità”: prostituzione gay mascherata da centri massaggi, dark room, glory hole, locali per orge omosessuali.
Francesco Spano, il direttore dell’Unar, davanti a Filippo Roma cade dalle nuvole e poi se la dà a gambe (sì, scappa fisicamente, ben due volte, saltellando avvolto nel suo appariscente cappottino arancione) ma ha rapporti molto stretti con Anddos e i suoi circoli, in uno dei quali si è tesserato il 18 marzo scorso, per poi andare a inaugurare il 10 giugno scorso la sede nazionale Anddos facendosi fotografare accanto al presidente Mario Marco Canale.
Dei circoli Anddos erano frequentatori Marc Prato e Manuel Foffo, gli autori dell’omicidio Varani. Marco Pasqua, coraggioso capocronista del Messaggero dichiaratamente omosessuale, all’indomani di quel feroce assassinio raccontò la realtà di quei circoli: “All’ingresso dei circoli si consegna addirittura una bustina di cocaina e che per i Vip la stessa è compresa nel biglietto, con fiumi di droga che scorrerebbero poi nei privè e sulle piste”. Anddos non era neanche citata da Pasqua, ma il presidente di Anddos Mario Marco Canale evidentemente con lunga coda di paglia annunciò querela contro Marco Pasqua e la sua denuncia del “vaso di Pandora” che sarebbe stato scoperchiato dal caso Varani così profondamente legato alla realtà dei circoli della prostituzione gay e alle dark room. Ne scrissero anche Giuseppe De Lorenzo ed altri su Il Giornale: “La droga, quella non manca mai: cocaina, MDMA, droga del sesso. Il chem-sex, misto di stupefacenti e droga, è la religione di base”.
Bene, dopo tutto questo, dopo che tutta Italia sa bene cosa avviene nei circoli Anddos, dopo le denunce in tal senso tanto irrise del Popolo della Famiglia, Francesco Spano assegna 55.540 euro di soldi pubblici della presidenza del Consiglio a tale associazione, così notoriamente dedita solamente ad attività esecrabili? Se lo fa, lo fa per un solo motivo: perché fruisce dei “servizi” di tale associazione come dimostra la tessera stipulata in un circolo Anddos il 18 marzo 2016 e perché è legato a doppio filo con essa (inspiegabile altrimenti la presenza all’inaugurazione della nuova sede il 10 giugno scorso).
Il Popolo della Famiglia chiede a Paolo Gentiloni e a Maria Elena Boschi in qualità di delegata alle Pari Opportunità alla data del 4 novembre 2016 in cui sono stati stanziati i fondi, di rimuovere immediatamente Francesco Spano dal ruolo di direttore dell’Unar e di provvedere immediatamente alla chiusura di questo ufficio che anche con il direttore precedente, rimosso per infortunio di altra natura, ha dimostrato di essere solamente una longa manus della lobby Lgbt per il drenaggio di una enorme quantità di denaro pubblico nelle casse delle loro associazioni, per progetti sempre opachi e molto diversi dalla natura dichiarata. Chiediamo altresì che venga immediatamente sospesa l’erogazione dello stanziamento ad Anddos, rimossa tale associazione dall’elenco di quelle finanziabili dalla presidenza del Consiglio, con relativa denuncia per truffa ai danni dello Stato anche per eventuali altri fondi ottenuti con bandi del passato. In una società che condanna le famiglie italiane a non arrivare a fine mese (il 48.3% non ce la fa, sono i dati del rapporto Eurispes di poche settimane fa) lo stanziamento di un milione di euro gestito dall’Unar con queste modalità scandalose rappresenta un vero e proprio sputo in faccia a chi ha veramente bisogno

I radicali esultano: anche il Vaticano, finalmente, ha capito

Antonio Righi20 febbraio 2017

Presentazione libro su Pannella: cardinal Paglia presente!

