ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 1 marzo 2017

Pochi papi,tanti vescovi,troppi preti..

I Papi all'inferno




03:30

I Papi all'inferno canto XIX Io non so s'i' mi fui qui troppo folle, ch'i' pur rispuosi lui a questo metro: «Deh, or mi dì: quanto tesoro volle Nostro Segnore in prima da san Pietro ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa? Certo non chiese se non ``Vie… [Espandi]
Colui pertanto che cerca di comparire con una cura smodata del corpo o con troppo lusso nelle vesti o nelle altre cose, con ciò stesso è facilmente convinto d'essere seguace delle pompe del secolo, e non ingannerà nessuno con una falsa apparenza di santità. Colui invece che nella professione di cristiano attira sopra di sé gli sguardi del pubblico per la sua negligenza e sudiceria, e fa ciò non per necessità ma volontariamente, dalle altre sue opere si potrà arguire se lo fa o per disprezzo d'un lusso superfluo, o per qualche motivo d'ostentazione: ond'è che il Signore raccomanda di guardarci dai lupi che si nascondono anche sotto pelle di pecora, dicendo: «Ma li riconoscerete dai loro frutti» (Matth. 7,20).
Poiché quando certe prove cominceranno a sottrarre o a negar loro quelle stesse cose che con siffatta veste o hanno conseguito o si ripromettono di conseguire; allora necessariamente apparirà se sia un lupo sotto pelle di pecora o una pecora nella sua pelle. Il Cristiano pertanto non deve attirarsi gli sguardi degli uomini con ornamenti superflui per il motivo che spesso gl'ipocriti si coprono di questo esteriore austero e povero per ingannare gl'incauti: le stesse pecore non devono spogliarsi della loro pelle perché qualche volta se ne rivestono i lupi.
Omelia di sant'Agostino Vescovo
Libr. 2 sul Sermone del Signore sul monte, cap. 12, tomo 4

I Papi all'inferno

I Papi all'inferno canto XIX

Io non so s'i' mi fui qui troppo folle,
ch'i' pur rispuosi lui a questo metro:
«Deh, or mi dì: quanto tesoro volle
Nostro Segnore in prima da san Pietro
ch'ei ponesse le chiavi in sua balìa?
Certo non chiese se non ``Viemmi retro".

Né Pier né li altri tolsero a Matia
oro od argento, quando fu sortito
al loco che perdé l'anima ria.
Però ti sta, ché tu se' ben punito;
e guarda ben la mal tolta moneta
ch'esser ti fece contra Carlo ardito.
E se non fosse ch'ancor lo mi vieta
la reverenza de le somme chiavi
che tu tenesti ne la vita lieta,
io userei parole ancor più gravi;
ché la vostra avarizia il mondo attrista,
calcando i buoni e sollevando i pravi.
Di voi pastor s'accorse il Vangelista,
quando colei che siede sopra l'acque
puttaneggiar coi regi a lui fu vista;

quella che con le sette teste nacque,
e da le diece corna ebbe argomento,
fin che virtute al suo marito piacque.
Fatto v'avete dio d'oro e d'argento;
e che altro è da voi a l'idolatre,
se non ch'elli uno, e voi ne orate cento?
Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,
non la tua conversion, ma quella dote
che da te prese il primo ricco patre!».
https://gloria.tv/video/VUCP6g7PTymC4A4raPqA6z8rR

                                                                           https://www.youtube.com/watch?v=DJwO4SZkeHY

Dante e i Papi nella Divina Commedia - 

Ianieri Edizioni Pescara 2016

Prete ucciso a Trieste, a processo l'ex parroco di Pizzoli

Don Paolo Piccoli accusato dell'omicidio di monsignor Giuseppe Rocco, 92 anni, trovato strangolato nella propria camera nel seminario: il movente sarebbe un furto di oggetti preziosi


L'AQUILA. È stato rinviato a giudizio dal gup di Trieste (Giorgio Nicoli) don Paolo Piccoli, 52 anni, sacerdote di origini venete e già parroco a Pizzoli, per l'omicidio di monsignor Giuseppe Rocco, 92 anni, trovato strangolato nella propria camera nel seminario di Trieste, il 25 aprile 2014. Il processo davanti alla Corte d'Assise di Trieste si aprirà il 30 giugno. Piccoli, all'epoca incardinato a Trieste, è imputato di omicidio volontario, aggravato dall'età avanzata della vittima.

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Entrato nell'inchiesta come testimone, poiché vicino di stanza dell'anziano presule, Piccoli fu in seguito indagato per il delitto, secondo gli investigatori motivato da un furto di oggetti sacri scoperto da monsignor Rocco. Tra gli indizi che lo accusano, alcune tracce di sangue trovate sulle lenzuola del letto dell'anziano sacerdote. Il corpo del prelato, vestito come se stesse per uscire, fu rinvenuto ai piedi del letto, nell'appartamento che occupava alla Casa del clero. L'elemento che fece imprimere una svolta alle indagini fu la radiografia del collo dell'anziano prete, dalla quale emersero con chiarezza lesioni riconducibili a un'azione violenta, e non a un evento accidentale. Le indagini, coordinate dal pm Matteo Tripani, furono condotte dal Nucleo Investigativo dei carabinieri.