L’associazione radicale Rientro dolce lotta da sempre per aborto, sterlizzazione, eutanasia, suicidio…. anche in nome del sovrappopolamento.
Oggi può gioire, perchè le sue tesi vengono sposate anche in Vaticano:



Certo, il matrimonio non è ancora completo, ma siamo sulla strada giusta:

Mons. Paglia, radioso, nella sede dei Radicali:

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2017/02/i-radicali-esultano-anche-il-vaticano-ha-capito/

Unar nella bufera: sull'ufficio di Palazzo Chigi che promuove il gender l'ombra della prostituzione gay
Servizio delle Iene denuncia: l’Unar ha finanziato con 55mila euro un circolo gay in cui aleggia lo spettro della prostituzione. L'imbarazzo del direttore dell'ufficio che fa capo a Palazzo Chigi: "Verificheremo". Ma il sospetto è che lo stesso direttore sia socio del circolo finanziato. Lui abbozza qualche timida risposta, ma la vicenda è torbida. Se fosse confermato emergerebbe lo scandalo del finanziamento pubblico ad un circolo che pratica reati di natura sessuale.
Torniamo a parlare dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali che fa capo al Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio. Sulla carta tale Ufficio dovrebbe promuovere la «parità di trattamento» e provvedere alla «rimozione delle discriminazioni» razziali, etniche e sessuali. Di fatto, come abbiamo ampiamente documentato nel passato l’Unar persegue quasi esclusivamente l’obiettivo di diffondere, soprattutto nelle scuole e a livello massmediatico, la teoria del gender. Ricordiamo a questo proposito che tale Ufficio è stato il primo artefice del famigerato documento “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.
Ieri sera su Italia 1 è andato in onda un servizio del programma Le Iene in cui si racconta che l’Unar ha finanziato con 55mila euro un circolo gay dove, tra le altre attività, pare si eserciti la prostituzione omosessuale.
La iena Filippo Roma ha raccolto queste indiscrezioni da una persona che ha voluto tenere l’anonimato. Costui ha spiegato che questa associazione omosessuale non è niente altro che un circolo gay dove le persone si incontrano per avere rapporti sessuali, a volte anche a pagamento. Oltre al reato di favoreggiamento della prostituzione l’associazione sarebbe rea anche di non pagare le tasse facendosi passare per una organizzazione no profit. La talpa che ha rivelato tutto ciò alle Iene tira poi le somme: “Quello che trovo assurdo è che un’associazione come questa, con circoli, saune, centri massaggi, dark room, ma soprattutto dove si pratica la prostituzione, possa aver vinto un bando della Presidenza del Consiglio”.
In merito a quest’ultimo aspetto il contatto delle Iene precisa che chi si prostituisce di norma sono i massaggiatori presenti nel circolo: “Finito il massaggio chiedono esplicitamente al cliente se vuole andare oltre, con qualche servizietto extra a pagamento. Esistono dei veri e propri listini, ogni cosa ha il suo prezzo”.
Infine colui che ha segnalato questa vicenda alle Iene afferma che il direttore dell’Unar, Francesco Spano, è socio proprio dell’associazione che ha ricevuto i soldi dall’Unar stesso. A riprova ne indica gli estremi: codice socio, numero della tessera, data di rilascio e di scadenza e data di nascita. La Iena Filippo Roma si reca allora in alcuni di questi circoli gay per verificare, munito di telecamera nascosta, quanto detto dal suo contatto. Dalle immagine mostrate appare chiaro che la sua fonte era attendibile.
Roma allora decide di chiedere lumi al direttore Spano incontrandolo di persona. Questi afferma che i finanziamenti vengono rilasciati alle associazioni se le finalità presenti nei loro statuti coincidono con i criteri di assegnazione fondi decisi dall’Unar. La iena allora fa presente che ogni tanto servirebbero delle verifiche sul campo per appurare che ciò che dice lo statuto non sia solo un paravento per fare tutt’altro ed addirittura, come in questo caso, attività illecite quali la prostituzione. Spano, con pieno imbarazzo, ribadisce che l’Unar fa controlli solo cartacei, però promette che su questo caso particolare verificheranno meglio. In merito invece al fatto che Spano sia socio dell’associazione, il direttore nega decisamente. Ed infine la iena Filippo Roma così chiosa: “Sia mai che chi dispensa fondi pubblici a una serie di associazioni, sia anche socio di quella associazione, no? Se no ci sarebbe un conflitto di interessi?”.
Naturalmente tutto quanto riportato da Le Iene dovrà essere formalmente appurato, ma rimane in noi la sensazione fastidiosa nata dal fatto noi contribuenti non solo diamo soldi per incentivare pratiche omosessuali, ma addirittura per agevolare la prostituzione gay. E queste sarebbero attività volte a contrastare le discriminazioni sessuali?

di Tommaso Scandroglio 20-02-2017